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Con questo articolo il nostro corrispondente  ci fa capire come i  proverbi del nostro paese hanno  sempre ragione….le galline fanno le uova e i galli…..!

 

Chi si fa in quattro e chi si presenta…..solitario.

    Venerdì 30 gennaio 2026, nella prestigiosa Villa Orsini di Mirabella Eclano, durante il convegno promosso dalla Svimar, si è svoltala premiazione di 80 sindache dei comuni del Mezzogiorno, riconosciute come vero e proprio motore delle aree interne. Donne che, spesso in contesti difficili e segnati dallo spopolamento, stanno dimostrando come una guida amministrativa attenta e radicata possa generare sviluppo, favorire iniziative imprenditoriali locali e mantenere vivo il tessuto economico e sociale delle comunità.

Notizia del 2 febb.-Quotidiano L’Immediato- sono quattro le sindache fra le prime cittadine dell’area interna Monti Dauni premiate dalla Svimar. Il riconoscimento, è stato consegnato nel corso di un evento che si è tenuto venerdì 30 gennaio a Mirabella Eclano (AV). Alla cerimonia di premiazione, organizzata in collaborazione con il Ministero dell’Interno, erano presenti 127 sindache di 6 regioni del Sud Italia: 31 dall’Abruzzo, 14 dalla Basilicata, 30 dalla Calabria, 21 dalla Campania, 16 dal Molise e 15 dalla Puglia. A rappresentare la provincia di Foggia: Stefania Russo di Bovino, Giovanna Santacroce di Volturino, Maria Giannini di Celle e Lucilla Parisi di Roseto. Innegabile e lodevole l’impegno delle nostre “quattro Sindache” che sono da ammirare, perchè stanno affrontando momenti difficili e contrastanti che richiedono una certa attenzione, decisione, capacità e costanza. Chissà perché, ma torna alla mente un film del 1975: I quattro dell'apocalisse, diretto da Lucio Fulci e interpretato da Tomas Milian e Fabio Testi.

Detto ciò, scatta  una considerazione-raffronto fra queste Sindache ed un novello “Cavaliere” per  onorificenza OMRI conferitagli nel giugno 2025, in considerazione di “particolari benemerenze”. Lo stesso “Cavaliere” pensa bene di inscenare una autocelebrazione, in occasione dell’incontro in sala consiliare del 30.3.2026, per informare la Sindaca di questa sua nomina.  Magra consolazione (cold comfort) siparietto in sottotono e maldestro, senza ovazioni e fanfara, ma se contento lui….. sapremo mai quali sono state queste “benemerenze”? Per altro in Consiglio, quando non legge o si fa leggere proclami fumosi, sembra esitare nell’esporre i suoi interventi imbastiti con un personale linguaggio, poco appropriato, che delude spesso gli ascoltatori visto che si aspettano molto di più da un “cavaliere” che ha prodotto particolari benemerenze (?).

Forse queste benemerenze vanno ricavate da un tal “Cavaliere solitario” in un  film del 1958, o alla serie televisiva western The lone ranger (1949-1957) o alla serie animata del 1966,  e perchè no, può essere un richiamo al  libro di John Austin Ed.Piccoli Milano 1970. L’Associazione Presidio del libro dovrebbe verificare se questo libro è presente nella Biblioteca Civica di Bovino… non si sa mai!!!

Visto che siamo in argomento, non passa inosservata la notizia del 18 maggio, circa la nomina del Sindaco di Castelluccio Val.re a Cavaliere Onorario dell’Ordine di Saint George the Martyr di Cambridge, per i servizi resi alle relazioni internazionali e al governo locale in Italia.

L’Ordine è un’organizzazione cavalleresca di tradizione cristiana che promuove valori legati alla solidarietà, alla fede e alla collaborazione internazionale. Per il sindaco di Castelluccio Val.re si tratta di un riconoscimento che valorizza il lavoro amministrativo e relazionale, portato avanti negli anni, anche attraverso iniziative di dialogo e collaborazione con realtà istituzionali e territoriali europee.  A titolo generale, senza sminuire i valori personali di nessuno, va ricordata la citazione:  "Un mezzo sigaro toscano e una croce di cavaliere non si negano a nessuno" attribuita al primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II

Però, se proprio proprio vogliamo parlare di valori e “benemerenze” queste quattro Sindache, a confronto del Cavaliere, stanno dimostrando un impegno che supera una semplice onorificenza. Meritano ben altro! Lo conferma il riconoscimento, concreto ed attuale per meriti sul campo, già ricevuto dalla Svimar.

Published in Eventi e Sagre

 

     Questa lettera è rimasta per qualche giorno in fondo al cassetto della posta e merita di essere letta per il suo interessante contenuto:

 

Ritornando alla “Questione Monti Dauni”, dobbiamo ammettere che ci troviamo di fronte ad argomenti che si tramandano da decenni, ovvero un refrain che da qualche mese viene riproposto con sfumature personalizzate di circostanza, con diverse formule soluzioni o ricette per curare il futuro incerto dei nostri comuni. Tanto incerto, che non si riesce ancora a stabilire una sola e solida definizione territoriale giuridico-amministrativa-istituzionale, per farci capire con quanti e quali paesi collinarmontani si vuole aprire una trattativa con Regione e Governo.  Purtroppo si continua, in ordine sparso, ad attribuire svariati appellativi al nostro territorio Dauno: abbiamo comuni semi montani e collinari, quelli slittati a valle ma misurati in altezza come alla visita militare, quelli se idonei o no, inclusi o esclusi, prima montani adesso ex-montani, Unione dei Casali Dauni, Stupor Montium,  ecc…

Proviamo a sperare nella recente assegnazione della Delega Aree Interne Assessorato alla Rigenerazione Urbana e Aree Interne, che mira a pianificare strategie per combattere lo spopolamento, potenziare i servizi essenziali (sanità, istruzione) e migliorare le infrastrutture nei piccoli comuni, quindi anche  per Monti Dauni SNAI 2021-2027.  Ma..da rifletterci sopra!

La Regione mette le mani avanti e ci propina una Delegata alle Aree interne, che nei vari incontri serve per promuovere una possibile “pianificazione” per incentivare la struttura socio-economico-produttiva dei Monti Dauni. Su questo territorio, vive quella gente che si sta impegnando nel formare i propri giovani nella tradizione familare, sociale  e religiosa, che guarda con interesse alla sostenibilità, alle risorse ambientali, alle aziende agricole-zootecniche, ai prodotti locali e loro commercio, (tartufo dei Monti Dauni, ecc…)

La restanza è un neologismo concettuale, reso noto dall'antropologo Vito Teti, che indica la scelta attiva, coraggiosa e consapevole di rimanere nel proprio luogo d'origine, specialmente in aree interne o borghi a rischio spopolamento. Non è passività, ma un "abitare" propositivo, una resistenza che trasforma la permanenza in cura, memoria e rigenerazione creativa del territorio. 

 

Di tutto ciò, ossia dei tanti problemi che rallentano lo sviluppo del nostro territorio Dauno, che invece dovrebbe produrre con logica e speditezza, ne abbiamo già sentito parlare e discusso,  con conseguenti programmi, proposte e progetti …cos’altro ci devono promettere da Bari??  Una piccola “offerta” tampone ci arriva tramite il Progetto Polinterne, made in Bari. Anche i precedenti Governi Regionali di ogni colore politico ci hanno rabboniti con promesse e conferenze.

Attualmente la situazione si presenta ancora confusa e non consolidata, con ricorsi amministrativi, con pressioni e schermaglie politiche….tutto tempo che nel frattempo si perde, con programmi e progetti che restano sospesi o da rifare. Le Amministrazioni Regionali precedenti, di qualsiasi appartenenza politica, NON sono riuscite a mettere ordine e punti fermi per i Monti Dauni, pur essendo tutti a conoscenza da decenni dei problemi del nostro Sub Appennino. Torna alla memoria lo sviluppo che si voleva veicolare tramite le famose “Comunità Montane”…..di cui oggi alla Corte di Artù (Dwór Artusa) non se ne parla, in termini di responsabilità per il  fallimento, o se fu vera gloria.

L’attuale Amministrazione Regionale ha dichiarato un debito da 350-369 milioni, sulla sanità!Tra le realtà più in difficoltà spicca Foggia. L’Asl registra un disavanzo di oltre 78 milioni di euro, a cui si aggiunge quello del Policlinico Riuniti, pari a circa 29,6 milioni. Numeri che collocano il territorio tra i più penalizzati a livello regionale. Nel suo intervento, Gemmato ha ricondotto l’origine del disavanzo a scelte politiche maturate nel corso degli ultimi vent’anni. Anche le scelte politiche e le illusorie attese sulla “Questione Monti Dauni” risalgono al ventennio precedente, senza nessun risultato accettabile!

A questo punto, non trascuriamo alcuni “segnali” che ci provengono dal dissesto della sanità, da cui si rischia che per risparmiare e recuperare questo deficit, ne faccia “le spese” l’Area Interna Monti Dauni ("nun c'è trippa pe' gatti"). 

 

A Sindaci e Sindache tocca riprendere quasi tutto da zero.

 

Durante i diversi incontri dei mesi scorsi, per una ripresa socio-economica-strutturale del nostro Subappennino Dauno, vengono enfatizzati una serie di programmi, progetti, studi, statistiche e tante rassicurazioni… Però qualcosa non torna e i dubbi aumentano!

Scatta il ricorso al Tar contro la nuova classificazione dei comuni montani. A presentarlo è il Comune di Carlantino, ma di questo ricorso i rappresentanti e delegati Regionali di passerella, sembrano non saperne niente, mentre il sindaco di Castelluccio Valmaggiore, anche in qualità di Presidente dell’Area Interna Monti Dauni, esprime piena solidarietà e sostegno al sindaco di Carlantino,  Le elezioni provinciali del 19 aprile riaccendono il dibattito sulla rappresentanza in Capitanata. A emergere con forza è il tema della marginalizzazione dei piccoli comuni, rimasti di fatto esclusi dal nuovo Consiglio provinciale, per cui senza unità iMonti Dauni, si ritrovano privi di rappresentanti.

Notizia del 13 Marzo 2026 - Otto Comuni dei Monti Dauni uniscono le forze per valorizzare il territorio attraverso il cicloturismo e la mobilità sostenibile. L’obiettivo è quello di collegare borghi, boschi e aree naturali attraverso itinerari dedicati agli amanti della bicicletta e dell’escursionismo, puntando allo sviluppo di un turismo lento e sostenibile, capace di generare nuove opportunità economiche per le comunità locali.

Notizia di Marzo 2026 - Integrazione tra servizi e diritto alla mobilità nelle aree interne sono stati al centro dell’incontro che si è svolto negli uffici della Regione Puglia a Foggia, convocato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese, su richiesta del presidente dell’Area interna dei Monti Dauni, Pasquale Marchese, sindaco per approfondire le conseguenze delle nuove disposizioni adottate da Ferrovie del Gargano sul territorio.Per Piemontese: ….”il nostro compito è trovare soluzioni che tengano insieme l’organizzazione del servizio e i bisogni quotidiani reali dei cittadini”. Aspettiamo queste soluzioni ………

Notizia del 29 aprile. Dalla costa Adriatica ai Monti Dauni, passando per il Tavoliere, prende forma in Puglia un nuovo modello di turismo accessibile, si chiama “Costa a Sud” ed è il progetto presentato al Comune di Zapponeta, con l’obiettivo di costruire un’offerta turistica più equa, diffusa e sostenibile. “Costa a Sud” coinvolge anche i comuni di Biccari, Carapelle, Cerignola e Monte Sant’Angelo, in un’alleanza territoriale che unisce costa ed entroterra. Il progetto è finanziato dalla Regione Pugli, attraverso A.Re.T. Pugliapromozione e coordinato dall’ATS “C.Os.T.A.” con capofila Patto Consulting Impresa Sociale.

Le posizioni e le decisioni di alcuni Comuni Dauni fanno ben sperare, ma non si possono trascurare  allarmanti segnali che si manifestano ogni giorno: dissesto idrogeologico, strade insicure e/o interrotte ed impraticabili, criminalità in aumento fra furti in paese e nelle campagne e assalti ai bancomat…..Ben venga il visitatore e l’accoglienza in struttura del turista,  ma dopo l’offerta della “cultura” storica-architettopnica-archeologica-paesaggistica, non possiamo penalizzare la permanenza e la serenità del turista, con la “cultura” della  paura di danni o truffe e ruberie e/o di collegamenti stradali pericolosi

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     Questa lettera è rimasta per qualche giorno in fondo al cassetto della posta ma merita di essere letta per il suo interessante contenuto:

 

Ritornando alla “Questione Monti Dauni”, dobbiamo ammettere che ci troviamo di fronte ad argomenti che si tramandano da decenni, ovvero un refrain che da qualche mese viene riproposto con sfumature personalizzate di circostanza, con diverse formule soluzioni o ricette per curare il futuro incerto dei nostri comuni. Tanto incerto, che non si riesce ancora a stabilire una sola e solida definizione territoriale giuridico-amministrativa-istituzionale, per farci capire con quanti e quali paesi collinarmontani si vuole aprire una trattativa con Regione e Governo.  Purtroppo si continua, in ordine sparso, ad attribuire svariati appellativi al nostro territorio Dauno: abbiamo comuni semi montani e collinari, quelli slittati a valle ma misurati in altezza come alla visita militare, quelli se idonei o no, inclusi o esclusi, prima montani adesso ex-montani, Unione dei Casali Dauni, Stupor Montium,  ecc…

Proviamo a sperare nella recente assegnazione della Delega Aree Interne Assessorato alla Rigenerazione Urbana e Aree Interne, che mira a pianificare strategie per combattere lo spopolamento, potenziare i servizi essenziali (sanità, istruzione) e migliorare le infrastrutture nei piccoli comuni, quindi anche  per Monti Dauni SNAI 2021-2027.  Ma..da rifletterci sopra!

La Regione mette le mani avanti e ci propina una Delegata alle Aree interne, che nei vari incontri serve per promuovere una possibile “pianificazione” per incentivare la struttura socio-economico-produttiva dei Monti Dauni. Su questo territorio, vive quella gente che si sta impegnando nel formare i propri giovani nella tradizione familare, sociale  e religiosa, che guarda con interesse alla sostenibilità, alle risorse ambientali, alle aziende agricole-zootecniche, ai prodotti locali e loro commercio, (tartufo dei Monti Dauni, ecc…)

La restanza è un neologismo concettuale, reso noto dall'antropologo Vito Teti, che indica la scelta attiva, coraggiosa e consapevole di rimanere nel proprio luogo d'origine, specialmente in aree interne o borghi a rischio spopolamento. Non è passività, ma un "abitare" propositivo, una resistenza che trasforma la permanenza in cura, memoria e rigenerazione creativa del territorio. 

 

Di tutto ciò, ossia dei tanti problemi che rallentano lo sviluppo del nostro territorio Dauno, che invece dovrebbe produrre con logica e speditezza, ne abbiamo già sentito parlare e discusso,  con conseguenti programmi, proposte e progetti …cos’altro ci devono promettere da Bari??  Una piccola “offerta” tampone ci arriva tramite il Progetto Polinterne, made in Bari. Anche i precedenti Governi Regionali di ogni colore politico ci hanno rabboniti con promesse e conferenze.

Attualmente la situazione si presenta ancora confusa e non consolidata, con ricorsi amministrativi, con pressioni e schermaglie politiche….tutto tempo che nel frattempo si perde, con programmi e progetti che restano sospesi o da rifare. Le Amministrazioni Regionali precedenti, di qualsiasi appartenenza politica, NON sono riuscite a mettere ordine e punti fermi per i Monti Dauni, pur essendo tutti a conoscenza da decenni dei problemi del nostro Sub Appennino. Torna alla memoria lo sviluppo che si voleva veicolare tramite le famose “Comunità Montane”…..di cui oggi alla Corte di Artù (Dwór Artusa) non se ne parla, in termini di responsabilità per il  fallimento, o se fu vera gloria.

L’attuale Amministrazione Regionale ha dichiarato un debito da 350-369 milioni, sulla sanità!Tra le realtà più in difficoltà spicca Foggia. L’Asl registra un disavanzo di oltre 78 milioni di euro, a cui si aggiunge quello del Policlinico Riuniti, pari a circa 29,6 milioni. Numeri che collocano il territorio tra i più penalizzati a livello regionale. Nel suo intervento, Gemmato ha ricondotto l’origine del disavanzo a scelte politiche maturate nel corso degli ultimi vent’anni. Anche le scelte politiche e le illusorie attese sulla “Questione Monti Dauni” risalgono al ventennio precedente, senza nessun risultato accettabile!

A questo punto, non trascuriamo alcuni “segnali” che ci provengono dal dissesto della sanità, da cui si rischia che per risparmiare e recuperare questo deficit, ne faccia “le spese” l’Area Interna Monti Dauni ("nun c'è trippa pe' gatti"). 

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