Interessante interrogativo a cui dà una risposta Carmine Santoro, presidente dell' Associazione P.A.T.A. di Bovino:
Avete notato che non si vedono ancora le rondini e qualche altro migratore primaverile (21 marzo)? Siamo a metà aprile! Anni addietro i primi ad arrivare puntualmente a fine marzo, sono stati i “balestrucci” (delichon urbicum).Questo agile e veloce uccello, è stato descritto anche da Shakespeare nel Macbeth.
La presenza complessiva del balestruccio nei centri urbani, risulta in diminuzione a causa dei molti edifici moderni, che non offrono angoli, sporgenze ed archetti adatti alla costruzione dei nidi.
Altra presenza in ritardo è quella dell’assiolo (otus scops) che per il suo caratteristico verso-richiamo: “chiù” viene spesso confuso con il cuculo. L’assiolo è un piccolo gufo, che misura fra i 18 e 21 cm. con i “cornetti” di piume ripiegati sulla testa, sembra tarchiato e con un testone. Citato dal poeta Pascoli nella poesia “L’assiuolo”.
Di giorno si rifugia per riposarsi sugli alberi e nelle cavità, perché ha vita notturna quando va a caccia per cibarsi. Ecco perché, dal tramonto e durante la notte, il suo “chiù” ci accompagna in campagna o lo si sente in periferia dove c’è qualche boschetto, o nei parchi urbani con alberi accoglienti. Anche questo uccello ci avverte che la primavera presto cederà il passo all’estate!
Possiamo ipotizzare, su base scientifica con comprovate ricerche e verifiche precedenti, che il “ritardo” e la scarsa presenza di questi ed altri simpatici uccelli migratori, sia da imputare ai mutamenti climatici, all’inquinamento atmosferico ed alla riduzione dei boschi.
Forse per questa primavera, la spiegazione è solo di carattere meteo-climatica, speriamo nella prossima fase lunare, che notoriamente mette in moto le migrazioni. Staremo a vedere!
Carmine Santoro
B




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