Chi ci ha scritto ieri mattina ci fa pensare a uno dei tanti problemi che interessa la Cittadinanza Bovinese e di cui se ne parla molto in questi giorni in quanto coinvolge non solo la nostra Città, i Comuni limitrofi e tanti altri Enti di cui facciamo parte ( Asl-Distretto Sanitario-Provincia- Regione Puglia-Stato Italiano etc.) : LA GUARDIA MEDICA.
Dal titolo dell’ articolo “ Tutto è bene quel che finisce bene” e dall’ ultima frase “E così via per tante altre cose….” si capisce che ci sarà un seguito a queste riflessioni che da queste pagine continueremo a pubblicare se ci perverranno.
Tutto è bene quel che finisce bene….

Non sappiamo quanti degli attuali Amministratori, si siano interessati al problema del “flop Guardia medica” a Bovino, per “notturno 26 dic. Vicariato da Deliceto”. Nel dubbio, diciamo che è stato solo un episodio isolato e di breve durata…ma pur sempre con ripercussioni negative per l’apprensione, l’incertezza ed il disagio, che vanno a colpire ammalati e/o bisognosi di assistenza sanitaria, in periodi particolari, (la popolazione di Biccari risulta più penalizzata, non avendo per diversi giorni la Guardia medica nel periodo Natalizio). Il Comune di Torremaggiore, interviene direttamente per evitare l’interruzione di un servizio essenziale, e con una delibera di Giunta dell’8 gennaio 2026, approva un fondo straordinario a sostegno dei medici impegnati nel servizio di continuità assistenziale.
Il punto è che stare senza Guardia medica, anche se per poco, fa riflettere perché una prossima volta potrebbe durare per più giorni, e potrebbe coincidere in condizioni meteo avverse e critiche per la viabilità (nebbia, neve, ghiaccio, vento forte). Forse tanti Sindaci, tutti insieme per comprensorio, potrebbero prendere in considerazione quel che sono le potenzialità della “Protezione civile” a cui far riferimento con impegno e responsabilità, per trovare una risorsa e/o alcune soluzioni, tramite le funzioni della struttura comunale del COC. Quindi, per capirci, il periodo Natalizio insieme alle feste, porta una previsione stagionale di maltempo: nebbia, temporali, neve-ghiaccio….strade insicure. Cose ormai risapute da tempo e quindi prevedibili e gestibili.
Ecco che per la “cultura della previsione-prevenzione” i Responsabili dei Comuni Montani si dovrebbero chiedere: “A chi mi rivolgo, chi mi può supportare, per venire incontro agli anziani e disabili non autosufficienti, a cui assicurare un minimo di assistenza?
Ma son cose a cui i nostri Amministratori non sono abituati, sono troppo impegnati a pubblicare e pubblicizzare eventi melensi e manifestazioni autoreferenziali e/o appuntamenti pseudo-religiosi tanto inclusivi da dimenticare anziani soli e disabili o soggetti fragili….ma con una buona scorta di libri, possono essere accuditi in biblioteca.
Chiaramente dai “giullari di corte” nessuna voce di protesta, hanno preferito rifugiarsi nel commento di “immagini di strade animate, eventi partecipati e cittadini per una vita comunitaria” il tutto con il supporto delle tante volenterose associazioni. Va bene, siamo in periodo Natalizio 2025, anche questi dati positivi vanno evidenziati. Ma poi, come dichiarato dalla Sindaca:“Non abbiamo iniziato nel migliore dei modi il 2026” per un ordigno inesploso lasciato in un angolo nascosto di un’aiuola della Villa comunale.I Carabinieri a presidiare tutta la notte.”…. Però…insomma..anche il termine utilizzato: ordigno inesploso (?)sembra un tantino esagerato (dal dizionario, Ordigno: Bomba, congegno esplosivo complicato)trattandosi di un semplice petardo.
E torniamo a parlare della Villa e della necessità che venga attenzionata, perchè richiede più rispetto e dignità, senza aspettare il peggio.
A proposito del nostro Subappennino…. per far sperare la popolazione residente.

Per la serie “il Subappennino-Monti Dauni sempre in crisi” ci siamo abituati al gran parlare delle nostre Comunità e dei nostri paesi, ai quali è stato attribuito di volta in volta l’etichetta/appellativo di circostanza, che sia: piccoli comuni montani, meridionali, disagiati, borghi monti Dauni, Appennino Foggiano, Area interna Monti Dauni, Area vasta, Aree interne, ecc.. per motivare l’ennesima conferenze-incontro, del tipo: unioni, coesioni, tavoli di concertazione, tavolo tecnico permanente, fare squadra, proposte operative, servizi essenziali, ambito territoriale, progetto strategico, resistenza dei piccoli comuni, coordinamento dei piccoli comuni,ecc.. Il relatore di turno ed i Sindaci usano un frasario leggermente personalizzato ad effetto, ma solo per farsi notare, e dopo le tante belle parole annacquate con dati statistici, partono i propositi guerrieri che, come le foto ricordo, si sbiadiscono col tempo. Così per non smentirsi di recente hanno riproposto, con qualche sfumatura diversa, la coesione nei Monti Dauni Lucera 2026; piccoli Comuni Foggiani a Roma (9.12.2025) organismo dedicato all’emergenza spopolamento.
Ma non passa inosservata la notizia del 10 genn. 2026: Celle di San Vito non aderirà ad alcun percorso di “Fusione” o di “Unione” con altri comuni. Nell’ultima storica seduta del 2025, il 30 dicembre, il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità respingendo la proposta del Sindaco di Castelluccio Valmaggiore.Per cui si legge: “ad oggi, purtroppo, il Comune di Celle di San Vito non ha mai constatato benefici reali neppure dalle forme di gestione associata dei servizi; a maggior ragione, non ravvisa vantaggi nell’Unione dei Comuni e tanto meno nella Fusione. Durante “l’esperienza maturata dalla sottoscritta in questi 17 anni da sindaco, la partecipazione a organismi sovracomunali quali ARO, Ambito Territoriale e Area Interna non ha purtroppo prodotto risultati tangibili per la comunità cellese. Al contrario, nonostante le numerose richieste e segnalazioni formalmente presentate, abbiamo spesso riscontrato difficoltà nel garantire anche i servizi essenziali, in quanto lasciati sempre soli. Si ritiene pertanto che l’avvio di un ulteriore livello di Unione o, ancor più, di Fusione possa comportare un depotenziamento dell’autonomia amministrativa e politica del nostro Ente, con effetti pregiudizievoli per la tutela degli interessi della comunità locale”.
Certamente per tale dichiarazione ci saranno diverse interpretazioni, ma resta un fondo di verità: un po’ per tutti i Comuni, non si sono ancora constatati benefici reali con alcune forme di gestione associata. Come prima, ancor oggi, si resta condizionati da Bari e da Roma, “per scelte calate dall’alto” come si dice nel gergo comune e Comunale. Dove la retorica non basta, serve sostanza, serve visione, serve coraggio politico. Perché la storia non si fa con le parole, ma con le scelte.
Siamo al 2026, ma sembra proprio che questa nostra Amministrazione non abbia proposto nuove soluzioni e/o attuato qualche iniziativa coraggiosa per l’economia locale (APS prodotti locali-artigianato, prodotti agricoli, Associazione Cacciatori per lavorazione e smercio selvaggina) come prima, ancor oggi, il tutto si regge sulla cultura, la biblioteca, i musei, Casalena, Giardini e Castello, con il lodevole supporto della Proloco e di alcune associazione volontarie personalizzate. Strano che per manifestazioni ed eventi si mette in evidenza una produzione locale artigianale su base volontaria-gratuita e poi la stessa non viene incentivata dal Comune come produzione tipica, con relativa ricaduta sull’economia locale. E così via per tante altre cose….




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