
E' morto Michele Gesualdi, simbolo della battaglia per la legge sul testamento biologico. Gesualdi, 74 anni, affetto da Sla da tre anni, è stato uno degli allievi di don Lorenzo Milani nella scuola di Barbiana, poi dirigente Cisl e presidente della Provincia di Firenze subito prima di Matteo Renzi.




Corato, 28/02/17
Spett.le
Associazione GRANO SALUS
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raccomandata a.r. Al Presidente
Associazione GRANO SALUS
Sig. Saverio DE BONIS
Via Bari n. 4/3
75022 – IRSINA (MT)
oggetto: pubblicazione su vostro sito www.granosalus.com articolo intitolato: “lo
dicono le analisi: Don, Glifosate e Cadmio presenti negli spaghetti” del 26 febbraio
2017 -richiesta di immediata rettifica/dichiarazione (art. 8 Legge n. 47/48) – diffida
– riserva di azioni a difesa immagine in sede penale e civile
La presente in nome e per conto della “Pastificio Attilio Mastromauro
Granoro” S.r.l. con sede in Corato alla S.P. 231 km 35,100, elettivamente domiciliata
presso codesto Studio Legale, per esporre quanto segue.
Così come già comunicatoVi in parte e direttamente dalla mia Assistita e
dall’AIDEPI, in relazione all’articolo di cui all’oggetto, va evidenziato e ribadito
quanto segue:
Il riferimento compiuto e i giudizi espressi sulla pericolosità del consumo di pasta a seguito di riferite analisi è privo di alcuna prova scientifica a sostegno di tale tesi e non contiene alcun addentellato alle normative di legge che si assumerebbero violate;
. Falsa è anche l’affermazione di un presunto divieto di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali;
False e gravi sono le affermazioni sulla natura del grano canadese e sull’uso delle indicazioni in etichettatura nonché su presunti effetti patologici rinvenienti dalla presenza, sia pure a norma, di glisofato nella pasta.
Ma vi sono altri aspetti lesivi derivanti dalle notizie diffuse sul sito
www.granosalus.com tramite l’articolo: “Lo dicono le analisi: Don, Glifosato e Cadmio presenti negli spaghetti”.
Senza entrare ulteriormente nel merito del contenuto generale dell’articolo, per quanto concerne i riferimenti al Pastificio Attilio Mastromauro e segnatamente al marchio Granoro, si conferma, che la produzione “Dedicato 100% Puglia”è realmente ed esclusivamente ottenuta da grano e imprese agricole (circa 140) e
molitorie pugliesi. Tutto ciò è costantemente controllato (con intera tracciabilità, dalla produzione alla trasformazione) da uno dei più prestigiosi e rigorosi enti certificatori internazionali.
Come ben noto agli addetti ai lavori, non è affatto vero che tracce di valori come quelle indicate nel test sono presenti solo nei grani esteri: ciò può benissimo accadere anche nel grano italiano.
Dall’assoluta infondatezza di tale erroneo assunto di partenza chiunque può comprendere come si giunga poi a conclusioni altrettanto erronee e infondate, come quella non assolutamente vera che la produzione Granoro “Dedicato 100% Puglia” si avvarrebbe anche di grano estero. Il tutto, comunque, nel pieno rispetto del Disciplinare: “Prodotti di Qualità Puglia”.
Nell’articolo, inoltre, non sono precisati i metodi adottati per i “test”: ci si avvale della veste suggestiva di “analisi” ma i protocolli normativi in materia chiariscono che i campionamenti, per essere realmente significativi, non devono basarsi su un solo caso ma su una molteplicità di campioni (di ciascuna marca esaminata), in
contradditorio e con possibilità di supplemento di verifica.
Tali attività, si consenta, oltre che illegittima da un punto di vista ufficiale, appare anche evidentemente non corretta.
Tanto premesso è evidente il contenuto diffamatorio del richiamato articolo, ponendosi quale fonte di gravi lesioni all’immagine commerciale e morale del Pastificio Granoro.
Dovendo ritenersi la divulgazione oggetto della presente censura effettuata e paragonabile a “notizia diffusa a mezzo stampa”, ai sensi della norma citata in oggetto, con la presente si diffida a pubblicare con la massima immediatezza nonché nella sua interezza il contenuto della presente che ha valore di dichiarazione/rettifica, con posizione ben visibile nel Vs. sito e con le medesime caratteristiche di formato (ex art. 8 Legge Stampa).
Con riserva di agire a tutela degli interessi dell’Assistita nelle opportune sedi giudiziarie ivi compresa presentazione di denuncia querela presso la Competente
Procura della Repubblica.
Distinti saluti
Avv. Domenico Tandoi
Notizie da Foggiatoday del 28.01.2017
Durante la notte,ignoti hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale in danno del bancomat. Il bottino non è stato ancora quantificato. Indagini in corso
Ancora un assalto a bancomat, ancora una volta in un paese dei Monti Dauni. Questa volta, nel mirino dei ladri è finito lo sportello automatico della filiale cittadina della Banca di Credito Cooperativo di Flumeri, a Monteleone di Puglia.
Durante la notte, poco prima delle 4, ignoti hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale in danno del bancomat, che è stato sventrato nell'esplosione. A quel punto, i malviventi, giunti sul posto a bordo di una Audi A3 scura, sono riusciti ad entrare in possesso del denaro presente in cassa (il bottino non è stato ancora quantificato).
Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri che stanno acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza per raccogliere elementi utili. Si tratta dell'ennesimo furto con esplosivo messo a segno negli ultimi 8 giorni: lo scorso 24 gennaio è toccato allo sportello bancomat della Popolare di Bari di Margherita di Savoia; quattro giorni prima stessa azione ai danni della filiale di Deliceto dello stesso istituto bancario.
- IL BANCOMAT DEVASTATO



Dai primi risultati dell’autopsia arriva la conferma che la causa del decesso di Giovanni Anzivino sia un colpo violento. Nello specifico il colpo mortale avrebbe raggiunto il quarantenne alla base della colonna vertebrale. Sul corpo sono presenti anche altre tumefazioni che farebbero escludere altre cause.![]()
FOGGIATODAY riporta la notizia così:
Giovanni Anzivino morto a Bovino: le indagini
E’ giallo, a Bovino, per la morte di un 40enne trovato agonizzante in un tratturo di campagna a pochi chilometri dal centro abitato del borgo, e deceduto dopo poche ore in ospedale. Secondo le prime informazioni raccolte, l’uomo - Giovanni Anzivino, incensurato - è stato ritrovato già agonizzante, nella mattinata dello scorso lunedì, in un tratturo in località Ponte di Bovino.
A trovarlo è stato il fratello che si era messo alla sua ricerca perché la sera la vittima non aveva fatto ritorno a casa. E’ stato lui a chiamare i soccorsi e a lanciare l’allarme. Trasportato d’urgenza agli Ospedali Riuniti di Foggia, il 40enne è morto alcune ore dopo. Sul suo corpo non sono state trovate ferite da arma da taglio o da fuoco. L’autopsia, però, ha riscontrato una frattura importante alla schiena - verosimilmente causata da un violento impatto - e rivelatasi fatale. Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri che non escludono alcuna pista: l’uomo potrebbe essere stato vittima di una brutale aggressione da parte di una o più persone o di un incidente.
Leonardo Cavalieri contro la soppressione del distretto socio-sanitario di Troia e Accadia. Ancora ignorati gli appelli del territorio per la difesa di servizi essenziali alla comunità
“Un silenzio imbarazzante”, così definisce il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri, quanto ha fatto seguito agli appelli accorati del territorio per la difesa degli essenziali servizi alla comunità forniti dal Distretto Socio-Sanitario di Troia-Accadia, di cui l’ASL il 16 ottobre scorso ne ha deliberato, con atto d’imperio, la soppressione
Un appello passato ignorato, nonostante i richiami arrivati sino in Regione Puglia da parte di Pino Romano, capogruppo PD, che ha affermato con forza che “La riorganizzazione del sistema sanitario e quindi ospedaliero nella nostra Regione, deve andare incontro e non contro le esigenze dei territori, ragion per cui il Gruppo PD ha da tempo intrapreso la propria campagna di ascolto e, prima di prendere ogni decisione importante, come quelle sulla sanità, tiene conto dei pareri degli amministratori locali e dei cittadini”.
E’ di assoluta urgenza attivarsi nei confronti di quello che è un atto che, attraverso un nuovo assetto organizzativo, prevede una riorganizzazione dei distretti in chiave macrodistrettuale con la quale il Distretto Socio-Sanitario Troia-Accadia va incontro alla soppressione, con il conseguente accorpamento di tutte le attuali funzioni da esso espletate al Distretto di prossima istituzione di Lucera-Troia. È allarmante pensare ad un Distretto che accorpi in futuro le esigenze di 30 Comuni e che dovrà rispondere contemporaneamente alla domanda e alle istanze relative alla salute di tutti i cittadini che vivono in quei territori.
Le scelte calate dall’alto non possono, se non tengono conto dei bisogni dei cittadini, rispondere alle aspettative dei pugliesi e le tesi di Manfrini, Direttore Generale dell’ASL FG, secondo cui “i cittadini non si accorgeranno praticamente di nulla” e che il cambiamento non si riverserà sull’erogazione di servizi, saranno invece fortemente smentite dal modo in cui sarà difficilmente accessibile, per la popolazione residente nei 16 Comuni interessati dalla soppressione del distretto, l’iter amministrativo delle cure richieste o da richiedere, che porterà ad un reale ed oggettivo indebolimento del diritto costituzionale alla tutela della salute.
“È evidente che l’accorpamento del Distretto comporterà l’eliminazione dell’Ambito Socio-sanitario di Troia, che finirà per essere assorbito da quello lucerino. Come è possibile pensare anche solo lontanamente ad un riordino sanitario il cui aggravio di costi sociali si rifletterà sulla popolazione e su quelle fasce più deboli di utenti che finiranno penalizzati per la considerazione marginale del nostro Subappennino? Sono domande queste che ad oggi non hanno ricevuto alcuna risposta. Mi chiedo inoltre quali saranno le sorti del servizio di emergenza del 118, oggi di stanza ad Orsara di Puglia. Come si dilateranno i tempi di risposta quando in futuro il Distretto Socio-Sanitario sarà soppresso? Da parte mia, in qualità di cittadino prima e poi di sindaco del Comune di Troia, continuerò a fare tutto il possibile affinché la questione non passi in sordina, sottolineando con ancora maggior vigore tutto il mio disappunto per i contorni di questa vicenda, i cui unici penalizzati saranno gli utenti e le comunità dei residenti dei Monti Dauni” tuona il sindaco Cavalieri.
Direttamente dal sito della Rete Ferroviaria Italiana, riportiamo la notizia con la quale RFI (FFSS) intende cedere in comodato d'uso gratuito le stazioni non più funzionali all' esercizio ferroviario.
Il progetto dell' alta velocità che interessa la nostra stazione Bovino-Deliceto sta andando avanti e se gli impegni assunti saranno mantenuti, l' intera stazione sarà trasferita di qualche chilometro, sostituita con una nuova verso l' area ASI di Bovino, compreso la centrale elettrica a servizio della stessa stazione.
La proposta di precedenti Amministrazioni di Bovino era quella di poter avere dalle Ferrovie in comodato d'uso tutte le abitazioni della Stazione per disporne come alloggi di edilizia economica e popolare, in previsione dello sviluppo commerciale-artigianale-industriale dell' area Ponte di Bovino. Questa sarebbe l' occasione giusta per chi lavora ed opera in quell' area, evitando speculazioni improprie di chi potrebbe farne uso non compatibile con le aspettative delle passate Amministrazioni e quelle delle giovani generazioni.
Questa è la notizia pubblicata sul sito di Rete Ferrovie Italiane:

Piccole stazioni in comodato
Per le piccole stazioni a bassissima frequentazione, prive di possibilità di sviluppo commerciale, RFI si attiva per stipulare contratti di comodato d’uso gratuito (come definiti all’art. 1803 del Codice Civile) con Enti Locali o associazioni no profit. Tali contratti prevedono la cessione dei locali di stazione non più funzionali all’esercizio ferroviario per destinarli ad attività sociali, culturali, di assistenza (tra cui, ad esempio, esposizioni artistiche, accoglienza turistica, ludoteca, riunioni di quartiere, protezione civile, vigili urbani, assistenza ai disagiati, pro-loco, etc.).
In cambio è richiesto che l’ente o l’associazione si faccia carico della piccola manutenzione, della guardiania e della pulizia del fabbricato.
In questo modo la collettività viene arricchita di strutture di servizio e si garantisce un “presenziamento indotto” della stazione, con positivi effetti anche in termini di qualità e decoro.
Nella stessa prospettiva la capogruppo Ferrovie dello Stato sta studiando con le Regioni e le Province Autonome la possibilità di sottoscrivere contratti per l’affidamento in comodato degli immobili delle piccole stazioni, in un’ottica di investimento e qualità.
La durata ordinaria di un comodato è da 5 a 9 anni, salvo casi particolari in cui la durata può essere estesa a fronte di importanti impegni finanziari sostenuti dal comodatario per la ristrutturazione degli immobili affidati.
I contratti di comodato gratuito stipulati da Rete Ferroviaria Italiana e vigenti nel 2007 sono circa 370; numerosi altri contratti sono in corso di stipula e numerose sono le piccole stazioni in tutta Italia destinate ad essere cedute in comodato.
Richieste di comodato
Per ottenere una piccola stazione in comodato la richiesta deve essere indirizzata al responsabile della Direzione Territoriale Produzione di RFI che, in qualità di proprietario consegnatario del bene, verifica la compatibilità dell’operazione e definisce i contenuti/impegni di comodato. L’incarico di formalizzare il rapporto tra le parti è affidato alla società Ferservizi - Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Address: Bovino, 71023
Tel: 00390881961871 - Cell: 00393771134173
Email: bovino@nardino.it