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Museo Civico Bovino

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Arte Cultura e Spettacoli (56)

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LABORATORIO DI COMUNITA' (e delle idee) con e per Bovino

LABORATORIO DI COMUNITA' (e delle idee) con e per Bovino

  Già da qualche giorno circola nel paese  una nuova proposta progettuale che , ...

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Pregiatissimo Soprintendente
Bovino ha saputo all’improvviso, con una comunicazione del Suo ufficio, che le stele custodite nel locale Museo civico saranno tra pochi giorni prelevate e spostate nel costituendo Museo nazionale della Daunia a Manfredonia, e che al loro posto saranno sistemati dei calchi di gesso.  La notizia è stata accolta con molto dolore e con un profondo senso di impotenza, proprio per la sua perentorietà, da tutta la popolazione che gradualmente ne è venuta a conoscenza. 
Il Museo civico di Bovino è una piccola creatura di tutti, costituito com’è da ritrovamenti per lo più occasionali di archeologi dilettanti innamorati della loro terra, di contadini educati col tempo a non buttare i cocci trovati fra semina e aratura, di bambini, perfino, abituati a giocare nella terra. Quell’aggettivo, “civico”, ci è particolarmente caro, e significa davvero “della città” , come disse stupendamente Marina Mazzei nel giorno della inaugurazione del museo nella sua veste più moderna. Esso, insomma, non è il frutto di una serie di campagne di scavo sistematiche volute dalla Soprintendenza, dallo Stato, o da una Università, come pure sarebbe stato bello e come più recentemente si è iniziato a fare: ma piuttosto di una curiosità collettiva, di un orgoglio, di una attenzione generali che col tempo hanno dato vita a un luogo oggi molto visitato e apprezzato. Non è infatti un caso se il museo è curato da un gruppo di volontari e volontarie dell'Archeoclub che collabora con il Comune, a testimonianza di questo aspetto, il civismo, che lo ha contraddistinto fin dall’origine. Anche questo è un dato della comunità da preservare e da valorizzare: l’impegno di un’intera popolazione verso quelle che considera le testimonianze della sua storia, fuori da ogni campanilismo, ma con l’intento anzi di offrirle ai visitatori e di ricordarle agli studiosi in tutti i modi possibili.
La realizzazione del Museo Nazionale di Manfredonia è una notizia bellissima per tutto il territorio, seconda solo a quella del recente riallestimento del Museo Nazionale di Taranto, che costituisce una perla preziosissima, seppure ancora non tutto inserita nei circuiti più larghi del turismo culturale, e che fra l’altro custodisce una delle stele più belle ritrovate negli anni Cinquanta in località Sterparo, presso Bovino. La raccolta museale di Manfredonia è molto ricca e rappresentativa, ed è un patrimonio per tutti noi: ma è importante che per allestire meglio un museo non se ne impoverisca un altro, perché questo è un atto che disamora la gente comune, che disincentiva le consegne spontanee di reperti e oggetti rinvenuti privatamente, e soprattutto che rende più difficile la relazione con le istituzioni, viste come padrone e non come mediatrici di valori e di servizi. Certe decisioni, caro soprintendente, avrebbero bisogno di percorsi partecipati, di condivisione degli obiettivi, e non dovrebbero essere foriere di separazioni, alimentatrici di discordie, soprattutto se prese nei confronti di un paese piccolo come Bovino, con la sua storia di perifericità, emigrazione, spopolamento ma che sta dimostrando tanta volontà ed energia nel promuoversi e nel migliorarsi. Anche grazie ai suoi musei, e a quello archeologico in particolare.  Le stele che si intende portare a Manfredonia sono i reperti più ammirati del museo, quelli più amati, sono quasi un simbolo del museo e della città. Sono esposte in una bella sala recentemente ammodernata, e visitabile, come il resto del museo, con larghi orari di apertura. Perché privarcene? Perché la loro presenza a Manfredonia completerebbe un discorso? Un motivo giustissimo. Ma questa potrebbe essere una ragione semmai per pensare di mettere in rete i due musei, e magari anche altri, che conservano reperti che raccontano pezzi della stessa storia, e farlo magari con mostre temporanee, con scambi, o con l’ausilio di pannelli interattivi, con mezzi insomma, che consentano a tutti i luoghi archeologici di giovarsi culturalmente e turisticamente di quel bene comune che è la storia antica. Avvalendosi dei supporti più moderni, sono molti i musei nati o sviluppatisi in forma diffusa, in Italia e fuori, con lo scopo di garantire il doppio risultato di mantenere i reperti nei luoghi di ritrovamento e nello stesso tempo di tenere il filo del ragionamento globale. A Bovino saremmo disponibilissimi a qualunque soluzione accogliente, benevola e al tempo stesso scientificamente plausibile che Ella volesse proporci. Non desideriamo certo mantenere in vita una raccolta per semplice provincialismo, anzi, ci piacerebbe che il nostro Museo fosse sempre più interno a un percorso di crescita, e che il suo patrimonio, anche quello non ancora inventariato, fosse aiutato proprio dalla Soprintendenza a mostrarsi al meglio al pubblico.  La famiglia Gesualdi, che a suo tempo consegnò responsabilmente al Museo di Bovino le stele, e tante altre persone che hanno fatto la stessa cosa, erano mosse dall’intento di onorare il loro paese, sul cui territorio avevano ritrovato oggetti, mosaici, iscrizioni. Sradicando questi oggetti si perderebbe un tessuto di relazioni, di appartenenze, di fiducia; si svaluterebbe il difficile percorso di incivilimento che questi oggetti hanno saputo sollecitare ben oltre il tempo della loro realizzazione originaria, e lo si farebbe a vantaggio di un'accumulazione meramente quantitativa altrove. Molte più persone vedrebbero le stele di Bovino se fossero in un museo nazionale? Noi non lo crediamo un destino scontato, e ci piacerebbe invece che molte più persone vedessero Bovino grazie alle stele, come del resto sta accadendo. Ci piacerebbe mettere insieme ricerca storica, cultura, identità e sviluppo, ma per tutti, non solo per alcuni, e Le chiediamo di interloquire su questo terreno che siamo certi essere anche il Suo.


La ringraziamo della sensibilità che vorrà mostrarci                                  


Archeoclub di Bovino

 

 

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Allarme rosso: vogliono portar via dal nostro museo le stele antropomorfe e trasferirle a Manfredonia !!....ma i Bovinesi non staranno a guardare !!! Siamo pronti a tutto e chiediamo di fare all' incontrario: facciano i calchi e portino altrove le copie ma lascino i nostri reperti sul nostro territorio!!

Si è da poco diffusa la notizia che la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ha disposto lo spostamento delle stele antropomorfe di Bovino dall'attuale collocazione, il Museo Civico “Carlo Gaetano Nicastro”, al Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia nel Castello Svevo-Angioino.

La vicenda ha rappresentato un motivo di riflessione sulle scelte inerenti la gestione e la valorizzazione dei reperti, nello specifico se sia opportuno non conservare gli stessi nelle zone in cui sono stati ritrovati. Una questione spinosa e di vecchia data questa che, come ben sappiamo, ha visto negli anni coinvolti anche reperti di ben più ampia eco.

 

Le statue-stele di Castelluccio dei Sauri - anche dette di Bovino - e rinvenute tra il 1954 e gli anni ottanta nell'area denominata Sterparo Nuovo - a pochi chilometri da Castelluccio dei Sauri e  Bovino -  sono riconducibili al fenomeno delle statue-stele e statue-menhir diffusosi nell'Età del Rame che coinvolse in modo particolare la Puglia. I primi ritrovamenti in zona Sterparo Nuovo, dicevamo, risalgono al 1954, ad opera del Prof. Michele Leone (ai tempi Ispettore Onorario delle opere d'arte della circoscrizione) che segnalò il ritrovamento di quattro pezzi al Museo Pigorini di Roma. Nel '60, poi, ci fu la prima pubblicazione scientifica di M. Ornella Acanfora che cominciò a rendere note le stele nell'ambiente. I ritrovamenti continuarono e nel 1991 si intervenne col sondaggio di scavo che diede ai monumenti un contesto cronologico certo, inquadrabile nella seconda metà del III° mill., età Eneolitica, già sospettato in precedenza per la tipologia dei pugnali incisi.
Si comprende, dunque, l'importanza storica/culturale che le queste stele rappresentano essendo un tassello prezioso della storia non solo della zona in cui sono state ritrovate, ma di tutta la Puglia e, addirittura, dell'Europa essendo le prime vere statue antropomorfe che l'umanità abbia concepito.

 

Promodaunia, visto l'intento da sempre perseguito di valorizzare le ricchezze, le bellezze e le risorse che la Daunia possiede, si schiera accanto a chi sostiene necessaria la permanenza delle stele nel luogo in cui sono state ritrovate e di cui descrivono e testimoniano cultura, tradizioni e riti di un tempo ormai lontanissimo che altrimenti ci sarebbe rimasto sconosciuto. Promodaunia si muove nell'ambito di quella politica culturale che ha permesso già in passato il rientro di reperti nei luoghi a cui appartengono come nel caso dei Grifoni di Ascoli Satriano rientrati dal Getty Museum di Malibù e della collezione Rizzon che più recentemente è ritornata a Manfredonia dopo anni di dislocamento improprio in Veneto.

 

Diverse stele dei Monti Dauni hanno già trovato collocamento in musei esterni all'area del loro ritrovamento, come il Museo Civico di Foggia e il Museo Nazionale di Taranto. Lo spostamento dei reperti di Bovino costituirebbe l'elisione fisica e culturale di una testimonianza fondamentale della storia locale dalla stessa terra che tali segni ha fatto riemergere.

 

Le stele di Bovino rappresentano uno dei pochi elementi identitari fisici della cultura dei Monti Dauni a fronte di innumerevoli beni culturali immateriali costituiti da tradizioni e riti. Privare Bovino delle sue stele sarebbe come impedire ai Petraioli di ricondurre in maggio Sant'Alberto a Montecorvino.

La vicenda, inoltre, suona ancora più paradossale se si considera che, da una parte, il MIBACT promuove un Progetto di Eccellenza turistica dei Monti Dauni (in cui Promodaunia è attivamente coinvolta) e, dall'altra, un suo organo territoriale, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Puglia, dispone la privazione di un'evidente eccellenza a suddetto territorio.

Dodici argomenti all' Ordine del Giorno dell' Assemblea convocata presso la sede comunale dell' AVIS-BOVINO, Via Lamarmora n. 25, alle ore 12 (prima convocazione) ed alle ore 18 (in seconda convocazione).

COLPO IN QUIZ IL 6 FEBBRAIO IN PIZZERIA DA FRANCO

Written by Wednesday, 28 January 2015 07:23

SEMINARIO SUL MARCHIO DI IDENTITA' "CITTA' SLOW"

Written by Monday, 02 February 2015 12:16

 Ad Orsara di Puglia, il 4 febbraio alle ore 10,30, presso la sala consiliare del Comune,  è stato organizzato l' importante seminario sulle Città Slow con questo invito rivolto a tutte le Amministrazioni dei Monti Dauni:

Lo Struscio lancia l' allarme sanità: NUOVI TAGLI AL 118

Written by Saturday, 31 January 2015 07:31

SPERARE NELLA PROVVIDENZA SE TI AMMALI SUI MONTI DAUNI: NUOVI TAGLI AL 118

La regione Puglia ha approvato il nuovo piano che concerne la “Riorganizzazione dell’emergenza- urgenza” e ovviamente il Subappennino ha avuto un risultato negativo poiché si è visto cancellare l’automedica di Troia (dove è rimasto solo il Punto di Primo Intervento), Ascoli Satriano e Volturino; solo ad Anzano il servizio persiste ancora.
Una scelta gravissima, considerata la morfologia accidentata di un territorio che è molto distante dai centri cittadini muniti di pronto soccorso , dove la sua popolazione ha diritto all’assistenza medica ma soprattutto in situazioni in cui la rapidità d’azione è fondamentale per salvare la vita ad un essere umano.
L’interrogativo che ci si pone riguarda l’efficienza del servizio impostato in questo modo, con una sola automedica ed un solo Punto di Primo Intervento per questa zona cosi vasta e difficile; bisogna solo sperare nel buon Dio quando invece il diritto ad una buona gestione dell’emergenza di salute è di tutti?
I monti dauni coprono il 31.6% del territorio della provincia di Foggia con un popolazione di 6600 abitanti e soggetta all’ eliminazione di 5 postazioni medicalizzate con la motivazione che queste non sono necessarie al soddisfacimento di questa primaria esigenza.
Invece, la situazione sarebbe meglio gestita se ci fosse il servizio sia a Volturino (monti dauni nord), sia ad Ascoli Satriano ( monti dauni centro) visto che ad Anzano (monti dauni sud) è stata confermata.
Dal punto di vista occupazionale andranno persi 15 posti di lavoro: conseguenze negative in ogni caso.

Laura Capra

AUTO MEDICA PER I MONTI DAUNI (?)

Wednesday, 28 January 2015 07:11

E' "L'IMMEDIATO" che ce ne dà notizia con quest' articolo pubblicato ieri:

Un "risultato storico per i Monti Dauni". È stato etichettato così l'obiettivo raggiunto ieri nel corso della conferenza di servizi convocata a Troia dal sindaco Leonardo Cavalieri e dai sindaci dei comuni limitrofi per fare massa critica e discutere con i vertici dell’Asl della necessità assoluta di attivare un’automedica a Troia, un intervento che potrà garantire una più efficace gestione delle emergenze, in un territorio orograficamente difficile e con un sistema complessivo della viabilità in pessime condizioni.
Presenti i rappresentanti dei Monti Dauni, Lino Marchese, assessore di Castelluccio Valmaggiore, ed i sindaci Palma Maria Giannini (Celle di San Vito), Gianfilippo Mignogna (Biccari), Tommaso Lecce (Orsara di Puglia), Nino Danaro (Ascoli Satriano) e Antonio Melillo (Faeto). Mentre per l’Asl di Foggia hanno partecipato ai lavori il direttore generale, Attilio Manfrini, il direttore sanitario Luigi Pacilli, il responsabile del Patrimonio Ettore Magaldi, Pippo Liscio della logistica, il responsabile del Servizio Emergenza, Michele Fattibene, ed il direttore del Distretto Foggia 1, Michele Urbano.

Manfrini, dopo aver constatato le situazioni critiche in cui versa il territorio del Subappennino Dauno, ha accolto positivamente i rilievi fatti dai partecipanti all’incontro, proponendo quindi un iter sperimentale per l’attivazione del servizio automedica, tramite manifestazione di interesse dell’assise, cui seguirà per vie brevi il riscontro dell’ASL che provvederà ad allocarla a supporto delle postazioni 118 e punti di primo intervento territoriale presso il San Raffaele di Troia.
“Quella di oggi è una delle più belle vittorie per il futuro del nostro territorio - dichiara Leonardo Cavalieri, sindaco di Troia -rispetto ad una problematica su cui non era possibile restare indifferenti. Avere a disposizione un’automedica per gestire interventi di emergenza vitale sarà fondamentale, vitale considerata la distanza dei centri del nostro Subappennino Dauno dai Pronto Soccorso della provincia di Foggia. Essere arrivati ad un simile risultato è frutto di lunghi mesi di lavoro, dell’essere riusciti a fare 'massa critica' con gli altri rappresentanti del territorio, i sindaci che oggi erano presenti e le rappresentanze sindacali, su tutti Francesco Marino, segretario Nazionale della Fimmg (Federazione Nazionale Medici di Medicina Generale), che negli scorsi mesi avevano iniziato a manifestare con forza tutta la loro contrarietà rispetto alla mancata attivazione di un simile servizio. Fondamentali sono stati poi l’impegno dell’assessore regionale alle politiche sociali e alla sanità, Donato Pentassuglia e l’interessamento con cui Raffaele Piemontese, segretario provinciale del Partito Democratico, ha seguito la vicenda. Questa di oggi è la dimostrazione - conclude - di come fare rete attorno a questioni di rilievo è l’unica modalità per riuscire a conseguire risultati di assoluta importanza”.

Alexis Tsipras e il suo partito di sinistra anti-austerità Syriza hanno trionfato nelle decisive elezioni politiche in Grecia, a un soffio dalla maggioranza assoluta dei seggi (il conteggio ufficiale nella notte ne assegna 149 al suo partito, ma i definitivi si sapranno solo domani mattina). Un voto che potrebbe avere un effetto sismico sulle politiche economiche dell'Ue e persino sull'intero percorso europeo nei prossimi anni. "La Speranza ha vinto", ha scritto Syriza sul suo Twitter, cambiando lo slogan pre-elettorale "La Speranza arriva". In tarda serata, di fronte a una folla il delirio, uno Tsipras raggiante e determinato ha usato tutte le parole della sua vincente campagna elettorale, celebrando la vittoria collettiva dei greci. "Cittadini di Atene, la Grecia ha voltato pagina. Oggi il popolo greco ha fatto la storia. Facciamo tornare il sole sulla Grecia". "Oggi chiudiamo il circolo vizioso dell'austerità. E' tornata la speranza, la dignità, l'ottimismo", ha proseguito ringraziando le delegazioni di tutta Europa venite a sostenere i greci, tra cui una nutrita dall'Italia: "E' una cosa senza precedenti". "I greci hanno mostrato la strada del cambiamento all'Europa, una nuova Europa basata sulla solidarietà: la troika è una cosa del passato. Il voto contro l'austerità è stato forte e chiaro". Il nuovo governo greco, ha comunque assicurato, negozierà "una soluzione finanziaria giusta e vantaggiosa per tutte le parti", pronto "a collaborare con tutti gli amici europei" per far "tornare l'Europa nella stabilità e nella crescita". "Ma domani sarà il giorno della diligenza. Stasera è il momento della festa". Dal voto escono a pezzi le politiche del rigore, che hanno impoverito la Grecia più che creare sviluppo ed occupazione, volute dal governo del premier Antonis Samaras, con il sostegno del Pasok di Evangelos Venizelos. Entrambi pesantemente sconfitti, ora vedono ombre sul proprio futuro politico.

Il sostegno di Rifondazione Comunista alle Europee del 2014 si è più che consolidato negli ultimi mesi precedenti queste elezioni greche mentre  in queste ultime ore, a risultato ottenuto, assistiamo all' assalto alla diligenza di tanta sinistra italiana camuffata per salire sul carro!!

.....Hasta la vittoria.....

 

BRAVO ALEXIS !

Written by Monday, 26 January 2015 09:08

Elezioni Grecia, Syriza trionfa ma senza maggioranza assoluta. Oggi l'incarico a Tsipras.

Con il 99,81% dei voti scrutinati, il partito di sinistra radicale Syriza ha ottenuto il 36,34% e 149 seggi, mentre Nea Dimokratia (ND, centro-destra) il 27,81% e 76 seggi. Al terzo posto si è piazzato il partito di estrema destra Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 6,28% e 17 seggi. Seguono nell'ordine To Potàmi (Il Fiume, centro-sinistra) con il 6,05% con 17 seggi, il Partito Comunista di Grecia con il 5,47% e 15 seggi, Greci Indipendenti (Anel) con il 4,75% e 13 seggi e il Pasok (socialista) con il 4,68% e 13 seggi. Secondo i media locali, la scorsa notte alle 02:00 il vincitore delle elezioni, il leader di Syriza Alexis Tsipras, ha parlato al telefono con il leader del partito Greci Indipendenti Panos Kammenos, con quello di To Potàmi, Stavros Theodorakis, e con quello del Partito Comunista Dimitris Koutsoumpas. Stamani alle 10:30 Tsipras avrà il primo appuntamento con il leader del partito Greci Indipendenti per discutere la formazione del nuovo governo che avrebbe il sostegno di 162 deputati. Al partito di Kammenos andrebbero uno o due ministeri.

Dopo l'incontro con Kammenos, Tsipras sarà ricevuto dal presidente della Repubblica Karolos Papoulias che gli conferirà l'incarico di formare il governo. Prima dell'incontro con il capo dello Stato, Kammenos dovrà fare una dichiarazione pubblica di sostegno al governo che sarà formato da Tsipras per dargli la cosiddetta "maggioranza dichiarata" prevista dalla Costituzione greca. Il giuramento del nuovo governo potrebbe avvenire martedì pomeriggio o mercoledì mattina. Secondo i media non è prevista una collaborazione di Theodorakis con il governo Syriza-Anel, ma non si esclude che voti la fiducia al governo. In questo caso il nuovo esecutivo disporrebbe in Parlamento di una maggioranza di 178 deputati.

Puglia Open Days: Bovino dov'è?

Written by Tuesday, 20 January 2015 09:00

 Da Teleradioerre del 19.01.2015:

Puglia Open Days, nella top 10 tanta Capitanata

Grande successo per le attività di Puglia Open Days conclusesi sabato 3 gennaio, che hanno visto protagoniste le bellezze di Puglia dal Gargano al Salento in 104 Comuni. Il progetto, finanziato con fondi P.O. FERS 2007-2013, ha messo insieme i giganti dell’arte, della storia, della cultura mondiale, raccontando la Puglia attraverso i castelli, le cattedrali, i musei, i teatri, i parchi e le aree archeologiche, i centri storici. Luoghi noti affianco a gioielli d’arte meno conosciuti, autentici e  affascinanti, resi fruibili grazie al progetto di Pugliapromozione e alla collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo tramite la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, la Conferenza Episcopale Pugliese, l’ANCI Puglia, l’UNPLI Puglia - Comitato regionale delle Pro Loco e alla professionalità di operatori e guide che hanno raccontato le meraviglie di Puglia ai turisti italiani e stranieri.

Il forte partenariato promosso con 37 enti e fondazioni ha permesso la messa in rete di 256 beni culturali tra musei, castelli, santuari, abbazie, chiese rupestri, una sinagoga, teatri, palazzi storici, aree archeologiche, ecomusei, biblioteche, e centri storici.  Oltre 450 gli operatori impiegati ogni sabato sera su tutto il territorio regionale.

Sono stati circa 200 mila i visitatori che hanno preso parte alle diverse attività e fruito delle aperture straordinarie previste su tutto il territorio regionale da aprile 2014 a gennaio 2015. Le attività Puglia Open Days si sono aperte con i quattro appuntamenti del periodo primaverile a ridosso di ponti e festività che hanno visto oltre 11.000 partecipanti. Per tutta l’estate, poi, da luglio a settembre, ad esplorare la Puglia e le sue bellezze sono stati in 170.000. Gli ultimi quattro appuntamenti invernali hanno infine visto la partecipazione di 18.700 ospiti, confermando che la Puglia piace e attrae non solo d’estate.

Alta la percentuale di turisti italiani (93%), soprattutto da Lombardia, Lazio, Campania ed Emilia Romagna; molti anche i pugliesi che hanno approfittato degli appuntamenti Puglia Open Days per conoscere o riscoprire il patrimonio culturale della propria terra. Cresce dell’1% rispetto al 2013 la presenza straniera.  Infatti il 7% dei turisti che hanno preso parte alle attività è costituito da stranieri, prevalentemente tedeschi (15%), inglesi (9%), francesi (6%), e americani (5%).

Complessivamente la conoscenza di Puglia Open Days avviene prevalentemente tramite il passaparola (35%). Una buona efficacia è riconosciuta anche alla rete regionale degli uffici IAT (16%) e alla pubblicità sui media (13%),

In particolare, gli stranieri usano molto di più richiedere le informazioni presso gli uffici IAT (27%) e utilizzano maggiormente i mezzi tradizionali, quali i materiali cartacei Puglia Open Days (13%). Per gli italiani, invece, la conoscenza del progetto avviene tramite pubblicità sui media e uffici IAT (14%). Il passaparola resta comunque il mezzo più diffuso per acquisire informazioni. Circa il 75% dei rispondenti valuta “buona” o “ottima” la facilità di reperimento delle informazioni. Tale apprezzamento è ulteriormente confermato dalla componente straniera, con l'80%.

La percentuale di visitatori “fidelizzati” che hanno fruito di più eventi Puglia Open Days nel 2014 (in media due) supera il 70%. Il giudizio complessivo sulle attività Puglia Open Days è ottimo: circa l'80% valuta l'attività svolta come “molto superiore” o “superiore” rispetto alle proprie attese.

Uniche note negative si registrano per la segnaletica e l'accessibilità dei siti culturali che ricevono, anche se in pochi casi (meno del 10%), anche valutazioni inferiori o molto inferiori rispetto alle attese del visitatore.

Per questa terza edizione che ha accompagnato i turisti tutto l’anno tra i siti più visitati si confermano le chiese di Puglia con il loro inestimabile patrimonio, ma grande interesse hanno suscitato anche i circuiti dei castelli e dei musei.

Nella top ten dei siti più visitati di Puglia nei sabato sera Puglia Open Days figurano la Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta di Ostuni, la Basilica di San Martino di Martina Franca, il Duomo e la Basilica si Santa Croce di Lecce, il Castello di Manfredonia, il Castello Aragonese di Taranto, il Castello Svevo di Bari, il Polo Museale di Gallipoli, Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi, Castel del Monte e la Cattedrale di San Nicola Pellegrino a Trani.

Il Salento è l’area che ha avuto il maggior numero di visitatori (35% del totale). La seconda destinazione è “Bari e la costa” (17%), seguita da  “Valle d’Itria” (14%), da “Magna Grecia” e “Gargano” (12%) e Puglia Imperiale (10%).

Le città più battute sono state Lecce, Bari, Gallipoli, Brindisi, Ostuni, Taranto, Trani, Monte Sant’Angelo, Barletta e Foggia.

Tra i beni Mibact più visitati, oltre al Castello di Manfredonia e al Castello Svevo di Bari, indicati nella Top Ten, ci sono Palazzo Simi a Bari, la Galleria “De Vanna” a Bitonto, il MARTA di Taranto, Castel del Monte, il Castello Svevo di Trani.

I turisti hanno riscoperto inoltre il piacere di assaporare le bellezze dei tesori nascosti di Puglia, anche passeggiando nei piccoli borghi, alla ricerca di scorci da immortalare. Tra i centri storici più visitati ci sono Oria, Laterza, Taranto, Conversano, Barletta, Sant’Agata di Puglia, Gallipoli, Trani, Manduria e Monte Sant’Angelo. Nel Gargano e Daunia molto apprezzati anche il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, il Museo Civico di Foggia e il Polo Museale di Ascoli Satriano, il centro storico di Vieste. Grande interesse anche per la Cattedrale di Barletta, ma la Puglia Imperiale è stata molto apprezzata anche visitando gli ipogei di Canosa di Puglia, la Cattedrale di Ruvo di Puglia, la Sinagoga Scolanova e i centri storici di Terlizzi, Bisceglie e Andria.

 

Bari e la costa ha attratto con il suo inestimabile patrimonio culturale. Notevole affluenza alla Cattedrale di San Sabino, alla Basilica di San Nicola e al Teatro Petruzzelli. Apprezzati dai turisti anche la Fondazione Pino Pascali a Polignano a Mare, il Castello Acquaviva d’Aragona a Conversano, i centri storici di Giovinazzo e di Rutigliano con il Museo del Fischietto.

 

A trascinare l’offerta della Magna Grecia Murgia e Gravine un forte fascino hanno esercitato oltre che le visite al MARTA anche i percorsi nella  Taranto Sotterranea con il suo inestimabile patrimonio ma anche Laterza, con il suo suggestivo centro storico, Mottola, col villaggio di Casalrotto, Gravina in Puglia con la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi.

 

In Valle d’Itria molto apprezzato, inoltre, il Castello Ducale di Ceglie Messapica, a Carovigno il Castello Dentice di Frasso e il Museo del Territorio Casa Pezzolla ad Alberobello. Molto partecipate, poi, le visite guidate ai centri storici di Alberobello, Martina Franca e Noci.

 

Il Salento ha affascinato gli amanti del barocco ma non solo. Grande affluenza ai Castelli di Francavilla Fontana, Copertino, Acaya e Otranto. Grande interesse anche per il Museo Archeologico Provinciale “F.Ribezzo” di Brindisi e i borghi di Specchia e Castro.

Puglia Open Days quest’anno ha parlato il linguaggio dei più piccoli, grazie ad attività e visite guidate arricchite con laboratori didattici all’interno dei beni culturali, animazione e baby trekking, che hanno incontrato il gradimento delle famiglie con bambini. Tra le attività per i più piccoli grande affluenza hanno registrato i laboratori della cartapesta al Castello Carlo V di Lecce, i laboratori didattivi al Museo Civico di Foggia e al MAPRI di Brindisi, i laboratori al MUST di Lecce, ma anche le passeggiate nei centri storici di Andria, Barletta, Sant’Agata di Puglia (FOTO), Peschici, Massafra, Lecce e le visite guidate in bicicletta nel centro storico di Conversano.

 

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