Come si temeva, così come già annunciato, è arrivata in ogni casa del paese ...

Chiesto il rinvio a giudizio per il Senatore Morra, l’assessore Antonio Taggio e il consigliere comunale Carmelo Salvatore Pucillo. I tre rischiano da 6 mesi a 3 anni di carcere. È la pena prevista per il reato di abuso d’ufficio loro ascritto. Le indagini, avviate dopo la denuncia della consigliera della Primavera di Monteleone Tina Preziosi, si sono concluse con la richiesta del Pubblico Ministero di rinviare a giudizio i tre amministratori del piccolo centro dauno. Nell’udienza preliminare tenuta il 14 novembre, Carmelo Morra ha chiesto di essere ascoltato dal giudice. Il GUP ha quindi aggiornato la seduta al 30 gennaio prossimo.«È solo un espediente per prendere tempo ma la sostanza non cambia – ha affermato a caldo Antonietta Colangelo, capogruppo dell’Opposizione – e il senatore Morra lo sa benissimo». I fatti risalgono al 27 febbraio 2011 quando i tre esponenti della maggioranza, in Consiglio comunale, su un accapo all’ordine del giorno, votarono a favore della già chiacchierata cooperativa Futura. «Avevamo messo in guardia l’intero Consiglio comunale – sottolinea la capogruppo della Primavera di Monteleone – e invitato caldamente i tre ad allontanarsi dall’Aula in quanto direttamente interessati perché soci della cooperativa o parenti prossimi di alcuni soci. Non ci hanno ascoltato e ora ognuno si deve assumere le proprie responsabilità». Nell’elenco dei soci della coop. guidata da Pompeo Colangelo, braccio destro del senatore PDL, compaiono infatti: la moglie, la figlia, il figlio, alcune nipoti, la nuora, il genero e un cognato del sindaco Carmelo Morra; due sorelle, svariati nipoti e la suocera del consigliere Salvatore Pucillo; lo stesso assessore Antonio Taggio, sua moglie, suo fratello e sua cognata. E una ulteriore denuncia tira in ballo altri esponenti della Maggioranza. «In un secondo momento siamo venuti a conoscenza che quasi tutti i consiglieri di maggioranza, all’epoca dei fatti, erano soci o avevano familiari soci della Futura – sottolinea Colangelo – e abbiamo denunciato nuovamente il tutto alle autorità competenti». Rischiano di rispondere dello stesso reato anche Angelantonio Guerriero, vicesindaco di Monteleone e socio della Futura, Dario Liscio, assessore al bilancio e socio della cooperativa di cui fanno parte anche sua madre, suo padre e sua sorella. A rappresentare la famiglia del consigliere Antonio Volpe nella compagine sociale, invece, c’è sua moglie. «Sembrerebbe una Amministrazione comunale espressione della cooperativa Futura» ironizza l’esponente della Primavera che poi incalza «durante quell’Assise, la consigliera Tina Preziosi fu addirittura espulsa dall’Aula dal sindaco Morra perché chiedeva il rispetto della legge. E alle nostre rimostranze tutti i consiglieri di maggioranza fecero orecchie da mercante. Più volte avvisati – conclude Antonietta Colangelo – omisero di astenersi pur in presenza di un chiaro interesse proprio o di un prossimo congiunto procurando intenzionalmente, a loro stessi o ad altri, quindi, un ingiusto vantaggio patrimoniale». Il Consiglio comunale revocò e annullò due delibere del 2009 con le quali, l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Giovanni Campese, per una serie di inadempienze della cooperativa che gestisce la casa di riposo di Monteleone, aveva avviato il procedimento di rescissione del contratto. I danni quantificati per le mancanze della Futura erano stati calcolati in circa 130mila euro. Con l’annullamento delle delibere il Comune non ha più dato corso al risarcimento. E il mese scorso, la Giunta guidata dal senatore Carmelo Morra ha deliberato la proroga di tre anni alla Cooperativa Futura per la gestione della casa alloggio anziani. Senza avviso pubblico e a convenzione scaduta già da cinque mesi. L’Opposizione ha presentato ulteriore denuncia.
Riordino delle Province, la BAT accorpata a Foggia
Ora è ufficiale: la Provincia BAT di Barletta-Andria-Trani sarà accorpata alla Provincia di Foggia. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato il decreto legge di riforma delle Province: la notizia è stata data attraverso un post su Twitter dal Ministero della Funzione Pubblica e poi confermata dal ministro Filippo Patroni Griffi. Il decreto sulle Province prevede il passaggio da 86 a 51 Province comprese le città metropolitane.
E nella tabella resa nota dal Governo, il territorio della Provincia di Foggia si allarga fino a comprendere anche quello della BAT. La riforma delle Province sarà attiva a partire dal 2014 e a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici, ha spiegato il ministro. Il riassetto delle Province non prevede che siano istituiti dei commissari nella fase di transizione. Tuttavia, "solo dall'eventuale inadempimento dell'obbligo nei termini scatterà uncommissario ad acta per garantire i passaggi intermedi funzionali alla transizione".
LA GEOGRAFIA DELLA NUOVA PUGLIA - In Puglia, quando, Bari diventerà a partire dal 2014 una Città Metropolitana. Le Province, invece, saranno ridotte a tre: Foggia, che assorbirà Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce.
Che in Sicilia i maggiori partiti sarebbero andati incontro a un “vaffa” era già in conto. Ma i siciliani hanno confezionato un “vaffa” ancora più consistente e dal sapore liberatorio. E il riferimento non è al dato, “clamoroso” a detta del diretto interessato, del candidato di Beppe Grillo. Ancora più “clamoroso”, numericamente e politicamente, è il dato dell’astensione, superiore al 50%.
Nelle prime ore di lunedì i dati arrivano a rilento,inizialmente Giancarlo Cancelleri sembra, almeno a Palermo, il primo per numero di preferenze anche se via via che le ore passano l’entusiasmo cala. Ma il partito dell’astensione è l’unico che raggiunge la maggioranza assoluta. Il 47, 42% dei siciliani è andato a votare, il che vuol dire che, rovesciando questo dato, il numero dell’astensione è pari a poco meno del 53%. Più di un siciliano su due.
Prima ancora del candidato vincitore, prima ancora della (doverosa) osservazione sul fatto che un voto così combattuto non darà al prossimo presidente una maggioranza assoluta a palazzo d’Orleans, prima ancora di tutto questo ci si dovrà preoccupare di quel dato.
Il “vaffa” siciliano suona come una sberla. E non solo per Cancelleri, Musumeci e Crocetta, nomi poco familiari fuori dall’isola. E’ una sberla anche per i partiti nazionali e i loro segretari che giustamente guardavano al voto siciliano come al primo vero antipasto delle prossime politiche.
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