Non è una favola come quella di Cappuccetto Rosso. E’ purtroppo, l’ inizio di una triste lettera appena ricevuta che pubblichiamo integralmente, il cui contenuto fa venire un nodo in gola per i riferimenti a persone e cose della realtà nostrana. Qualcuno canterà vittoria, qualche altro si batterà sul petto per mea-culpa, altri ancòra sghignazzeranno… solo il tempo avrà la meglio su tutto:
C’ERA UNA VOLTA il B&B “LA CASA DEL BORGO”
Con la presente lettera la famiglia Gabriele comunica che dal 1° Gennaio 2015 il B&B “la casa del borgo” chiude definitivamente la propria attività. La prima struttura ricettiva in Bovino, cala il “SIPARIO” e spegne le luci che per 8 anni hanno illuminato “Piazza Sant’Angelo”. Questa piazza di Bovino era luogo sconosciuto addirittura dagli stessi abitanti, tanto che in molti si chiedevano dove fosse ubicata prima della nascita del nostro B&B. Un luogo di bellezza unico e dimenticato, ma riscoperto e rifiorito grazie all’ospitalità che la famiglia ha saputo mettere in atto con la passione e il coraggio di investire il proprio denaro, in un paese che non offriva posti letto e in un rione prossimo all’abbandono al degrado e fuori da ogni itinerario. In questo luogo, molte case del nostro paese si chiudono ancora malinconicamente per via di una emigrazione che non ha mai fine, ma in controtendenza avevamo pensato bene di riaprirle all’ospitalità e scommettere sulla nascita di un nuovo metodo di accoglienza, quello del B&B che sta per “Bed and Breakfast” e che tradotto in italiano, sta per offerta di letto e prima colazione. Fù così che vennero alla luce tre unità abitative:
la “rondine” meglio conosciuta come “la casa del borgo” tipologia familiare maestosa, luminosa, bella come la primavera e allegra come lo stridio di questo volatile che a maggio 2007, annunciava l’apertura di questa struttura ricettiva.
“l’usignolo” camera con vista mozzafiato, posizionata più in alto dove l’occhio ricade inevitabilmente sull’incantevole vallo di Bovino e sul suo fiume Cervaro che lo accarezza, ma anche luogo e scenario storico, tristemente famoso per episodi di brigantaggio.
la “cinciallegra” dove ogni primavera, questo bellissimo, grazioso e minuscolo pennuto colorato, nidifica in un foro ricavato tra una pietra e l’altra delle sue secolari mura perimetrali.
Dunque, tre unità abitative indipendenti, realizzate e restaurate con la passione, con il cuore e con l’amore, giusta viatico indispensabile per una migliore riuscita del prodotto. Una vetrina dove in questi sette anni sono passati circa un migliaio di turisti italiani e stranieri che con le proprie reflex hanno fotografato e fatto conoscere in tutto il mondo la piazza e “la casa del borgo” ricca di decori e affreschi artigianali. Oggi ci sentiamo in dovere di ringraziare di vero cuore tutti coloro che in questi anni sono stati nostri graditissimi ospiti e che hanno lasciato indelebili le eccezionali recensioni pubbliche che per noi hanno rappresentato un tesoro di gran lunga superiore ad ogni moneta ricevuta, giusta ricompensa per continuare nella passione. La passione e ci soffermiamo su questo aggettivo deve continuare ad essere espressa da tutti coloro che dopo di noi hanno pensato bene di aprire altre strutture ricettive. Suggeriamo e diciamo questo, perché il B&B non può e non potrà mai essere una vera e propria attività imprenditoriale, ma un semplice dare e avere per mantenere le strutture sempre efficienti nelle manutenzioni ordinarie, straordinarie e di rinnovamento. Se non si è consapevoli di questo, gli imprenditori potrebbero rimanere delusi!! Siamo orgogliosi di essere stati i primi ad aprire la strada della ricettività in questo paese dalle grandi potenzialità ancora inespresse e ricco di un patrimonio, condito da una straordinaria storia infinita che i nostri antenati ci hanno lasciato, ma che nessun altro ci porterà mai via. Ringraziamo di vero cuore quei pochi abitanti umili, semplici, sinceri e onesti che vivono vicino piazza Sant’Angelo, che ci hanno accolto con cuore e di alcuni di questi abbiamo anche lacrimevoli ricordi, soprattutto perché non ci sono più. A chi è ancora in vita, va tutto il nostro ringraziamento per aver preso cura e tenuto rigoglioso quell’angolo fiorito di questa piazza. Un segnale, un semplice gesto di gratitudine e rispetto nei nostri confronti, anche per il solo fatto di aver rianimato questo rione grazie alla gente proveniente da tutto il mondo. Un ringraziamento va a anche a tutti coloro che ci hanno fermato per le vie del borgo trasferendoci stima, encomi e affetto sincero. Qui, nel cuore del borgo, regna il vero concetto di accoglienza e ospitalità!!! Oltre agli amici citati, ci mancheranno, anche gli odori delle stagioni, dal ribollire dei vini emanato dalle cantine al profumo del pane del vicino forno dell’Annunziata, il profumo della legna, ma soprattutto quell’odore di ragù della domenica preparato sapientemente dagli abitanti storici del rione. Non ci sentiamo invece di ringraziare chi in questi anni ha avuto la capacità di cambiare il nostro borgo in peggio, per aver fatto aumentare l’altitudine s.l.m. Bovino, autorizzando e mai verificando le altezze dei tetti dei palazzi storici e vincolati, stravolti e modificati in barba alle rigide regole dettate e approvate dal piano di recupero del centro storico, redatto e approvato alcuni anni fa’. Questi uomini sono stati anche capaci a tutti i costi, di sottrarre alla popolazione e ai turisti le stanze del vecchio maniero riunendo addirittura il consiglio comunale per emettere una sciagurata delibera, dal contenuto orribile e vergognoso, tutto per cambiare lo stato di destinazione d’uso del “castello monumentale” e per favorire chi e che cosa………..di sicuro la chiesa proprietaria ed il vescovo che con le sue incessanti pressioni oggi è finalmente presta nome di un’attività imprenditoriale di affittacamere. Le ricordo, carissimo vescovo, (disse pubblicamente l’ultimo degno rappresentante bovinese e del quale siamo orgogliosi di averlo avuto) che: “il castello è dei bovinesi!!”. Parliamo naturalmente di un grande professionista e avv. Gabriele Consiglio, cultore, scrittore, conservatore e difensore del patrimonio bovinese che con questa frase riuscì a dissuadere la volontà del Vescovo di trasformare già alcuni anni fa il castello in un albergo, contrariamente a quanto veniva sottoscritto e accettato con atto pubblico di compravendita del 1961, dove il Castello Ducale doveva essere utilizzato solo per scopi socio culturali. Al grande Gabriele Consiglio a breve sarà a lui intitolata anche una piazza, ma secondo un nostro pensiero modesto, sembra una presa in giro a lui che non c’è più e alla sua famiglia. Se fosse ancora in vita, la parte nobile della residenza ducale, oggi non sarebbe mai stata saccheggiata da lavori straordinari, solo al pensiero che potesse diventare anche un albergo a ore, ma soprattutto perché sottratta ai bovinesi. Il B&B “la casa del borgo” come per l’apertura, oggi chiude in controtendenza, si, perché Bovino è stato appena proclamato in tv nazionale (RAI 3) “il borgo più bello della Puglia” e chissà magari più in là, anche il più bello d’Italia e il turismo si incrementerà in maniera considerevole. I turisti purtroppo si spingeranno al massimo fino a “piazza Municipio” e non oltre, perché piazza Sant’Angelo e “la casa del borgo”, quest’ultima simbolo e meta turistica ha spento le luci e chiuso le porte dell’ospitalità per sempre in una delle piazze di uno dei borghi più belli d’Italia. La famiglia Gabriele, abbandona la sua passione ricettiva solo in Bovino e purtroppo il paese perde dai 250/300 turisti l’anno, perché tanto meritano gli attuali amministratori della sede comunale. Noi di sicuro non gettiamo la spugna, anzi, la nostra passione continueremo ad esprimerla e coltivarla altrove, e chissà, magari in un’altra piazza dimenticata, ma in un comune dove si spera, ci siano rappresentanti più meritevoli!!!
Famiglia Gabriele







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