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Il 6.12.2018 alle ore 8,30 nella sala consiliare del Comune è stata convocata la riunione del Consiglio Comunale con 4 argomenti all' ordine del giorno, tra cui una interrogazione del gruppo consiliare di opposizione firmata dai consiglieri  Stefania Russo e Michele Totaro, riguardante la donazione del signor Alessandro Filomeno. Quest'ultimo  argomento è quello  di cui si parla in paese  ormai da cinque mesi ed ora se ne sta occupando, giustamente, anche la stampa provinciale. Infatti il periodico Elce in questi giorni ha pubblicato un altro articolo con l' intervista al Sindaco di Bovino velata di un leggero risentimento nei confronti del signor Filomeno per la lettera oramai nota a tutti. Qui di seguito pubblichiamo le pagine di Elce e l' Ordine del Giorno del Consiglio Comunale:

E’ da qualche giorno che “radio-fante” diffonde la notizia di  rinuncia di alcune deleghe assessorili riconsegnate al Capo dell’ Amministrazione bovinese a causa di “scavalchi” di competenze distribuite ai rappresentanti della maggioranza ma, al di là di queste voci, fa notizia, invece, la rinuncia da parte del signor Filomeno Alessandro nel proseguire con l’ Amministrazione nella realizzazione di un progetto in favore della popolazione bovinese, con un contributo-finanziamento di € 1.000.000,00  del signor Filomeno. 

In una lettera che  qui di seguito pubblichiamo, il signor Filomeno spiega le ragioni per le quali è costretto a rinunciare a quel progetto e per il momento  non ci permettiamo di commentare perché in essa sono chiarissime le motivazioni che giustificano  il mittente della missiva, il quale non chiude la porta al progetto perché  è già alla ricerca  di altre soluzioni che, per quanto accaduto, speriamo, non vengano intralciate dall’ attuale Amministrazione Comunale.

Questa è la lettera di rinuncia:

Melbourne, Australia,11/11/2018

 

 

A Nunno Vincenzo, Sindaco

della Città di Bovino, FOGGIA

 

 

All’ Assessore dei Servizi Sociali e del Verde Pubblico della Città di Bovino, FOGGIA

 

 

Oggetto: progetto casa di riposo/ Fondazione Filomeno

 

Io sottoscritto Alessandro Filomeno, con un enorme dispiacere nel cuore, scrivo questa lettera per informarLa, non solo del mio disappunto nel come ha gestito, negli scorsi due mesi, la mia offerta di aiutare la mia amata citta’ natale di Bovino, ma anche per comunicarLe che, vista la non curanza della mia persona sia come filantropo che come bovinese, non sono piu’ disposto a continuare con la suddetta opera di beneficienza.

 

L’affetto e la gratitudine ricevuta da I miei conpaesani e’ stata non solo emozionante ma anche sorprendente; ed e’ da qui che parte il mio immenso rammarico. Continuo a vedere il nostro paese perdere occasioni per colpa dei politici che ci governano.

 

Per questo progetto, io ho lavorato con dei collaborati che, dopo la mia offerta fatta piu di 2 mesi fa non hanno ricevuto neanche una mail come ringraziamento e/o richiesta di ulteriori informazioni. Il mio consulente in Australia, Paolo, e’ cresciuto a San Severo e, come me, e’ emigrato anni fa per cercare opportunita’ all’estero. Dopo ore e ore di lavoro, fatto con l’unica intenzione di aiutare il nostro territorio, Le abbiamo scritto la prima lettera. Lui, come me del resto, non ha ricevuto un minimo di gratitudine.

 

Lei, Sindaco, mi ha chiamato una volta dopo 9 settimane da quando Le ho presantato la mia idea, per dirmi che “non capisco” I tempi burocratici. Io, Signor Sindaco, li capisco I tempi burocratici. (non si dimentichi che sono un uomo d’affari che si rapporta con la burocrazia quotidianamente). Quello che non posso tollerare e’ la mancanza di “umanita’” che Lei e I Suoi collaboratori mi hanno mostrato.

 

L’unico grande dispiacere e’ che come sempre il popolo, I miei amati conpaesani, non colpevoli di niente se non di aver scelto Lei, soffriranno delle conseguenze delle Sue azioni.

 

La Fondazione avrebbe potuto aiutare tanta gente che ha bisogno di aiuto e che sarei stato in grado di aiutare.

 

Trovero’, con persone piu autentiche e piu rispettose, una maniera per supportarLe.

 

In fede,

 

Alessandro Filomeno

Bovino è uno dei paesi più colpiti dallo spopolamento, di questo parla oggi la stampa con un articolo di Dino De Cesare.

Sul fenomeno dell' emigrazione c' è una bella notizia che riguarda i nostri concittadini all'estero: Il diario scolastico 2018/2019 delle scuole dell' Istituto comprensivo di Bovino-Panni-Castelluccio Dei Sauri ha dedicato loro un articolo  interessante del quale vi mostriamo le pagine:

Questo video riporta alcune immagini di un incontro avvenuto in sede comunale di Bovino il 7.9.2018 tra alcuni rappresentanti dell' Amministrazione Comunale  ed il signor Filomeno Alessandro che, in breve, ha espresso a tutti i convenuti la sua volontà di mettere a disposizione la somma di 1 milione di euro per la comunità dei più bisognosi del paese .                                  

L' Amministrazione  (assente il Sindaco) ha preso l' impegno di valutare in tempi brevi la proposta e, se condivisa, sarà supportata da un progetto di fattibilità. I cittadini presenti, dopo l' intervento dei rappresentanti politici (maggioranza ed opposizione) hanno ringraziato  con un elogio pubblico  il signor Filomeno che, emigrato in Australia tantissimi anni fa dal quartiere Portella in Bovino, si è realizzato in Melbourne nell'attività imprenditoriale edile.

 

Molti Bovinesi se lo ricorderanno .... il signor Filomeno fu tra gli ospiti  nella festa dell' emigrante all' inaugurazione della strada "Bovinesi Emigrati" ( via sotto le mura) durante l' Amministrazione Lombardi. (Cliccando su questa freccia è possibile rivedere quella manifestazione)

 

Qui di seguito pubblichiamo la lettera inviata dal signor Filomeno al Sindaco di Bovino ed un breve intervento di Stefania Russo che insieme a Raffaele Fattibene  (del quale non ci è pervenuto il documento letto in aula) hanno ringraziato per tutta la rappresentanza dell' opposizione in Consiglio Comunale.

 

 

Non tutti si sono accorti (forse?)  di quante cose  strane  succedono in questi giorni nel nostro paese; questioni più o meno gravi  ma che pochi riescono a capire perché questi stessi problemi, se si verificassero in altri posti, solleverebbero una ribellione cittadina tale da far saltare davvero qualche poltrona, mentre qui non succede mai nulla.

Non parliamo dei soliti aumenti di tariffe  sulla raccolta rifiuti (.. ci siamo assuefatti), non parliamo di interventi  su piccole riparazioni stradali che servono a portare qualche consenso a chi per tanti anni non ha  prestato attenzione alle più piccole necessità dei cittadini e che solo in questi ultimi giorni  dal voto amministrativo si cerca di rimediare; né parliamo della distribuzione della posta in poche ore settimanali o, meno ancora, nel recapito di bollette dopo la data di scadenza delle stesse che (ahimé!) anche queste comportano danni alle famiglie....ma è possibile che nessuno reclama e/o si accorge che non c’è più linea adsl (internet) nella stragrande maggioranza delle forniture di rete fissa telefonica?.

Quante persone stanno protestando per questo disservizio  che si sta protraendo da circa una settimana in molte zone del paese e che blocca tutta una serie di attività che ognuno di noi svolge in casa, a cominciare dal pagamento di bollette, alle autoletture dei vari servizi etc.etc.?

Pare che le apparecchiature della Telecom siano in buona parte saltate a causa di inidoneità dei locali comunali in cui sono sistemate, ma questo non giustifica così tanto ritardo nella soluzione del problema …. Non può un’intera popolazione essere martoriata ora per l’ acqua, ora per la luce ed ora anche per la connessione wi-fi !!

 Sta succedendo  anche  per le connessioni ad internet ciò che da anni accade per la ricezione del segnale RAI, per i programmi televisivi che non vengono visti in molte zone del paese, anche quelli ufficiali RAI 1-2-3.

Eppure l’ abbonamento ad internet non costa così poco e sarebbe veramente questa l’ occasione di intraprendere una class-action per un risarcimento collettivo.

Saremo solidali in un'iniziativa di questo tipo che veda tra i promotori la stessa Amministrazione Comunale perché anche  l' immagine della Città- Borgo  sta  squalificandosi ad una masseria abbandonata  ?!.

Dal blog di Fabio Balocco e dall' articolo di ieri sul Fatto Quotidiano, riportiamo queste notizie che riguardano più che mai la realtà di Bovino:

Una delle poche affermazioni sensate che ha fatto Vittorio Sgarbifu qualche anno fa, quando era sindaco di Salemi, in Sicilia: “Se la mafia c’è ancora, esiste di sicuro nel campo degli impianti per lo sfruttamento dell’energia eolica”.

Sempre qualche anno fa (nel 2009) e sempre in Sicilia, a conforto di quanto affermato dal critico d’arte, finirono in manette otto persone a Mazara del Vallo, coinvolte nel business di un locale parco eolico. Nel 2013 un’inchiesta di Salvo Palazzolo per L’Espressoevidenziava i collegamenti fra il boss Matteo Messina Denaro e l’affare dell’eolico. A marzo è finito in galera il re dell’eolico, Vito Nicastri.

Quando esercitavo ancora la professione, ricevetti una telefonata da una signora siciliana che, mantenendo l’anonimato, voleva inviarmi tutta una serie di documenti che dimostravano il collegamento tra malavita e pale eoliche. Non la sentii più: chissà, l’avranno fatta fuori?

L’eolico è un business grosso grosso: incentivi per la realizzazione dei costosi impianti, energia prodotta venduta a prezzi gonfiati. E più sono grosse le pale, più grosso è il business. Si costruisce e poi se si produce bene, sennò pazienza. Il fatto poi che li chiamino parchi (eolici) è una ulteriore conferma del fatto che nella nostra lingua i termini che hanno a che fare con l’ambiente e con il verde in generale, sono usati a sproposito.

Le pale, infatti, per potere sviluppare tutte le loro potenzialità debbono essere posizionate in zone ventose e fra queste vi sono i crinali dei monti. Il risultato è che una buona fetta delle nostre alture – specie nell’Appennino centro-meridionale e nelle isole  ha visto crescere dal nulla (si fa per dire) mostri le cui dimensioni vanno dai 25 ai 100 metri di altezza. Come se improvvisamente i crinali venissero costellati di grattacieli, tra l’altro spesso mortali per l’avifauna di passaggio. Questo con buona pace dell’articolo 9 della nostra Costituzione e la sua tutela del paesaggio. Mi domando e domando a voi politici: una montagna con dei grattacieli è uguale ad una senza?

Ho pensato a tutto questo (e molto di più che non posso riferire per decenza), quando ho letto l’articolo pubblicato da Francesco Bevilacqua – che ama definirsi “cercatore di luoghi perduti” – sul suo sito lo scorso 8 gennaio e intitolato Cristo si è fermato ad Eboli ma è morto a Lauria. Sul Golgota di Serra Grande. Nell’articolo egli descrive lo scempio perpetrato nel Comune di Lauria, in Basilicata su Monte Rossia, Serra Grande, Monte Rossino. Un immenso “parco” eolico – che significa pale, strade, sbancamenti, elettrodotti – che copre ben cinque chilometri di crinali fino a poco tempo fa intatti e magici. Con buona pace del predetto articolo 9 e con buona pace di quei politici che si riempiono la bocca con la locuzione “green economy”, persone che hanno perso il senso del bello, quando mai lo avessero avuto; cosa di cui dubito.

 

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