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FRANCESCO COLANGELO – VERTICALITY- PRIMO FILM EUROPEO FORMATO VERTICALE

FRANCESCO COLANGELO – VERTICALITY- PRIMO FILM EUROPEO FORMATO VERTICALE

  Ci è giunta  notizia di una  imminente collaborazione artistica del regista b ...

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 Venerdì 10 maggio, alle ore 18.30, al Circolo "Rossomandi", sarà presentato il libro "Ma brillavano le stelle" di Raffaele Ieffa, direttore per alcuni anni presso la Direzione didattica di Bovino. L'autore rievoca momenti e suggestioni di una piccola comunità a cavallo degli anni Cinquanta del secolo scorso. 

 

...… tanto per restare in tema di colori, è la consigliera Russo Stefania che ci aggiorna sull’ andamento del Consiglio Comunale riunitosi il 30 u.s. con all’ordine del giorno il rendiconto di bilancio 2018 del nostro Comune  che presenta una situazione allarmante, per niente chiara e men che trasparente!!

A quasi un anno dalla nuova amministrazione non bastavano le preoccupazioni generate dai rilievi della Corte dei Conti in merito ai bilanci del 2014 e 2015 ,  è notevolmente peggiorata la  situazione economica del paese e si assiste a un continuo aumento delle imposte comunali , una continua chiusura di esercizi commerciali ed attività, svendita delle case per causa di tasse ed imposte insostenibili, allontanamento dei giovani a cercar lavoro altrove, azzeramento di talune entrate che erano fino a qualche anno fa sostegno alle casse comunali (permessi per costruire, oneri di urbanizzazione etc.).

Intanto, leggiamoci  e meditiamo su ciò che ci dice la consigliera di opposizione  Stefania Russo della lista di Alternativa per Bovino su come si è svolto il Consiglio Comunale: 

     Lo so, lo so…è il 1° maggio, non avete voglia di leggere un noioso rendiconto del Consiglio comunale di ieri, ma piove, quindi potete dedicarmi due minuti dato che ieri è stato approvato il Rendiconto 2018 che per noi di Alternativa per Bovino non era approvabile per diversi motivi. Prima di tutto perché alcuni documenti sono stati messi a disposizione dei consiglieri solo il 15/4/2019, quindi non “almeno 20 giorni prima dell’inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il Rendiconto, come stabiliscono sia il TUEL all’Art.227, comma 2, sia il Regolamento di contabilità all’Art.69, comma 4. Sembrerebbe un cavillo, ma non lo è: la delibera è impugnabile e a rischio di essere annullata poiché quanto affermato a pag. 4 (Verificato che copia del rendiconto e dei documenti allegati sono stati messi a disposizione dei consiglieri comunali nel rispetto dei tempi e delle modalità previste dal regolamento comunale) è falso.
Ma la delibera non era approvabile anche per un altro motivo: si afferma il falso quando a pag. 3 si dice “gli agenti contabili interni a materia e a danaro hanno reso il conto della propria gestione”; il Revisore nella Relazione afferma esattamente il contrario, e cioè che non sono state presentate le rese del conto degli agenti contabili e afferma che in caso di inadempimento l’ente dovrà provvedere alla segnalazione alla Corte dei conti. Noi ricordiamo che il Revisore aveva già fatto presente questa anomalia nel Verbale del 13/11/2018, ma nonostante siano passati più di cinque mesi, nulla è stato fatto in merito.
Ma non è tutto: l’Ente non ha rispettato il divieto di assunzione previsto dal D.L. 24 giugno 2016, n.113, art.9 comma quinquies, divieto derivato dal mancato rispetto del Patto di stabilità; il Revisore chiede di “quantificare l’onere inerente l’utilizzo, fuori dall’orario di lavoro dell’Ente di appartenenza , dell’attività lavorativa dei dipendenti a tempo determinato di altra amministrazione locale in accordo con il Comune di Deliceto fino alla data del 4/10/2018” e di attivare “le procedure a tutela dell’ente”. Ci chiediamo: si prefigura un danno erariale? E chi ne è responsabile? 
Ma i rilievi continuano: l’Ente, dice il Revisore “erroneamente”, (ma noi a questo punto ci chiediamo se tutte queste anomalie sono attribuibili a meri “errori”), non ha trasmesso alla Procura le delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio del 2018 (art.23 L.289/2002, c.5), ben 223.901,74 Euro. 
Perché non si è provveduto, nei giorni trascorsi dalla data della trasmissione della Relazione del Revisore, a mettere in atto provvedimenti e misure per tutelare l’Ente rispetto alle situazioni messe in rilievo dal Revisore?
Il Revisore afferma, inoltre, che la relazione della giunta è “scarna”. Noi aggiungiamo che nella versione a noi inviata è illeggibile in quanto scansionata in modo da tagliare i margini destro e sinistro.
Ma passiamo a rilievi di carattere politico: riguardo alle entrate, rispetto al 2017 aumentano, seppur solo di 6000 Euro circa, quelle derivanti dalla TASI, mentre diminuiscono quelle di IMU (-37.083,60) e TARI (-10.935,00), mentre risultano non riscosse le Sanzioni per violazione codice della strada e i Contributi per permessi di costruire. Ma anche i fitti attivi e i canoni patrimoniali vengono incassati in misura minore rispetto agli accertamenti, soprattutto i Fitti di fondi rustici e quelli degli alloggi di edilizia popolare.
Ci viene da fare una battuta: che bisogno c’era di pagare un vigile per fare le multe, violando anche il divieto di assunzione, se poi non sono state neanche riscosse? Certamente l’utilità di questa operazione, se così si può dire, sta nel fatto che queste somme vengono poi considerate “residui attivi”, con la conseguenza di falsare i risultati. Ricordiamo che nella deliberazione 144/2018 la Corte dei conti, in relazione al controllo sui rendiconti degli esercizi 2014 e 2015 del Comune di Bovino, tra le altre violazioni, rilevava proprio la mancata riscossione dei residui attivi, e anche il Revisore sollecita l’attivazione di procedure per il recupero crediti del Comune. 
Se le entrate diminuiscono, l’indebitamento invece aumenta: da €1.069.442,01 nel 2017 a €4.860.879,15 nel 2018, con la misteriosa voce “rettifica per allineamento” che fa quasi quintuplicare il debito rispetto all’anno precedente. Ci sembra un andamento davvero preoccupante, in un Comune come il nostro dove la popolazione è in continua diminuzione.
E comunque, buon Primo maggio!

Carmine Santoro porge l' invito a tutti per uscire di casa, magari senza cellulare, per guardarci in faccia ed intorno per osservare la natura bellissima dei nostri luoghi:

 

   Camminando lungo Viale I Maggio stamattina noto da lontano le inconfondibili silhouettes di piantine, alla mia vista assai familiari… incuriosito entro dall’ingresso pedonale e mi dirigo verso di loro per verificare quanto avvistato da lontano e, con mia grande meraviglia, constato la presenza di varie colonie di orchidee!!

Le orchidee individuate nelle varie aiuole del tribunale sono appartenenti a due specie diverse:

             

la prima è la Ofride della passione (di Cristo) Ophrys passionis subsp. garganica E. Nelson ex H. Baumann & R. Lorenz 2005. dal lat. "della Passione", riferita al periodo pasquale, di solito quello “centrale” della fioritura. Essa è detta anche Oprys garganica poichè la descrisse nel 1962 E. Nelson sul Gargano come  O. sphecodes subsp. garganica). Per inciso, è stessa specie individuata e confermata da Matteo Caldarella nei pressi della rotonda dell’aereo di Via Telesforo e/o P.zza della Legalità, cambia il nome ma non la “sostanza”.

                                           

La seconda specie è la Ophrys incubacea Bianca 1842 o Ofride scura, a quanto parrebbe, una nuova specie da aggiungere all’erbario “virtuale” delle Orchidaceae presenti in urbe. 

A dirla tutta, sono molte le specie di orchidee che riescono a vivere in ambienti antropici o fortemente antropizzati come giardini pubblici, rotatorie “verdi”, bordi stradali, siti archeologici, lungo la ferrovia ecc. soprattutto di alcuni generi come Ophrys e Serapias (vedasi la Serapias vomeracea individuata dal Prof. Marco di Giovanni, fiorita nel giardino della scuola Einaudi - Grieco), questo si spiega accennando alla specifica biologia di queste piante dette Eliofile: parola composta dal nome greco Ἥλιος (Hélios), sole, e da φιλεῖν (filèin), amare e quindi “amante del sole”; piante, alberi o arbusti, che si avvantaggiano di un'esposizione diretta alla luce solare e necessitano perciò di un'illuminazione intensa, soffrendo, al contrario, l'ombreggiamento. Pertanto, paradossalmente accade che in questi ambienti vi è poca competizione da parte di erba alta (spesso falciata) o poco ombreggiamento per mancanza di alberi (e Foggia a quanto pare, ne ha sempre di meno!) a tutto vantaggio di queste specie tanto affascinanti quanto belle. Non mi meraviglierei di trovare altre specie che fioriscono nei mesi seguenti ed in altri loghi come l’aeroporto Gino Lisa o la Villa Comunale, la primavera è ancora lunga.

 

BOVINO non è da meno, anzi… le specie fin ora rinvenute all’interno della cinta urbana sono varie: si va dalle due specie già menzionate (le prime a fiorire), all’ Ophrys apifera detta orchidea delle api, alla Orchis purpurea o orchidea porpora alla Serapias vomeracea la quale ha una parte del fiore simile al vomere usato in agricoltura. Vi è anche la Cephalanthera damasonium, la quale, a differenza delle precedenti vuole un ombreggiamento maggiore sotto un albero di quercia o pino ed è proprio la presenza di essi in paese che ha consentito la nascita di queste piantine alla stregua di una margherita selvatica o una cicoriella di campo!

Questo è dovuto essenzialmente a due fattori: al vento che tira costantemente a Bovino e che quindi trasporta i minuscoli semi anche per centinaia di metri (soprattutto da M. Castro) e per la buona biodiversità di cui gode ancora il nostro paese. Infatti non è raro trovare varie specie di orchidee anche negli uliveti abbandonati o gestiti senza l’uso di erbicidi, la terra adibita ad Oliveto è bene ricordare che una volta un bosco, un arbusteto e quindi ha conservato in essa una varietà di semi (banca semi naturale) che, in condizioni favorevoli, germinano dando vita a straordinarie fioriture! In oliveti pietrosi ed abbandonai si è accertata anche la presenza della rara Ophrys apulica, un endemismo tutto pugliese!

La differenza fra una “cicoriella” ed un orchidea è però sostanziale, l’orchidea prima di fiorire cresce assai lentamente e deve necessariamente instaurare una simbiosi con un fungo per svilupparsi e per fiorire impiega 7/8 anni, la cicoria o la margherita no.. ecco perché le Orchidee sono specie rare e protette, la cicoria selvatica no, anzi è una specie considerata dagli agricoltori al pari di una infestante in alcune colture!

 

L’invito ai lettori è quello di uscire di casa, di essere curiosi (caso mai di percorrere la scorciatoia che dal Buco di San Marco arriva agevolmente a Valleverde usando le vecchie mulattiere che passano per i campi e gli uliveti, in primavera è davvero bello!) e di FOTOGRAFARE i fiori e le orchidee e MAI di raccoglierli, una foto dura tutta la vita; il fiore, a casa al massimo 1 settimana poi muore.. senza riprodursi.

Se poi, strada facendo, si raccoglie un po di plastica o altro materiale estraneo… si fa una cosa buona per l’ambiente e per le generazioni future de nostro paese!

 

 

Bibliografia:

Orchidee d’Italia II Ed. - G.I.R.O.S. - Il Castello Ed. 2016

Ophrys d’Italia - R. Romolini, R. Souche - Editions sococor 2012

Orchidee spontanee di Bovino - G. Santoro - CRSEC FG 33 Grafiche Grilli 2006

 

Dott. Giuseppe Santoro

www.orchideedibovino.it .  Fb: Daunia Trek & MTB

Bovino: è morta Lucia Marseglia, la donna più anziana

 
 
FoggiaToday      04 marzo 2019 13:57
Bovino: è morta Lucia Marseglia, la donna più anziana

Bovino piange la supernonna Lucia Marseglia, tra le donne più longeve d'Italia e la persona più anziana della cittadina dei Monti Dauni. Si è spenta sabato mattina a 107 anni, ne avrebbe compiuti 108 il prossimo 29 aprile: "Era una grande donna, davvero, piena di fede che dispensava amore senza escludere nessuno" il ricordo di uno dei suoi pronipoti

 

Lucia, vedova di Rocco Mastolonardo, ha messo la mondo sette figli, di cui uno scomparso in tenera età e altri due in età adulta. Sedici nipoti e 11 pronipoti, di cui il più grande ha quasi 30 anni, nella vita si è occupata principalmente della crescita dei figli e della famiglia, di uncinetto e cucito, e tanta tanta fede.

In galleria per 27  chilometri . 

Il pregetto è  pronto e sarà sottoposto a breve il tracciato predisposto dalla Italferr, società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per completare la Bari Napoli mettendo in sicurezza i collegamenti tra Puglia e Campania. La realizzazione della tratta Hirpinia -Orsara sarà in appalto entro l'anno e consentirà di completare l'intera linea tra Bari e Napoli

L’Alta capacità ferroviaria Napoli-Bari tra la provincia di Avellino e la Puglia farà scuola. Il progetto della tratta Hirpinia – Orsara, che dalla stazione di Grottaminarda e Ariano Irpino prosegue verso Bari attraverso le aree fragili del Cervaro a valle di Montaguto, si preannuncia fortemente innovativo. Sarà sottoposto a breve  al vaglio delle autorità locali competenti, come è stato annunciato da Rfi a Benevento la scorsa settimana, nel corso della presentazione del progetto del lotto funzionale Vitulano – San Lorenzo della linea Napoli – Bari, illustrato da Roberto Pagone, Responsabile Area Sud Direzione Investimenti Rfi.

Nell’occasione sono state preannunciate anche le convocazioni per le Conferenze di Servizio relative alle due tratte non ancora assegnate in appalto, la Hirpinia – Orsara e la Orsara – Bovino. Previsione confermata di pubblicazione dei bandi entro quest’anno, con il completamento dell’intera linea di Alta Capacità  Napoli – Bari. il progetto della Hirpinia – Orsara è destinato a rappresentare in futuro un modello, sia per le tecniche di progettazione digitale, che per le soluzioni previste, che consentiranno di mettere definitivamente in sicurezza i collegamenti tra la Puglia e Napoli, oggi sottoposti ai rischi potenziali della cosiddetta frana di Montaguto.

HIRPINIA – ORSARA, PASSANTE ANTI FRANA. Proposto dalla Italferr, società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, il progetto Hirpinia -Orsara è stato selezionato tra i finalisti nella categoria Innovazioni nella digitalizzazione di ferrovie e trasporti agli YII Awards 2018, premio assegnato da Bentley Systems, leader mondiale nel settore delle soluzioni software complete per la promozione delle infrastrutture. Il colosso americano ha selezionato l’Hirpinia -Apice tra quelli realizzati in Italia nel 2018 con la tecnologia Bim, scegliendolo su oltre 420 candidature inviate da più di 340 organizzazioni. Italferr ha concorso con il progetto infrastrutturale “Itinerario Napoli-Bari – Raddoppio Tratta Apice-Orsara, I Lotto Funzionale Hirpinia-Orsara”. Il progetto elabora un tracciato lungo circa 28 chilometri, di cui 27 in galleria, per un investimento di 1,5 miliardi di euro.

Il progetto della Hirpinia-Orsara. Questo segmento rappresenta la chiave dell’intero collegamento Roma-Napoli-Bari, pensato e realizzato per connettere sul piano commerciale, industriale e logistico il Mezzogiorno d’Italia all’Europa.

Potenzia l’asse di collegamento fra il Tirreno e l’Adriatico costituendo quando sarà terminato uno dei sistemi metropolitani più grandi d’Europa, costituito da Roma, Napoli e Bari. Non a caso,  nell’ambito del nuovo assetto dei Corridoi transeuropei (TEN-T) definito dalla Commissione Europea il 19 Ottobre 2011, è indicato come prioritario per il Continente lo sviluppo dell’Itinerario Napoli-Bari, che nello specifico rientra all’interno del Corridoio 5 Helsinki-Valletta.

Quasi interamente in galleria, il tracciato corre su binari separati prevalentemente, da Orsara alla stazione Hirpinia, dove arriva collegandosi direttamente a un viadotto sul torrente Cervaro, lungo 320 metri. Il progetto comprende l’elettrificazione dei binari della nuova tratta in variante di tracciato rispetto all’attuale linea ferroviaria. Dato che la zona è soggetta a frane, la soluzione finale individuata ha previsto di evitare l’area interessata dai movimenti idrogeologici, rispondendo alla doppia esigenza della sicurezza e della velocità.

Soluzioni, tracciato e modalità di realizzazione permettono all’opera di sottrarsi ai rischi che invece corrono la viabilità e la ferrovia esistente, come da mesi l’Amministrazione comunale di Montaguto rilancia.

ENTRO QUEST’ANNO TUTTI I CANTIERI DELLA NAPOLI BARI SARANNO ATTIVI O APPALTATI. La Napoli Bari è in fase di realizzazione. Pronti i primi lotti, come la Cervaro-Bovino, tratta già realizzata, in Campania i cantieri sono in corso sulla Napoli – Cancello e sulla Cancello – Frasso. Appaltato il primo lotto della Frasso – Vitulano e la Apice-Hirpinia. Entro fine anno l’intera Napoli-Bari andrà in gara. In Valle Ufita c’è attesa per l’allestimento del cantiere, previsto a settembre.

NAPOLI-BARI AC/AV, 2019 ANNO DI SVOLTA IN IRPINIA. “Entro il 2019 tutta la Napoli Bari andrà in gara”, avevano spiegato i dirigenti Rfi nella conferenza stampa di Foggia nel dicembre scorso.  Aperte recentemente le buste per la Apice-Irpinia (con un lotto da 1 miliardo) l’appalto per la Hipinia Orsara completerà la tratta Apice-Irpinia-Orsara

Nel rileggere “La questione meridionale” di G.Aliberti- Minerva Italica 1975, alla pag.41 del cap.III “..le migrazioni rurali” ho trovato interessante l’indagine condotta nel 1795 da G.M.Galanti, sul flusso di tanti umili operai tuttofare che si spostavano, per cercare lavoro in ogni direzione e di subire per necessità, condizioni disagiate senza garanzia salariale ed in assenza di tutela sanitaria e sindacale. Nel riportare questi dati, il Galanti scrive: “La maggior parte de’ lavoratori delle campagne viene assoldata da’così detti <caporali > che prendono in appalto...i lavori delle strade, delle tenute…..che fanno eseguire. Vi sono i <caporaletti > che presidiano a’ lavoratori divisi in drappelli.  Sono, i primi, veri incettatori di uomini per un certo tempo.  A pag.158, nel descrivere il genere di vita e di lavoro in Puglia, dei braccianti d’ambo i sessi impiegati nelle masserie, vengono indicati i <caporali > “che servono d’intermediari fra essi e i proprietari..”

Chiaramente la mia attenzione è stata attirata dal particolare fornito dal Galanti, su  come il “caporalato” fosse già presente ed accettato nella vita sociale del 1790-’95.   Di conseguenza parte spontanea la riflessione come ancor oggi, risulta attuale il problema-fenomeno del lavoro sommerso, fuori da ogni norma e tutela.  

I miei pensieri tornano ai giorni fra il 4 e 6 agosto 2018 (!) quando la cronaca era tristemente impegnata, per due incidenti stradali molto simili, avvenuti nella provincia di Foggia con sedici morti, tutti braccianti stranieri. Con il particolare che risultavano tutti assoggettati dal “caporale” di turno.

Vittime due volte in quanto sfruttati per una misera paga, da una delle tante organizzazioni di caporalato, e poi comunque penalizzati a sopravvivere in condizioni disumane dopo una giornata di lavoro, se e quando non sopraggiunge anche la disgrazia!

Non per introdurre dibattiti e paragoni o considerazioni e opinioni in merito ….. ce ne sono fin troppo, e ne ascolteremo tanti altri ancora! Resta solo una curiosa amara constatazione, per la serie: “non è cambiato nulla”!?

Sempre scorrendo le pagine (109-111) del citato libro, mi sono imbattuto in alcuni termini ed espressioni, riportate dal De Cesare in una sua indagine redatta nel 1859, sulle condizioni economiche della classe agricola in Puglia. Svariate parole che richiamano il nostro dialetto, che non usiamo più spesso come prima, ma che hanno una lontana origine ed un preciso significato. 

Non sono una novità…ma credo faccia piacere “ripassare” certi modi di dire, già in uso nel 1850. Parlando della gestione dei terreni e delle coltivazioni, una forma di affitto era l’estaglio,…. come prezzo in ducati da pagare, perl’utilizzo di una versura di terreno.

Una vasta estensione di terreno agricolo, “…si addimanda masseria..” ciascuna masseria si divide in porzioni “che si dicono pezze” (quasi 2.600 mq.) mentre circa una quinta parte della masseria “… non mai si coltiva, ed è destinata col nome di mezzana pel pascolo degli animali..” nella gestione della masseria, il curatolo scelto dal proprietario, “sopraintende a tutte le faccende agrarie” quasi come il massaro. Ad umili operai stagionali, venivano affidati, alcuni lavori faticosi come quello di “…sminuzzare le grosse zolle volgarmente dette tempe”.

Infine, ben si comprende come nel periodo socio-economico del 1860, l’agricoltura nel Meridione pur essendo il principale riferimento per braccianti ed operai, manteneva gli stessi fra miseria e povertà. Il De Cesare conclude, parte della sua indagine nel 1859, con il trascrivere alcuni motti e proverbi in uso nelle campagne Pugliesi, fra cui “..volendo significare che l’agricoltura non frutta niente sogliono dire: chi negozia campa e chi coltiva muore”.

                                                                                     Carmine Santoro

 

Due appuntamenti da non perdere per il mese di settembre: Il 29 alle ore 18.30 presso il Museo civico l'incontro con Marcello Introna, autore dei libri "Percoco" e "Castigo di Dio" ; il 30 settembre alle ore 16 presso il Circolo Rossomandi  Chiara Chiappinelli presenterà per i più piccoli "Le incredibili storie di Bianca Pitzorno" con lettura animata e laboratorio creativo.
 Presidio del libro di Bovino, Circolo Rossomandi, Archeocub di Bovino.

 

 

Ci è giunta  notizia di una  imminente collaborazione artistica del regista bovinese Francesco Colangelo  con uno dei più grandi Registi cinematografici viventi: Peter Greenaway.

Francesco ha  creato insieme al genio gallese del Cinema il PRIMO FILM EUROPEO IN FORMATO VERTICALE (quello dei cellulari, per intenderci).

PETER GREENAWAY sarà il supervisore artistico di questo film ad episodi di cui curerà la regia di uno. Un altro degli episodi sarà scritto e diretto da Francesco Colangelo.

Il titolo del film sarà "VERTICALITY" e si propone di cambiare per sempre la visione e la "grammatica" del cinema mondiale.

Il film sarà prodotto dal coraggioso Claudio Bucci della STEMO PRODUCTION di Roma.

Qui di seguito una foto della conferenza stampa tenuta da Claudio Bucci, Peter Greenaway e Francesco Colangelo, in cui viene presentato il progetto cinematografico alla platea del Verticale Movie Festival, primo festival al mondo di cinema in verticale, tenuto in questi giorni a Piazza del Popolo a Roma,  di cui Francesco è stato coordinatore Video. L’altra  è la foto di un articolo che sintetizza le  attività degli artisti.

 

 

Da FoggiaToday 

14 settembre 2018 12:07

Bomba ecologica a Troia: 30 milioni per la discarica Giardinetto

La "bomba" ecologica di Giardinetto scomparirà: presto 30 milioni di euro per rimuovere i rifiuti dal sito

L'annuncio del sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri: "Una soluzione permanente e definitiva all’annosa questione Giardinetto, che vedrà la rimozione dei rifiuti dal sito, non lo stoccaggio o la copertura in sicurezza"

“Una giornata storica, quella dello scorso 12 settembre, per tutta la cittadinanza troiana oltre che per le popolazioni dei paesi limitrofi”. Queste le parole con cui il primo cittadino di Troia, Leonardo Cavalieri, ha accompagnato la presentazione presso Regione Puglia della richiesta di finanziamento relativa alla progettazione ed esecuzione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza del sito I.A.O. srl sito in contrada Giardinetto.

Nel corso della conferenza di servizi tenutasi nella giornata dello scorso 12 settembre, a Bari, è stato accolto, con parere positivo sia da parte della Regione Puglia che da parte di Aepa il piano di caratterizzazione redatto negli scorsi mesi dall’ATP di professionisti rappresentata dall’ing. Intini. “È stata una giornata storica per tutti noi, perché all’approvazione del piano di caratterizzazione presentato negli scorsi mesi, ha fatto seguito l’impegno dell’amministrazione che rappresento per la richiesta di finanziamento per la messa in sicurezza di emergenza di Giardinetto, a valere sulle risorse del POR Puglia FESR 2014-2020 dell’Asse VI “Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali” – Azione 6.2 – interventi per la bonifica delle aree inquinate. In questo modo, entro tempi brevi, riusciremo a rimuovere dal sito tutti i rifiuti fonte primaria di inquinamento.”

Una soluzione permanente e definitiva all’annosa questione Giardinetto, che vedrà la rimozione dei rifiuti dal sito, non lo stoccaggio o la copertura in sicurezza, grazie ad una linea di finanziamento di quasi 30 milioni di euro. “La soluzione totale, cui farà seguito un secondo passo con la richiesta di un finanziamento mirato alla rimozione anche dei rifiuti interrati e quindi l’esecuzione del piano di caratterizzazione redatto negli scorsi mesi. Credo sia la migliore dimostrazione, qualora ancora servisse, che dal giorno della mia amministrazione ad oggi, il problema Giardinetto non è stato mai dimenticato o sottovalutato. Desidero ringraziare l’assessore Antonella Capozzo ed il consigliere Angelo Moffa che tanto e a lungo hanno lavorato per questo, gli ingegneri Mario Di Pierro e  Matteo Palumbo, del nostro ufficio tecnico comunale, e i nostri interlocutori in Regione Puglia, da sempre disponibili e attenti alle nostre istanze.”

Alla luce dell’ultima conferenza di servizi, l’ufficio tecnico comunale ha già eseguito la stima definitiva per l’esecuzione del piano di caratterizzazione, tanto da poter presentare richiesta di finanziamento per il successivo piano di esecuzione della caratterizzazione, mirata ad indagare eventuale inquinamento delle matrici ambientali.

Approfondimenti:  Filmato su LA7

SI RITORNA A PARLARE DI DISASTRO AMBIENTALE A GIARDINETTO

20 aprile 2017   Giulio Golia de 'Le Iene' a Giardinetto, una bomba ecologica che dura troppo tempo

14 marzo 2013 "Bomba ecologica" in zona Giardinetto, gli inviati di Striscia La Notizia a Foggia

 

 

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