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strumento pergiustificare inattivitàoabbandono dapartedelle amministrazioni.Agiugno,oltre150soggetti,tracuidocentiuniversitari, sindaci, urbanisti e operatori culturali,hanno sottoscritto un appellopubblicocontrolalogicadell’“irreversibilità”,chealoroavvisoequivalea
«un accompagnamento alla buona morte, un’eutanasia». I firmatari chiedono una revisione del Piano, invitano i Consiglicomunali a pronunciarsiinmerito e offrono collaborazioneper costruire strategie concretedirilancio.
Il PSNAI affronta il tema demografico suddividendo il territorio in quattro scenari:aree doveèancorapossibileinvertirelatendenza allo spopolamento;zoneincuisipuòstabilizzarela natalità;altreincuisipuò solorallentare ladecrescita; e infineterritori da accompagnare inun declinoconsideratoirreversibile.SecondoleultimeproiezioniISTAT,oltre l’82%deicomunidellearee interne perderà popolazioneentro il2043, conpicchidel93% nelMezzogiorno.Nelsolo2024,sono358icomuni italianiazeronascite,concentratiquasiesclusivamentenelleareeinterne delPaese. Neicomuniultraperiferici,inoltre,il rapporto tra over65e under 15 è di circa 2,5 a 1. Si tratta di territori a forte squilibrio demograficoeconserviziminimiincontrazione:èaquesticheilPiano sembraapplicarel’etichettapiùdrastica.
Persostenere le strategieterritoriali,ilPiano prevedeunadotazione ulteriore di310milionidieuro, integrabiliconrisorsedelPNRR, fondi europeiecofinanziamentiregionali.Ogniareaselezionatapotràattivare interventinei settoridisanità,scuolaemobilità.
«Il problema talvolta non sono le risorse, ma la capacità di spenderle», osserva Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbolaepromotore dellalegge158/2017suipiccolicomuni.«Oggici sonopiùdiduemiliardi dieurostanziatiperrealizzarecomunità energetiche rinnovabilineicomunisotto i 5.000abitanti. Mail rischio fortissimo è che quei soldinon vengano impiegati,perché l’impianto
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burocraticoelegislativoètroppofarraginoso».Peraffrontarelacrisidello spopolamento,aggiunge Realacci,bisognacambiareprospettiva.«C’èuna bellissimafrasediProust:unveroviaggiodiscopertanonècercarenuove terre, ma avere nuoviocchi.Il problema è che troppo spesso questi territori vengonoguardati conl’occhio languidodelcoccodrillo.Si dice
‘poverini’,esidàperscontatocheillorodestinosiaildeclino».
Learee interne, inoltre,rappresentanonellalorointerezzaunpolo strategico,oltrecheunprezioso capitaleculturaleeproduttivo:«Il92% delleDOPeIGPitalianehaachefareconipiccolicomuni,cosìcomeil
70%deigrandivini.Selasciamochequestiterritorisisvuotino,perdiamo unadellecolonneportantidelMadein Italy»,prosegueRealacci.Questo accadeanche conlamanifattura. A Belforte delChienti,paese dicirca
1.800 abitantinell’area del cratere delle Marche, «Hasede laNuova Simonelli,laFerraridellemacchinedacaffèindustriali. Esportanointutto ilmondoil90%dellaproduzioneesostengonoilterritorio:asilo, cultura, sport,campusdiricerca».
Definirealcuni territori come “non recuperabili” comporta rischi ancheambientali.SecondoISPRA,il94%deicomuniitalianièsoggettoa pericolositàdafrane,alluvionioerosionecostiera,enelleareeinterneil livellodirischioèspesso piùelevato: lapericolositàdafranaèparial
10,9%,contro il 5,6%dei comuni urbani. Senza presidio umano, la gestionedelsuolodiventaimpossibile.L’abbandono progressivodiinteri comprensoripuòinfatticomportare conseguenzedirettesullacapacitàdi prevenireeaffrontareeventiestremi.
Lostessovale periboschi.UNCEM,nel2024,hachiestoalMinistero dell’Agricolturadisbloccare 40 milioni di eurogià stanziati per la prevenzionedegliincendiboschivinelleareeinterne.Apreoccupare non èlasuperficieboschivaincrescita,malamancanzadigestione attiva: tratti inaccessibili,noncurati,chenonproducono reddito nésicurezza.
«L’Italia importa l’80%dellegnovergineperl’industriadell’arredo,pur
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avendo un patrimonio forestale in crescita», appunta Realacci. «In Finlandiaoggiesistonomigliaiadicooperative chegestisconoiboschiin equilibrio.Taglianoquantoricresce.Questaèun’esperienzadaprendere ariferimento».
Peraltro,isegnalidiinversionenonmancano.IlRapportoMontagne
2025,pubblicatodaRubbettino,parladi unsaldomigratoriopositivodi circa 60milapersonenelbiennio2022-2023,soprattuttonellearee montane italianedelNordedelCentro.Un datochesuggeriscecomela montagna continuiadattrarre famiglie,lavoratoriepensionati,informa temporaneaostabile, soprattuttodove esistono condizioniminimedi abitabilità,reticivicheeserviziessenziali.
Sonodiversii luoghi,datiper spopolatieprividiprospettive, che hannoavviatopercorsidi rigenerazione.Alcunihannoricostruitoservizi, attivatoretisocialiecreatonuoveeconomie,dimostrandocheanchenei territori piùfragilièpossibileinvertirelatendenza. ÈilcasodiOstana,borgo delle ValliOccitane in provincia di Cuneo, passato da cinque abitantinegli anniSettanta aoltre80residentistabili.Laripresaèfrutto diunastrategiadilungoperiodobasatasuarchitettura sostenibile,servizi essenziali, bandalargaeun’offertaculturalecontinua.Ostanaèoggiuno dei comunisimbolodellarigenerazionealpina,anchealivelloeuropeo.
Un’altraesperienzasignificativaèquelladiCasteldelGiudice,inAlto Molise,dovel’amministrazionehapromossounpianointegrato cheha portato allarealizzazionedi:unaRSAdicomunitàricavatanell’exscuola, cheoggiimpiegadecinedipersone;unmeletobiologicocollettivoavviato su terreni incolti;un albergo diffuso,Borgotufi, nato dal recupero di abitazioniabbandonate,eunlaboratoriodi formazionededicatoal paesaggio, alla forestazione e allosvilupposostenibile. Piùche sulla crescita demografica, il progetto ha puntato sulla riattivazione delle funzionilocaliesullacostruzionediunanuovaeconomiadiprossimità.Un pianochesièrivelato vincente.
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Piùmediaticamamenostrutturale èinvece laformuladellecaseaun euro, applicata indiversiborghiitaliani.A FabbrichediVergemoli,in Toscana,ilprogettoharaccoltooltre140richieste,moltedafamigliedi ritorno dall’estero, trasformando gliedifici abbandonatiinalloggiper famiglieeturisti,einvestendonellapromozionedelpaese.«Èunabuona iniziativa, maspesso nonèlacasailproblema, ètutto ciòchemanca intorno: lavoro,scuola,connessioni,trasporti. Senzaun ecosistema di servizi,è difficileinvertire una tendenza strutturale», avverte Cecilia Tomassini,ordinaria didemografia all’UniversitàdelMolise.«Unbuon indicatoresucui puntare è,peresempio,illavorofemminile,cheoltrea favorirecondizioni diequitàcrealecondizioni permettere radici,eper considerarelagenitorialitàcomeunprogettopossibile».
SecondoTomassini, ledinamicheinsediativenellearee interne richiedonostrumentidiletturapiùaccuratiestrategiecostruitedal basso. Gliinterventidi ripopolamento, racconta,devonopartiredaibisogni specifici diciascunterritorio. «Learee interne non sono tutte uguali. Neppuredentro unastessaregione.Lerispostedevonoessere costruite su misura, a partire da ciòche serve davvero inognicontesto». Per accompagnare l’invecchiamentodellapopolazione residente nellearee interne,inparticolarequelleperifericheeultraperiferiche,l’Universitàdel MolisecoordinailprogettoAge-it,finanziatodalPNRR,chesperimenta soluzioniditelemedicina, monitoraggio remoto dei parametri vitali,e assistenzadicomunità.
Traglistrumentipiùefficaci per rafforzare latenuta dei territori soggettiaspopolamento, Tomassiniindicasoprattuttol’aggregazionetra comuni, che sembra mancare nel Piano SNAI. «Ragionare da soliè complicato.Conbudget limitati,mettere insiemeleforzeè una delle pochemosseintelligenticheicomunipossonofareperrestarevivi».
Unastrategiagiàadottatanell’AltaSabina,doveungruppodipiccoli comunihafirmatounpatto anti-spopolamento,unendo forzeerisorse
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pergestireinsiemeservizi,infrastrutture einiziativedivalorizzazionedel territorio. Lalogicatrova riscontro anche nell’esperienza di Vittorio Demicheli,exdirigente sanitario e oggivicesindacodiCabellaLigure, comunemontanoconmenodi500abitanti:«Quiintutta lavallenonc’è neanche piùunmedico.Seunodeverifareunaricettaenonèabilecon l’e-mail,devefare30chilometri»,racconta. Lesoluzioniproposte, dalla telemedicina all’infermieredicomunità, restano spesso sullacarta, per mancanza dirisorse o compatibilità con l’organizzazionesanitaria. «Il nostro unicomesso comunale, dasettembreagiugno,sioccupaquasi esclusivamentedi portareibambiniin etàscolaredallafrazioneal capoluogo», prosegue. Inun contesto segnato da frane che isolanoi paesi, linee telefoniche che saltano per giorni, banda larga ancora assente, lavera forma diresistenza sembra essere l’unione:«Giàda tempoquiriusciamoatenere apertaunascuolasoloavendocostituitoun unicoplessoscolasticocheraccoglieunadecinadicomuni»,conclude.
«Dasoli,nessunocel’avrebbefatta»
AltriLink
https://www.orizzontescuola.it/spopolamento-irreversibile-oltre-3-800-scuole-gia-chiuse-nelle-aree-interne-il-piano-ministeriale-prevede-altri-1-200-istituti-sacrificati-al-declino-demografico-entro-il-2030/
https://uncem.it/papa-francesco-su-aree-interne-e-piccoli-comuni-uncem-e-una-luce-la-politica-sia-attenta-e-operosa/
https://lavocedellamontagna.it/2025/07/la-riflessione-il-piano-strategico-nazionale-delle-aree-interne-le-conseguenze-irreversibili-dellabbandono/
https://uncem.it/piano-aree-interne-e-lo-spopolamento-irreversibile-da-accompagnare-uncem-si-investa-nel-modo-giusto-con-la-nuova-programmazione-europea-28-34/

PUBBLICHIAMO QUEST' ARTICOLO COSI' COME CI E' PERVENUTO
La villa comunale di Bovino
«come dovevasi dimostrare»
Non ce ne voglia qualche burocrate comunale se, per evoluzione delle normative a livello Europeo, siamo costretti a ritornare sull’argomento spinoso dei “Regolamenti Comunali” desueti ed a volte inapplicabili…questo per la cronaca e quando la realtà dei fatti lo dimostrano! Perché è anche vero che i Dirigenti pubblici dovrebbero “sollecitare ed incoraggiare” la propria Amministrazione agli aggiornamenti di leggi e normative per i cittadini contribuenti e per una buona amministrazione della res-cosa pubblica.
La definizione ed il significato attuale del “verde pubblico” tanto caro ad una frazione di Ecologisti Verdi, schierati anche nel Parlamento Europeo, è stata tracciata anni addietro ed ha prodotto aggiornamenti ed adeguamenti in materia da parte di Stato e Regioni, che hanno presentato già diverse soluzioni, con direttive tali da poter comporre un Regolamento comunale adeguato alla normativa vigente. Basta documentarsi per scoprire che oggi ci troviamo di fronte ad una definizione del verde pubblico, ben diversa da quella del 2012, in cui il cittadino risulta responsabile e partecipe del bene pubblico e non un semplice “soggetto privato” tenuto a debita distanza dalle Istituzioni e dalla fredda burocrazia. Purtroppo sopravvive una macchinosa applicazione di un vecchio Regolamento comunale del 2012, come risulta per copia ed incolla in una delibera del marzo 2023, a dimostrazione di una certa “pigrizia amministrativa”.
Di contro, risulta interessante la recente legge regionale n.10-febbario 2024 in materia di “Orti di Puglia “. Con questa normativa, la Regione Puglia promuove la realizzazione di orti urbani, collettivi e socio-terapeutici per diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura con tecniche sostenibili, per riqualificare aree abbandonate e favorire l’aggregazione sociale. Nel confronto con alcuni provvedimenti, generati con i Regolamenti del 2012, questa legge regionale pone in difficoltà Burocrati di settore ed Amministratori.
Detto ciò, il pensiero correalla nostra Villa: rinomata, esaltata, non curata, maltrattata, luogo di aggregazione sociale, svago, relax, parco giochi, aperta alle scorribande dei cani che contribuiscono al degrado ed alla sporcizia insalubre, luogo di cultura, di festicciole, di manifestazioni, sparo di fuochi, celebrazione di riti religiosi all’aperto, esercizi commerciali per il ristoro e per il trattenimento degli avventori….Le richieste più disparate di poter fruire degli spazi pubblici, vengono così sottoposte all’Amministrazione, ma ogni tanto qualcosa sfugge e la Villa viene “occupata” al limite del Regolamento e del buon gusto, perché in tanti ritengono questi spazi come utilizzo di comodo.
Sembra lo slogan di Cettolaqualunque “più Villa per tutti”.
Ai primi di giugno, la Sindaca ha rivolto alla cittadinanza un “INVITO AL SENSO CIVICO” per un comportamento corretto negli spazi pubblici, senza danneggiare le strutture e i servizi, perchè tali beni appartengono a tutta la comunità. Probabile che, con questo invito, si voglia richiamare pag.7 del “Programma amministrativo 2023” 1.6 Beni comuni. La convivenza civica con le sue regole è una cosa seria, che non si applica o si sostiene solo con gli appelli! Educare al “senso civico” richiede fermezza, nel far applicare le norme che regolano il corretto comportamento per usufruire dei beni pubblici.
In Villa sono già prima gli Adulti ad avere un comportamento incivile e sono gli Adulti che lasciano i minorenni, liberi di compiere tante azioni poco civiche, sono Adulti quelli che portano a pascolare e cacare i loro cani.Più cacca per tutti! Fra questi cani ve ne sono alcuni di grossa taglia, pericolosi senza adeguate misure di controllo. Sono personaggi fissi e noti….. sempre gli stessi. Sono gli Adulti che fumano e sporcano con i mozziconi, che apportano degrado ad un luogo che dovrebbe essere esempio per la comunità, di rispetto e tutela da inquinamento. Con la pretesa di voler accogliere anche il turista, se poi il buon esempio non viene prima da noi residenti.
Non trascuriamo il precedente inopportuno e speriamo unico, di una certa manifestazione euforica ma trash, consumatasi in villettaa suon di discoteca all’aperto. Quale messaggio di cultura? Quale dimostrazione, dei neo-eletti, ad un moderato utilizzo della Villa? La NOSTRA Villa è unica, non è replicabile, va solo salvaguardata perché resti il nostro orgoglio.
Con il “Piano regionale contro gli incendi boschivi 2023-2025” - Delib. G.R. n.758/2023, si può notare come (pag.74) l’ARIF ricopre un ruolo di rilievo, contribuendo alle attività di avvistamento e spegnimento, fino alle 20,00 se pur con reperibilità notturna, ma non troviamo uno specifico riferimento alla minaccia di incendi interfaccia urbano-forestali. Non si comprende se in qualche modo i Comuni montani, possono conoscere la dislocazione ed i contatti con la più vicina squadra ARIF, che opera nel proprio territorio, almeno per “completare” la collaborazione prevista dal Piano Comunale di emergenza.
Di recente nell’Albo Pretorio con Ordinanza n.18-2024, è stato reso pubblico il DPGR n.260-2024 sullo stato di grave pericolosità incendi boschivi, cherientra nella competenza della Sezione Regionale Protezione Civile. In particolare, con l’art.5 viene richiamato il Piano Comunale e le conseguenti competenze del Comune, …..e quì il cerchio si chiude.
Il Comune di Bovino sostiene, già da diversi anni, di aver predisposto un Piano Comunale Emergenza Protezione Civile, di cui però non si sa come e chi gestisce questo “Piano” per altro approvato con Delibera C.C. n.12-2018 e aggiornato (!) con Delibera C.C. n.6-2023, che ci riportano agli atti del Settore Tecnico, con relative spese connesse ad un lavoro di “..revisione generale, riorganizzazione contenuti ed elaborazione completa delle cartografie..”.Quindi, tutto riorganizzato e completato…..possiamo stare tranquilli, alla popolazione non può che far piacere!

La stessa Ordinanza n.18-2024, si conclude con: “Ordina a tutti i cittadini nonché a tutti gli altri Enti territoriali preposti per legge di vigilare sulla stretta osservanza del precitato D.P.G.R. n.260”
Quindi il Comune ordina anche sé stesso l’osservanza di tale Decreto, ma senza specificare come poterlo attuare. Nessun Settore Comunale di riferimento ed unica soluzione proposta, è quella di contattare due utenze telefoniche, per dare l’allarme “in caso di avvistamento incendio”. Questo significa che interverranno altri e non in qualche modo il nostro Comune. Forse si fa leva sull’avvistamento organizzato dall’ARIF ?? Ma se, come si sostiene, c’è un Piano Comunale aggiornato, in tale documento ci sarà pure un “capitolo” dedicato agli incendi boschivo-interfaccia, ci saranno pure altri riferimenti, altri recapiti telefonici di emergenza, per il coordinamento e l’informazione alla popolazione da parte di qualche Responsabile Comunale ???
LA FRANA DEL PIANELLO
Troviamo interessante, e riportiamo parzialmente, quanto pubblicato sulla rivista “Geologi e territorio” n. 2/2023 a proposito del “Monitoraggio e mitigazione del rischio idrogeologico a Bovino”. La relazione focalizza l’uso applicativo ed i vantaggi derivati dall’utilizzo del servizio geoinformativo “Rheticus displacement” come studio e notevole esperienza sul sito di Bovino, in collaborazione con il geologo G. Nigro e l’ingegnere civile D. Coppolella, nella interpretazione del fenomeno in atto e nella conseguente progettazione dell’intervento.
Il sito di Bovino è da tempo oggetto di attenzione per la presenza di fenomeni franosi, che interessano l’abitato e le aree limitrofe, in località Pianello-quartiere Viale A. Moro. Il servizio di monitoraggio satellitare Rheticus Displacement permette di analizzare i movimenti superficiali del terreno in aree soggette a dissesti, con precisione millimetrica. Attraverso l’analisi storica dei dati, è possibile comprendere i fenomeni di dissesto in corso, identificare le stagionalità e stabilire correlazioni con altri fattori ambientali.

A vantaggio delle professionalità tecniche, questo servizio satellitare fornisce misure aggiornate degli spostamenti, consentendo di valutare diverse soluzioni progettuali e verificare la funzionalità degli interventi sia in corso d’opera che post-operam.
L’area di Bovino, si colloca nel dominio strutturale della catena appeninica, che passa verso est al dominio di Fossa Bradanica e di Avampaese Apulo. I depositi su cui sorge l’abitato appartengono al Sintema (stratigrafia) di Bovino e affiorano al nucleo di una struttura sinclinalica, prevalentemente costituiti da una alternanza di conglomerati e arenarie medio-grossolane. La frana in esame, risulta classificata come scivolamento rotazionale/traslativo con associata pericolosità geomorfologica molto elevata. Il fenomeno di dissesto in questione, è stato coinvolto in due importanti piani di mitigazione del dissesto: Piano frane1 (2020) e Piano frane2 (2021) in cui il servizio (use case) di monitoraggio rheticus displacement ha consentito valutazioni ragionate per la progettazione degli interventi di mitigazione. Nel 2021 risulta rilevante la perimetrazione dell’area caratterizzata dal movimento franoso già noto e studiato dal 2015.
La perimetrazione del cluster in movimento, evidenziato dalla piattaforma, coincideva con la posizione dei danni strutturali e di evidenti crepe sulla strada, per cui l’intera zona si stava muovendo come un corpo rigido sulla superficie di scivolamento, spiegando così l’assenza di danni evidenti all’interno dell’areale
Il caso studio di Bovino, ha dimostrato il ruolo cruciale del monitoraggio satellitare e quanto sia determinante la collaborazione fra i professionisti coinvolti nella realizzazione di opere mirate a mitigare il rischio idrogeologico e tecnici esperti che, dalla lettura di misure interferometriche attraverso il rheticus displacement, hanno potuto prendere decisioni basate su dati concreti, migliorando la sicurezza della comunità locale.
Non conosciamo chi sono i titolari dell' indirizzo web del sito protezionecivilebovino-fg.it. Ad ogni modo basta veramente poco per rendere visibile e sicuro quel dominio che potrebbe essere certamente utile alla cittadinanza bovinese e non solo.
Ritenendo il comunicato che segue utile ed urgente, lo pubblichiamo così come pervenutoci pochi minuti fa :
Impossibile raggiungere il sito www.protezionecivilebovino-fg.it
Il “nostro” frequente corrispondente freelance e no-profit ci racconta questa volta il suo modo di vedere la "frennesia" dei nostri amministratori in quest’ultimo scorcio di vita politica locale in previsione delle prossime elezioni amministrative del 2023 . Naturalmente quel che ci descrive è frutto di acuta osservazione ed anche di partecipazione ai vari e numerosi eventi di questi ultimi mesi, facendoci capire che tra un pò potrebbe verificarsi un’altra chiamata al popolo da parte di chi cammina con la fascia in tasca, per dare un’ onorificenza al proprietario della gatta che ieri mattina ha partorito otto gattini in quanto questi ripopoleranno le strade cittadine:

Peccato che…!
Tale sindaco in tricolore (anche in doppia fascia come un “doppiopetto” di sartoria) non perde occasione per mostrare la propria immagine da “condottiero del popolo” e così coinvolge la sua sparuta Amministrazione. Costui e la sua Giunta, propagandano scarne iniziative del tipo “sappiamo fare tutto noi” pur di attirare l’attenzione del social-pubblico, con interventi fotocopiati e suggeriti dalla moda del momento e sulla scia di eventi e ricorrenze preconfezionate da altri, ovvero celebrazioni importate secondo un rituale burocratico ripetitivo e standardizzato. Peccato che, a fronte di questa auto-pubblicità mondana, il risultato-effetto che ne deriva è ben altro! Le foto sbiadiscono, i fatti restano!

Questa raffica di eventi-appuntamenti-incontri e cerimonie, cosa rilasciano di concreto alla Cittadinanza? Quella Cittadinanza che viene sempre invitata a partecipare, come se la gente non avesse altro da fare e da pensare, o laddove tanti giovani disoccupati possano intravedere, da queste cerimonie, una speranza di lavoro per restare a Bovino. Cosa producono di concreto queste manifestazioni-passerelle moraleggianti socio-educative, senza un traguardo per il futuro? Traspira qualche dubbio sulla opportunità e correttezza quando tale sindaco e sua “squadra” fanno ricorso all’Asilo ed alle Scuole. Ci sembra che l’educazione scolastica ha come principio base, quello dell’istruzione-formazione affidata ai Docenti-Maestri-Istruttori-Professori in maniera programmata e indipendente dalla politica o da altre ingerenze sindacal-politiche esterne. Si verifica invece che, sindaco e seguaci fra applausi e foto, montano ” in cattedra” per incontri socio-culturali di vario genere, facendo ricorso alle Scuole, per riempire la loro platea! Fra questi eventi e comunicazioni perché qualc..unno non ci parla della “ei fu” Cooperativa di Comunità (progetto Comunità generative, aula consiliare 25 ottobre 2019)? Giunta, squadra di governo e seguaci, non si sono chiesti il perché dell’insabbiamento e perché non lo spiegano alla Cittadinanza?? Fra tutti questi eventi, con gran lavoro per la giunta, non possiamo dimenticare l’offesa fatta ai tanti giovani che hanno partecipato e creduto nella costituzione della Cooperativa di comunità, di cui si sono perse le tracce…ma il tutto sempre nella legalità!!
Riprendiamo, da l’Immediato.net del 23 novembre la notizia a firma di S.Serlenga: “Popolo dei Monti Dauni unitevi, il flash mob dei ragazzi per frenare lo spopolamento…. Non possiamo andare avanti solo con interventi spot o con i bandi.” organizzato da quel Gerardo Fascia che abbiamo visto impegnato a Bovino per la “Cooperativa di Comunità” conosciuto da sindaco e assessora alla cultura, nelle stanze del Comune e non in Villa.
Superfluo stare a ricordare i vantaggi per un futuro lavorativo, che i nostri giovani potevano realizzare, e come avevano già prospettato proprio il sindaco e l’assessora alla cultura.
Possiamo verificare come nei paesi intorno a Bovino, il giovane popolo dei Monti Dauni, sta fornendo evidenti segni di ripresa.(Roseto V.F.-Candela-Deliceto-Accadia-Orsara P.)

Di recente è stata celebrata la “Festa nazionale degli alberi” una tradizione nata nell’antichità, e continuata nel tempo, fino alla legge n.10 del 2013 con modifica alla legge n.113, che trova un raccordo-coerenza con il Decr. Leg.vo n.34/2018.
In occasione di questa “Giornata dell’albero” alcuni Sindaci del vicinato, hanno coinvolto principalmente le Associazioni ambientaliste, in quanto come valore aggiunto nel tessuto sociale, le Associazioni-ETS assicurano una specifica preparazione ed una cultura socio-sportiva-turistica-ambientale-sostenibilità che possono trasmettere con continuità alla Comunità ed alle Scuole (quindi investimento da parte degli EE.LL.). Questo perché il senso della legge n.10-2013 è ben diverso dall’interpretazione semplificata, riportata nella relazione della Delib.G.M. n.135 (Giunta a 3) per loro approssimazione e convinta preparazione, quando decidono di coinvolgere per la scenografia gli “alunni delle scuole” per pubblicizzare l’iniziativa e poi, senza averlo previsto in delibera, coinvolgono innocenti minorenni dell’Asilo (una svista del responsabile IV Settore?).
La “Giornata nazionale degli alberi” si ispira al protocollo di Kyoto, per perseguire la valorizzazione ambientale e del patrimonio arboreo e boschivo, per la riduzione delle emissioni, per la protezione del suolo dal dissesto idrogeologico…. e tale legge fa riferimento a tre Ministeri, alle
scuole, istituti superiori ed università, per promuovere la conoscenza dell’ecosistema boschivo, il rispetto delle specie arboree, per gli equilibri antropico-naturali, ecc…..temi molto impegnativi e non certo affrontati con una sfilata di bambini in Villa.
In occasione della Giornata le istituzioni scolastiche curano, in collaborazione con i comuni e le regioni e con il CFS, la messa a dimora ecc…. per cui ci sembra di capire che dovrebbero essere le “istituzioni scolastiche” a prendere l’iniziativa e proporre un programma di collaborazione, questo però non traspare dalla citata delibera di giunta n.135, in cui l’Amministrazione “facciamo tutto noi” delibera di promuovere ed organizzare la manifestazione salvo i provvedimenti gestionali demandati al responsabile del IV Settore, forse per attuare la collaborazione conseguente le proposte delle istituzioni scolastiche, non degli asili (!!). Ma tutto questo, una assessora alla cultura dovrebbe saperlo. (Convenzione di Faro, sulla eredità culturale per la società -2005-)
L’azione isolata di sindaco e giunta, con i bambinelli dell’Asilo……che risultato concreto può produrre in futuro? A breve scadenza, per un processo bio-naturale, l’attenzione di questi fanciulli sarà rivolta ad altri giochi e altri interessi, altre curiosità…una piantina o un fiore saranno presto un vago ricordo impresso su qualche foto. Essendo “minorenni” per questi innocenti partecipanti, è stato richiesta l’autorizzazione ai genitori?? (Siamo ai limiti della legalità??).

Peccato che….con tutte le cerimonie ed inaugurazioni, questa indefessa amministrazione non ha rivolto il benché minimo pensiero: all’agricoltura locale (CIA ad Orsara per danni da cinghiali) agli allevamenti, ai piccoli produttori, agli artigiani….. Con la trascorsa particolare estate surriscaldata, nessun segnale dalla Comunal-amministrazione riguardo: lo sviluppo sostenibile; nessun accenno ad una previsione per interventi per la siccità; nessuna prevenzione per probabili incendi, fra le abitazioni in periferia; difesa e sicurezza del territorio; cambiamento climatico; rapporto ANCI sui pochi dipendenti comunali con ruolo di addetto alla Protezione civile; la nuova legge sui DAE – ddl n.1441….altro che ciclamini in Villa!!
Ma tanto i problemi di Bovino si risolvono sul Corso, in Villa, ai Giardini ducali e alla Portella.
.....….continua il mistero dello spostamento d’ incarico di un dirigente comunale, nonostante le sollecitazioni della popolazione per sapere realmente come stanno le cose. Solo oggi è uscito un volantino-manifesto a firma dei consiglieri di opposizione che non fa altro che prolungare questo manto tenebroso sulle sorti, a questo punto, non solo della maggioranza politico-amministrativa del Comune, ma dell’ intera composizione del Consiglio.
Ci si chiede adesso se non sia stata, appunto, una mossa politica del Sindaco nel coinvolgere anche l’ opposizione in questa oscura faccenda, quella di convocare una seduta segreta del Consiglio, a porte chiuse, per rispondere verbalmente ad una interrogazione scritta della minoranza, pretendendo il silenzio assoluto al di fuori dei muri municipali.
Ora a sapere le cose sono tutti i componenti del Consiglio e se nulla si fa, saranno tutti responsabili di questa assenza di trasparenza. La Giunta ha già impegnato in questa triste storia la somma di € 18.936,00 oltre accessori, per un incarico legale per proposizione di ricorso per sequestro conservativo davanti al Giudice competente a seguito di gravi irregolarità riscontrate.
Questa di cui si parla, non è una questione personale, né privata, né da nascondere e la cittadinanza vuole e deve sapere!!

Intanto, arrivano in questi giorni altre sollecitazioni di pagamento di tasse relative all’ anno 2006 (sic!!) a cittadini che non trovano più le ricevute perché le hanno distrutte già da oltre cinque anni.

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" Il problema per quanto serio, va affrontato con serenità e razionalità. Non si vuole condannare nessuno sul modello “caccia alle streghe” e non si vuole scaricare su qualcuno colpe “politiche” che non sussistono. Parliamo da turisti/oriundi come siamo noi, ed affrontiamo con ragionevolezza la situazione che si presenta oggi a Bovino (Fg.) per la super-presenza di segnali stradali e cartelli info-turistici, disseminati disordinatamente o concentrati in poco spazio. Non bisogna essere architetti o diplomati in urbanistica per verificare questa situazione incresciosa.
Già all’ingresso del paese sulla facciata di un palazzo 3 insegne che poi nessuno riesce a leggere, perché la “fermata” d’obbligo e lo “scalo tecnico” è nei pressi della Villa. Chi visita Bovino, si trova innanzi ad una sovrabbondante quantità di segnaletica che, stando ad un semplice calcolo basato sulla proporzione: estensione area urbana; -capienza flusso turistico; -quantità dei monumenti e siti artistici da visitare; non quadra e non si giustifica. Per capirci, dalla Proloco alla Cattedrale-Castello-Museo il percorso è breve chiaro ed unico su C.so V.Emanuele per P.za G.Paglia e ritrovi tutto nel raggio di qualche centinaio di metri!!! Alternativa (?): dalla Villa per C.so Umberto I°, con una strada panoramica e poi Castello e giù alla Cattedrale. E praticamente, non c’è pericolo di perdersi in qualche fantasioso labirinto di viuzze, ti ritrovi in P.za Duomo….ma quì altri cartelli irriverenti (WiFi -sosta ecc..). Ci vuol poco a intuire che si collocano cartelli inutili e antiestetici, che penalizzano e sviliscono una foto ricordo? Via Guevara pulita ed integra, ma un cartello ”turistico” ti rovina la foto di una stradina medievale scattata da P.za G.Paglia. Come il cartello da poco apparso all’angolo di P.za Duomo per sfregiare l’immagine del vicolo che sale al Seminario… Il paese ha la fortuna e la sapienza, di poter offrire al fotografo o a chi vuole realizzare riprese video, scorci e viuzze ancora originali ed invece …..appare un mostruoso cartello! Ad inizio Corso 3 indicazioni tutte per la proloco, altri tre tabelloni per altre assortite indicazioni stradali, inizio Via Umberto I° altro ingombro sul marciapiede. Davanti la Proloco un cartello scuro “cenni storici” a filo di marciapiede si presenta pericoloso, perché basso ad altezza bambino e dai bordi taglienti…Sul lato del piazzale antistante la Chiesa della Pietà (Morticelli) altri cartelli stradali, spesso appare qualche bancarella o altro utilizzo irriguardoso, perché comunque è un fabbricato storico. Risulta inutilizzato ma merita rispetto, ed offre una posizione dominante e geniale per un contenitore culturale interdisciplinare.
Forse a qualcuno sfugge che al “visitatore” piace scoprire da solo qualche scorciatoia o itinerario personalizzato. Al turista occasionale piace chiedere informazioni ai passanti, comunicare con loro alla vecchia maniera, perché ha un valore quella breve chiacchierata spontanea che si allaccia alle persone del posto. Il turista organizzato dispone della guida, di un suo programma, della piantina cartacea e non segue cartelli ed indicazioni su pali di metallo, ha già tutto pianificato.
Tanti cartelli stradali e indicatori direzionali, quando invece abbiamo la fortuna di una pianta urbana semplice e convogliata verso il centro storico e presso i “monumenti” che si presentano vicini tra loro e facili da raggiungere…. piuttosto mancano i cartelli per “sensibilizzare” tutti residenti e non all’educazione del rifiuto e della corretta tenuta dei cani (Villa comunale).
Da forestieri, quali in gita fuori porta, abbiamo scandagliato il paese in giorno festivo…tranquillo! Si può recuperare l’immagine di un paese semplificato e genuino?"
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