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Già da qualche giorno circola nel paese una nuova proposta progettuale che , ...
Il Consigliere Comunale di opposizione Alfano, subentrato in Consiglio dop ...
Qualche mese fa in Bovino circolava spesso il nome di una persona che per molti ...
Sabato 21 Dicembre 2019, appuntamento alle ore 20,00 con tutti i soci CTA dell ...
Finalmente è arrivato il sole, la natura esplode con tutti i suoi meravigliosi colori e il nostro corrispondente ci sottopone le sue osservazioni in merito alle ultime alluvioni che hanno interessato il nostro territorio:
"Piove, governo ladro!" ( rivista satirica torinese Il Pasquino 1861)
C’è sempre da imparare e le trascorse “piogge alluvionali” lo dimostrano.
Ormai è accertato che le stagioni, ovvero l'intervallo di tempo che intercorre tra un equinozio e un solstizio, mentre prima si alternavano con quella misurata regolarità del saggio contadino, oggi sono diventate pericolosamente imprevedibili.
Tralasciamo il complesso problema-argomento del mutamento climatico, che richiede un confronto scientifico attendibile e documentato (non opinioni da bar).
La provincia di Foggia è da tempo considerata una delle aree pugliesi a più elevata suscettibilità geomorfologica, con oltre 680 frane attive o quiescenti.. L’area più vulnerabile è quella dei Monti Dauni, dove di recente si sono verificate frane e voragini, con il cedimento o slittamento del terreno su cui poggiavano alcune strade. Ma non è solo questione di un accertato mutamento del clima generale. (4 aprile 2026) Per la geologa Giovanna Amedei le cause sono anche altre:“Nel Foggiano, le aeree interessate dal dissesto idrogeologico non sono nuove a questi problemi. Sono aree cartografate a rischio molto elevato. Da decenni diciamo che mancano le progettualità, non sono mai stati eseguiti interventi sulle infrastrutture, così come manca la prevenzione, manca la manutenzione dei corsi d’acqua, anche quelli secondari spesso abbandonati e destinati a diventare discariche a cielo aperto. Urge una seria pianificazione del territorio affidata a seri professionisti.”
Detto ciò, proviamo invece a capire cosa è successo sul nostro territorio, a seguito delle abbondanti piogge dei primi di aprile. Il torrente Cervaro in piena, non ha fatto altro che “replicare” quanto già dimostrato anni addietro. Le acque tumultuose allagano "Lo Moleno d'acqua del Ponte" e la stazione Ferroviaria…..niente di strano, perché la dinamica della piena era prevedibile, in base alle esperienze precedenti. Quindi? La risposta e le soluzioni, erano già in mano ai tecnici ed ai vari Enti responsabili alla gestione del nostro bacino idrico. Nel suo insieme, da un punto di vista naturalistico, il territorio di Bovino ha tenuto molto bene soprattutto per la consistente copertura arbustiva e arborea delle nostre colline e per la vegetazione spontanea radicata sui prati sommitali, per fortuna non ancora dissodati, la cui cotica erbosa ha funzionato da spugna e reticolo di trattenimento. Fatti evidenti, che non richiedono particolari professionalità, in quanto nozioni della cultura base nelle scuole medie.

https://www.facebook.com/reel/966585649382718
I danni più rilevanti, causati dall’ingrossamento di alcuni canali interni, con una portata di acqua eccezionale, si sono presentati in loc. Cubiello e sulla strada Piano Martino-Casale dove per diversi giorni alcune aziende agricole sono rimaste isolate.
Vale la pena soffermarsi sulla frana a scorrimento che ha coinvolto la SCI in loc. Femminamorta, dove praticamente con lo sgretolamento del piano stradale, è saltato il collegamento dal bivio Cimitero per Radogna. Anche in questo caso c’era da aspettarselo, perché da anni esiste uno scorrimento di frana con un fronte di circa due km., su cui “galleggia” la sede stradale, il resto è facilmente prevedibile e si dovrebbe intervenire, perchè la SC1 non va considerata come un percorso interno rurale.
La SC1 risulta una valida alternativa per collegarsi da Radogna con Foggia e Bari e per poter raggiungere altri Comuni limitrofi. E vi pare poco??
Sarebbe opportuno migliorare e consolidare in smart questa sede stradale, così da poter assicurare un percorso di riserva in casi particolari, ma anche e sopratutto rendere sempre la SC1 fruibile anche da bus e veicoli pesanti da emergenza-soccorso.
...PER VEDERE DI PIU': 
https://www.facebook.com/reel/1830871768330712

Non sappiamo quanti degli attuali Amministratori, si siano interessati al problema del “flop Guardia medica” a Bovino, per “notturno 26 dic. Vicariato da Deliceto”. Nel dubbio, diciamo che è stato solo un episodio isolato e di breve durata…ma pur sempre con ripercussioni negative per l’apprensione, l’incertezza ed il disagio, che vanno a colpire ammalati e/o bisognosi di assistenza sanitaria, in periodi particolari, (la popolazione di Biccari risulta più penalizzata, non avendo per diversi giorni la Guardia medica nel periodo Natalizio). Il Comune di Torremaggiore, interviene direttamente per evitare l’interruzione di un servizio essenziale, e con una delibera di Giunta dell’8 gennaio 2026, approva un fondo straordinario a sostegno dei medici impegnati nel servizio di continuità assistenziale.
Il punto è che stare senza Guardia medica, anche se per poco, fa riflettere perché una prossima volta potrebbe durare per più giorni, e potrebbe coincidere in condizioni meteo avverse e critiche per la viabilità (nebbia, neve, ghiaccio, vento forte). Forse tanti Sindaci, tutti insieme per comprensorio, potrebbero prendere in considerazione quel che sono le potenzialità della “Protezione civile” a cui far riferimento con impegno e responsabilità, per trovare una risorsa e/o alcune soluzioni, tramite le funzioni della struttura comunale del COC. Quindi, per capirci, il periodo Natalizio insieme alle feste, porta una previsione stagionale di maltempo: nebbia, temporali, neve-ghiaccio….strade insicure. Cose ormai risapute da tempo e quindi prevedibili e gestibili.
Ecco che per la “cultura della previsione-prevenzione” i Responsabili dei Comuni Montani si dovrebbero chiedere: “A chi mi rivolgo, chi mi può supportare, per venire incontro agli anziani e disabili non autosufficienti, a cui assicurare un minimo di assistenza?
Ma son cose a cui i nostri Amministratori non sono abituati, sono troppo impegnati a pubblicare e pubblicizzare eventi melensi e manifestazioni autoreferenziali e/o appuntamenti pseudo-religiosi tanto inclusivi da dimenticare anziani soli e disabili o soggetti fragili….ma con una buona scorta di libri, possono essere accuditi in biblioteca.
Chiaramente dai “giullari di corte” nessuna voce di protesta, hanno preferito rifugiarsi nel commento di “immagini di strade animate, eventi partecipati e cittadini per una vita comunitaria” il tutto con il supporto delle tante volenterose associazioni. Va bene, siamo in periodo Natalizio 2025, anche questi dati positivi vanno evidenziati. Ma poi, come dichiarato dalla Sindaca:“Non abbiamo iniziato nel migliore dei modi il 2026” per un ordigno inesploso lasciato in un angolo nascosto di un’aiuola della Villa comunale.I Carabinieri a presidiare tutta la notte.”…. Però…insomma..anche il termine utilizzato: ordigno inesploso (?)sembra un tantino esagerato (dal dizionario, Ordigno: Bomba, congegno esplosivo complicato)trattandosi di un semplice petardo.
E torniamo a parlare della Villa e della necessità che venga attenzionata, perchè richiede più rispetto e dignità, senza aspettare il peggio.
A proposito del nostro Subappennino…. per far sperare la popolazione residente.

Per la serie “il Subappennino-Monti Dauni sempre in crisi” ci siamo abituati al gran parlare delle nostre Comunità e dei nostri paesi, ai quali è stato attribuito di volta in volta l’etichetta/appellativo di circostanza, che sia: piccoli comuni montani, meridionali, disagiati, borghi monti Dauni, Appennino Foggiano, Area interna Monti Dauni, Area vasta, Aree interne, ecc.. per motivare l’ennesima conferenze-incontro, del tipo: unioni, coesioni, tavoli di concertazione, tavolo tecnico permanente, fare squadra, proposte operative, servizi essenziali, ambito territoriale, progetto strategico, resistenza dei piccoli comuni, coordinamento dei piccoli comuni,ecc.. Il relatore di turno ed i Sindaci usano un frasario leggermente personalizzato ad effetto, ma solo per farsi notare, e dopo le tante belle parole annacquate con dati statistici, partono i propositi guerrieri che, come le foto ricordo, si sbiadiscono col tempo. Così per non smentirsi di recente hanno riproposto, con qualche sfumatura diversa, la coesione nei Monti Dauni Lucera 2026; piccoli Comuni Foggiani a Roma (9.12.2025) organismo dedicato all’emergenza spopolamento.
Ma non passa inosservata la notizia del 10 genn. 2026: Celle di San Vito non aderirà ad alcun percorso di “Fusione” o di “Unione” con altri comuni. Nell’ultima storica seduta del 2025, il 30 dicembre, il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità respingendo la proposta del Sindaco di Castelluccio Valmaggiore.Per cui si legge: “ad oggi, purtroppo, il Comune di Celle di San Vito non ha mai constatato benefici reali neppure dalle forme di gestione associata dei servizi; a maggior ragione, non ravvisa vantaggi nell’Unione dei Comuni e tanto meno nella Fusione. Durante “l’esperienza maturata dalla sottoscritta in questi 17 anni da sindaco, la partecipazione a organismi sovracomunali quali ARO, Ambito Territoriale e Area Interna non ha purtroppo prodotto risultati tangibili per la comunità cellese. Al contrario, nonostante le numerose richieste e segnalazioni formalmente presentate, abbiamo spesso riscontrato difficoltà nel garantire anche i servizi essenziali, in quanto lasciati sempre soli. Si ritiene pertanto che l’avvio di un ulteriore livello di Unione o, ancor più, di Fusione possa comportare un depotenziamento dell’autonomia amministrativa e politica del nostro Ente, con effetti pregiudizievoli per la tutela degli interessi della comunità locale”.
Certamente per tale dichiarazione ci saranno diverse interpretazioni, ma resta un fondo di verità: un po’ per tutti i Comuni, non si sono ancora constatati benefici reali con alcune forme di gestione associata. Come prima, ancor oggi, si resta condizionati da Bari e da Roma, “per scelte calate dall’alto” come si dice nel gergo comune e Comunale. Dove la retorica non basta, serve sostanza, serve visione, serve coraggio politico. Perché la storia non si fa con le parole, ma con le scelte.
Siamo al 2026, ma sembra proprio che questa nostra Amministrazione non abbia proposto nuove soluzioni e/o attuato qualche iniziativa coraggiosa per l’economia locale (APS prodotti locali-artigianato, prodotti agricoli, Associazione Cacciatori per lavorazione e smercio selvaggina) come prima, ancor oggi, il tutto si regge sulla cultura, la biblioteca, i musei, Casalena, Giardini e Castello, con il lodevole supporto della Proloco e di alcune associazione volontarie personalizzate. Strano che per manifestazioni ed eventi si mette in evidenza una produzione locale artigianale su base volontaria-gratuita e poi la stessa non viene incentivata dal Comune come produzione tipica, con relativa ricaduta sull’economia locale. E così via per tante altre cose….


Altre manifestazioni ed eventi, hanno alle spalle un’organizzazione responsabile di riferimento, e quindi una serie di filtri e controlli. Di queste “ incursioni” notturne in Villa non sappiamo quasi niente e le Autorità che dovrebbero vigilare non si pongono il problema. (vedasi manifestazioni in P.za Duomo ed altre simili, autorizzate con provvedimenti dell’Amministrazione).
Ma se dobbiamo parlare di “castelletto” perché certe manifestazioni-eventi non vengono svolti anche nel cortile del Castello o nei Giardini o al Museo??.....quando poi abbiamo tanto spazio disponibile all’Aia pubblica?


Come riportato sul sito del Comune: La realizzazione della villa comunale di Bovino va inquadrata nel contesto di quel felice e nobile senso di rinnovamento civile che, sviluppatosi tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, doveva fare di Bovino “una cittadina progredita al passo con gli altri centri della provincia”.

Questa volta il nostro corrispondente (che ci è mancato per parecchi giorni dall'ultimo articolo trasmessoci) si fa risentire con due articoli interessanti dai quali potremmo trarre dei consigli molto utili per accogliere meglio i tanti compaesani che rientrano in paese nei mesi di luglio ed agosto, nonché ai tanti turisti che preferiscono il fresco venticello di Bovino alle afose, affollate ed assolate spiagge:
1- CIRCOLANO VOCI
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A spasso per Bovino….(transenne)

Accoglienza pronta per i probabili turisti, con l'immagine di un paese ordinato ed organizzato. Il programma estivo viene annunciato goloso e coinvolgente!! Però qualcosa non quadra …tante transenne alla rinfusa e per intralcio, forse si tratta di arredamento urbano in stile “progressista”, conseguenza della cultura in biblioteca e degli artisti ospitati a Bovino. Passeggiando per il nostro paese, dentro e fuori il centro storico-turistico, si può notare a vista più di qualche angolo indecente. L'importante è produrre sport per tutti e tutti in biblioteca.

....ma allora, mettiamoci d’accordo: tutela e rispetto SI o NO??
Resta incomprensibile come uno stesso Ente Pubblico che per dovere istituzionale, è preposto alla tutela delle acque pubbliche e dell’ambiente (Via-Vas, ecc..) e che deve promuovere l’ecosostenibilità, mentre da una parte tende a questo impegno di tutela, poi con l’altra mano autorizza i privati a contribuire al danno ambientale sui corsi d’acqua.
Ci riferiamo ad alcune domande di “Licenza attingimento R.D. 11.12.1933 n.1775” per prelievo di acque superficiali dal Torrente Cervaro, indirizzate alla Provincia e pervenute al Comune nel maggio 2024. Qualche mese dopo nel Cervaro sono presenti e funzionanti alcune moto-pompe, che aspirano quella poca acqua rimasta, che rappresenta l’unico ristoro della fauna ittico-palustre. Sorge automatica ed istintiva, senza essere laureati in materia, la riflessione concreta: Ma quale quantità e/o portata di acque offre il Torrente Ceravo, in piena emergenza siccità conclamata, tale e tanto da poterne autorizzare il prelievo per uso agricolo-privato?. E quindi, con quale criterio e con quale valutazione sulla reale portata di un torrente, già sofferente d’acqua a maggio, si applica questo REGIO Decreto?? Ma siamo sicuri che questo comportamento dell’Ente Provincia, sia coerente per salvaguardare l’ecosistema fluviale-ripale, secondo normativa.? Quì sembra di andare indietro e non avanti, con tante recenti normative Nazionali ed Europee del 2000, ci si affida ad un REGIO Decreto del 1933 impastato da qualche aggiornamento…...
In particolare va anche considerato che l’area del Cervaro coinvolte da queste “Licenze di attingimento..” ricadono nell’area SIC 421090…….o non hanno più valore i SIC??
A sostegno delle nostre perplessità, possiamo rifarci al post del Comune di Bovino (5 agosto) in cui si annuncia: “Ottenuto con DGR Puglia n. 1007 del 15. 07.2024 un finanziamento di euro 537.519,57 per "Interventi di manutenzione del torrente Cervaro in località Giardinetto".….. L'intervento previsto è prioritario per la difesa del territorio e per la valorizzazione del patrimonio naturalistico.
Bene, benissimo!! Il Comune ripristina, rivaluta e recupera ese poi la Provincia autorizzasse altri prelievi in quel tratto del Cervaro…tanto per farlo prosciugare?
Ma allora mettiamoci d’accordo tutela e rispetto SI o NO??

Proposte e progetti per immagini quelle presentate da Michele Dota. Non so se sogni onirici o veri esercizi di fantasia, come lui li chiama.
Per Michele la loro realizzabilità si gioca sul rapporto tra il possibile ed il necessario: “Non tutto ciò che è possibile risulta necessario. Ma tutto ciò che è necessario dovrebbe poter essere reso possibile”.
In passato tanti i progetti e le opere finanziate e realizzate prive di ogni utilità e fini a se stesse. Strutture e contenitori rimasti vuoti e privi di vita. Il rischio che con il PNRR se ne realizzino altri è elevato.
Realizzare progetti e cose che servono, materiali ed immateriali, che siano volano di crescita per il territorio e occasione per i giovani di mettersi alla prova, dovrebbe essere la priorità. Moltiplicare le opportunità con il loro aiuto dovrebbe essere l’imperativo.


Da capofila l’Archeoclub-Aps, insieme ad altre Associazioni ETS di Bovino, ha partecipato all’ Avviso Promozione 2022-II^ ed. del CSV-Foggia, con un progetto di promozione del volontariato, denominato: “Insieme per una Comunità solidale e sostenibile”.
Le derivanti manifestazioni si sono svolte nei pressi dell’ingresso della Villa Comunale in data 29 e 30/10/2022. Accompagnati da splendide giornate primaverili, le Associazioni OdV ed APS si sono ritrovate a lavorare fianco a fianco, con quella serena collaborazione tipica del Volontariato, quando ci si ritrova uniti per sostenere gli obiettivi comuni: diffusione della cultura e del patrimonio, salvaguardia, promozione e protezione di territorio e paesaggio, allargamento della solidarietà sociale. Le Organizzazioni presenti: Archeoclub Aps - Pro-Loco Unpli per allestimento stand e degustazione di prodotti tipici;P.A.T.A. –OdV Protezione Civile dimostrazione veicoli e attrezzature di pronto intervento e collaborazione al dibattito, svoltosi a cura del CSV nella Sala Consiliare, dal tema: “Associazionismo ETS e rapporti con la Pubblica Amministrazione”; A.V.I.S.– Realizzazione di percorso sulle parole del dono, con realizzazione ed esposizione di disegni degli alunni Scuola Media InferioreCircolo Culturale Rossomandi – collaborazione alla realizzazione del percorso sulle parole del dono; Presidio del Libro - collaborazione alla realizzazione del percorso sulle parole del dono;Verde Mediterraneo Aps, con escursione di educazione ambientale, lungo il percorso della Valle Biletra e Casalena, con foto sugli habitat naturali; Archeoclub-Aps, organizzazione delle attività di retake – organizzazione incontro/dibattito “Associazionismo ETS e rapporti con la Pubblica Amministrazione”.
Hanno partecipato: scuole, cittadini, turisti di passaggio, insomma un'occasione di scambio e condivisione, voluta da PATA e Archeoclub di Bovino e che ha coinvolto un po’ tutti, con un particolare riferimento alla collaborazione del CSV Foggia, con il risultato di un primo e riuscito coinvolgimento alla co-programmazione fra le Associazioni ETS.

A Rampa Mentana è stata ripulita da erbacce e rifiuti la base della torre medievale.
Le pareti esterne del “Seminario vescovile”, che è stato una prestigiosissima istituzione culturale fino al primo Novecento, sono state ripulite da scritte e graffiti che da anni ne deturpavano la facciata, e che oggi richiederebbe una integrale ristrutturazione
L'esperienza del retake, in questo caso realizzata in collaborazione con la P.A.T.A, permette ai cittadini di riappropriarsi dei beni comuni attraverso la cura e la protezione necessarie, specialmente quando le amministrazioni preposte non se ne occupano. È una pratica che va diffondendosi sempre più, una forma di cittadinanza attiva che testimonia la volontà delle associazioni di farsi carico liberamente e in prima persona di luoghi e spazi pubblici per migliorare la qualità urbana e generare benessere.
In particolare, l’Associazione-OdV Pata, alla sua prima esperienza del genere, nel partecipare a questa “Festa del volontariato” ha concluso il proprio programma della “Settimana nazionale della Protezione Civile” iniziata il 10 ottobre, con la distribuzione di due opuscoletti quale informazione ai cittadini, per la conoscenza del Codice della Protezione Civile.
Ora ci occupiamo di una segnalazione che molte persone da mesi continuano a farci sperando che qualcuno che ci legge intervenga presso le autorità preposte e faccia porre rimedio a questa segnaletica stradale che così com'è ridotta, dà una visione disordinata della nostra cittadina quasi in abbandono e non curata. Basta vedere lo stato dei due cartelloni di Bovino, uno dei borghi più belli d'Italia ( giù al Ponte all' innesto della strada provinciale SP121 e l' altro che sta a fianco del portale principale che immette su Piazza G. Paglia e Via Roma) a dare una cattiva immagine di chi decide di venire qui a Bovino. 

Due recenti encomiabili iniziative della Pro-loco, hanno focalizzato l’attenzione sia “sulla antica arte dello scalpellino fiorente a Bovino” che sul “Borgo degli 800 portali” orgoglio e vanto di Bovino. In merito va precisato che questi “portali” non è che stanno solo nel “centro storico dentro le mura” ma anche “fuori le mura” nel perimetro compreso fra Cso V.Emanuele, CsoUmberto I°,Via Cavour, Via Castello-Dante (Portali e stemmi di Bovino CRSEC FG/33 – 1993).
Epperò, non ne va bene una… guarda caso, proprio alle spalle della sede Proloco, possiamo ammirare come nuova attrazione turistica: “Il Malborgo dei cento segnali” in versione arte moderna-futuristica, unica nel suo genere, in tutto il circondario.

Il quartiere, compreso fra: Cso Garibaldi-Cso Umberto I-Via Cavour Via Dante (Castello) così come si presenta oggi, sembra non avere più la sua dignitosa collocazione nella storia urbana, social-economica e architettonica di Bovino. Una palese contraddizione dell’art.10 dello Statuto Comunale “assetto utilizzo del territorio”c.2-c.3. di cui nella Delib.Giunta n.175/2020 (!) non si fa menzione. Sul Comune, chi gestisce l’urbanistica post-moderna, ha dimenticato (distrazione!) che fra quei palazzi vi erano: umili abitazioni, sottani e cantine, stalle per il ricovero di animali, le taverne, gli artigiani, la vicina Aia pubblica (Largo Impisi) e la sovrastante dimora Ducale, tutti elementi tra loro connessi e collegati ad un periodo storico, che ha contribuito ad accrescere l’identità e le tradizioni di Bovino. Storia locale che trasuda da quei caseggiati e che abbiamo ereditato dalle famiglie, che hanno vissuto e lavorato in quel quartiere. E perché no: Lo quartiere del Duca.

Non si può tacere sull’ impatto deturpante, che si riceve con l’avvenuta collocazione a strati della “segnaletica stradale” fra le case di: C.so Garibaldi-Via Dante (Via Castello) -Via Cavour -C.so Umberto I° dove è stata collocata la maggior e peggior segnaletica possibile ed immaginabile. Siamo così passati dal “Borgo degli ottocento portali di pietra” al “Quartiere dei cento segnali” per l’assurda presenza e per lo spreco di una segnaletica collocata in una zona tranquilla, dove non si sono mai avuti problemi di traffico. Una fantasia e frenesia, che non si riscontra nemmeno in una metropoli. La mente, che ha partorito questa assurda concentrazione di segnaletica stradale, avrà riflettuto almeno un pochino su di una semplice constatazione ed equazione, in rapporto al carico dei veicoli, in un quartiere decentrato dal traffico delle arterie principali?? Che siamo al GRA di Roma?
Sembra che tutto sia partito dalla Delibera di Giunta n.175 del 2020 (!) che si ricongiunge ai giorni nostri, con determina del IV Settore Comunale n.34 del 7.7.2022 “Completamento ed aggiornamento segnaletica stradale” sempre in virtù della sopravvissuta Delib. G.C. n.175. Perciò sono in arrivo altri segnali stradali, ma nella determina, non si precisa dove saranno collocati, così nessuno può obiettare o proporre alternative, con riferimento all’art.16 dello Statuto Comunale del 2002 sulla partecipazione-informazione dei cittadini. Mentre per i costi-benefici-necessità-funzionalità e futura manutenzione, sarebbe interessante il parere della Corte dei Conti. Eppure qualche Amministratore continua a ripetere: finanziamenti ricevuti e spese non a carico del Comune. Ma con questa logica, si può “svendere” la dignità dei cittadini ed abusare delle mura di case private, per scelta scriteriata di pochi e con spreco di danaro pubblico? Il c.9 dell’art.10 Statuto comunale per:la circolazione e la segnaletica inerenti alla viabilità comunale, attribuisce al Comune, cioè a tutta la struttura tecnica-contabile-amministrativa e politica, non alla sola Giunta a tre, la responsabilità di tali interventi. Possibile che nessun ufficio o settore del Comune, abbia obiettato qualcosa, per diretta responsabilità e a norma di Statuto?? Chi doveva o poteva controllare? Basta vedere le foto: su di un tratto di strada, di circa 65 metri, si contano ben 11 segnali, fra cui quelli collocati sotto il muro di cinta dei Giardini Pensili Ducali-FAI inaugurati il 14 luglio; una stradina laterale con 8 segnali e con lo sfondo del muro del Castello; le altre stradine laterali non godono di miglior sorte; un portale vandalizzato da 3 segnali ad angolo…indecente visuale architettonica da offrire al turista, come Borgo più bello!
Alla prova dei fatti, con questo quartiere sovraccarico di segnali, sembra proprio che i Borghi più belli d’Italia – Bandiera arancione TCI – FAI-Archeoclub d’Italia, vengono utilizzati solo come pubblicità di riferimento, perché ci si dimentica di un piano investimenti che ricomprende il recupero urbano dei Centri Storici: restauro facciate degli edifici, restauro del patrimonio storico, artistico e architettonico finalizzato ad un uso produttivo dello stesso.

Il quartiere in questione, può essere opportunamente rivalutato, e se in parte conservato, può produrre spunti di turismo a piedi, perché attraverso la quiete delle stradine si arriva sotto le mura dei Giardini del Castello, per cui abbellire con qualche decoro-arredo urbano il percorso. Quando un’attrazione turistica manca, la si può sempre integrare o reinventare. Ma poi per farlo, ci vuole: impegno, fantasia, uno studio-ricerca, qualche incontro-confronto per chiedere la collaborazione delle associazione o di cittadini qualificati ..troppo fastidio!!
Basta la solita offerta turistica da video spot: Castello-Cattedrale-Museo, gestita dalla Giunta a tre!
Address: Bovino, 71023
Tel: 00390881961871 - Cell: 00393771134173
Email: bovino@nardino.it