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BOVINO-RIFLESSIONI SUGLI INCENDI ESTIVI (Monte Fedele 2024)

Written by  Published in Eventi e Sagre Wednesday, 11 September 2024 07:52

Alcuni agricoltori, che gestiscono le loro aziende e coltivano i terreni, nell’area fra Montefedele,- Imporchia-S.Lorenzo  dopo aver assistito impotenti all’incendio agro-boschivo sviluppatosi il 14 luglio 2024, si sono chiesti come mai il fuoco ha percorso tutto il versante di M.Fedele, per quasi due giorni, distruggendo ogni tipo di vegetazione per 65 ettari circa.

Questi agricoltori rappresentano la “memoria storica” di quelle contrade e sono un valido punto di riferimento per orientarsi nel reticolo di tratturi che permette ai veicoli fuoristrada di muoversi con facilità ed efficacia sul territorio. Una volta si chiamava “ricognizione” utilizzata da sempre da tutti gli eserciti, ma anche “esplorazione” per conoscere in anticipo dove e come muoversi.

Di certo la zona di M.Fedele è impervia, per cui anche in presenza di un venticello non è facile domare le fiamme, di conseguenza per tale incendio è intervenuto il supporto aereo fino al tramonto e poi il giorno dopo. Proprio rifacendosi alla memoria degli incendi sviluppatisi negli anni precedenti, in molti affermano che questa volta qualcosa “non ha funzionato” nelle procedure delle attività di spegnimento-contrasto e bonifica del perimetro incendiato. Addirittura i VV.F. presenti sul posto, sembravano incerti sul da farsi ed impacciati nei movimenti di attacco al fronte del fuoco, …in attesa del famoso supporto aereo. Inoltre c’è anche da considerare il “cambio turno” con cui i VV.F. si alternano sull’incendio.

Ogni rogo – stima la Coldiretti regionale – pesa sulle tasche dei cittadini per oltre diecimila euro all’ettaro, considerando le spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.  Ai problemi causati dal clima anomalo con alte temperature, siccità e vento, si aggiungono peraltro la disattenzione e il dolo, con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.  Nelle aree bruciate dagli incendi – sottolinea la Coldiretti – saranno impedite tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di appassionati, ma viene anche a mancare un importante polmone verde, senza dimenticare i drammatici effetti sul turismo.

Dunque quanto ci costa un incendio, e perché gli Enti Istituzionali con i loro Amministratori (se di buon senso) non se lo chiedono? E non si impegnano a cambiare in meglio?

1)      Danno di valore ambientale, danno idrogeologico, emissione fumi nell’aria.

2)      Personale qualificato e specializzato, personale stipendiato in carriera, ed infine la “fanteria” delle associazioni di volontariato.

3)      Veicoli istituzionali, supporto aereo ed elicotteri, veicoli speciali e tutti i costi di esercizio.

 

 

Anche il recente DPGR n.354 del 14 agosto, sembra orientato a voler mantenere l’attività di soccorso h 24, attivando la SOUP e le strutture di Protezione Civile territoriali SORT e PLOT, secondo procedure e schemi condivisi per coordinare e ottimizzare l’impiego delle forze AIB disponibili. Certamente può andar bene anche questa “disponibilità” ma il problema principale, a cui pochi prestano attenzione, resta su come avvicinarsi all’area incendiata per contrastare l’avanzata del fuoco. Nelle aree boschive impervie, laddove la pendenza del terreno lo permette, occorre aprire le piste di servizio antincendio.  Ovvio ed evidente, no?

Una soluzione necessaria e tanto logica, che però da anni non trova applicazione. Così come per il 14 luglio a Montefedele, e come già accaduto in tante altre situazioni simili, le forze in campo si sono dovute fermare a “guardare” le fiamme quando invece, con una pista di poche centinaia di metri, si poteva attuare qualche azione di contenimento all’avanzare delle fuoco.  Vi sembra normale??

La Regione e tutti i Comuni Montani sanno bene che strategicamente strade e piste agricole-forestali-rurali, sono opere primarie e soldi spesi bene, rispetto ai costi elevati degli aerei ed elicotteri che vengono attivati per l’antincendio, spesso in ritardo e dalle prestazioni poco efficaci. Quanto ci costa un ettaro di bosco salvato dagli aerei, quando ce ne sono altri dieci che vanno in fumo?

 

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Senza strade e piste forestali percorribili, e senza adeguata conoscenza del territorio soprattutto da parte dei VV.F. e delle squadre d’intervento che non sono del luogo, la lotta contro il fuoco e l’attività di bonifica a terra risulta fiacca ed inconcludente …salvo poi aspettare il famoso Canadair. Questa soluzione costosa per una sola giornata, potrebbe andare bene….. altrimenti si continua il giorno dopo, con tante altre spese. E sorge spontanea la domanda: quante strade rurali-forestali si possono realizzare, al costo di uno sgancio di acqua dal ventre del Canadair?   Ma in particolare risulta più insensato e costoso, l’utilizzo degli aerei su quelle aree agro-boschive che potrebbero essere difese dal fuoco presentando un funzionale reticolo di strade e piste forestali. Tutto ciò anche a vantaggio di una economia e produttività agricola.

Last modified on Friday, 11 October 2024 08:31

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