Le pagine dei giornali che parlano di Bovino

questa notizia è stata ripresa da Redazione TELERADIOERREFOGGIA 26/04/2016 12:22:14
http://www.teleradioerre.it/foggia/98974/AQP-sospende-erogazione-idrica-sui-Monti-dauni
Trenta milioni di euro solo per il miglioramento della viabilità dei Monti Dauni. E' l'importante risultato ottenuto dalla delegazione di sindaci dell'appennino che qualche giorno fa , nell'ambito del progetto "Aree Interne", sono stati ricevuti a Bari dall'assessore ai Lavori pubblici, Gianni Giannini. Ora ai comuni spetta definire il piano di lavoro, le priorità degli interventi da attuare, mentre alla Provincia di Foggia il compito della progettazione per le strade di sua competenza. Sarà la volta buona per mettere in sicurezza tutte quelle arterie che dopo le piogge dell'inverno appena passato sono praticamente franate?



Non a caso nel pubblicare l’ articolo “Un patrimonio da preservare” dell’ Elce di Gennaio 2016, s’ è dato il titolo alla pagina “Conservazione del centro storico di Bovino come la volpe e l’ uva di Esopo”.
L’ accostamento sembra non appropriato e visto che sono in molti a scriverci per sapere le motivazioni di tale paragone, qui lo spieghiamo:
A primo acchito la lettura dell’ articolo, nella parte in cui si parla della lettera mandata al giornale, il noto “mentore”, per chi è a conoscenza di tutto l’ iter travagliato che ha subito il Piano di Recupero del Centro Storico in tutte le sue fasi di approvazione, stupisce per l’ atteggiamento valutativo e colmo di richiami ad uno strumento urbanistico mal condiviso dal medesimo. Almeno così è sembrato fino a poco tempo fa e nel corso degli anni in cui il “mentore” s’è sempre speso (più a torto che a ragione) per la sua esperienza e militanza in Associazioni importanti del territorio (Archeoclub ed altre). Ma, al di là di questo, ci si chiede quali siano le motivazioni per le quali non si dice, per esempio, che quegli interventi di rifacimento strade realizzati negli anni 2000 e dintorni, avvenivano in assenza di uno strumento urbanistico specifico che era in fase di studio e che è stato approvato solo nel 2006 ? … quale bisogno c’è da parte di professionisti, nascosti spesso in Associazioni Culturali , a indurre il lettore a demolire l’ operato amministrativo altrui con degli accostamenti artefatti che riportano una falsa situazione dei luoghi e del tempo? Cioè, è solo colpa dell’ Amministratore? Il “mentore” fa finta di non sapere che dietro quei progetti c’ è sempre la firma di un suo omologo, magari con gli stessi studi riconosciuti e di egual peso sociale? A chi si dà da bere che un professionista è puramente al soldo di un’ amministrazione amica, per cui sta lì solo ad eseguire ordini?
Un professionista serio e tale, con pochi o con molti soldi a disposizione, un progetto commissionato che non gli piace non lo fa !
Noi siamo, invece, ancora a credere che per amministrare ci vuole il buon senso, l’ onestà non solo intellettuale, la fiducia per se stessi e nel prossimo con cui si collabora. Doti che, evidentemente mancano al “mentore” che falsifica la realtà e che vuole addirittura scrollarsi di responsabilità che l’ avvolgono senza lasciargli respiro.
Non è perché, rimasti esclusi dai procedimenti di recupero di alcune situazioni disperate e per le quali il non intervenire ( questo sì) sarebbe stata colpa e correità nella morte del centro storico, il “mentore” si debba sentire in diritto di accusare politici o amministratori da esso lontano.
Se si possiedono doti e capacità per amministrare o di farsi rappresentare da amministratori in linea col proprio pensiero, ci si deve armare di pazienza, di meriti ed aspettare il proprio turno per ottenere i consensi da parte di chi l’ osserva, medita e premia.
La pagina 9 dell’ Elce, accosta due foto del “Buco di San Marco” per dimostrare che l’Amministrazione degli anni 2000 ha “distrutto” le scale di Via Portella. E’ UN FALSO !!

La foto a sinistra, quelle con le scale, il “mentore” la raffronta alla situazione attuale del “Buco di San Marco” per accusare l’ Amministrazione in carica nel 2000 per averla distrutta.
Sì, è un falso e purtroppo il “mentore” custode di questi e di altri reperti fotografati del passato, sa che la foto con le scale risale a tempi precedenti gli anni del terremoto (’80) perché lo stato in cui versava quel punto lì di Via Portella negli anni sotto accusa era questo:
Volendo, potremmo postare tantissime foto che dimostrano lo stato di abbandono in cui versavano le strade di Bovino negli anni sotto accusa e che sono state ripristinate anche in assenza di strumenti urbanistici appropriati, alle quali si è dato un decoro e una spinta per la fruibilità, che hanno permesso a Comitati Scientifici di qualificare Bovino così come l’ hanno trovato nel 2002-2003 e di cui oggi ci si vanta.
Questo, dunque, l’ accostamento con Esopo e di una volpe che gira e rigira con furbizia in attesa che l’ uva maturi. Le bugie se dette e ripetute più di una volta possono essere scambiate per verità ma permettete che qualcuno difenda la verità per non farla scambiare in bugia: quelle scale del “Buco di San Marco” non esistevano più già prima degli anni novanta; ….il “mentore” sa anche per colpa di chi !!
Sarà furbizia, cattiveria o corta memoria?
Si stanno riscoprendo, in numero sempre maggiore, i classici “saloni da barba” dove vengono eseguite accurate rasature con l'utilizzo di rasoi a lama, grazie alla mano ferma del barbiere (oggi anche di gentil sesso), nei quali la poltrona è fatta di morbida pelle e dove gli odori, i vapori e la vista conducono il cliente in un viaggio a volte nostalgico, eppure attualmente così importante e necessario.
Bovino rientra prepotentemente in questo circuito per merito della famiglia Scapicchio che pratica l’ arte del rasoio da diverse generazioni, nel mondo.
Il periodico Elce, il periodico d’ informazione di Accadia-Bovino-Castelluccio D.S.-Deliceto e Sant’ Agata di P., dedica a questi artisti Bovinesi il seguente articolo:










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