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BOVINO - CONSIDERAZIONI E SUGGERIMENTI di Carmine Santoro sul potenziale turistico

Published in Associazioni Locali Tuesday, 22 October 2019 10:31

 

........investendo sulle festività e manifestazioni in genere, in occasione di ricorrenze ed eventi.

      Ritengo che ogni Associazione-Organizzazione, si debba sentire coinvolta e partecipe alla vita socio-culturale  del proprio paese, come già dimostrato da altre Associazioni, presenti su Bovino, a cui va tutta la nostra riconoscenza e solidarietà. Purtroppo, come spesso accade a Bovino, ci limitiamo a “conservare” e a chiuderci all’esterno.

Va subito chiarito che non si vuol criticare o impartire lezioni a nessuno, o per sostituirsi agli Organismi competenti, la lettura deve essere intesa come un invito a riflettere, come uno stimolo per utilizzare le opportunità di “fare squadra” dove possibile, con vantaggio per tutti.

Alcuni di questi problemi sono stati già affrontati e discussi, per cui sembrano ripetitivi, ma se osservati dall’esterno senza interessi diretti, presentano delle varianti o possibilità di una “ristrutturazione” positiva.

Diciamola tutta, con leggerezza di pensiero e di vedute (sempre perché non sono invischiato in certi interessi)  da anni assistiamo all’esaltazione di ostentare prestigiosi spettacoli di piazza, musica e musicanti, sfilate, fuochi d’artificio,passerelle di personaggi,…… tutto a base consumistica, usa e getta, e con gran parte delle risorse che vanno a finire nelle tasche di ditte ed aziende esterne….a noi restano le briciole e l’immondizia da smaltire.   Per la serie: mentre da una parte o da un pulpito si predica la sobrietà, la fratellanza, la carità, il rispetto per il prossimo, dopo poche ore perché è la festa del Santo di turno….si perde ogni ritegno e moralità…tutto diventa spettacolo, paranza,corteo di una festa pagana…

Quando si tratta di spettacoli e scenografie non si bada a spese (la cicala) difficilmente si pensa di reinvestire una parte di queste spese (la formica) e di creare una “riserva” per attività socio-culturali  da realizzare nel periodo autunno-inverno.

Non una ricetta miracolosa, ma una possibile ricerca di soluzioni ed alternative per quanto semplici e fattibili, per creare occasioni di lavoro stagionale, con un rilascio di incremento per le attività commerciali.

                          La pubblicazione curata dal Comune di Bovino, del libro “Chiese arte sacra devozione” ed.2013 offre lo spunto per tutelare e valorizzare questi beni artistici e la conseguente considerazione di ordine pratico di cercare  di utilizzare, queste ed altre risorse, per un turismo produttivo e autofinanziabile.

Chiesetta di S.Lorenzo in Valle come valore da recuperare, unica chiesetta rurale che domina un paesaggio agro-boschivo di notevole valore ed interesse escursionistico-tradizionale (forse manca di una Confraternita o della tutela di una parrocchia)

Alcune Famiglie, (Dota e Schiavone) con profonde radici e rispetto del passato, con silenziosa devozione e tenace tradizione, hanno custodito e continuano a salvaguardare questo piccolo gioiello.

Si potrebbe pensare di realizzare, durante i mesi di luglio-agosto e di dicembre, una unica sede dove raccogliere e sistemare tutti i vari “tesori nascosti” che giacciono nell’oscurità e nel dimenticatoio delle varie sagrestie.

Si potrebbe riprendere, anche in maniera fantasiosa, la storia locale dei briganti fra Vallo di Bovino-La Fenna-Valle Biletra –grotte dei Porcili ……… costumi, usanze,aneddoti,rappresentazione scenica in Piazza XX Settembre o Largo Impisi dove poter utilizzare anche i cavalli…..inserendo la presenza di questi personaggi

Riflettere su di una accoglienza turistica soft: meno chiassosa e consumistica.

Quando si parla di investire nel turismo, anche quello breve o giornaliero, si finisce sempre con il doversi confrontare con il reale potenziale del proprio territorio e con la concreta offerta urbana di cui si dispone,  senza esporsi a fantasiosi e costosi progetti spesso irrealizzabili, per scoprire che non abbiamo “la materia prima”.     La morfologia e posizione geografica di Bovino non offre: un laghetto, cime o vette di montagna e nettampoco una riviera.  Dico questo, perché si è sentito parlare di un modello di turismo da litorale e/o di attività e attrazioni che richiedono alte cime o punte elevate di montagna.

Non è difficile capire e senza bisogno di complesse “ricerche di mercato” che Bovino può ancora offrire tanto turismo sostenibile, aria pulita,escursionismo, campeggio, su cui investire e a cui abbinare sagre ed eventi serali di accoglienza……soft e senza assordanti e caotici assembramenti.

 

 

 

Realisticamente, guardiamoci intorno e possiamo elencare in attivo: aria pura, un dolce clima, tanto silenzio e tranquillità da vero relax. Possiamo disporre di colline con prati, pascoli incolti, con sentieri panoramici, con sorgenti e angoli di vegetazione selvaggia, ecc… una natura ancora favorevole e generosa!

Quindi sarebbe da indirizzare un “turismo” in questa direzione, come già si sta facendo.

Alcuni aspetti negativi ci sono: si fa tanta fatica per attirare delle presenze turistiche su Bovino, con accoglienza diffusa e B&B i cui gestori investono risorse, per migliorare la struttura ed attirare altri clienti. Poi però, si scopre che di notte circolano ubriaconi molesti ed avventori di bar che, oltre l’orario di chiusura, schiamazzano e sporcano. Oppure alle 8 del mattino, qualche benpensante “maniaco del botto” ci fa sobbalzare nel letto e disturba il turista che sta riposando,  perché si devono sparare i fuochi della festa di turno, (per un Santo o per una Madonna !) che nel periodo estivo sono tante.  Una trovata rumorosa ed inutile, improduttiva e che arreca solo fastidio a quanti si sono rifugiati a pagamento, in una struttura turistica, per godersi silenzio e tranquillità. Oppure rintronanti altoparlanti di una chiesa che, di buon mattino, sparano a tutto volume rintocchi di campane ben sapendo di arrecare fastidio e disappunto al turista, del vicino B&B.

Dobbiamo decidere: sperare e puntare su di un turismo della quiete o continuare nell’abbandono festaiolo e molesto di rumorosi concertini o band ad estremo volume sul Corso.

Sarebbe ora di valutare in concreto i costi-beneficio di spettacoli al pubblico offerti “tutto gratis” per scoprire poi che le risorse degli Organizzatori sono sempre in affanno e ridotte al lumicino. Andrebbero incentivate iniziative turistiche culturali e/o di qualità, con un ritorno di incassi o contributi.

La musica/orchestra/concerto-bandistico o folk, sono sempre validi e graditi, servono a condire o completare una festività, ma si dovrebbe riscoprire la “nostra” musica italiana melodica e moderata e non quella rumorosa spacca timpani.   La nostra musica è anche: cultura,tradizione e qualità a livello mondiale.

Si dovrebbe riprendere il ricordo di F.Rossomandi, e non ripresentare l’ennesimo cantante o complesso con canzonette e musiche da “tormentone” già ascoltate e rifritte.

Spostare tali eventi in P.za XX Settembre, che si presenta di gran lunga più gestibile, senza creare un labirinto di deviazioni e divieti fra: Corso principale,  Via Indipendenza, Via Lamarmora, Corso Umberto…ecc tanto per crearci dasoli altri problemi e difficoltà di organizzazione, gestione e controllo.

Valutare e prendere in considerazione l’opportunità di utilizzare o ripristinare una parte dell’area “Largo Impisi-Aia pubblica” purtroppo nella mentalità degli Organizzatori e nelle aspettative del pubblico festaiolo, esistono solo il Corso,  la Villa ed il Campo sportivo….non più lontano di tanto…..e se mai si inizia, mai ci potremo avvicinare a comportamenti diversi e pratici.

Si potrebbe pensare ad un raduno o concorso o festival di artisti di strada ………

 

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