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UN BEL PAESE BOVINO....sì ma difendiamo Via Castello

Written by  admin Published in Cosa succede in Comune.... Sunday, 24 November 2019 10:42

A circa due anni  dalla pubblicazione di questa pagina (..ad oggi Read 6640 times)BOVINO - VIA CASTELLO SI RIFA' IL LOOK (alla Kemmenefrego!), l’Amministrazione comunale di Bovino, senza scampanellii, trocchiolate e triccheballaccate mediatiche  si accinge a rivoluzionare il piano di circolazione stradale vigente che comporterà notevoli disagi a tantissimi cittadini  che  in queste poche settimane passate han fatto variare segnali di parcheggio inopportuni  già realizzati, rimuovere segnali verticali e chissà quante altre variazioni saranno apportate prima che vengano pubblicate le ordinanze di entrata in vigore del nuovo piano di circolazione e sosta nelle strade cittadine.

Intanto, molti segnali che sono stati installati e ricoperti con buste nere di plastica leggera, causa vento ed intemperie sono scoperti e  pur non essendo efficaci senza la pubblicazione dell’ ordinanza, creano confusione, per cui bisogna intervenire in qualche modo per non essere ridicoli agli occhi di chi si reca in questo paese ad ammirare le bellezze del borgo.

                       

Per ora i Cittadini che vedono a rischio le proprie attività commerciali con questa futura segnaletica, espongono il loro problema  in maniera personale e privata agli amministratori più abbordabili e si corre ai ripari, ricoprendo con pittura nera le delimitazioni appena create.

       Ci pervengono segnalazioni che rivelano questioni importanti per l’ intera collettività bovinese.

Una di queste,  arrivata poche ore fa,   riteniamo doveroso sottoporre all’attenzione di chi ci legge perché contiene elementi di profonda riflessione e proposte attuabili per il nostro “bel paese”,   dice:

 

BOVINO È UN BEL PAESE ?

Si! Ma difendiamo Via Castello 

di Michele Dota

 

Noi bovinesi diciamo con orgoglio che Bovino è un bel paese.

Ma abbiamo qualche difficoltà a immaginare quanto sarebbe più bello, ma tanto più bello (!)               se l'avessimo conservato e curato, negli ultimi 60 anni, secondo i modelli di arredo urbano tradizionali consegnatici dai nostri padri e dai nostri nonni.

Bovino sarebbe certamente un paese più bello se, amandolo di più, ne avessimo cura e rispetto, se da oggi provvedessimo, un po’ alla volta, ma ogni giorno, con pochi soldi, quasi sempre in economia, senza megaprogetti e appalti onerosi, a fare queste piccole cose…

 

Sono sicuro che tanti hanno riconosciuto nel testo in epigrafe la penna autorevole dell’ Avv. Gabriele Consiglio.  Lui ha sempre visceralmente amato ogni pietra del suo borgo natio; lo testimoniano le sue poesie, i suoi libri, la sua storia.

La sua è stata una esortazione continua, ripetuta, tenace; quasi una preghiera troppe volte inascoltata, ad amare consapevolmente e responsabilmente il proprio paese.   Ad amarlo così come si ama e si rispetta la propria innamorata, la propria sposa, la madre dei propri figli.

Sono però altrettanto sicuro che leggendo tale testo solo pochi degli attuali Amministratori riconoscerebbero la paternità dell’Autore, e non solo per questioni anagrafiche.

Tale sicurezza mi deriva dall’osservare lo stato di generale degrado ed abbandono del centro storico  e dei suoi vicoli un po’ più interni, che è sotto gli occhi di tutti e non può essere più taciuto.

Ma l’offesa che si sta perpetrando in Via Castello, con l’apposizione di nuovi e obbrobriosi cartelli stradali ancora oscurati, è oscena ed oltraggiosa.

Una violenza gratuita ed ingiustificata; un vero stupro nei confronti del muro merlato del giardino pensile e di tutta Via Castello.  Testimonianza eclatante e tangibile dell’insipienza di chi ci amministra. Della più totale mancanza di rispetto e di sensibilità storica ed estetica.

La prova provata del totale disamore per le proprie vestigia, o, al più, di un “amore malato”, che ci restituisce la cifra culturale di chi ci rappresenta.

Non trovo attenuanti!  A nulla vale la presunta necessità di una migliore disciplina del traffico e del rispetto del codice della strada, che impone l’apposizione di una cartellonistica puntuale e a “norma di legge”.  Mancherebbe solo il cartello con il limite di velocità!

Credo che uno strappo alla “norma”, o il minimo necessario per essere in regola, piuttosto che il ricorso a segnaletica orizzontale,  avrebbero  potuto diminuire di molto l’invasività e la bruttura dei cartelli apposti.

Una cartellonistica che, per densità e ubicazione, più che essere  monito all’osservanza del codice della strada, è un indicatore della nostra inciviltà.  Non mi riferisco solo all’irriverente schiaffo ai monumenti, che tradisce il nostro gusto e quello di chi compie certe scelte; ma al messaggio veicolato e che i turisti possono facilmente cogliere: “A Bovino, -il borgo più bello di Puglia- sono così indisciplinati da aver bisogno di un cartello stradale ogni 20 metri…”.

Ritengo che gli automobilisti, che poi siamo noi bovinesi, possano essere più facilmente ri-educati al rispetto delle regole e della buona educazione stradale, dalla benevola gentilezza e dall’invito perseverante dei Vigili, che non da 10, 20, 100 cartelli stradali.

Eppoi, è lo stesso contesto ambientale, paesaggistico e culturale che ci “obbliga” a comportamenti “rispettosi”; così come non getteremmo mai una carta in terra, in una viuzza linda e pulita di un qualsiasi paesino della Toscana o del Trentino.

 

Ciò detto, ripropongo testualmente quanto, anni addietro, ci esortava a fare di Via Castello l’Avv. Consiglio.

 

…]  15) VIA CASTELLO:

Insieme a via Sotto Le Mura, Via Castello è la strada più panoramica e bella di  Bovino. Ma in più via Castello, nel primo tratto che è costeggiano dal giardino ducale col suo muro di recinzione perfettamente merlato, può vantare un eccezionale tocco di eleganza e di raffinata testimonianza architettonica. Perciò la via Castello merita di essere adeguatamente ridefinita:

a) eliminando l'unico albero esistente sulla destra e all'inizio della strada perché costituisce un elemento di disturbo della linea di fuga del muro merlato, che deve invece rimanere perfettamente pura e libera da ogni elemento contaminante (alberi, panchine, lampioncini ecc ……...);

b) creando un piccolo ingresso ai giardini ducali, largo non più di un metro, con cancelletto in ferro, sempre sulla destra di via Castello, all'inizio del muro merlato: tutto ciò quando si saranno create le premesse per l'uso pubblico dei Giardini;

c) cercando di sfoltire possibilmente l'imponente ippocastano che sta sulla sinistra e all'inizio dell'arteria;

d) impiantando, lungo il lato sinistro della strada, 5-6 lampioncini di stile antico e a una sola luce-lanterna come quelli di piazza Cattedrale, curando di sistemarli agli incroci di via Mazzini, via Nino Bixio, via Cavour e Corso Umberto;

e) sempre e soltanto lungo il lato sinistro della strada, apponendo due -tre panchine in pietra all'altezza dei civici 16-18-20;

f) biancheggiando le case di cui ai civici 2 e 3 sulla sinistra e ai civici 38-40-42 e 44 sulla destra:

g) rifacendo al meglio, in pietra di fiume, la pavimentazione del triangolo di convergenza tra via Castello e Corso Umberto;

h) rifacendo al meglio, in pietra di fiume la bavetta antistante l’ingresso al viale esterno del Castello;

i) eliminando gli alberi di alto fusto che si trovano lungo la scarpata sottostante il tratto della Rotonda che gira verso S. Procopio e che impediscono di vedere le case della Portella, le quali rappresentano uno spettacolo eccezionale, un presepe affascinante di giorno e più ancora di notte (basta sostituire quegli alberi con piante basse o a cespuglio);

l) illuminando con un faretto la targa in pietra dedicata a Torquato Tasso;

m) migliorando l'illuminazione del muro esterno del Castello che costeggia la parte alta e terminale della strada;

n) provvedendo a risarcire o a far risarcire il detto muro anche per evitare pericoli per la pubblica incolumità;

o) suggerendo, in contrasto con la illuminazione in giallo della facciata settecentesca del Castello, di illuminare la torre normanna con una luce bleu metallica come quella delle torri del Maschio Angioino a Napoli.

C) La terza opportunità riguarda, in maniera più severa e vincolante, un problema che va visto attentamente e risolto adeguatamente in rapporto ai tempi nuovi e alle esigenze nuove della nostra comunità. Il problema è quello di aprire al pubblico e rendere fruibile e vivibile il complesso dei due giardini pensili del castello ducale. Si tratta di spazi verdi, recentemente riordinati con gusto e passione, che sarebbe davvero biasimevole continuare a vedere inutilizzati e abbandonati. Statue, piante, alberi di pregio, fontane, spazi di intrattenimento, muri merlati, costoni rocciosi e tanti altri pregi di questi giardini rappresentano il fiore all'occhiello di tutta Bovino. Basterebbe, come già si è detto nel paragrafo dedicato a Via Castello, aprire, su questa strada, sulla destra e all'inizio del muro merlato, un secondo ingresso ai giardini con un piccolo cancelletto in ferro non più largo di un metro.

Ma occorre che l'Amministrazione Comunale persegua fino in fondo la conquista di questo obiettivo, raggiungendo le opportune intese con il proprietario e il gestore dei giardini. 

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Come ovvio molte cose sono cambiate da quando l’Avv. Gabriele Consiglio, nel lontano 2006, ha scritto la sua lettera aperta all’Amministrazione Comunale dal titolo “BOVINO il mio paese  SAREBBE PIÙ BELLO SE ………”.

Ma molte delle sue intuizioni e dei suoi suggerimenti, ce n’è per strade, piazze, monumenti, arredo, piante e punti panoramici, risultano ancora attuali e concretamente fattibili con poca spesa e in economia; facendo piccole cose.

E Bovino sarebbe davvero tanto più bello, … se, amandolo di più, ne avessimo cura e rispetto…

 

Pare, però, che da tempo le Amministrazioni Comunali abbiano perso la memoria, se non delle persone autorevoli, dei loro insegnamenti.

 

E così si è costruito nell’area di potenziale espansione della Villa comunale, che sarebbe stata funzionale all’ampliamento della sua fruizione turistica; con fontane e paparelle (i cigni sono troppo pretenziosi); cerniera naturale per passeggiate verso Monte Castro ed il Cervaro.

 

E così si costruiscono parcheggi spropositati e poco accessibili. (Mi riferisco al parcheggio di Via  Peschiera, chissà che non si possa riconvertirlo in area di sosta per Camper).

 

 

 

Così si propone l’abbattimento e la ricostruzione della Palestra Comunale, già definita “pustola pestilenziale” per la sua interferenza con il paesaggio della valle del Cervaro. (Sarebbe stata auspicabile una sua delocalizzazione in area diversa, dandole funzioni plurime, studiandone l’architettura per un corretto inserimento paesaggistico).

 

Così a Bovino, uno dei “Borghi più belli d’Italia” “Bandiera Arancione”, si  propone una cartellonistica stradale oltraggiosa ed irriverente.

 

Ecco perché mi vengono in mente le parole della canzone “Se io fossi San Gennaro”, di Federico Salvatore,  sulle  vicissitudini urbanistiche, e non solo quelle, di Napoli…

 

 

La sfida della qualità del nostro paese riguarda tutti noi, rilanciamone il buon gusto e l’armonia.

 

Grandi Speranze!

24  Novembre 2019                                             Michele Dota

 

 

Un sincero ringraziamento alla Pro Loco e a quanti si sono impegnati per i progetti di recupero dei giardini pensili di Bovino.

 

 

Ci si può innamorare dappertutto,

ma dove sei nato di più.

(Cesare Zavattini)

 

 

Read 1355 times Last modified on Saturday, 21 March 2020 21:23

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