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strumento  pergiustificare inattivitàoabbandono  dapartedelle amministrazioni.Agiugno,oltre150soggetti,tracuidocentiuniversitari, sindaci,  urbanisti  e  operatori   culturali,hanno  sottoscritto   un  appellopubblicocontrolalogicadell’“irreversibilità”,chealoroavvisoequivalea

«un  accompagnamento   alla  buona  morte,   un’eutanasia».    firmatari chiedono   una   revisione  del   Piano,  invitano   Consiglicomunali  a pronunciarsiinmerito  e  offrono  collaborazioneper  costruire  strategie concretedirilancio.

 

 

Il  PSNAI  affronta  il  tema  demografico  suddividendo  il  territorio  in quattro  scenari:aree  doveèancorapossibileinvertirelatendenza  allo spopolamento;zoneincuisipuòstabilizzarela natalità;altreincuisipuò solorallentare  ladecrescita;  e  infineterritori  da  accompagnare  inun declinoconsideratoirreversibile.SecondoleultimeproiezioniISTAT,oltre l’82%deicomunidellearee  interne  perderà  popolazioneentro  il2043, conpicchidel93% nelMezzogiorno.Nelsolo2024,sono358icomuni italianiazeronascite,concentratiquasiesclusivamentenelleareeinterne delPaese.  Neicomuniultraperiferici,inoltre,il  rapporto  tra  over65e under  15  è  di  circa  2,5  a  1.  Si  tratta   di  territori  a  forte  squilibrio demograficoeconserviziminimiincontrazione:èaquesticheilPiano sembraapplicarel’etichettapiùdrastica.

 

 

Persostenere  le strategieterritoriali,ilPiano prevedeunadotazione ulteriore  di310milionidieuro,  integrabiliconrisorsedelPNRR,  fondi europeiecofinanziamentiregionali.Ogniareaselezionatapotràattivare interventinei settoridisanità,scuolaemobilità.

 

 

«Il   problema   talvolta   non   sono   le  risorse,   ma   la  capacità   di spenderle»,   osserva   Ermete   Realacci,   presidente    della   Fondazione Symbolaepromotore  dellalegge158/2017suipiccolicomuni.«Oggici sonopiùdiduemiliardi dieurostanziatiperrealizzarecomunità energetiche  rinnovabilineicomunisotto  i  5.000abitanti.  Mail  rischio fortissimo  è  che  quei  soldinon  vengano  impiegati,perché  l’impianto

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burocraticoelegislativoètroppofarraginoso».Peraffrontarelacrisidello spopolamento,aggiunge Realacci,bisognacambiareprospettiva.«C’èuna bellissimafrasediProust:unveroviaggiodiscopertanonècercarenuove terre,  ma  avere  nuoviocchi.Il  problema  è  che  troppo  spesso  questi territori  vengonoguardati  conl’occhio languidodelcoccodrillo.Si  dice

‘poverini’,esidàperscontatocheillorodestinosiaildeclino».

 

 

Learee  interne,  inoltre,rappresentanonellalorointerezzaunpolo strategico,oltrecheunprezioso capitaleculturaleeproduttivo:«Il92% delleDOPeIGPitalianehaachefareconipiccolicomuni,cosìcomeil

70%deigrandivini.Selasciamochequestiterritorisisvuotino,perdiamo unadellecolonneportantidelMadein Italy»,prosegueRealacci.Questo accadeanche  conlamanifattura.  A  Belforte  delChienti,paese  dicirca

1.800  abitantinell’area  del  cratere  delle  Marche,  «Hasede  laNuova Simonelli,laFerraridellemacchinedacaffèindustriali. Esportanointutto ilmondoil90%dellaproduzioneesostengonoilterritorio:asilo, cultura, sport,campusdiricerca».

 

 

Definirealcuni  territori  come  “non  recuperabili”  comporta  rischi ancheambientali.SecondoISPRA,il94%deicomuniitalianièsoggettoa pericolositàdafrane,alluvionioerosionecostiera,enelleareeinterneil livellodirischioèspesso  piùelevato:  lapericolositàdafranaèparial

10,9%,contro  il  5,6%dei  comuni  urbani.  Senza  presidio  umano,  la gestionedelsuolodiventaimpossibile.L’abbandono progressivodiinteri comprensoripuòinfatticomportare  conseguenzedirettesullacapacitàdi prevenireeaffrontareeventiestremi.

 

 

Lostessovale periboschi.UNCEM,nel2024,hachiestoalMinistero dell’Agricolturadisbloccare   40  milioni  di  eurogià  stanziati   per   la prevenzionedegliincendiboschivinelleareeinterne.Apreoccupare  non èlasuperficieboschivaincrescita,malamancanzadigestione  attiva: tratti  inaccessibili,noncurati,chenonproducono  reddito  nésicurezza.

«L’Italia  importa  l’80%dellegnovergineperl’industriadell’arredo,pur

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avendo   un  patrimonio   forestale   in  crescita»,  appunta   Realacci.  «In Finlandiaoggiesistonomigliaiadicooperative  chegestisconoiboschiin equilibrio.Taglianoquantoricresce.Questaèun’esperienzadaprendere ariferimento».

 

 

Peraltro,isegnalidiinversionenonmancano.IlRapportoMontagne

2025,pubblicatodaRubbettino,parladi unsaldomigratoriopositivodi circa 60milapersonenelbiennio2022-2023,soprattuttonellearee montane  italianedelNordedelCentro.Un datochesuggeriscecomela montagna  continuiadattrarre  famiglie,lavoratoriepensionati,informa temporaneaostabile,  soprattuttodove  esistono  condizioniminimedi abitabilità,reticivicheeserviziessenziali.

 

 

Sonodiversii  luoghi,datiper  spopolatieprividiprospettive,  che hannoavviatopercorsidi rigenerazione.Alcunihannoricostruitoservizi, attivatoretisocialiecreatonuoveeconomie,dimostrandocheanchenei territori  piùfragilièpossibileinvertirelatendenza.  ÈilcasodiOstana,borgo  delle  ValliOccitane  in  provincia  di  Cuneo,  passato  da  cinque abitantinegli anniSettanta  aoltre80residentistabili.Laripresaèfrutto diunastrategiadilungoperiodobasatasuarchitettura  sostenibile,servizi essenziali, bandalargaeun’offertaculturalecontinua.Ostanaèoggiuno dei comunisimbolodellarigenerazionealpina,anchealivelloeuropeo.

 

 

Un’altraesperienzasignificativaèquelladiCasteldelGiudice,inAlto Molise,dovel’amministrazionehapromossounpianointegrato  cheha portato  allarealizzazionedi:unaRSAdicomunitàricavatanell’exscuola, cheoggiimpiegadecinedipersone;unmeletobiologicocollettivoavviato su  terreni  incolti;un  albergo  diffuso,Borgotufi,  nato  dal  recupero  di abitazioniabbandonate,eunlaboratoriodi formazionededicatoal paesaggio,  alla  forestazione  e  allosvilupposostenibile.  Piùche  sulla crescita  demografica,  il  progetto   ha  puntato   sulla  riattivazione  delle funzionilocaliesullacostruzionediunanuovaeconomiadiprossimità.Un pianochesièrivelato vincente.

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Piùmediaticamamenostrutturale  èinvece laformuladellecaseaun euro,  applicata  indiversiborghiitaliani.A  FabbrichediVergemoli,in Toscana,ilprogettoharaccoltooltre140richieste,moltedafamigliedi ritorno  dall’estero,  trasformando  gliedifici  abbandonatiinalloggiper famiglieeturisti,einvestendonellapromozionedelpaese.«Èunabuona iniziativa, maspesso  nonèlacasailproblema,  ètutto  ciòchemanca intorno:  lavoro,scuola,connessioni,trasporti.  Senzaun  ecosistema  di servizi,è  difficileinvertire  una  tendenza   strutturale»,   avverte  Cecilia Tomassini,ordinaria  didemografia  all’UniversitàdelMolise.«Unbuon indicatoresucui puntare  è,peresempio,illavorofemminile,cheoltrea favorirecondizioni diequitàcrealecondizioni permettere  radici,eper considerarelagenitorialitàcomeunprogettopossibile».

 

 

SecondoTomassini, ledinamicheinsediativenellearee  interne richiedonostrumentidiletturapiùaccuratiestrategiecostruitedal basso. Gliinterventidi ripopolamento,  racconta,devonopartiredaibisogni specifici  diciascunterritorio.  «Learee  interne  non  sono  tutte  uguali. Neppuredentro  unastessaregione.Lerispostedevonoessere  costruite su  misura,  a  partire  da  ciòche  serve  davvero  inognicontesto».  Per accompagnare  l’invecchiamentodellapopolazione  residente  nellearee interne,inparticolarequelleperifericheeultraperiferiche,l’Universitàdel MolisecoordinailprogettoAge-it,finanziatodalPNRR,chesperimenta soluzioniditelemedicina,  monitoraggio  remoto  dei  parametri  vitali,e assistenzadicomunità.

 

 

Traglistrumentipiùefficaci  per  rafforzare  latenuta  dei  territori soggettiaspopolamento,  Tomassiniindicasoprattuttol’aggregazionetra comuni,  che  sembra  mancare  nel  Piano  SNAI.  «Ragionare  da  soliè complicato.Conbudget  limitati,mettere   insiemeleforzeè  una  delle pochemosseintelligenticheicomunipossonofareperrestarevivi».

 

 

Unastrategiagiàadottatanell’AltaSabina,doveungruppodipiccoli comunihafirmatounpatto  anti-spopolamento,unendo  forzeerisorse


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pergestireinsiemeservizi,infrastrutture  einiziativedivalorizzazionedel territorio.   Lalogicatrova  riscontro  anche  nell’esperienza  di  Vittorio Demicheli,exdirigente  sanitario  e  oggivicesindacodiCabellaLigure, comunemontanoconmenodi500abitanti:«Quiintutta  lavallenonc’è neanche  piùunmedico.Seunodeverifareunaricettaenonèabilecon l’e-mail,devefare30chilometri»,racconta.  Lesoluzioniproposte,  dalla telemedicina  all’infermieredicomunità,  restano  spesso  sullacarta,  per mancanza  dirisorse  o  compatibilità  con  l’organizzazionesanitaria.  «Il nostro  unicomesso  comunale,  dasettembreagiugno,sioccupaquasi esclusivamentedi portareibambiniin etàscolaredallafrazioneal capoluogo»,  prosegue.  Inun  contesto  segnato  da  frane  che  isolanoi paesi,  linee  telefoniche   che  saltano   per  giorni,  banda   larga  ancora assente,  lavera  forma  diresistenza  sembra  essere  l’unione:«Giàda tempoquiriusciamoatenere  apertaunascuolasoloavendocostituitoun unicoplessoscolasticocheraccoglieunadecinadicomuni»,conclude.

«Dasoli,nessunocel’avrebbefatta»

 

 

 

 

AltriLink

 

https://www.orizzontescuola.it/spopolamento-irreversibile-oltre-3-800-scuole-gia-chiuse-nelle-aree-interne-il-piano-ministeriale-prevede-altri-1-200-istituti-sacrificati-al-declino-demografico-entro-il-2030/

 

 

https://uncem.it/papa-francesco-su-aree-interne-e-piccoli-comuni-uncem-e-una-luce-la-politica-sia-attenta-e-operosa/

 

 

https://lavocedellamontagna.it/2025/07/la-riflessione-il-piano-strategico-nazionale-delle-aree-interne-le-conseguenze-irreversibili-dellabbandono/

 

 

 

https://uncem.it/piano-aree-interne-e-lo-spopolamento-irreversibile-da-accompagnare-uncem-si-investa-nel-modo-giusto-con-la-nuova-programmazione-europea-28-34/



L'Associazione P.A.T.A.-O.d.V.  informa che le domande di partecipazione scadono alle ore 14,00 del 26 Settembre 2024

 

PUBBLICHIAMO QUEST' ARTICOLO  COSI' COME CI E' PERVENUTO

 

 

La villa comunale di Bovino 

«come dovevasi dimostrare»

 

     Non ce ne voglia qualche burocrate comunale se, per evoluzione delle normative a livello Europeo, siamo costretti a ritornare sull’argomento spinoso dei “Regolamenti Comunali” desueti ed a volte inapplicabili…questo per la cronaca e quando la realtà dei fatti lo dimostrano!  Perché è anche vero che i Dirigenti pubblici dovrebbero “sollecitare ed incoraggiare” la propria Amministrazione agli aggiornamenti di leggi e normative per i cittadini contribuenti e per una buona amministrazione della res-cosa pubblica.

La definizione ed il significato attuale del “verde pubblico” tanto caro ad una frazione di Ecologisti Verdi, schierati anche nel Parlamento Europeo, è stata tracciata anni addietro ed ha prodotto  aggiornamenti ed adeguamenti in materia da parte di Stato e Regioni, che hanno presentato già diverse soluzioni, con direttive tali da poter comporre un Regolamento comunale adeguato alla normativa vigente. Basta documentarsi per scoprire che oggi ci troviamo di fronte ad una definizione del verde pubblico, ben diversa da quella del 2012, in cui il cittadino risulta responsabile e partecipe del bene pubblico e non un semplice “soggetto privato” tenuto a debita distanza dalle Istituzioni e dalla fredda burocrazia. Purtroppo sopravvive una macchinosa applicazione di un vecchio Regolamento comunale del 2012, come risulta per copia ed incolla in una delibera del marzo 2023, a dimostrazione di una certa “pigrizia amministrativa”.

Di contro, risulta interessante la recente legge regionale n.10-febbario 2024 in materia di “Orti di Puglia “. Con questa normativa, la Regione Puglia promuove la realizzazione di orti urbani, collettivi e socio-terapeutici per diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura con tecniche sostenibili, per riqualificare aree abbandonate e favorire l’aggregazione sociale.  Nel confronto con alcuni provvedimenti, generati con i Regolamenti del 2012, questa legge regionale pone in difficoltà Burocrati di settore ed Amministratori.

Detto ciò, il pensiero correalla nostra Villa: rinomata, esaltata, non curata, maltrattata, luogo di aggregazione sociale, svago, relax, parco giochi, aperta alle scorribande dei cani che contribuiscono al degrado ed alla sporcizia insalubre, luogo di cultura, di festicciole, di manifestazioni, sparo di fuochi, celebrazione di riti religiosi all’aperto, esercizi commerciali per il ristoro e per il trattenimento degli avventori….Le richieste più disparate di poter fruire degli spazi pubblici, vengono così sottoposte all’Amministrazione, ma ogni tanto qualcosa sfugge e la Villa viene “occupata” al limite del Regolamento e del buon gusto, perché in tanti ritengono questi spazi come utilizzo di comodo.

Sembra lo slogan di Cettolaqualunque “più Villa per tutti”. 

 

Ai primi di giugno, la Sindaca ha rivolto alla cittadinanza un  “INVITO AL SENSO CIVICO” per un comportamento corretto negli spazi pubblici, senza danneggiare le strutture e i servizi, perchè tali beni  appartengono a tutta la comunità. Probabile che, con questo invito, si voglia richiamare pag.7 del “Programma amministrativo 2023” 1.6 Beni comuni. La convivenza civica con le sue regole è una cosa seria, che non si applica o si sostiene solo con gli appelli!  Educare al “senso civico” richiede fermezza, nel far applicare le norme che regolano il corretto comportamento per usufruire dei beni pubblici.

In Villa sono già prima gli Adulti ad avere un comportamento incivile e sono gli Adulti che lasciano i minorenni, liberi di compiere tante azioni poco civiche, sono Adulti quelli che portano a pascolare e cacare i loro cani.Più cacca per tutti! Fra questi cani ve ne sono alcuni di grossa taglia, pericolosi senza adeguate misure di controllo. Sono personaggi fissi e noti….. sempre gli stessi. Sono gli Adulti che fumano e sporcano con i mozziconi, che apportano degrado ad un luogo che dovrebbe essere esempio per la comunità, di rispetto e tutela da inquinamento. Con la pretesa di voler accogliere anche il turista, se poi il buon esempio non viene prima da noi residenti.

Non trascuriamo il precedente inopportuno e speriamo unico, di una certa manifestazione euforica ma trash, consumatasi in villettaa suon di discoteca all’aperto. Quale messaggio di cultura? Quale dimostrazione, dei neo-eletti, ad un moderato utilizzo della Villa? La NOSTRA Villa è unica, non è replicabile, va solo salvaguardata perché resti il nostro orgoglio.

          Con il “Piano regionale contro gli incendi boschivi 2023-2025” - Delib. G.R. n.758/2023, si può notare come (pag.74) l’ARIF ricopre un ruolo di rilievo, contribuendo alle attività di avvistamento e spegnimento, fino alle 20,00 se pur con reperibilità notturna, ma non troviamo uno specifico riferimento alla minaccia di incendi interfaccia urbano-forestali. Non si comprende se in qualche modo i Comuni montani, possono conoscere la dislocazione ed i contatti con la più vicina squadra ARIF, che opera nel proprio territorio, almeno per “completare” la collaborazione prevista dal Piano Comunale di emergenza.

Di recente nell’Albo Pretorio con Ordinanza n.18-2024, è stato reso pubblico il DPGR n.260-2024 sullo stato di grave pericolosità incendi boschivi, cherientra nella competenza della Sezione Regionale Protezione Civile.  In particolare, con l’art.5 viene richiamato il  Piano Comunale e le conseguenti competenze del Comune, …..e quì il cerchio si chiude.

Il Comune di Bovino sostiene, già da diversi anni, di aver predisposto un Piano Comunale Emergenza Protezione Civile, di cui però non si sa come e chi gestisce questo “Piano” per altro approvato con Delibera C.C. n.12-2018 e aggiornato (!) con Delibera C.C. n.6-2023, che ci riportano agli atti del Settore Tecnico, con relative spese connesse ad un lavoro di “..revisione generale, riorganizzazione contenuti ed elaborazione completa delle cartografie..”.Quindi, tutto riorganizzato e completato…..possiamo stare tranquilli, alla popolazione non può che far piacere! 

 

 

          La stessa Ordinanza n.18-2024, si conclude con: “Ordina a tutti i cittadini nonché a tutti gli altri Enti territoriali preposti per legge di vigilare sulla stretta osservanza del precitato D.P.G.R. n.260”

Quindi il Comune ordina anche sé stesso l’osservanza di tale Decreto, ma senza specificare come poterlo attuare. Nessun Settore Comunale di riferimento ed unica soluzione proposta, è quella di contattare due utenze telefoniche, per dare l’allarme “in caso di avvistamento incendio”. Questo significa che interverranno altri e non in qualche modo il nostro Comune.  Forse si fa leva sull’avvistamento organizzato dall’ARIF ??   Ma se, come si sostiene, c’è un Piano Comunale aggiornato, in tale documento ci sarà pure un “capitolo” dedicato agli incendi boschivo-interfaccia, ci saranno pure altri riferimenti, altri recapiti telefonici di emergenza, per il coordinamento e l’informazione alla popolazione da parte di qualche Responsabile Comunale ???

LA FRANA DEL PIANELLO  

Troviamo interessante, e riportiamo parzialmente, quanto pubblicato sulla rivista “Geologi e territorio” n. 2/2023 a proposito del “Monitoraggio e mitigazione del rischio idrogeologico a Bovino”. La relazione focalizza l’uso applicativo ed i vantaggi derivati dall’utilizzo del servizio geoinformativo “Rheticus displacement” come studio e notevole esperienza sul sito di Bovino, in collaborazione con il geologo G. Nigro e l’ingegnere civile D. Coppolella, nella interpretazione del fenomeno in atto e nella conseguente progettazione dell’intervento.

Il sito di Bovino è da tempo oggetto di attenzione per la presenza di fenomeni franosi, che interessano l’abitato e le aree limitrofe, in località Pianello-quartiere Viale A. Moro. Il servizio di monitoraggio satellitare Rheticus Displacement permette di analizzare i movimenti superficiali del terreno in aree soggette a dissesti, con precisione millimetrica. Attraverso l’analisi storica dei dati, è possibile comprendere i fenomeni di dissesto in corso, identificare le stagionalità e stabilire correlazioni con altri fattori ambientali. 

       A vantaggio delle professionalità tecniche, questo servizio satellitare fornisce misure aggiornate degli spostamenti, consentendo di valutare diverse soluzioni progettuali e verificare la funzionalità degli interventi sia in corso d’opera che post-operam.

L’area di Bovino, si colloca nel dominio strutturale della catena appeninica, che passa verso est al dominio di Fossa Bradanica e di Avampaese Apulo. I depositi su cui sorge l’abitato appartengono al Sintema (stratigrafia) di Bovino e affiorano al nucleo di una struttura sinclinalica, prevalentemente costituiti da una alternanza di conglomerati e arenarie medio-grossolane. La frana in esame, risulta classificata come scivolamento rotazionale/traslativo con associata pericolosità geomorfologica molto elevata. Il fenomeno di dissesto in questione, è stato coinvolto in due importanti piani di mitigazione del dissesto: Piano frane1 (2020) e Piano frane2 (2021) in cui il servizio (use case) di monitoraggio rheticus displacement ha consentito valutazioni ragionate per la progettazione degli interventi di mitigazione. Nel 2021 risulta rilevante la perimetrazione dell’area caratterizzata dal movimento franoso già noto e studiato dal 2015.

La perimetrazione del cluster in movimento, evidenziato dalla piattaforma, coincideva con la posizione dei danni strutturali e di evidenti crepe sulla strada, per cui l’intera zona si stava muovendo come un corpo rigido sulla superficie di scivolamento, spiegando così l’assenza di danni evidenti all’interno dell’areale

Il caso studio di Bovino, ha dimostrato il ruolo cruciale del monitoraggio satellitare e quanto sia determinante la collaborazione fra i professionisti coinvolti nella realizzazione di opere mirate a mitigare il rischio idrogeologico e tecnici esperti che, dalla lettura di misure interferometriche attraverso il rheticus displacement, hanno potuto prendere decisioni basate su dati concreti, migliorando la sicurezza della comunità locale.

 Non conosciamo chi sono i titolari dell' indirizzo web del sito protezionecivilebovino-fg.it. Ad ogni modo basta veramente poco per rendere visibile e sicuro quel dominio che potrebbe essere certamente utile alla cittadinanza bovinese e non solo.

Ritenendo il comunicato che segue utile ed urgente, lo pubblichiamo così come pervenutoci pochi minuti fa  : 

Impossibile raggiungere il sito www.protezionecivilebovino-fg.it 

Abbiamo già trattato in altre occasioni l’argomento “Protezione civile locale” ponendo l’attenzione sulla possibile attuazione della “struttura comunale” quale minimo base di cui poter disporre, a tutela del patrimonio pubblico e privato e per il soccorso alla popolazione. Il Piano Comunale di Protezione Civile è consultabile sul sito web all’indirizzo http://protezionecivilebovino-fg.it , che descrive non solo tutti i rischi a cui il territorio di Bovino può essere esposto, ma anche i recapiti telefonici per le emergenze, oltre a tutti gli elaborati di piano approvati.

I presupposti per organizzare tale struttura ci sono, ma….dal 2018 tutto è nebuloso. Quando sembra che ci siano iniziative in merito, le stesse si perdono perché si risolvono in maniera disarticolata, come nel caso della DGM n. 119 del 07/08/2020 partecipazione Avviso POR Puglia 2014 - 2020 - azione 5.1 (sub azione 5.1.d) - Implementazione e aggiornamento del Piano Comunale di Protezione Civile, per un importo di euro 19.613,70 finanziato dalla Regione. Torniamo al ma…e cioè come si intende utilizzare, con efficiente attuazione, anche questa “azione” aggiunta al Piano, se già da tempo manca la struttura che dovrebbe gestire questo Piano ed organizzare gli interventi di emergenza. Dal sito del Comune non si evince e non risulta niente di concreto!

Prendiamo spunto da una fra le tante notizie provenienti dall’Alta Italia….non per mortificare il Meridione e i Pugliesi,  ma i fatti sono questi….. un piccolo divario e una cocente realtà che non possiamo evitare.

Il Nucleo Elicotteri della Prociv Trento accoglie due nuovi mezzi, che saranno impiegati per operazioni antincendio, trasporto di materiale e sorveglianza del territorio, trasporto di squadre di personale e altre attività di protezione civile. Il sistema di protezione civile del Trentino ha accolto due nuovi elicotteri che renderanno la sua flotta la più giovane di tutta Italia. I due Airbus H125 (AS350B3e) saranno operativi a partire dalla seconda metà di giugno, quando verrà completato l’allestimento. (23 maggio 2024).

Niente del genere manco a pensarlo per la Protezione Civile Puglia, nemmeno solo a sfiorare col pensiero parlare di programmi operativi ed automezzi d’intervento per i Comuni dei Monti Dauni, anche perché come ben sanno gli Amministratori di tutti i Comuni: nulla si muove e non si viene ascoltati, se un problema non lo si affronta non si discute e non lo si propone con insistenza anche politica alla Regione. Quì tutto tace, e non si parla nemmeno di un autocarro a tre ruote (un cariolino).

Che piaccia o no, ai Comuni spetta l’incombenza di sorvegliare e di intervenire sugli incendi lungo la periferia urbana con vegetazione infiammabile, quale rischio d’interfaccia, dove sono presenti abitazioni con famiglie ed altri beni patrimoniali. (art.10 L.R. n.38/2016 e art.5 DPGR n.258/2023). Non va trascurato il coefficiente di pericolosità esistente fra: Via delle Masseriole-Montecastro-Aia degli Impisi-Campo Sportivo, Via Peschiera e Portella, Sotto le Mura ecc…

Torniamo al ma….dovesse succedere un incendio di interfaccia, come verificatosi anni addietro, il Servizio pronto intervento (sul sito del Comune ne risultano due con orario di ufficio) come interviene in attesa dei Vigili del Fuoco??  Ma bada bene ….. che sia incendio in orario di servizio e con il minimo sindacale previsto!

 

segnalarcelo è stato un nostro corrispondente che ci ha inviato questa nota:

Si è tenuto nella mattinata del 06 marzo, presso la sede Regionale della Protezione Civile a Modugno-Bari, l’incontro dedicato ai Comuni beneficiari dell’Avviso pubblico con finanziamenti a valere sull’Asse V del POC Puglia 2014-2020, Azione 5.2 “Interventi per la riduzione del rischio incendi e del rischio sismico” con un totale di risorse stanziate per € 2.705.000,00 da assegnare a n.13 Comuni appartenenti alla classe di “rischio alto” - n.20 Comuni di classe “rischio medio” e  n° 1 Comune di classe “rischio basso”. 

L’iniziativa rientra fra le attività che la Regione Puglia, anche per il tramite della Sezione Protezione Civile, promuove per la tutela del territorio e delle risorse naturali, così come per la salvaguardia delle persone e delle cose, di cui questi interventi dovranno essere realizzati entro dicembre 2024.

Il finanziamento consentirà ad alcuni Comuni pugliesi, di realizzare interventi finalizzati alla riduzione di perdita delle superfici boschive tramite l’impiego di sistemi di monitoraggio e di comunicazione, digitali e interoperabili (es. sensori, videocamere, droni, sistemi di telerilevamento, ecc..) tesi a favorire il coordinamento, operativo e precoce, all’interno del sistema di Protezione Civile regionale. L’obiettivo è quello di riuscire ad ottenere una “buona” gestione del patrimonio boschivo capace di incidere non solo nella lotta agli incendi boschivi, ma soprattutto nel migliorare la prevenzione per contrastare il rischio incendi di interfaccia urbano-rurale, che colpiscono direttamente abitazioni e beni del patrimonio pubblico e privato.

Questa la notizia…e di contro sorge una domanda: “Come mai il Comune di Bovino non risulta nell’elenco dei beneficiari?Perché non è stato preso in considerazione l’A.D. n. 540 del 23/12/2022 della Regione e l’Avviso pubblico del gennaio 2023 per la presentazione di istanze da parte dei Comuni, come partecipazione a questi interventi???  Nell’elenco “A” dell’A.D. n.12 pubblicato il 1° febbraio 2024, risultano beneficiari i nostri viciniori Comuni di Deliceto ed Accadia, ammessi al finanziamento di euro 75.000,00=

Quindi nel gennaio 2023 l’Amministrazione Comunale di Bovino, ha trascurato questa preziosa iniziativa finalizzata alla salvaguardia dei beni e dei cittadini, che vivono costantemente a diretto contatto con il pericolo d’incendi di INTERFACCIA, nell’area periferica del nostro paese. Ovvero qualche borioso amministratore locale, e relativo staff-supporto dirigenziale, non hanno ritenuto necessario prendere provvedimenti per la tutela della fascia periurbana, con abitazioni e aziende e strutture ricettive, circondate da vegetazione combustibile ad alto rischio incendio.

Da puntualizzare che non si può restare indifferenti al problema, visto che per i Sindaci resta un obbligo la pianificazione comunale di emergenza e l’aggiornamento periodico-triennale della perimetrazione relativa al rischio incendi interfaccia (art.10 L.R. n.38/2016).

Senza andare troppo indietro nel tempo, abbiamo il ricordo degli incendi in area Impisi-Aia pubblica-Fossa Larena-Masseria Pilato-Mure d’Acqua-Tiro a Segno-Montecastro…. e relativi danni alle abitazioni private. Basta guardarsi intorno e si può tracciare una mappa del rischio interfaccia, senza essere tecnici o professionisti di alto livello, per capire come e dove esiste questa minaccia e dover intervenire con la pianificazione e prevenzione.

Vabbè ci sentiamo al prossimo incendio….se ne parlerà, e poi tutti gli abili dello “scaricabarile” ci propineranno le promesse del “porvi rimedio”.

 

Il “nostro” frequente corrispondente freelance e no-profit ci racconta questa volta il suo modo di vedere la "frennesia" dei nostri amministratori in quest’ultimo scorcio di vita politica locale in previsione delle prossime elezioni amministrative del 2023 . Naturalmente quel che ci descrive è frutto di acuta osservazione ed anche di partecipazione ai vari e numerosi eventi di questi ultimi mesi, facendoci capire  che  tra un pò  potrebbe verificarsi un’altra chiamata al popolo da parte di chi cammina con la fascia in tasca,  per dare un’ onorificenza al proprietario della gatta che ieri mattina ha partorito otto gattini in quanto questi  ripopoleranno le strade cittadine:

Peccato che…!

Tale sindaco in tricolore (anche in doppia fascia come un “doppiopetto” di sartoria) non perde  occasione per mostrare la propria immagine da “condottiero del popolo” e così coinvolge la sua sparuta Amministrazione. Costui e la sua Giunta, propagandano scarne iniziative del tipo “sappiamo fare tutto noi” pur di attirare l’attenzione del social-pubblico, con interventi  fotocopiati e suggeriti dalla moda del momento e sulla scia di eventi e ricorrenze preconfezionate da altri, ovvero celebrazioni importate secondo un rituale burocratico ripetitivo e standardizzato.  Peccato che, a fronte di questa auto-pubblicità mondana, il risultato-effetto che ne deriva è ben altro! Le foto sbiadiscono, i fatti restano!

 

Questa raffica di eventi-appuntamenti-incontri e cerimonie, cosa rilasciano di concreto alla Cittadinanza?  Quella Cittadinanza che viene sempre invitata a partecipare, come se la gente non avesse altro da fare e da pensare, o laddove tanti giovani disoccupati possano intravedere, da queste cerimonie, una speranza di lavoro per restare a Bovino. Cosa producono di concreto queste manifestazioni-passerelle moraleggianti socio-educative, senza un traguardo per il futuro?  Traspira qualche dubbio sulla opportunità e correttezza quando tale sindaco e sua “squadra” fanno ricorso all’Asilo ed alle Scuole. Ci sembra che l’educazione scolastica ha come principio base, quello dell’istruzione-formazione affidata ai Docenti-Maestri-Istruttori-Professori in maniera programmata e indipendente dalla politica o da altre ingerenze sindacal-politiche esterne. Si verifica invece che, sindaco e seguaci fra applausi e foto, montano ” in cattedra” per incontri socio-culturali di vario genere, facendo ricorso alle Scuole, per riempire la loro platea!  Fra questi eventi e comunicazioni  perché qualc..unno non ci parla della “ei fu” Cooperativa di Comunità (progetto Comunità generative, aula consiliare 25 ottobre 2019)? Giunta, squadra di governo e seguaci, non si sono chiesti il perché dell’insabbiamento e perché non lo spiegano alla Cittadinanza??   Fra tutti questi eventi, con gran lavoro per la giunta, non possiamo dimenticare l’offesa fatta ai tanti giovani che hanno partecipato e creduto nella costituzione della Cooperativa di comunità, di cui si sono perse le tracce…ma il tutto sempre nella legalità!!

Riprendiamo, da l’Immediato.net del 23 novembre la notizia a firma di S.Serlenga: “Popolo dei Monti Dauni unitevi, il flash mob dei ragazzi per frenare lo spopolamento…. Non possiamo andare avanti solo con interventi spot o con i bandi.” organizzato da quel Gerardo Fascia che abbiamo visto impegnato a Bovino per la “Cooperativa di Comunità” conosciuto da sindaco e assessora alla cultura, nelle stanze del Comune e non in Villa.

Superfluo stare a ricordare i vantaggi per un futuro lavorativo, che i nostri giovani potevano realizzare, e come avevano già prospettato proprio il sindaco e l’assessora alla cultura.

Possiamo verificare come nei paesi intorno a Bovino, il giovane popolo dei Monti Dauni, sta fornendo evidenti segni di ripresa.(Roseto V.F.-Candela-Deliceto-Accadia-Orsara P.)

 

Di recente è stata celebrata la “Festa nazionale degli alberi” una tradizione nata nell’antichità, e continuata nel tempo, fino alla legge n.10 del 2013 con modifica alla legge n.113, che trova un raccordo-coerenza con  il Decr. Leg.vo n.34/2018.

In occasione di questa “Giornata dell’albero” alcuni Sindaci del vicinato, hanno coinvolto principalmente le Associazioni  ambientaliste, in quanto come valore aggiunto nel tessuto sociale, le Associazioni-ETS assicurano una specifica preparazione ed una cultura socio-sportiva-turistica-ambientale-sostenibilità che possono trasmettere con continuità alla Comunità ed alle Scuole (quindi investimento da parte degli EE.LL.). Questo perché il senso della legge n.10-2013 è ben diverso dall’interpretazione semplificata, riportata nella relazione della Delib.G.M. n.135 (Giunta a 3) per loro approssimazione e convinta preparazione, quando decidono di coinvolgere per la scenografia gli “alunni delle scuole” per pubblicizzare l’iniziativa e poi, senza averlo previsto in delibera, coinvolgono innocenti minorenni dell’Asilo (una svista del responsabile IV Settore?).    

 

La “Giornata nazionale degli alberi” si ispira al protocollo di Kyoto, per perseguire la valorizzazione ambientale e del patrimonio arboreo e boschivo, per la riduzione delle emissioni, per la protezione del suolo dal dissesto idrogeologico…. e tale legge fa riferimento a tre Ministeri, alle

scuole, istituti superiori ed università, per promuovere la conoscenza dell’ecosistema boschivo, il rispetto delle specie arboree, per gli equilibri antropico-naturali, ecc…..temi molto impegnativi e non certo affrontati con una sfilata di bambini in Villa.

In occasione della Giornata le istituzioni scolastiche curano, in collaborazione con i comuni e le regioni e con il CFS, la messa a dimora ecc…. per cui ci sembra di capire che dovrebbero essere le “istituzioni scolastiche” a prendere l’iniziativa e proporre un programma di collaborazione, questo però non traspare dalla citata delibera di giunta n.135, in cui l’Amministrazione “facciamo tutto noi” delibera di promuovere ed organizzare la manifestazione salvo i provvedimenti gestionali demandati al responsabile del IV Settore, forse per attuare la collaborazione conseguente  le proposte delle istituzioni scolastiche, non degli asili (!!). Ma tutto questo, una assessora alla cultura dovrebbe saperlo. (Convenzione di Faro, sulla eredità culturale per la società -2005-)

L’azione isolata di sindaco e giunta, con i bambinelli dell’Asilo……che risultato concreto può produrre in futuro?  A breve scadenza, per un processo bio-naturale, l’attenzione di questi fanciulli sarà rivolta ad altri giochi e altri interessi, altre curiosità…una piantina o un fiore saranno presto un vago ricordo impresso su qualche foto. Essendo “minorenni” per questi innocenti partecipanti, è stato richiesta l’autorizzazione ai genitori?? (Siamo ai limiti della legalità??).

Peccato che….con tutte le cerimonie ed inaugurazioni, questa indefessa amministrazione non ha rivolto il benché minimo pensiero: all’agricoltura locale (CIA ad Orsara per danni da cinghiali) agli allevamenti, ai piccoli produttori, agli artigiani….. Con la trascorsa particolare estate surriscaldata, nessun segnale dalla Comunal-amministrazione riguardo:  lo sviluppo sostenibile; nessun accenno ad una previsione per interventi  per la siccità;  nessuna prevenzione per probabili incendi, fra le abitazioni in periferia; difesa e sicurezza del territorio; cambiamento climatico; rapporto ANCI sui pochi dipendenti comunali con ruolo di addetto alla Protezione civile; la nuova legge sui DAE – ddl n.1441….altro che ciclamini in Villa!! 

Ma tanto i problemi di Bovino si risolvono sul Corso, in Villa, ai Giardini ducali e alla Portella.

 

 

.....….continua il mistero dello spostamento d’ incarico di un dirigente comunale, nonostante le sollecitazioni della popolazione per sapere realmente come stanno le cose. Solo oggi è uscito un volantino-manifesto a firma dei consiglieri di opposizione che non fa altro che  prolungare questo manto tenebroso sulle sorti, a questo punto, non solo della maggioranza politico-amministrativa del Comune, ma dell’ intera composizione del Consiglio. 

Ci si chiede adesso se non sia stata, appunto, una mossa politica del Sindaco nel coinvolgere anche l’ opposizione in questa oscura faccenda, quella di convocare una seduta segreta del Consiglio, a porte chiuse, per rispondere verbalmente ad una interrogazione scritta della minoranza, pretendendo il silenzio assoluto al di fuori dei muri municipali.

Ora a sapere le cose sono tutti i componenti del Consiglio e se nulla si fa, saranno tutti responsabili di questa assenza di  trasparenza. La  Giunta ha già impegnato in questa triste storia la somma di € 18.936,00 oltre accessori, per un incarico legale per proposizione di ricorso per sequestro conservativo davanti al Giudice competente a seguito di gravi irregolarità riscontrate.

Questa di cui si parla, non è una questione personale, né privata, né da nascondere e la cittadinanza vuole e deve sapere!!

Intanto, arrivano in questi giorni altre sollecitazioni di pagamento di tasse relative all’ anno 2006 (sic!!) a cittadini che non trovano più le ricevute perché le  hanno distrutte già da oltre cinque anni.

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E' questo l'interrogativo con cui finisce la nota pervenutaci  per "segnalare" la bizzarra segnaletica del centro abitato di Bovino alla quale ogni amministrazione cerca di dare dei correttivi  che spesso, anziché facilitare la viabilità  in maniera corretta ed ordinata, complica il tutto, disorientando non solo  chi è alla guida di autoveicoli ma anche i turisti che preferiscono avventurarsi a piedi  nelle stradine del centro:

 

      " Il problema per quanto serio, va affrontato con serenità e razionalità. Non si vuole  condannare nessuno sul modello “caccia alle streghe” e non si vuole scaricare su qualcuno colpe “politiche” che non sussistono.  Parliamo da turisti/oriundi come siamo noi, ed affrontiamo con ragionevolezza la situazione che si presenta oggi a Bovino (Fg.) per la super-presenza di segnali stradali e cartelli info-turistici, disseminati disordinatamente o concentrati in poco spazio. Non bisogna essere architetti o diplomati in urbanistica per verificare questa situazione incresciosa.

Già all’ingresso del paese sulla facciata di un palazzo 3 insegne che poi nessuno riesce a leggere, perché la “fermata” d’obbligo e lo “scalo tecnico” è nei pressi della Villa. Chi visita Bovino, si trova innanzi ad una sovrabbondante quantità di segnaletica che, stando ad un semplice calcolo basato sulla proporzione: estensione area urbana; -capienza flusso turistico; -quantità dei monumenti e siti artistici da visitare; non quadra e non si giustifica. Per capirci, dalla Proloco alla Cattedrale-Castello-Museo il percorso è breve chiaro ed unico su C.so V.Emanuele per P.za G.Paglia e ritrovi tutto nel raggio di qualche centinaio di metri!!! Alternativa (?): dalla Villa per C.so Umberto I°, con una strada panoramica e poi Castello e giù  alla Cattedrale. E praticamente, non c’è pericolo di perdersi in qualche fantasioso labirinto di viuzze, ti ritrovi in P.za Duomo….ma quì altri cartelli irriverenti (WiFi -sosta ecc..). Ci vuol poco a intuire che si collocano cartelli inutili e antiestetici, che penalizzano e sviliscono una foto ricordo? Via Guevara pulita ed integra, ma un cartello ”turistico” ti rovina la foto di una stradina medievale scattata da P.za G.Paglia. Come il cartello da poco apparso all’angolo di P.za Duomo per sfregiare l’immagine del vicolo che sale al Seminario… Il paese ha la fortuna e la sapienza, di poter offrire al fotografo o a chi vuole realizzare riprese video, scorci e viuzze ancora originali ed invece …..appare un mostruoso cartello! Ad inizio Corso 3 indicazioni tutte per la proloco, altri tre tabelloni per altre assortite indicazioni stradali, inizio Via Umberto I° altro ingombro sul marciapiede. Davanti la Proloco un cartello scuro “cenni storici” a filo di marciapiede si presenta pericoloso, perché basso ad altezza bambino e dai bordi taglienti…Sul lato del piazzale antistante la Chiesa della Pietà (Morticelli) altri cartelli stradali, spesso appare qualche bancarella o altro utilizzo irriguardoso, perché comunque è un fabbricato storico. Risulta  inutilizzato ma merita rispetto, ed offre una posizione dominante e geniale per un contenitore culturale interdisciplinare.

Forse a qualcuno sfugge che al “visitatore” piace scoprire da solo qualche scorciatoia o itinerario personalizzato. Al turista occasionale piace chiedere informazioni ai passanti, comunicare con loro alla vecchia maniera, perché ha un valore quella breve chiacchierata spontanea che si allaccia alle persone del posto.   Il turista organizzato dispone della guida, di un suo programma, della piantina cartacea e non segue cartelli ed indicazioni su pali di metallo, ha già tutto pianificato.

Tanti cartelli stradali e indicatori direzionali, quando invece abbiamo la fortuna di una pianta urbana semplice e convogliata verso il centro storico e presso i “monumenti” che si presentano vicini tra loro e facili da raggiungere…. piuttosto mancano i cartelli per “sensibilizzare” tutti residenti e non all’educazione del rifiuto e della corretta tenuta dei cani (Villa comunale).

 

Da forestieri, quali in gita fuori porta, abbiamo scandagliato il paese in giorno festivo…tranquillo! Si può recuperare l’immagine di un paese semplificato e genuino?"

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