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Già da qualche giorno circola nel paese una nuova proposta progettuale che , ...
Il Consigliere Comunale di opposizione Alfano, subentrato in Consiglio dop ...
Qualche mese fa in Bovino circolava spesso il nome di una persona che per molti ...
Sabato 21 Dicembre 2019, appuntamento alle ore 20,00 con tutti i soci CTA dell ...
“..come volevasi dimostrare..” è la frase spesso usata per dire che quando una cosa che è prevedibile, logicamente verificabile, non viene considerata....poi, si realizza da sè, con i fatti:
Comune di Bovino - lavori di rifacimento rete idrica e fognaria in alcuni tratti del cento storico – importo iniziale dei lavori progettati 2.100.000,00 euro (duemilioni e centomila euro), subito fatto lievitare prima dell' inizio ad euro 2.700.000,00 (duemilioni e settecentomila/00) euro per ragioni dovute ad errata progettazione preliminare !!
Pochi giorni prima dell’ approvazione del progetto definitivo vengono date rassicurazioni all’ acquedotto pugliese ed alla regione Puglia che i contatori idrici delle utenze sarebbero rimasti all’ interno delle abitazioni per non compromettere l’ estetica architettonica del centro storico. Evidentemente questa soluzione poi è stata di nuovo scartata, per cui a molte utenze ora saranno applicati i contatori all’ esterno mediante la creazione di nicchie apposite. Alcuni cittadini hanno manifestato contrarietà a detta soluzione anche perché essendo Bovino in zona collinare, con le nevicate invernali si sarebbe corso il rischio di blocco del flusso dell’ acqua. I tecnici esperti ed i progettisti hanno dato rassicurazioni che le nuove tubazioni, scelte appositamente in materiale particolare, non avrebbero permesso la formazione del ghiaccio ma…ahimé,! alla prima neve di questi giorni, puntualmente, i tubi si sono ghiacciati e molte famiglie sono senz’acqua da tre giorni !!
Brutta fine del 2014 e pessimo inizio del 2015 per famiglie costrette a chiedere acqua in prestito o a “squagliare” l’ acqua nei secchi !!
Qui di seguito il servizio con filmato e foto di Teleradioerre che ha seguito tutta la manifestazione:
BOVINO,
25/12/2014 21:57:11 di Saverio Serlenga
Si è da poco conclusa la cerimonia di insediamento di mons. Vincenzo Pelvi nella concattedrale di Bovino. Accolto dal sindaco Michele Dedda, dall'intera amministrazione comunale, dalle confraternite e dal clero, il presule dell'arcidiocesi di Foggia-Bovino ha sorpreso tutti. Alla vigilia lo disegnavano come un arcivescovo severo, invece mons. Pelvi si è dimostrato una persona molto cordiale, simpatica e disponibile. Il popolo di Bovino ha apprezzato e condiviso subito il suo percorso pastorale. Pelvi è arrivato in perfetto orario, ha baciato la croce e in processione ha raggiunto la concattedrale dove dopo il benvenuto del sindaco si è rivolto ai tanti fedeli accorsi in piazza nonostante la giornata di festa e il freddo pungente. "Bovino è una bella cittadina, fate bene a paragonarla a Urbino; prima di oggi vi ero stato un po di anni fa per visitare il santuario di Valleverde. Mi ricordo che don Ernesto mi propose di celebrare un funerale, non gli dissi di no. Questa chiesa è bellissima, più della cattedrale di Foggia, ma non lo posso dire" (scherza). Poi incontra due suore: di dove siete? India - rispondono -, e lui: allora fate qualcosa per liberare i marò". I fedeli di Bovino lo acclamano e lo invitano a trascorrere più tempo. "Avete ragione, lo farò molto volentieri". E sempre con il sorriso tra le labbra aggiunge: dal 21 al 29 agosto mi trasferirò a Bovino per la novena alla Madonna di Valleverde". A chi gli chiede come affrontare le tante emergenze di Foggia, Pelvi risponde sempre sorridendo e con la calma più assoluta. "Sono diventato prete a Secondigliano dove i delinquenti ti salutano e ti offrono il caffe, mentre la gente per bene gira la testa. I problemi sono tanti e cercheremo di affrontarli con chiarezza in collaborazione con le istituzioni. I fronzoli servono a poco. Il Papa mi ha mandato a Foggia e io cercherò di accontentarlo"
Il periodico Delicetano “L’Elce” ha messo in copertina del numero di Novembre l’evento che ha focalizzato l’ attenzione di tanti abitanti dei Monti Dauni, amici, parenti vicini e lontani, davanti agli schermi televisivi durante la trasmissione su Rai Tre “Alle falde del Kilimangiaro” che si occupa di promozione turistica. Non solo la copertina, anche l’ editoriale è dedicato a questo evento per una buona parte del giornale, tirando per il collo, quasi per dovere di cronaca, quel poco di politica che in questi ultimi anni sta vivendo solo di espedienti, come si dice “cavalcando la tigre”, ma senza alcun merito proprio, così come fanno rilevare tanti giovani costretti ad andare via in cerca di realizzare le proprie aspirazioni in altre terre.





In diretta nazionale per il vuoto locale
Sappiamo perfettamente che verremo presi come i soliti guastafeste, magari invidiosi o gelosi; ma crediamo sia necessario scrivere per aprire un auspicabile dibattito su ciò che accade a Bovino in questi giorni dopo l'evento televisivo in cui si è decretata la vittoria come 'Borgo più bello della Puglia'. E questo per due motivi: il primo, fare ordine nel grande minestrone delle prime impressioni e della poca tematizzazione dell'accaduto; il secondo, alle semifinali si potrà esultare ancora e non impostare bene la questione può far credere di aver vinto di nuovo, quando, guardando il tutto da un'altra angolazione, si perderà invece di nuovo.
Il cuore della questione è la politica: e come molti di voi si sono chiesti 'ma che c'entra la politica con questa faccenda?'
Ad un primo sguardo ingenuo non c'entra nulla, ma procediamo con ordine e partiamo dall'inizio. In questi giorni è uscito un articolo in cui siamo stati citati direttamente [Elce n.92 Novembre 2014]. Previo consenso, i nostri scritti sono stati pubblicati dall'Elce e ringraziamo Elena Frisoli per averci chiamato in causa per bilanciare l'ondata di sensazionalismo. Ma l'articolo non tocca, a nostro parere, i punti cardine di quello che è stato l'evento televisivo che ha decretato Bovino il
borgo più bello della Puglia. Il pezzo si articola nella pura didascalia dell'evento e si ringraziano i soliti noti, un trafiletto con la polemica sui social network, e in dirittura d'arrivo c'è una comoda intervista all'assessore alla cultura. Crediamo che parlare unicamente dell'evento in sé non porti a centrare il vero cuore della questione, e l'intento di questo scritto è quello di inquadrare il tutto per capire perché l'evento televisivo, senza una corretta analisi, può condurre a realizzare politiche devastanti con l'approvazione di tutti. Ovviamente l'autrice dell'articolo può risponderci e mandarci le sue opinioni, risposte e critiche per continuare il discorso e non esiteremo a pubblicare qualsiasi suo intervento.
Per impostare il tutto riprenderemo proprio una delle tre domande posta all'assessore: “Bovino è un paese morto, uno dei borghi più vuoti d'Italia” come controbattere questo pensiero che mina un po' l'orgoglio di essere il borgo più bello di Puglia?”
Prima vediamo la risposta dell'assessore: “Che Bovino sia un paese che offre poche possibilità di lavoro è la realtà, ma che questo sia un modo di pensare disfattista di tanti bovinesi è anche vero. Il nostro paese è ricco di storia e di cultura e per fortuna povero di industrie. Dobbiamo puntare su queste risorse e prendere esempio da alcuni giovani imprenditori che hanno investito sull'accoglienza e sull'ospitalità. A mio parere, è sul turismo che bisogna puntare; e l'essere diventato il borgo più bello della Puglia è il trampolino che ci farà volare in alto, e darà la giusta visibilità al territorio dei Monti Dauni ancora, purtroppo, poco conosciuto.” Partiamo dicendo che ci sono due punti che vanno sviscerati per inquadrare bene il problema e vedremo che esplicitando alcune premesse implicite si raggiunge la conclusione opposta rispetto a quella dell'assessore:
Primo punto: Bovino è uno dei borghi più belli secondo un club associativo che tenta di favorire il turismo nei posti tagliati fuori dai grandi circuiti. La targa che si riceve è incentivare i turisti a scoprire posti che si ritrovano marginalizzati, in modo da garantire una rivalutazione dei territori più piccoli per favorire un turismo più equo. Infatti citando letteralmente dalla descrizione del club: Sono infatti centinaia i piccoli borghi d´Italia che rischiano lo spopolamento ed il conseguente degrado a causa di una situazione di marginalità rispetto agli interessi economici che gravitano intorno al movimento turistico e commerciale.
Per questo si è deciso di costituire un Club di Prodotto che raccogliesse le giuste esigenze di quegli amministratori più accorti e più sensibili alla tutela e alla valorizzazione del Borgo e che intendessero partecipare con convinzione ad una struttura associativa così importante ed impegnativa. [Dalla voce 'Il club' sul sito dei Borghi più belli d'Italia]
Questo significa semplicemente fare rete per stabilire un equilibrio nei flussi turistici in modo da valorizzare anche chi non dispone di un'adeguata risonanza. Quindi la targa 'Uno dei Borghi più belli d'Italia' è una targa che tenta di incentivare il turismo in posti tagliati fuori dai grandi numeri per stabilire, con i parametri creati dal club, quali sono i borghi più belli. Ripetiamo tutto in parole semplici: c'è un turismo che privilegia alcune località piuttosto che altre, chi viene tagliato fuori da questo circuito si inventa una rete associativa per equilibrare il flusso turistico, e inoltre il club associativo stabilisce dei parametri con cui valutare gli esclusi. 'Uno dei Borghi più belli d'Italia' è quindi una rete di piccole realtà tagliate fuori dai grandi numeri che tenta di far emergere la bellezza territoriale in modo da dimostrare che, oltre le località note, c'è molto altro da scoprire; e per fare ciò inventa un proprio parametro di valutazione che premia solo le piccole località tagliate fuori dal
grande circuito. Quindi la targa è un premio concorrenziale che prende in considerazione alcune cose e ne lascia fuori altre: si è uno dei borghi più belli stando a dei parametri inventati per rimettersi in concorrenza.
Secondo punto: I borghi più belli della Puglia sono 10, e ripetiamo i Borghi,quindi non le città, le frazioni ecc. Dopo aver stabilito i parametri di valutazione per possedere la targa, la procedura è stata creare un concorso che ha lasciato decidere agli stessi abitanti dei borghi quale fosse il più bello. Bovino ha quindi vinto la sfida contro Cisternino grazie al televoto: la vittoria del territorio bovinese è stata decretata grazie agli sms inviati dagli stessi abitanti (emigrati e non) della località.
Si scorge una piccola contraddizione: immaginate di dover sostenere un esame, vi trovate di fronte alla commissione che giudica il vostro lavoro, ma il risultato viene deciso al televoto dai vostri parenti. Emerge chiaramente la civetteria del risultato, in quanto un club associativo che inventa dei parametri per giudicare il territorio lascia poi decidere agli abitanti stessi del territorio chi è il più bello. Si è deciso chi meritasse di vincere privilegiando quindi la quantità piuttosto che la qualità: è il numero di sms al televoto a fare la differenza, la quantità di messaggi inviati, e non la qualità della bellezza. La vittoria è stata decretata dagli abitanti per cui il paese non è stato valutato da nessun parametro qualitativo: sono il numero di soldi spesi con gli sms ad aver portato Bovino a raggiungere questo titolo.
Fin qui niente di nuovo, e sicuramente molti lettori avranno visto ripetersi quello che già sapevano.
Ora bisogna tirare le giuste conclusioni da questo ragionamento, ma facciamo prima un riassunto generale per toglierci ogni dubbio: Bovino è il borgo più bello della Puglia grazie a una rete associativa che ha deciso di organizzarsi per ristabilire un equilibrio nel turismo. Questo club ha stabilito dei parametri che privilegiassero solo alcune piccole località in modo da risaltare le peculiarità degli esclusi dal grande circuito, e ha poi lasciato decidere internamente, a carico degli abitanti stessi, chi fosse il più bello.
Lodevole iniziativa se si vuole privilegiare il turismo, ma un borgo non è fatto esclusivamente di questo.
L'evento televisivo e il club associativo possono essere un bello stratagemma per risollevare il turismo rendendosi avulsi dai grandi circuiti riuscendo a risaltare le proprie peculiarità territoriali.
Anche se per noi è decisamente opinabile la creazione di parametri di valutazione su basi prettamente quantitative, e crediamo che non si possono relegare i parametri unicamente al territorio, possiamo lasciare la dimensione della rete associativa per toccare il cuore della questione.
Il punto è questo: la rete non è un obbligo e si può fare parte o meno di questa a seconda delle proprie esigenze. Il club associativo è sicuramente qualcosa che può portare visibilità, ma, internamente, gli abitanti dovrebbero chiedersi è: ma Bovino cos'è oltre il territorio? (o come distrattamente ha fatto Vergassola in trasmissione: allora perché sene vanno tutti da Bovino?).
Siamo arrivati al nesso: la nostra polemica è volta alle politiche che spingono verso il territorio e il turismo tralasciando tutto il resto. Abbiamo visto che 'Uno dei borghi più belli d'Italia' è un titolo che non premia la politica, premia il territorio e la promozione di questo. Bisognerebbe invece iniziare a pensare che Bovino necessita di politica, perché il territorio e le tradizioni esistono a prescindere dalle amministrazioni: queste si occupano solo di promuovere. Se si punta tutto sul patrimonio naturale e si spinge verso la tradizione è perché le politiche culturali non esistono; e magnificare il turismo è proprio nascondere l'incapacità politica perché il territorio è solo un aspetto della politica di un paese, uno tra gli altri, e infatti Bovino soffre di tantissimi problemi che, guardando solo al territorio, vengono silenziati. Questi problemi fluttuano, si solidificano, si ammatassano, si intrecciano e a mano a mano causano disagi su larga scala dell'esistenza. Ma mani
dietro la schiena, cravatte e grandi camminate, i dirigenti vedono e censurano.
Se credete che in questo scritto siamo stati troppo evasivi nell'esplicitare quali sono questi problemi non ci resta, per l'ennesima volta, di ricordarvi che su questi abbiamo realizzato un disco che si può ascoltare e scaricare gratis.
Ha quindi vinto ha vinto la bellezza del paesaggio, e contemporaneamente hanno perso la politica, la cultura e i giovani emigrati. Bovino non è solo territorio e la televisione ha premiato solo quello generando una strana sindrome della dimenticanza: abbondano i cameraman che vengono a raccogliere interviste sulla potenzialità del borgo, e poi che la potenzialità si traduca in una nullità culturale non gliene frega a nessuno, bastano i flash per dimenticare il vuoto e l'emigrazione.
Non si può nascondere l'ovvietà che la politica del turismo fa bene sola ad alcuni, e infatti chi non può investire emigra, mentre chi resta si trasforma, secondo l'opinione di chi governa favorendo i B&B, in un fannullone bevitore. Una politica volta all'accumulo dei pochi e alla decimazione della comunità. Con questa impostazione Bovino sarà costretta a svuotarsi sempre più perché il turismo non è l'unica politica possibile. E quando se ne saranno andati tutti capirete che non è l'alcol il problema, magari incolperete qualcos'altro e continuerete a fare Bed & Breakfast per ospitare quello che non c'è.
A Bovino non c'è il problema dei giovani; c'è il problema del disagio creato dagli adulti per i giovani.
Ora è il caso di dirlo: Bovino in diretta nazionale, ma oltre le telecamere il vuoto locale
Il 15 e 16 Dicembre i Comuni dei Monti Dauni e tutti i Circoli Acli-CTA della Provincia di Foggia sono invitati a teatro nella Canonica di Deliceto per "Una Storia Natalizia", dal racconto di Charles Dickens "Il canto di Natale". La rappresentazione sarà fatta dalla Compagnia Teatrale "Tanino", Associazione Teatrale Delicetana.
La seconda edizione dei mercatini di natale a Bovino sarà ricca di novità. Una delle più importanti è quella annunciata ieri da Teleradioerre per "l'uso versatile della canapa", notizia così riportata:I mille utilizzi della canapa: questo al centro dell'appuntamento con i Mercatini di Natale di Bovino la prossima domenica, 7 dicembre. Ospiti, il giovane Ingegnere bovinese Carmine Dedda, in collaborazione con ASSOCANAPA 'Cordinamento nazionale per la canapicoltura in Italia' e South Hemp Tecno - Canapa Industriale, che non solo proporranno agli ospiti prodotti agroalimentari inaspettati e sorprendenti, ma illustreranno gli utilizzi della canapa nella bioedilizia.
Assocanapa Basilicata, rappresentata dal suo Presidente Giuseppe Mancuso proporrà taralli, pasta, frise, farina, dolci e olio, tutti realizzati con la canapa. Rachele Invernizzi titolare dell'impianto South Hemp Tecno di Crispiano TA, proporrà ulteriori prodotti della filiera, dal seme alla prima lavorazione alle diverse soluzioni ecosostenibili in bioedilizia rappresentate dall'Ingegnere Carmine Dedda. Difatti le nuove direttive sulle prestazioni energetiche degli edifici prevedono che nel 2020 tutte le nuove costruzioni siano Nearly zero building ovvero con un fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo. "Si pongono dunque le basi - secondo l’Ing. Carmine Dedda - per testare se la tecnologia costruttiva denominata “canapa&calce” assieme ai diversi prodotti ottenuti con la fibra di canapa siano validi dal punto di vista termico e quindi impiantistico, oltre ad essere estremamente efficaci dal punto di vista strutturale e architettonico".
"Una concezione costruttiva volta al risparmio energetico e alla riscoperta di materiali naturali come la Canapa e legati alla tradizione e alla storia del nostro territorio può, nel pieno rispetto delle normative vigenti, creare un legame fra passato e futuro, fra moderne tecniche di ingegneria e prodotti tradizionali in linea con le strategie di Europa 2020", conclude Dedda.
Il nuovo decreto ministeriale in corso di emanazione rivoluziona la mappa dei comuni montani anche in provincia di Foggia. Penalizzati diversi centri dei Monti Dauni, ovvero tutti quelli che nel centro abitato non superano i 600 metri di altitudine. Fino al 2013 i comuni classificati montani erano diversi, e tra questi anche località rivierasche come Manfredonia, Vieste e Peschici che nel proprio territorio annoverano località che superano i 500 m.s.l.m. Oggi, con la nuova legge cambia tutto e vengono definiti comuni montani solo quelli che superano i 600 metri in paese, e pertanto esentati dall'Imu sui terreni agricoli. In Capitanata i comuni classificati montani sono: Accadia, Alberona, Anzano di Puglia, Bovino, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto, Monteleone di Puglia, Motta Montecorvino, Orsara di Puglia, Panni, Rocchetta S. Antonio, Roseto Valfortore, San Marco la Catola e Volturino, tutti sui Monti Dauni, e la sola città di Monte Sant'Angelo sul Gargano. La nuova norma dispone che l’elenco dei Comuni esenti da Imu deve essere predisposta a decorrere dal periodo di imposta 2014.
L’individuazione dei Comuni deve avvenire sulla base dell’altitudine riportata nell’elenco predisposta dall’Istat. Generalmente sono considerati montani i territori situati al di sopra di 600 metri del livello del mare ma il decreto ministeriale potrebbe stabilire anche una altitudine diversa in quanto lo scopo principale è quello di ottenere un ben definito gettito.
La norma prevede inoltre una diversificazione per i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella gestione agricola presso l’inps. La norma base in materia di Imu prevede già dal 2014 un differente coefficiente per la determinazione della base imponibile ai fini Imu dei terreni agricoli.
La notizia è stata riportata da del 3.12.2014
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