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BOVINO - TORNIAMO A PARLARE DEI MONTI DAUNI

Written by  Published in Eventi e Sagre Friday, 22 May 2026 07:30

 

     Questa lettera è rimasta per qualche giorno in fondo al cassetto della posta ma merita di essere letta per il suo interessante contenuto:

 

Ritornando alla “Questione Monti Dauni”, dobbiamo ammettere che ci troviamo di fronte ad argomenti che si tramandano da decenni, ovvero un refrain che da qualche mese viene riproposto con sfumature personalizzate di circostanza, con diverse formule soluzioni o ricette per curare il futuro incerto dei nostri comuni. Tanto incerto, che non si riesce ancora a stabilire una sola e solida definizione territoriale giuridico-amministrativa-istituzionale, per farci capire con quanti e quali paesi collinarmontani si vuole aprire una trattativa con Regione e Governo.  Purtroppo si continua, in ordine sparso, ad attribuire svariati appellativi al nostro territorio Dauno: abbiamo comuni semi montani e collinari, quelli slittati a valle ma misurati in altezza come alla visita militare, quelli se idonei o no, inclusi o esclusi, prima montani adesso ex-montani, Unione dei Casali Dauni, Stupor Montium,  ecc…

Proviamo a sperare nella recente assegnazione della Delega Aree Interne Assessorato alla Rigenerazione Urbana e Aree Interne, che mira a pianificare strategie per combattere lo spopolamento, potenziare i servizi essenziali (sanità, istruzione) e migliorare le infrastrutture nei piccoli comuni, quindi anche  per Monti Dauni SNAI 2021-2027.  Ma..da rifletterci sopra!

La Regione mette le mani avanti e ci propina una Delegata alle Aree interne, che nei vari incontri serve per promuovere una possibile “pianificazione” per incentivare la struttura socio-economico-produttiva dei Monti Dauni. Su questo territorio, vive quella gente che si sta impegnando nel formare i propri giovani nella tradizione familare, sociale  e religiosa, che guarda con interesse alla sostenibilità, alle risorse ambientali, alle aziende agricole-zootecniche, ai prodotti locali e loro commercio, (tartufo dei Monti Dauni, ecc…)

La restanza è un neologismo concettuale, reso noto dall'antropologo Vito Teti, che indica la scelta attiva, coraggiosa e consapevole di rimanere nel proprio luogo d'origine, specialmente in aree interne o borghi a rischio spopolamento. Non è passività, ma un "abitare" propositivo, una resistenza che trasforma la permanenza in cura, memoria e rigenerazione creativa del territorio. 

 

Di tutto ciò, ossia dei tanti problemi che rallentano lo sviluppo del nostro territorio Dauno, che invece dovrebbe produrre con logica e speditezza, ne abbiamo già sentito parlare e discusso,  con conseguenti programmi, proposte e progetti …cos’altro ci devono promettere da Bari??  Una piccola “offerta” tampone ci arriva tramite il Progetto Polinterne, made in Bari. Anche i precedenti Governi Regionali di ogni colore politico ci hanno rabboniti con promesse e conferenze.

Attualmente la situazione si presenta ancora confusa e non consolidata, con ricorsi amministrativi, con pressioni e schermaglie politiche….tutto tempo che nel frattempo si perde, con programmi e progetti che restano sospesi o da rifare. Le Amministrazioni Regionali precedenti, di qualsiasi appartenenza politica, NON sono riuscite a mettere ordine e punti fermi per i Monti Dauni, pur essendo tutti a conoscenza da decenni dei problemi del nostro Sub Appennino. Torna alla memoria lo sviluppo che si voleva veicolare tramite le famose “Comunità Montane”…..di cui oggi alla Corte di Artù (Dwór Artusa) non se ne parla, in termini di responsabilità per il  fallimento, o se fu vera gloria.

L’attuale Amministrazione Regionale ha dichiarato un debito da 350-369 milioni, sulla sanità!Tra le realtà più in difficoltà spicca Foggia. L’Asl registra un disavanzo di oltre 78 milioni di euro, a cui si aggiunge quello del Policlinico Riuniti, pari a circa 29,6 milioni. Numeri che collocano il territorio tra i più penalizzati a livello regionale. Nel suo intervento, Gemmato ha ricondotto l’origine del disavanzo a scelte politiche maturate nel corso degli ultimi vent’anni. Anche le scelte politiche e le illusorie attese sulla “Questione Monti Dauni” risalgono al ventennio precedente, senza nessun risultato accettabile!

A questo punto, non trascuriamo alcuni “segnali” che ci provengono dal dissesto della sanità, da cui si rischia che per risparmiare e recuperare questo deficit, ne faccia “le spese” l’Area Interna Monti Dauni ("nun c'è trippa pe' gatti"). 

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