Non è difficile scegliere un luogo in cui recarsi per trascorrere un bel fine settimana in uno degli innumerevoli paesi ove si svolgono manifestazioni, sagre, evocazioni storiche, raduni di ogni tipo e magari ritrovarsi in un numero sproporzionato di persone che hanno avuto la stessa idea, trovando impreparati gli Enti organizzatori con problemi insuperabili per l'accoglienza, per il traffico, per l'offerta di servizi essenziali e per la sicurezza. La piccola cittadina di Roccaraso (AQ) circa due mesi fa è stata presa letteralmente d'assalto da sciatori e turisti : circa ventimila persone a sciare sulle piste, altre 15mila in paese a passeggiare, 40 autobus ripieni.....tutti al richiamo di una tiktoker .
Questo episodio dovrebbe far riflettere per non farci trovare impreparati e riteniamo che sia questo l'intento del corrispondente che ci ha inviato l'articolo che segue e che pubblichiamo integralmente:
Tanto fumo di falò ma poco arrosto per i turisti.
(PREMESSA)
Il nostro Comune risulta presente in varie manifestazioni ed incontri, in cui si discute e si propagandano: progetti importanti, condivisione strategica, patti ed unioni, coesione, aree interne, piccoli comuni e campanilismo, quasi sempre in salsa “emozioni culturali” e/o di virtuosismo legale delle comunità Monti Dauni. In positivo, va bene partecipare per non restare isolati, ma dopo abbondanti parole promettenti e sigle varie anche in salsa pre-elettorale (#mareAsinistra) ci si aspetta qualche consistente risultato. Ma sembra che Bovino sia risultato assente alla BTM di Bari, per il progetto “Il turismo delle radici…” (l'Immediato del 27.2.2025).
Dalla fitta agenda in premessa, dovrebbe emergere un Comune meno impacciato nella gestione di alcuni problemi che da anni si trascinano disordinatamente.
Da tempo il Comune galleggia aggrappandosi ai vecchi “Regolamenti del 2012” figurarsi se qualcuno degli Amministratori e/o Dirigenti si prende il fastidio di applicare un minimo di regole e contromisure, in occasione di importanti manifestazioni che attirano la partecipazione popolare, e che richiedono una certa organizzazione responsabile, ai fini della incolumità pubblica. Dai ricordi di scuola, sappiamo che ci si aiutava copiando dal vicino di banco un tantino più bravo, per cui quando altro Comune applica delle soluzioni efficaci e coerenti…..perchè non copiarlo??
Veniamo a noi :
Per celebrare la Festa di San Giuseppe, la Città di Bovino (Fg) regala uno spettacolo di luci, folklore e devozione con la "Notte dei Falò. Attorno ai fuochi si svolge la vera e propria festa: canti popolari, animazione, balli e tradizioni che coinvolgono abitanti e visitatori in un clima di allegria e condivisione Non manca la parte gastronomica, con le specialità locali...avvolti dal calore dei falò e dal profumo delle pietanze alla brace, significa immergersi in un'esperienza autentica ,…..(come si legge dalla locandina del Comune-Pro Loco). Detto tra noi, questa “vera e propria festa” non è stata un granché, per una fiacca attrazione e per una certa disorganizzazione pensa bene ad una esibizione musicale, folk cantastorie, sul sagrato della Cattedrale-Basilica Minore, di dubbio gusto per quel che una chiesa rappresenta Per il coinvolgimento dei visitatori-turisti, non si è registrato nessun afflusso particolare, sia per il giorno feriale che per una banale. pubblicità della manifestazione, tanto poco convincente da attirare i turisti per “degustazioni tipiche in P.za Duomo”.
Certo, non spetta a noi valutare la strategia turistica adottata per la “Notte dei falò” del 19 marzo, pensata da chi e con il risultato deludente, il che si commenta da solo. Forse (astutamente) sarebbe bastato spostare al sabato sera del 22 il “programma civile” per una mirata promozione turistica ed anche per staccarsi, una volta tanto, dal programma religioso. Civilmente parlando, purtroppo, per come si svolge oggigiorno l'intreccio religioso-civile risulta non più tanto accettabili e razionale. In chiesa Fedeli, ma in tanti attratti dagli arrosti e dalle bevande alcoliche, intorno alla pochi brace dei falò, in nome e per conto del Santo di turno, quello stesso snobbato durante la celebrazione religiosa. Sarebbe rispettoso favorire un momento di raccoglimento, riflessione e preghiera per molti cittadini. Non è una questione di fede personale, ma di rispetto per le radici valoriali del nostro territorio.
Da sùbito, si annota superficialità da parte del Comune, per mancanza di un preventivo controllo veicolabile attraverso un regolamento per l'ubicazione e preparazione dei falò, scaricando il tutto sull'organizzazione della Proloco, per la serie: tutti sanno, nessuno si espone! Un po' come per i tradizionali prossimi festeggiamenti “del 29 agosto e San Celestino” in quanto come dimostrato qualcosa sempre sfugge, e quando si trovano tutti spiazzati, scaricano la responsabilità sulla Proloco. La sera del 19 marzo, ci siamo ritrovati falò sparsi ed improvvisati, non autorizzati e
pericoloso per le voluminose fiamme e per l'abuso di bevande alcoliche, anche da parte di minorenni. Una rivisitata “Oktoberfest”…..forse per richiamare turismo tedesco/bavarese.
Necessario il confronto con altro Comune per la stessa festività.
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Nella cittadina vicina di Casalvecchio di Puglia, si ripetono i tradizionali Fuochi di San Giuseppe in occasione della celebrazione arberesh "Ziarret e Shën Xhësepit".
L'amministrazione comunale, dimostrando accurata partecipazione responsabile, con “Atto di indirizzo in Delibera Giunta n.18 del 6.3.2025” ha innanzitutto spostato ad altri dati il programma della festa civile, così da separarlo da quello religioso. Ottima scelta per tutti!!
A pag.4 della stessa Delib.Giunta n.18, viene precisato al punto 8 che: le domande per la realizzazione dei fuochi saranno autorizzate previa verifica del rispetto delle prescrizioni tecniche dettate dal Responsabile del III Settore Tecnico sentita la Polizia Locale, come da allegato 1” e di seguito al punto 9 si demanda: al Responsabile del III Settore Tecnico l'adozione degli atti consequenziali al fine della sicurezza. n.18 per le prescrizioni minime di sicurezza fuochi la Determina n.38 in esecuzione DG n.18 ; degli orari delle attività di diffusione musicale durante lo svolgimento dei “Fuochi di San Giuseppe”' ;
Ci troviamo di fronte ad una chiara dimostrazione di buon senso ed organizzazione mirata, ove non è richiesta una capacità straordinaria o altamente professionale da parte di tutta l'Amministrazione comunale Dirigenti compresi. Purtroppo i costi sono troppo impegnati con artisti vari, esposizioni ed espositori, libri da presentare e siamo spesso invitati in Biblioteca- Castello per una abbuffata di libri, chissà se riusciremo a leggerli tutti. Non si trova tempo per affrontare quei problemi ed argomenti per l'utilizzo razionale di spazi pubblici alternativi, ossia luoghi dove gestire, con meno contorsioni, l'esecuzione di manifestazioni e spettacoli pubblici. Come già attuato in tanti Comuni, questi indirizzi e prescrizioni tecniche, spettano all'Ente Locale e non alla Proloco. La Proloco resta pur sempre una ETS, e non presenta la capacità tecnico-professionale per poter gestire o stabilire modalità e forme di esecuzione al pubblico di manifestazioni che già in anticipo contengono un potenziale di rischio danni e pericolo per persone e cose.
A Bovino, manca un censimento delle risorse da recuperare e potenziare, poco si parla di qualche laghetto artificiale (PNIISSI) per sostenere l'agricoltura locale e per la pesca turistico-sportiva. Resta dimostrato lo scarso interesse per recuperare l'Aia pubblica-Impisi, quale spazio ameno e location per ospitare eventi all'aperto in salsa “turismo in verde pubblico” e/o tipo Pasquetta. Prevedibile la consueta reazione da parte dei Responsabili e/o Organizzatori a 360°: ehh… abbiamo sempre fatto così, vi aspetto tutti in Biblioteca.
Amen!




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