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E' stata convocata la riunione del Consiglio Comunale in data 23.12. 2013, alle ore 9,30 per discutere il seguente ordine del giorno:






14.10.2013 14:09 dal sito del Comitato per il Centro Storico di Bovino:

Maggiori informazioni http://comitatocentrostoricobovino.webnode.it/news/lettera-alla-cittadinanza/
Sono le testate giornalistiche di "Il Sud Adesso.it" e "Teleradioerre" a darci la notizia:
L’azienda editoriale è stata portata ad estromettere per ragioni finanziarie ben 15 centri del Subappennino: Bovino (per una delle due edicole), Biccari, Candela, Castelluccio dei Sauri, Casalvecchio di Puglia, Volturino, Panni, Faeto, Anzano di Puglia, Castelluccio Valmaggiore, Roseto Valfortore, Monteleone di Puglia, Carlantino, Alberona, Volturara Appula e Casalnuovo Monterotaro. Da lunedì prossimo, gli edicolanti dei piccoli centri interessati dovranno rifornirsi autonomamente a Foggia o far ricorso ad altro distributore, tra proteste dei cittadini, dei sindaci che li rappresentano, e dello Snag (Sindacato Nazionale Autonomi Giornalai).
«Il Comune di Biccari – fa sapere il sindaco Mignogna – si associa alle proteste degli edicolanti e dell’associazione di categoria, per questa vera e propria offesa alla libera circolazione dell’informazione, rivendicando il rispetto di ogni accordo da parte della ditta di distribuzione Lobuono. La chiusura delle edicole rappresenta uno schiaffo culturale, oltre che morale, agli abitanti dei nostri piccoli centri e un nuovo triste campanello d’allarme su come è trattato il nostro territorio»
Le segreterie territoriali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno inviato una lettera al Prefetto di Foggia, Luisa Latella, per chiedere un incontro urgente sulla vertenza che riguarda i lavori di realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Caserta – Foggia, tratta Bovino – Cervaro.
Le organizzazioni sindacali sono «fortemente preoccupate» per il blocco dei lavori ed i gravi rischi sulla tenuta occupazionale, causati dalla situazione di crisi in cui versa l’impresa appaltatrice Rabbiosi Spa, per la quale operano 37 lavoratori, di cui 24 sul territorio di Foggia. I sindacati chiedono alla Prefettura la convocazione di un tavolo di confronto, alla presenza dell’impresa, della committente Italferr Spa e del Commissario Straordinario, «a seguito dell’aggravamento della crisi finanziaria che ha investito la Rabbiosi Spa, detenuta al 100% da Impresa Spa, attualmente in amministrazione straordinaria, che sta comportando una consistente riduzione dell’attività lavorativa nel cantiere con un blocco pressoché totale sia dei lavoratori che dei subappaltatori».
Feneal, Filca e Fillea, evidenziando «l’importanza dell’opera per lo sviluppo del territorio», rilevano «che la stessa a tutt’oggi doveva essere già terminata e che, invece, è ferma al 60%», nonostante sia completamente finanziata e pur non registrando alcuna problematica nei pagamenti da parte del committente Italferr. Problematiche che riguardano invece la società Rabbiosi, la quale, dopo aver fatto ricorso ad un trattamento di CIG in deroga dal 28 maggio al 31 agosto 2013, per 21 unità di cui 2 occupate a Roma e 19 a Foggia, «permanendo la situazione di crisi», ha ottenuto la prosecuzione della CIG per un numero maggiore di unità lavorative, complessivamente pari a 25, a partire dal 1 settembre al 31 dicembre 2013. «Bisogna arrivare presto al reimpiego di tutti i lavoratori – affermano i segretari generali Alessandro Scarpiello, Urbano Falcone, Giovanni Tarantella – per questo motivo, chiediamo un chiarimento sulla situazione in cui versa l’azienda, che deve garantirci la piena operatività, unitamente all’ impegno a riaprire immediatamente il cantiere per la realizzazione della linea ferroviaria, che è – sottolineano i responsabili sindacali - fondamentale per i collegamenti tra la Puglia, la Campania ed altre importanti aree del Paese. Il perdurare del blocco dei lavori mette a rischio la realizzazione dell’opera, strategica per il territorio, che assolutamente non deve – concludono Feneal, Filca e Fillea - rimanere incompiuta, diventando l’ennesima cattedrale nel deserto in terra di Puglia». (c.s.)
Dovrà rispondere di abuso d’ufficio insieme ad un assessore e un consigliere
Il processo avrà inizio il 4 novembre. L’Opposizione chiede le dimissioni
Il sindaco di Monteleone di Puglia ed ex senatore, Carmelo Morra, l’assessore ai lavori pubblici Antonio Taggio e il consigliere Salvatore Pucillo sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio. Il Processo avrà inizio il 4 novembre. I tre amministratori del piccolo comune dauno rischiano da 6 mesi a 3 anni di reclusione. Le indagini erano state avviate in seguito alla denuncia dell’Opposizione.
Questo è il comunicato stampa dell’ opposizione pervenutoci :
«Chiediamo le immediate dimissioni. Questa maggioranza è ormai giunta al capolinea – afferma Antonietta Colangelo, capogruppo della Primavera di Monteleone – Tre amministratori rinviati a giudizio per abuso d’ufficio, quali garanzie possono più dare ai cittadini? Chiediamo che si dimettano subito per affrontare un delicato processo penale lasciando così in pace i monteleonesi che, altrimenti, potrebbero ritrovarsi a subire azioni dall’odor di ritorsione. E pretendiamo che il Comune si costituisca parte civile in questo processo». I fatti risalgono al 27 febbraio 2011 quando i tre esponenti della maggioranza, in Consiglio comunale, su un accapo all’ordine del giorno, votarono a favore della già chiacchierata cooperativa Futura per la gestione dell’unica casa alloggio anziani del piccolo centro dei Monti Dauni. Nella compagine societaria, all’epoca dei fatti, comparivano: la moglie, la figlia, il figlio, alcune nipoti, la nuora, il genero e un cognato del sindaco Morra; due sorelle, svariati nipoti e la suocera del consigliere Pucillo; lo stesso assessore Taggio, sua moglie, suo fratello e sua cognata. «La giustizia farà il suo corso. Per ora siamo solo all’inizio – commenta a caldo Antonietta Colangelo – Ma c’è un fatto certo. Un rinvio a giudizio per un reato commesso nell’esercizio della funzione di Sindaco, Assessore e Consigliere comunale, assume un significato politico rilevante». Una parabola discendente e in caduta libera quella dell’ex senatore monteleonese. «Carmelo Morra sta chiudendo mestamente la sua carriera politica. Scaricato dal PDL, è approdato in Grande Sud per misurare le sue forze alle ultime elezioni politiche. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Emblematico il dato di Sant’Agata. 5 voti. Oggi si presenta in giro come esponente dell’Associazione Amici del Sud – evidenzia ancora Colangelo – Mai come questa volta Morra avrebbe voluto mantenere la sua carica di Senatore e, invece, dovrà affrontare il processo da comune cittadino». Ma c’è un secondo filone d’indagini che interessa la stessa vicenda. «Abbiamo documenti che dimostrano che quasi tutti i consiglieri di maggioranza, all’epoca dei fatti, erano soci o avevano familiari soci della Futura – sottolinea Colangelo – e abbiamo denunciato nuovamente il tutto alle autorità competenti». Rischiano di rispondere dello stesso reato anche Angelantonio Guerriero, vicesindaco di Monteleone e socio della Futura, il consigliere Antonio Volpe per la presenza della moglie nella coop e Dario Liscio, assessore al bilancio e socio della cooperativa di cui fanno parte anche sua madre, suo padre e sua sorella. «Sembrerebbe una Amministrazione comunale espressione della cooperativa Futura» ironizza l’esponente della Primavera sottolineando che «durante quell’Assise, la Consigliera Tina Preziosi fu addirittura espulsa dall’Aula dal Sindaco solo perché chiedeva il rispetto della legge. Ma alle nostre rimostranze tutti i consiglieri di maggioranza fecero orecchie da mercante. Più volte avvisati – conclude la capogruppo della Primavera – omisero di astenersi pur in presenza di un chiaro interesse proprio o di un prossimo congiunto procurando intenzionalmente, a loro stessi o ad altri, quindi, un ingiusto vantaggio patrimoniale». Un’altra tegola sulla testa di Carmelo Morra in un momento già delicato. Qualche giorno fa, infatti, è stata notificata alla cooperativa Futura e al Comune di Monteleone la determina dirigenziale del Servizio Politiche per il Benessere Sociale e le Pari Opportunità della Regione Puglia con cui si dispone “di revocare un finanziamento del 2005 pari a 93871,74 euro concesso alla coop. Futura per la realizzazione di una struttura di accoglienza per l’assistenza di soggetti con handicap grave in quanto i lavori non sono iniziati né risultano realizzabili e poiché le spese rendicontate non possono essere riconosciute in quanto non attinenti ai lavori previsti nel progetto che trattasi” e “di disporre il recupero nei confronti della società cooperativa Futura della somma di 46953,87 euro erogata a titolo di acconto del 50% sul contributo richiesto di 93871,74 per la realizzazione del progetto “dopo di noi…?...il sole” e non utilizzata per tale scopo, maggiorata degli interessi legali pari a 9168,40 euro”. Una situazione delicatissima per la cooperativa Futura, da sempre espressione di Carmelo Morra, già in difficoltà economica e in debito con i suoi dipendenti che attendono lo stipendio da ben 10 mesi.

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