Lellentesque elit justo, dictum at facilisis nec, aliquam dignissim lectus. Donec gravida dolor in tortor convallis mollis. Donec vel risus ut turpis viverra faucibus. Aenean viverra quam sed nunc consequat vitae aliquam nisl eleifend. Praesent eros nisi, fringilla sed hendrerit nec.
Maecenas ligula velit, pharetra ut sagittis at, malesuada eget elit. Nunc auctor tellus et neque blandit at convallis justo commodo. Duis ornare velit eget ligula sagittis at feugiat magna accumsan. Nulla feugiat, mauris non ullamcorper accumsan, dui lectus interdum lectus, nec condimentum id velit.
Già da qualche giorno circola nel paese una nuova proposta progettuale che , ...
Il Consigliere Comunale di opposizione Alfano, subentrato in Consiglio dop ...
Qualche mese fa in Bovino circolava spesso il nome di una persona che per molti ...
Sabato 21 Dicembre 2019, appuntamento alle ore 20,00 con tutti i soci CTA dell ...


Ci son pervenute le foto di Via Indipendenza a Bovino, alla sede della Banca Popolare di Milano ove un grosso squarcio al vetro dimostra l' effrazione avvenuta presumibilmente durante la notte appena trascorsa.
L' articolo di Agorà news on line:Il grido di allarme dei Piccoli Comuni e dei Monti Dauni non può essere ignorato. Se vogliamo evitarne l'estinzione dobbiamo essere in grado di escogitare soluzioni rapide, concrete e innovative". Ad affermarlo è il segretario provinciale della Feneal-Uil, Juri Galasso.
"L'arrivo delle stagioni fredde, di solito, evidenzia in maniera drammatica il livello di isolamento di Borghi, Piccoli Comuni e Monti Dauni: strade che franano, servizi sociosanitari inefficienti, spopolamento, difficoltà a raggiungere i centri più grandi. Sono, ormai, diversi decenni che è del tutto assente qualsiasi intervento di contenimento del rischio idrogeologico, di messa in sicurezza di canali e corsi d'acqua, di rimboschimento e di rifacimento di strade provinciali e statali. Non soltanto le grandi incompiute - come la Pedesubappenninica - sono rimaste tali ma perfino la manutenzione ordinaria delle arterie è diventata sempre più inefficace e incostante", spiega il segretario provinciale della Feneal-Uil. "La progressiva riduzione delle entrate statali, l'invecchiamento della popolazione, lo svuotamento di competenze della Provincia e la disoccupazione hanno fatto il resto determinando le vibranti proteste da parte di diversi primi cittadini dell'area", afferma Galasso che rimarca come "O Governo e Regione sono davvero in grado di varare un piano straordinario di finanziamenti per opere pubbliche e una totale rimodulazione delle politiche abitative e di riqualificazione urbanistica in queste aree, oppure lo spettro dell'estinzione diverrà realtà".
Saranno premiati sabato 7 novembre, alle 17.30, nella Chiesa di San Giovanni Battista di Castelluccio Valmaggiore, i vincitori della sezione Letteraria del Premio Lupo. Per gli adulti, il primo premio è stato assegnato a Giovanna Nieddu, di Ovaro (Udine), per il racconto intitolato Di carbone e di stelle. Il secondo posto se lo è aggiudicato Massimo Brusasco, di Fubine (Alessandria), con “Il Maestro varca”. Il terzo gradino del podio è occupato da Maria Gabriella Licata, di Corsico (Milano), grazie all’opera intitolata Una tenue traccia di rosso. La commissione ha voluto tributare una menzione speciale a Dario Nicheri, di Cantagallo (Po), per il suo “Tra gli artigli di un gatto bianco pronto a cavar via gli occhi dal mondo”, e a Roberto Vaccari, di Modena, per il racconto “L’ultima vita di un gatto”. Riconoscimenti per l’originalità e il tema trattato anche a Marco Di Pinto, di Bisceglie, Alessandro Marchi di Bologna e alla lucerina Anna Rita Martire per “L’alba di Ablah”.
I quattro racconti presentati nell’ambito della sezione “adolescenti” saranno premiati ex aequo. Con la premiazione del concorso letterario, dopo quella già svolta il 3 ottobre scorso per la sezione pittura, sta giungendo quasi a compimento l’edizione 2015 del Premio Lupo. Manca soltanto la premiazione dell’ultima sezione, quella dedicata ai video brevi, che si terrà a dicembre.
Con 158 racconti presentati, la sezione letteraria del Premio Lupo ha registrato una crescita di partecipazione del 118% rispetto allo scorso anno, quando al concorso furono presentate 75 opere di scrittura. Quest’anno, alla sezione racconti hanno partecipato con un proprio scritto anche un cittadino statunitense e un giovane macedone. Sono arrivate opere letterarie da tutta Italia. Complessivamente, l’ottava edizione del “Lupo” assegnerà premi in denaro per un ammontare totale pari a 3.300 euro, oltre a notebook, tablet, iPad, smartphone e altro ancora. Roseto Valfortore è il Comune capofila di un’iniziativa sposata anche dalle amministrazioni comunali di Alberona, Castelluccio Valmaggiore, Faeto, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino e Volturino. Il concorso, inoltre, gode del patrocinio dell’Assessorato a Mediterraneo, Cultura e Spettacolo della Regione Puglia e dell’Amministrazione Provinciale di Foggia.
La novità di quest’anno è la sezione dedicata ai video. Fino al 31 ottobre 2015, è stato possibile partecipare e concorrere all’assegnazione dei premi destinati agli autori dei cinque migliori video. Un minuto di riprese, girate con videocamera o smartphone, per raccontare un paesaggio, oppure un progetto, un tramonto, un momento di vita reale in una piazza, davanti a un bar o in una sala da barbiere. Sessanta secondi per narrare la passione e il lavoro di un artigiano, il volto e la voce di un cultore della storia locale, l’entusiasmo e l’impegno di un’associazione e dei suoi soci. Quanti e quali sono i luoghi, gli edifici sacri, i siti naturalistici, le tradizioni e gli eventi che fanno di Lucera e degli altri 29 paesi dei Monti Dauni uno scrigno di tesori ambientali, storici e architettonici? Chi meglio avrà saputo rispondere a questa domanda, realizzando un video di 1 minuto, si aggiudicherà uno dei premi messi in palio dal “Lupo”.
Info: www.premiolupo.it
Gaetano De Masi, dirigente dell'Istituto comprensivo Bovino-Panni-Castelluccio, ha disposto in un solo piano del plesso scolastico tutti gli studenti senza alcun avviso ed ignorando, finora, le richieste di confronto dei genitori. Questa mattina, a mezzogiorno, il preside era atteso in Comune per un incontro con le famiglie, ma ha dato forfait rinviando la riunione per domattina. Il dirigente ha ignorato anche lettere ed appelli del sindaco del paese, Pasquale Ciruolo, che quest'oggi ha inviato una dura missiva al Ministero della Pubblica istruzione, al Provveditorato agli studi regionale e provinciale, al Prefetto, ai Carabinieri, per sollecitare una loro mediazione nella risoluzione della incredibile situazione.
11.11.15
Da quando è stato approvato il Jobs Act, non manca mese in cui la pubblicazione dei dati statistici sul mercato del lavoro in Italia non abbia provocato le reazioni entusiastiche del governo sul buon andamento della situazione. Così come non manca occasione per ribadire la trionfale uscita dell’Italia dalla recessione e l’inizio di una fase espansiva senza precedenti. L’arte della manipolazione nell’interpretazione dei dati statistici è uno strumento nevralgico nella creazione di consenso. Non è una novità. Ma se ai tempi del maestro Berlusconi, i suoi aversari del partito de La Repubblica ogni tanto controllavano la veridicità dei dati, oggi non c’è più argine alla propaganda di regime.
Alla pubblicazione dei dati Istat sull’occupazione relativi al mese di settembre, il governo Renzi ci ha già inondato e ancora ci inonderà di tweet sulla straordinaria efficacia della sua politica economica e sui mirabolanti risultati del Jobs Act. E la stampa “di regime”, dall’Unità al Corriere della Sera, passando per La Repubblica e le televisioni di Stato, non farà fatica ad accodarsi.
Che la statistica debba essere presa con le molle ce lo diceva già Trilussa qualche tempo fa (ricordate la media del pollo?), prima ancora che ci fossero censimenti e rilevazioni campionarie. E soprattutto prima ancora che le variabili economiche da quantificare e da stimare fossero definite ad hoc.
Per rimanere al tema della nota, prendiamo la definizione di disoccupato: lo è colui o colei che dichiara di aver effettuato almeno una azione attiva di ricerca di lavoro nelle quattro settimane precedenti alla data della rilevazioni statistica.
E’ invece occupato colui o colei che ha più di 15 e meno di 64 anni e che ha svolto almeno “un’ora” in un’attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura, oppure ha svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare. Si noti il suggestivo riferimento al “corrispettivo in natura” in tempi di crescente lavoro gratuito…
Chi, invece, non risulta nella fascia di età 15-64 anni, né disoccupato/a né occupato/a, automaticamente viene definito inattivo.
Gli inattivi sono dunque coloro che non hanno bisogno di lavorare. Ma è proprio così, come appare ad un’analisi volutamente molto superficiale?
Il tasso di disoccupazione viene calcolato come rapporto tra i disoccupati (così definiti), al numeratore, e la somma degli occupati e dei disoccupati (definita forza lavoro), al denominatore.
Alla luce di queste definizioni, analizziamo ora i dati di settembre sul mercato del lavoro pubblicati recentemente dall’Istat.
I disoccupati sono calati di 35.000 unità. In termini assoluti, si tratta di un calo simile a quello degli gli occupati (- 36.000). In termini percentuali, il calo dei disoccupati (- 11,2%) risulta più significativo di quello degli occupati (-0,2%), essendo il numero dei disoccupati inferiore a quello degli occupati. L’effetto sul tasso di disoccupazione è stato quindi di una lievissima riduzione (dello 0,1: dall’11,9% di agosto all’11,8% di oggi), dal momento che il numeratore è calato in misura più che proporzionale rispetto al denominatore.
Tale analisi spiega l’apparente paradosso che vede una riduzione dell’occupazione accompagnata ad una riduzione della disoccupazione e spiega anche che la riduzione nel numero dei disoccupati non è dovuto al fatto che abbiano trovato un nuovo posto di lavoro. Ciò conferma come il contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act (spacciato come contratto a tempo indeterminato ma in realtà un contratto con un periodo di prova di tre anni), non sia la ragione vera di una riduzione della disoccupazione. Al riguardo, notiamo che Renzi glissa del tutto sul fatto che gli occupati siano calati in egual misura.
Recenti statistiche ci dicono che parallelamente sono diminuiti anche altri contratti atipici, in particolare le collaborazioni, l’apprendistato e il tempo determinato. Il nuovo occupato, in altre parole va a sostituire il futuro nuovo disoccupato. Assistiamo quindi a un processo di sostituzione tra contratti precari che presentano maggiore convenienza economica (quello a tutele crescenti che gode di forte incentivi, seppur in via di riduzione) e i contratti precari “old style”.
C’è poco quindi da stare allegri.
Anche perché i dati settembrini dell’Istat ci dicono che gli inattivi (coloro che “apparentemente” non hanno bisogno di lavorare perché non lo cercano) sono aumentati di 53.000 unità (altro dato che il nostro premier si guarda bene dal sottolineare).
Sarebbe un buon risultato se tutte queste 53.000 persone si trovassero nella situazione di non aver più realmente bisogno di lavorare perché hanno ottenuto un reddito più che sufficiente. Purtroppo la realtà è molto diversa in un paese dove, per di più, non esiste neanche un minimo sostegno al reddito, anche solo per contrastare la povertà.
Se infatti consideriamo la definizione di forze di lavoro potenziali (introdotta dall’Eurostat nel 2011 ma non calcolata dall’Istat per le statistiche mensili), composte dagli inattivi disponibili a lavorare ma che non cercano attivamente un’occupazione (i cd. scoraggiati), il quadro si modifica decisamente in peggio.
Forse non tutti sanno che, secondo le statistiche Eurostat, in Italia il numero degli scoraggiati è circa tre volte la media europea e supera la soglia dei tre milioni (numero di poco inferiore a quello dei disoccupati sanciti ufficialmente).
Poiché stiamo parlando di persone che hanno un’età tra i 15 e 64 anni, non è possibile sostenere che l’aumento degli inattivi è dovuto ai pensionamenti (in un contesto dove, tra l’altro, l’età pensionabile continua assurdamente ad aumentare). Per i due terzi è dovuto all’incremento proprio degli scoraggiati. Ciò significa che nel mese di settembre si sono creati circa 35.000 nuovi scoraggiati, ovvero persone disoccupate a tutti gli effetti ma non conteggiate come tali: una cifra che (magia dei numeri!), corrisponde proprio alla riduzione dei disoccupati “ufficiali”
Possiamo quindi concludere che il calo dei disoccupati a settembre è spiegato non dall’aumento dell’occupazione né degli effetti espansivi dell’economia né dal Jobs Act ma, più banalmente, dal fatto che si sono trasformati in scoraggiati.
Di fronte alle note trionfalistiche del governo, crediamo che Trilussa se la rida allegramente dalla tomba.
Fosse vivo il grande Eduardo direbbe: l' acquata?....a me me pare na ........!!
Dopo i grandi risultati raggiunti nelle gare sportive di Bodybuilding negli anni passati, Alfredo Rotondo si allena per le prossime gare delle competizioni europee e mondiali ! Nell' intervista fattagli da Gennaro Chiappinelli e pubblicate sull' Elce di questo mese, l' atleta parla dei suoi progetti e del problema del doping nelle grandi competizioni sportive e le sue risposte meritano grande riflessione:
Address: Bovino, 71023
Tel: 00390881961871 - Cell: 00393771134173
Email: bovino@nardino.it