
strumento pergiustificare inattivitàoabbandono dapartedelle amministrazioni.Agiugno,oltre150soggetti,tracuidocentiuniversitari, sindaci, urbanisti e operatori culturali,hanno sottoscritto un appellopubblicocontrolalogicadell’“irreversibilità”,chealoroavvisoequivalea
«un accompagnamento alla buona morte, un’eutanasia». I firmatari chiedono una revisione del Piano, invitano i Consiglicomunali a pronunciarsiinmerito e offrono collaborazioneper costruire strategie concretedirilancio.
Il PSNAI affronta il tema demografico suddividendo il territorio in quattro scenari:aree doveèancorapossibileinvertirelatendenza allo spopolamento;zoneincuisipuòstabilizzarela natalità;altreincuisipuò solorallentare ladecrescita; e infineterritori da accompagnare inun declinoconsideratoirreversibile.SecondoleultimeproiezioniISTAT,oltre l’82%deicomunidellearee interne perderà popolazioneentro il2043, conpicchidel93% nelMezzogiorno.Nelsolo2024,sono358icomuni italianiazeronascite,concentratiquasiesclusivamentenelleareeinterne delPaese. Neicomuniultraperiferici,inoltre,il rapporto tra over65e under 15 è di circa 2,5 a 1. Si tratta di territori a forte squilibrio demograficoeconserviziminimiincontrazione:èaquesticheilPiano sembraapplicarel’etichettapiùdrastica.
Persostenere le strategieterritoriali,ilPiano prevedeunadotazione ulteriore di310milionidieuro, integrabiliconrisorsedelPNRR, fondi europeiecofinanziamentiregionali.Ogniareaselezionatapotràattivare interventinei settoridisanità,scuolaemobilità.
«Il problema talvolta non sono le risorse, ma la capacità di spenderle», osserva Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbolaepromotore dellalegge158/2017suipiccolicomuni.«Oggici sonopiùdiduemiliardi dieurostanziatiperrealizzarecomunità energetiche rinnovabilineicomunisotto i 5.000abitanti. Mail rischio fortissimo è che quei soldinon vengano impiegati,perché l’impianto
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burocraticoelegislativoètroppofarraginoso».Peraffrontarelacrisidello spopolamento,aggiunge Realacci,bisognacambiareprospettiva.«C’èuna bellissimafrasediProust:unveroviaggiodiscopertanonècercarenuove terre, ma avere nuoviocchi.Il problema è che troppo spesso questi territori vengonoguardati conl’occhio languidodelcoccodrillo.Si dice
‘poverini’,esidàperscontatocheillorodestinosiaildeclino».
Learee interne, inoltre,rappresentanonellalorointerezzaunpolo strategico,oltrecheunprezioso capitaleculturaleeproduttivo:«Il92% delleDOPeIGPitalianehaachefareconipiccolicomuni,cosìcomeil
70%deigrandivini.Selasciamochequestiterritorisisvuotino,perdiamo unadellecolonneportantidelMadein Italy»,prosegueRealacci.Questo accadeanche conlamanifattura. A Belforte delChienti,paese dicirca
1.800 abitantinell’area del cratere delle Marche, «Hasede laNuova Simonelli,laFerraridellemacchinedacaffèindustriali. Esportanointutto ilmondoil90%dellaproduzioneesostengonoilterritorio:asilo, cultura, sport,campusdiricerca».
Definirealcuni territori come “non recuperabili” comporta rischi ancheambientali.SecondoISPRA,il94%deicomuniitalianièsoggettoa pericolositàdafrane,alluvionioerosionecostiera,enelleareeinterneil livellodirischioèspesso piùelevato: lapericolositàdafranaèparial
10,9%,contro il 5,6%dei comuni urbani. Senza presidio umano, la gestionedelsuolodiventaimpossibile.L’abbandono progressivodiinteri comprensoripuòinfatticomportare conseguenzedirettesullacapacitàdi prevenireeaffrontareeventiestremi.
Lostessovale periboschi.UNCEM,nel2024,hachiestoalMinistero dell’Agricolturadisbloccare 40 milioni di eurogià stanziati per la prevenzionedegliincendiboschivinelleareeinterne.Apreoccupare non èlasuperficieboschivaincrescita,malamancanzadigestione attiva: tratti inaccessibili,noncurati,chenonproducono reddito nésicurezza.
«L’Italia importa l’80%dellegnovergineperl’industriadell’arredo,pur
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avendo un patrimonio forestale in crescita», appunta Realacci. «In Finlandiaoggiesistonomigliaiadicooperative chegestisconoiboschiin equilibrio.Taglianoquantoricresce.Questaèun’esperienzadaprendere ariferimento».
Peraltro,isegnalidiinversionenonmancano.IlRapportoMontagne
2025,pubblicatodaRubbettino,parladi unsaldomigratoriopositivodi circa 60milapersonenelbiennio2022-2023,soprattuttonellearee montane italianedelNordedelCentro.Un datochesuggeriscecomela montagna continuiadattrarre famiglie,lavoratoriepensionati,informa temporaneaostabile, soprattuttodove esistono condizioniminimedi abitabilità,reticivicheeserviziessenziali.
Sonodiversii luoghi,datiper spopolatieprividiprospettive, che hannoavviatopercorsidi rigenerazione.Alcunihannoricostruitoservizi, attivatoretisocialiecreatonuoveeconomie,dimostrandocheanchenei territori piùfragilièpossibileinvertirelatendenza. ÈilcasodiOstana,borgo delle ValliOccitane in provincia di Cuneo, passato da cinque abitantinegli anniSettanta aoltre80residentistabili.Laripresaèfrutto diunastrategiadilungoperiodobasatasuarchitettura sostenibile,servizi essenziali, bandalargaeun’offertaculturalecontinua.Ostanaèoggiuno dei comunisimbolodellarigenerazionealpina,anchealivelloeuropeo.
Un’altraesperienzasignificativaèquelladiCasteldelGiudice,inAlto Molise,dovel’amministrazionehapromossounpianointegrato cheha portato allarealizzazionedi:unaRSAdicomunitàricavatanell’exscuola, cheoggiimpiegadecinedipersone;unmeletobiologicocollettivoavviato su terreni incolti;un albergo diffuso,Borgotufi, nato dal recupero di abitazioniabbandonate,eunlaboratoriodi formazionededicatoal paesaggio, alla forestazione e allosvilupposostenibile. Piùche sulla crescita demografica, il progetto ha puntato sulla riattivazione delle funzionilocaliesullacostruzionediunanuovaeconomiadiprossimità.Un pianochesièrivelato vincente.
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Piùmediaticamamenostrutturale èinvece laformuladellecaseaun euro, applicata indiversiborghiitaliani.A FabbrichediVergemoli,in Toscana,ilprogettoharaccoltooltre140richieste,moltedafamigliedi ritorno dall’estero, trasformando gliedifici abbandonatiinalloggiper famiglieeturisti,einvestendonellapromozionedelpaese.«Èunabuona iniziativa, maspesso nonèlacasailproblema, ètutto ciòchemanca intorno: lavoro,scuola,connessioni,trasporti. Senzaun ecosistema di servizi,è difficileinvertire una tendenza strutturale», avverte Cecilia Tomassini,ordinaria didemografia all’UniversitàdelMolise.«Unbuon indicatoresucui puntare è,peresempio,illavorofemminile,cheoltrea favorirecondizioni diequitàcrealecondizioni permettere radici,eper considerarelagenitorialitàcomeunprogettopossibile».
SecondoTomassini, ledinamicheinsediativenellearee interne richiedonostrumentidiletturapiùaccuratiestrategiecostruitedal basso. Gliinterventidi ripopolamento, racconta,devonopartiredaibisogni specifici diciascunterritorio. «Learee interne non sono tutte uguali. Neppuredentro unastessaregione.Lerispostedevonoessere costruite su misura, a partire da ciòche serve davvero inognicontesto». Per accompagnare l’invecchiamentodellapopolazione residente nellearee interne,inparticolarequelleperifericheeultraperiferiche,l’Universitàdel MolisecoordinailprogettoAge-it,finanziatodalPNRR,chesperimenta soluzioniditelemedicina, monitoraggio remoto dei parametri vitali,e assistenzadicomunità.
Traglistrumentipiùefficaci per rafforzare latenuta dei territori soggettiaspopolamento, Tomassiniindicasoprattuttol’aggregazionetra comuni, che sembra mancare nel Piano SNAI. «Ragionare da soliè complicato.Conbudget limitati,mettere insiemeleforzeè una delle pochemosseintelligenticheicomunipossonofareperrestarevivi».
Unastrategiagiàadottatanell’AltaSabina,doveungruppodipiccoli comunihafirmatounpatto anti-spopolamento,unendo forzeerisorse
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pergestireinsiemeservizi,infrastrutture einiziativedivalorizzazionedel territorio. Lalogicatrova riscontro anche nell’esperienza di Vittorio Demicheli,exdirigente sanitario e oggivicesindacodiCabellaLigure, comunemontanoconmenodi500abitanti:«Quiintutta lavallenonc’è neanche piùunmedico.Seunodeverifareunaricettaenonèabilecon l’e-mail,devefare30chilometri»,racconta. Lesoluzioniproposte, dalla telemedicina all’infermieredicomunità, restano spesso sullacarta, per mancanza dirisorse o compatibilità con l’organizzazionesanitaria. «Il nostro unicomesso comunale, dasettembreagiugno,sioccupaquasi esclusivamentedi portareibambiniin etàscolaredallafrazioneal capoluogo», prosegue. Inun contesto segnato da frane che isolanoi paesi, linee telefoniche che saltano per giorni, banda larga ancora assente, lavera forma diresistenza sembra essere l’unione:«Giàda tempoquiriusciamoatenere apertaunascuolasoloavendocostituitoun unicoplessoscolasticocheraccoglieunadecinadicomuni»,conclude.
«Dasoli,nessunocel’avrebbefatta»
AltriLink
https://www.orizzontescuola.it/spopolamento-irreversibile-oltre-3-800-scuole-gia-chiuse-nelle-aree-interne-il-piano-ministeriale-prevede-altri-1-200-istituti-sacrificati-al-declino-demografico-entro-il-2030/
https://uncem.it/papa-francesco-su-aree-interne-e-piccoli-comuni-uncem-e-una-luce-la-politica-sia-attenta-e-operosa/
https://lavocedellamontagna.it/2025/07/la-riflessione-il-piano-strategico-nazionale-delle-aree-interne-le-conseguenze-irreversibili-dellabbandono/
https://uncem.it/piano-aree-interne-e-lo-spopolamento-irreversibile-da-accompagnare-uncem-si-investa-nel-modo-giusto-con-la-nuova-programmazione-europea-28-34/





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