NOTIZIE DAI GIORNALI
Stato Quotidiano del 4 giugno 2010
Vincenzo Schiavone, l'uomo arrestato per l'omicidio volontario di Lamatrice (Stato)
Cerignola ORDINANZA di custodia cautelare in carcere
per Vincenzo Schiavone, classe 1977 di Bovino,
ritenuto responsabile del reato di omicidio volontario (omicidio
compiuto con dolo, art. 575 c.p.) ai dannio del guardiano Giovanni
Lamatrice, classe 1955, omicidio avvenuto in Ascoli
Satriano la sera del 22 luglio 2007.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della
Compagnia Carabinieri di Cerignola hanno dato infatti
esecuzione ad unordinanza di custodia cautelare in carcere
emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, Carlo Protano,
nei confronti di Schiavone, poiché ritenuto responsabile di
omicidio volontario di Lamatrice. Il G.I.P. di Foggia,
concordando in pieno con le risultanze investigative della
Procura della Repubblica (Dott. Ludovico Vaccaro Dott.
Domenico Minardi) ha ritenuto sussistere a carico di
Schiavone gravi indizi di colpevolezza in ordine
allomicidio del guardiano Lamatrice, avvenuto come detto ad
Ascoli Satriano la sera del 22 luglio 2007.
LOMICIDIO La sera del 22 luglio del 2007, verso le
ore 22.45, giungeva una telefonata al 112 della centrale
operativa dei carabinieri di Cerignola. Una telefonata nel corso
della quale linterlocutore qualificatosi in Vincenzo
Schiavone aveva asserito di aver subito
unaggressione a mano armata, pochi attimi prima , mentre si
trovava in servizio nella zona industriale di Ascoli Satriano, da
una persona che, giunta sul posto a bordo di un fuoristrada,
aveva tentato di sparargli. Per tale ragione Schiavone aveva
risposto allaggressione con la propria pistola uccidendo
luomo. Sul luogo del delitto, nella zona industriale di
Ascoli Satriano e precisamente nella sede della fabbrica
Markart, giungevano immediatamente i carabinieri
della locale stazione carabinieri e, successivamente, i militari
del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cerignola, nonché i
carabinieri del R.O.N.O. di Foggia per i rilevi del caso. Riverso
a terra sulla strada, vicino un fuoristrada Opel Frontera, con lo
sportello ancora aperto, veniva rinvenuto il corpo senza vita del
guardiano Giovanni Lamatrice, classe 1955 di Deliceto, con ancora
in mano una pistola con il colpo in canna, il cane armato ed
ancora il dito sul grilletto. Sul posto erano presenti Vincenzo
Schiavone, guardia giurata dellIstituto di vigilanza
Città di Bovino e Gaetano Cancellaro,
classe 1976, anchegli guardia giurata dellIstituto
di vigilanza S.B.. Cancellaro sarebbe poi
deceduto il 16 febbraio 2009 a seguito di sinistro stradale in
SantAgata di Puglia. Entrambi gli Istituti di vigilanza
facevano parte della medesima proprietà riconducibile a Bruno
Schiavone, padre di Vincenzo. Sul luogo del delitto erano,
inoltre, presenti altre due autovetture: la prima, una Fiat Punto
di proprietà dei citati Istituti di vigilanza e nella
disponibilità di Cancellaro Gaetano, a non più di
cinque metri da quella della persona deceduta e nel suo stesso
senso di marcia; mentre laltra autovettura, unOpel
Signum di proprietà di Schiavone era ferma a cinquanta
metri più avanti sul lato sinistro della strada. A terra
venivano repertati e sequestrati n. 12 bossoli esplosi cal. 9X21
e tre ogive.
SCHIAVONE ALLA VITTIMA: TAGGIA ACCID!
Schiavone sentito la stessa notte dal P.M. di turno dichiarava di
aver notato lautovettura della vittima superare quella del
collega Cancellaro e, subito dopo, a seguito di
unaffrettata manovra, aveva visto scendere Lamatrice con
una pistola che armava e puntava allindirizzo di Cancellaro.
A quel punto Schiavone, secondo quanto dichiarato dallo stesso,
scendeva dal veicolo e andava incontro ai due impugnando la
propria arma in dotazione. Giunto in prossimità
dellautovettura di Lamatrice, luomo si vedeva puntare
larma da parte di questultimo che esclamava taggia
accid!. Nelle sue dichiarazioni Schiavone affermava
che difendersi avrebbe subito esploso con la pistola in
dotazione numerosi colpi allindirizzo di Lamatrice.
LAMATRICE DESCRITTO COME UN VIOLENTO Nelle sue
dichiarazioni Schiavone descriveva la vittima come una persona
dal carattere violento, riferendo che in più occasioni aveva
subito da questi minacce di morte. Inoltre Lamatrice aveva
chiesto di lavorare per conto degli Istituti di vigilanza di
pertinenza degli Schiavone ed a seguito di un rifiuto del
padre Bruno, titolare dellattività, aveva iniziato
autonomamente a lavorare come guardiano. Nella stessa notte
veniva sentito Cancellaro, il quale forniva agli inquirenti
unanaloga ricostruzione dei fatti. Sulla base delle
dichiarazioni fornite da Schiavone e Cancellaro, e da una prima
ricostruzione dei fatti, stante lapparente emergenza di uno
stato di legittima difesa, i due non venivano tratti in arresto
ma indagati per eccesso colposo in legittima difesa.
TESI DI SCHIAVONE-CANCELLARO CONFIGURATA COME SPUDORATA
MESSA IN SCENA- Nonostante quello che era stato dichiarato
dai due uomini, le indagini ad opera della Procura proseguivano
con meticolosa cura e allesito delle risultanze tecnico-scientifiche,
le argomentazioni fornite da Schiavone-Cancellaro vennero
configurate come una spudorata messa in scena.
Dalle indagini emergeva che la vittima, pur se privo del titolo
di guardia particolare giurata, svolgeva attività di guardiania
in ditte rientranti nella sfera di operatività
dellistituto Città di Bovino di cui è titolare il padre
dellindagato ed in cui lavorano questultimo ed altri
suoi due fratelli.
LAMATRICE UNO SCOMODO CONCORRENTE NEL SETTORE Emergeva,
inoltre, che la vittima risultava di fatto uno scomodo
concorrente nello stesso settore dintervento per il citato
istituto di vigilanza. Si veniva infatti a conoscenza che in un
cantiere vigilato dal citato istituto, a seguito di un furto di
due escavatori, la ditta di Schiavone venne rimossa
dallincarico di vigilanza. Su richiesta dei responsabili
del cantiere Lamatrice avrebbe effettuato saltuariamente delle
ispezioni proprio sullo stesso cantiere. Per questi motivi
Schiavone era animato da una sorta di movente fatale
che lo avrebbe indotto ad accanirsi contro Lamatrice; movente
riconducibile alla volontà di garantirsi lesclusiva della
vigilanza nella città di Bovino e dunque eliminare un pericoloso
concorrente che non solo voleva diventare guardia giurata, ma
aprire anche un istituto di vigilanza per conto proprio. Lesito
degli accertamenti, inoltre, consentiva di escludere la
sussistenza di quellasserito contesto di necessità di
difesa non solo per la inverosomiglianza della dinamica
dellepisodio come da lui riferita, non solo perché proprio
lindagato (e non Lamatrice) aveva un valido movente per
uccidere la vittima, ma proprio e soprattutto perché tutte le
risultanze tecnico-scientifiche rivelate dai consulenti del P.M.
descrivono tuttaltra dinamica dei fatti.
LE CONSULENZE TECNICHE DEI PM Le consulenze tecniche
disposte dal P.M. nel corso delle indagini preliminari sono state:
- consulenza chimico-fisica per lesame e
la lettura degli stubs eseguiti sullindagato;
- consulenza balistica comparativa posta in
essere sui bossoli e le armi in sequestro;
- esame autoptico per lidentificazione
della causa di morte e lanalisi della c.d. balistica
terminale,
- ulteriore consulenza collegiale, balistica e
medico legale per la precisa ricostruzione della dinamica
dellevento delittuoso.
DINAMICA DI SCHIAVONE PALESEMENTE FALSA: I 12 COLPI
SPARATI INDUBBIAMENTE ECCESSIVI Dalle indagini
scientifiche emergevano i seguenti punti di rilievo che
censuravano quale palesemente falsa la dinamica
descritta dallindagato. Vengono esplosi 12 colpi
indubbiamente eccessivi rispetto allasserita
volontà di difendersi da un avversario che non ha affatto
sparato. E impossibile che la vittima sia stata attinta da
tutti i colpi a distanza per di più ravvicinata e sia crollata
al suolo riuscendo a conservare stretta in mano la pistola e
mantenere addirittura il dito sul grilletto.
QUANDO FU COLPITO LAMATRICE NON SI TROVAVA DI FRONTE A SCHIAVONE
Dalle consulenze tecniche è risultato che Lamatrice
quando era stato colpito non si trovava in posizione eretta e
frontale rispetto a Schiavone: dalle indagini non si è infatti
rilevato neanche un colpo che abbia colpito la vittima nella
parte anteriore del corpo. I colpi sono stati esplosi,
invece, con diversa angolazione sia verticale che
orizzontale ed hanno colpito la vittima allorché era ancora
allinterno dellabitacolo o nelle sue immediate
vicinanze.
LEMISSIONE DELLORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE
In sintesi, le indagini degli inquirenti hanno consentito di
censurare la messa in scena operata da Schiavone, che
non solo si sarebbe impegnato nellorganizzare con
Cancellaro la fittizia ricostruzione per giustificare uno stato
di legittima difesa, ma anche simulando le tracce del delitto,
mettendo in mano alla vittima una pistola che non aveva mai
posseduto e che evidentemente era stata procurata volontariamente.
Dopo le formalità di rito, larrestato è stato condotto
nel carcere di Foggia a disposizione dellAutorità
giudiziaria.