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BOVINO - QUALITA’ DELL’ OFFERTA

Written by  Published in Eventi e Sagre Sunday, 16 August 2026 18:20

Da qualche anno, alcuni Comuni del Comprensorio Dauno, stanno moltiplicando in positivo, quelle iniziative mirate alla valorizzazione del patrimonio culturale/tradizionale/ambientale,con relative manifestazioni per ravvivare il turismo e proponendo attività pratiche in materia di Green Day per escursionisti, eventi con ciclo escursioni, masserie didattiche, visite ai beni culturali (musei e giardini storici). Si propone  “Il turismo outdoor per valorizzare il territorio” dedicato a operatori, associazioni e cittadini interessati a sviluppare nuove offerte, legate al turismo lento e alla valorizzazione dei Monti Dauni. A Celenza Val.re il 23 giugno si è consumato l’ennesimo convegno ”Aree interne tra disuguaglianze e prospettive di sviluppo” chissà se e quando qualcosa cambierà realmente.

Insomma i Comuni/Proloco/Associazioni offrono al visitatore quel po’ di tutto, il che dimostra la volontà di risvegliare l’economia e l’impresa locale, e si prospetta anche un richiamo per investimenti dall’esterno. Forse con un pizzico di presunzione, possiamo dire che Bovino fra i primi, ha fatto scuola…perché progetti ed iniziative per risvegliare interesse ed accoglienza, risalgono a molti anni addietro. All’epoca purtroppo, fra comuni limitrofi ci si osservava con diffidenza e con un pizzico di rivalità “politica”. “(HuffPost) C’è un turismo narrato nei media e nei convegni, e c’è un turismo reale che trova le sue strade da solo, che vive i tempi della modernità senza badare a quello che si auspica nelle sale convegni. E’ il turismo del servo padrone: milioni di decisioni incontrollabili, autonome, imprevedibili, che assorbono e restituiscono tutto quello che l’evoluzione della società produce.”

Oggi, ci stiamo rendendo conto del potenziale che i “Monti Dauni “ possono produrre in termini di economia circolare, di reciproco scambio e sostegno, di aggregazioni tradizionali-socio-religiose con risvolti di ristoro all’economia locale ed ai prodotti agricoli.

Detto ciò si passa, per forza di cose, ad una serie di valutazioni sulla “qualità dei servizi e dell’offerta” per quei comuni che si dichiarano Borgo Green e sostenibili, e che ostentano una propria accoglienza turistica. Ma già qualche altro comune, sta ritoccando la propria immagine turistica con proposte più accattivanti, che portano risultati evidenti in termini di accoglienza numerica ed economia locale con prodotti tipici. 

 

Ma……oltre al turismo ???

Durante l’anno a Bovino si svolge un turismo calibrato, a basso impatto urbano, e quindi molto controllato e fluido, dovuto anche ad una accoglienza organizzata (e così tutti soddisfatti!!).  La principale risorsa-attrazione di Bovino, ruota intorno al Castello-Giardini-Museo-Cattedrale, per cui sarebbe piacevole che al di sotto delle mura del Castello (C.so Umberto I°-V.le Reg. Margherita) si possa mantenere un decoro urbano, per coerenza col valore storico del sovrastante Castello e del Borgo antico.    Cominciamo col dire che la qualità dell’offerta, serve a scoraggiare e/o contrastare il turismo cafone e relativo apparente guadagno che può suscitare fra i commercianti. 

Adesso che abbiamo accertato ed accettato un certo tipo di turismo, ivi compreso riunioni e conferenze ed incontri socio-culturali e/o del tipo “un libro per tutti”, dovremmo pensare ad una offerta che possa incuriosire ed attirare i pendolari delle fiere e mercati, che comunque fanno numero in presenza. Questi turisti occasionali se restano ben impressionati dal luogo e dalla manifestazione fieristica  (art. 7 della L.R. n.2/2009) ne parlano bene ad altri ed una certa percentuale ritorna.

Attualmente a Bovino si svolge, già da tempo, un mercato settimanale stanco e poco attrattivo e lo stesso si può dire delle famose “Fiere Bovinesi” quelle che vengono appellate come “ storico-tradizionali” ma che di fatto si sono ridotte ad una caotica esposizione di mercanzie dozzinali. Non certo un “progressivo” rinnovamento di queste occasioni commerciali, ma un appiattito e svogliato mercato che non hanno nulla a che vedere con il sentimento storico-sociale-culturale di quelle tre Fiere Bovinesi (di cui ne andavamo fieri) narrate in “Bovino storia di popolo vescovi duchi e briganti” di C.G.N.  La Fiera principale, del 29 agosto, fu  istituita nel 1434 dalla regina Giovanna II d'Angiò, con successivo decreto di Gioacchino Napoleone del 1810 si autorizzò il Comune di Bovino ad effettuare la Fiera dal 28 al 30 agosto di ogni anno.            

 

Dopo anni è minestra riscaldata!

Dello storico genuino “mercato fieristico” (bestiame e vestiario) resta ben poco, per l’ineluttabile cambiamento socio-culturale e commerciale. Ma adesso sarebbe ora di puntare su di un’offerta particolare e di qualità, per un commercio anche a favore dei nostri prodotti locali.

 

 

Fra Amministratori poco attenti che ci hanno preceduto e per l’ingordigia del divertimento rilevato dall’effetto “Cavalcata” adesso dovremmo chiederci se il tutto è “sostenibile” ed adeguato per la Bovino borgo green.  Pur essendo iniziate come “Fiere” adeguate ai tempi, queste stesse oggi si propongo come un mercatone con ammasso di bancarelle che espongono merce fuori moda e cianfrusaglie ….

Tanto per dirla tutta, si riporta la definizione di fiera: “Convegno abituale di venditori e compratori, che si distingue dal mercato per la sua maggior durata e per lo sviluppo che vi ha il commercio” compreso una campionaria a livello regionale. Una fiera è una grande manifestazione temporanea in cui aziende, artigiani o venditori mostrano e vendono i propri prodotti, servizi o idee al pubblico o ad altri professionisti, per far crescere l’economia reale di un territorio.

Ma i nostri burocrati di settore rispondono che, la parola “fiera” che viene utilizzata negli atti ufficiali del Comune è solo una definizione burocratica……come fotocopiata da sempre. Resta di fatto che una fiera è fiera ed un mercato è mercato, anche per i risvolti di spazio, di sicurezza, di regolamento locale e di normativa regionale.

Il Decreto n.14 del 4.8.2026 (SUAP) con l’applicazione dell’art.5 del “Piano comunale commercio” conferma e dimostra due cose importanti. 1) le modifiche al mercato o fiera, si possono apportare in quanto previste dalla stessa Delib. C.C. n.41/2016. -2) che il “consenso” al mercato /fiera deve tener conto “della difficoltà di garantire il dispiegamento dei servizi necessari, il Comune può autorizzare lo svolgimento del mercato stesso il giorno prima se feriale altrimenti il giorno successivo, ove le condizioni della circolazione o altre di pubblico interesse lo consentono”.

A questo punto visto che storicamente la Fiera, autorizzata nel 1810, si poteva svolgere dal 28 al 30 agosto, tanto valeva la pena spostare al 28 agosto la tradizionale Fiera e restituire al 29 agosto una dignitosa tradizionale e partecipata ricorrenza fortemente religiosa. Senza l’invasione di bancarelle, si recupera tanto spazio libero da gestire razionalmente, per far muovere la “cavalcata del 29 agosto” i figuranti, il corteo delle autorità, i cavalieri, il pubblico, si agevola l’accesso/fruizione degli esercizi commerciali,  e forse forse diminuire la difficoltà di “…garantire il dispiegamento dei servizi necessari….” di cui al citato art.5 del Piano commercio, stando al fatto che gli organizzatori  sono responsabili per normativa, del pubblico interesse.

La mattina del 29 agosto la gente frequenta il mercato-fiera, si ferma a guardare lo spettacolo della Cavalcata, per le foto ai cavalli e cavalieri,  e poi si continua con le spese al mercato ed una sosta al bar o alla bancarella delle noccioline…. Altro che festa religiosa!

L’Arcivescovo Mons. Ferretti, bene ha fatto ad evidenziare un certo e coerente rispetto della tradizione religiosa, da cui il doveroso e legittimo omaggio al Santuario di Valleverde nel giorno del 29 agosto. Quindi con un po’ di buon senso e sano ragionamento, le modifiche al “si è fatto sempre così” si possono apportare, non richiedono stravolgimenti ma un doveroso impegno da parte dell’Amministrazione e degli Organizzatori. Anche a Foggia, il Coordinamento cittadino si sta orientando ad affidare nuovamente alla Curia Vescovile l’organizzazione della festa patronale.


Questo perché, si sta dando troppo peso alla festa per divertimento/spettacolo e per raccogliere consensi ed autocelebrazioni, a scapito dei valori di quella intimità religiosa, che ha contribuito all’origine dell’evento religioso stesso. Prima e dopo le feste religiose patronali, dei nostri paesi, si sprecano chiacchiere ed incontri estenuanti sul futuro delle tradizioni dei Monti Dauni, …..ma poi la realtà consumistica e tecnologica ha il sopravvento.            La tradizione identitaria è l'insieme dei riti, dei costumi, dei valori e delle memorie storiche che definiscono il carattere e l'appartenenza di una comunità. Essa unisce le persone al proprio territorio, trasmettendo il senso delle origini e della continuità nel tempo da una generazione all'altra. Dobbiamo ringraziare e rispettare le generazioni che ci hanno preceduto, perchè hanno vissuto all’ombra degli insegnamenti morali e religiosi di cui erano intrise queste feste religiose, e che, solo come seconda parte, presentavano un margine di divertimento.

 

Last modified on Sunday, 16 August 2026 18:46

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