You are here: HomeStoria di BovinoNews

News (381)

Lellentesque elit justo, dictum at facilisis nec, aliquam dignissim lectus. Donec gravida dolor in tortor convallis mollis. Donec vel risus ut turpis viverra faucibus. Aenean viverra quam sed nunc consequat vitae aliquam nisl eleifend. Praesent eros nisi, fringilla sed hendrerit nec.

Arte Cultura e Spettacoli (44)

Maecenas ligula velit, pharetra ut sagittis at, malesuada eget elit. Nunc auctor tellus et neque blandit at convallis justo commodo. Duis ornare velit eget ligula sagittis at feugiat magna accumsan. Nulla feugiat, mauris non ullamcorper accumsan, dui lectus interdum lectus, nec condimentum id velit.

POETI BOVINESI : CARMINE SANTORO

POETI BOVINESI : CARMINE SANTORO

La poesia fuori tempo di Carmine Santoro:   Se …piove   Pioggia di sette ...

MORE

Illustrissimo Presidente Renzi,

mi rivolgo a lei come insegnante per manifestarle la mia preoccupazione sul futuro dell’istruzione. Non sono abituata a scrivere lettere per affrontare problemi collettivi ma Lei sembra essere attento alle richieste individuali ed è questa la ragione per cui le scrivo. Non rinuncio alla comunicazione e anche se non comprendo la sua sensibilità la rispetto. Mi preme sottolineare che, per me, le domande che vengono dai collettivi hanno molta importanza, per questo ho sempre partecipato attivamente alla politica (sono stata una parlamentare della XV Legislatura), ho scioperato il 5 di maggio ed ho la tessera del sindacato, quella della CGIL. Lei ha sempre sostenuto di voler mettere al centro della politica la scuola e io sono certa che Lei è stato ed è sincero perché sa bene che un paese che ha l’ambizione di uscire dalla crisi ha bisogno di giovani istruiti, liberi e capaci di pensiero critico. Purtroppo la sua proposta è molto lontana da questo obiettivo.

Il ddl, più che risolvere i problemi, che la scuola certamente ha, sembra accanirsi contro i docenti di questo paese. Facile addebitare ai docenti della scuola questioni che francamente non sono nelle loro mani! Forse per questo devono finire tutti in un grande “calderone di precarietà” dove saranno pescati dai Dirigenti Scolastici. Forse la sua intenzione è quella di ridurre il numero di precari, in realtà, in coerenza con un altro suo provvedimento, questo contenitore da cui si attinge per la nomination, serve ad annullare il contratto a tempo indeterminato per tutti. Pace: saremo tutti e tutte precari. Mi scusi, sono meridionale, non so come mai, ma la chiamata diretta ha il sapore del “familismo amorale” che lei più volte ha detto di volere cancellare.

Le chiedo Presidente in che modo questo migliora la scuola e l’istruzione? Non tutti gli insegnanti sono uguali, non tutti sono bravi, non tutti sono empatici, non tutti studiano. La prego di riconoscere che questo vale per tutti i professionisti, vale per i medici e per i magistrati per citare le professioni che hanno la stessa valenza sociale. Per migliorare la giustizia e la sanità dovremmo allora accanirci contro medici e magistrati? Servirebbe? In che modo questo provvedimento può risolvere i problemi aperti e sanguinanti della nostra società? Lo so, molti pensano che la fragilità e la debolezza dei nostri giovani ha origini a scuola. La scuola stressa, è vecchia, impone il discorso argomentativo, non si accontenta di un twit o di un clic. I nostri giovani non leggono, sono poveri nel lessico. Vede, purtroppo i nostri giovani abitano un mondo apparentemente ricco ma decisamente povero di relazioni e felicità. Non hanno la parrocchia, il partito, la casa del popolo o i cineforum di paese per esercitarsi, come abbiamo fatto noi, alla retorica, alla ricerca, allo scambio di opinioni e sentimenti. L’unico luogo sano in cui i giovani incontrano ancora l’amore, la relazione e il potere della lingua e delle sue tante sfumature sentimentali è la scuola. Sì la scuola, quella terremotata di oggi, che ha anche il problema di essere sola ad affermare valori.

Presidente, i nuovi italiani, a scuola sono protetti e sono accolti anche quando l’intolleranza e la stupidità del fuori entra in quelle vecchie mura. Forse è l’unico luogo in cui l’intolleranza è bandita. Forse è anche merito dei suoi insegnanti oltre che dei suoi sacrosanti principi. Non si può far passare gli insegnanti come dei “privilegiati”. Privilegio è un termine serio, come lei sa, e in nessun modo può riguardare chi lavora.

Mi scusi, soprattutto in questo paese dove la politica dovrebbe colpire gli abusi, la lingua andrebbe usata con esattezza, l’esattezza che, per citare Calvino, si ottiene con la scrittura. Ma allora, indossando gli occhiali dell’insegnante, quali sono e come si risolvono i problemi della scuola? Il primo grande problema è un dato terribile, quello della dispersione scolastica. Troppi i giovani che restano indietro per un paese come il nostro, il tormento di ogni insegnante. Questo dato non si modifica cambiando i docenti o l’indirizzo scolastico, a riprova che non sono gli insegnanti i colpevoli di questo disagio. E’ un disagio che ha cause diverse e profonde che possono essere rimosse con una semplice scelta: alzando l’obbligo scolastico a 18 anni, come accade in tutti i paesi affini all’Italia.

Non mi pare si sia interessato a questo né nei dodici punti né nel DDL. Una scelta questa che inciderebbe molto anche su quel dato di disoccupazione pesante che il nostro paese continua ad avere. Non si può pensare che la scuola sia colpevole di quel dato strutturale, ma le difficoltà maggiori, se legge i dati, riguardano proprio i giovani che non conseguono il diploma. A loro non è consentito nemmeno di emigrare. Sono certa che, per quanto utile, questo non risolve. Molti abbandonano perché non ce la fanno.

Noi insegnanti non abbiamo competenze che ha uno psicologo e gli insegnanti scelti dal Preside ugualmente non hanno queste competenze. Il nostro, oggi più che mai, è un lavoro di squadra, che ha bisogno di figure diverse da quella del docente. Uno psicologo in ogni scuola aiuterebbe e molto. Aiuterebbe ad identificare subito Disturbi Specifici dell’Apprendimento che sono spesso la causa dell’abbandono scolastico. Abbiamo una legge avanzatissima, in questo campo potremmo fare scuola, ma senza i professionisti giusti al posto giusto i nostri sforzi sono vani. Anche di questo non si parla. Gli insegnanti possono migliorare le loro, già buone, prestazioni, per motivare sempre di più?
Certo e noi siamo i primi a sentirne il bisogno, perché avvertiamo la responsabilità che abbiamo.

Amo questo lavoro perché non può essere ripetitivo. Nessuno dei nostri alunni è uguale ad un altro. Ognuno pone domande diverse. Questo lavoro è una ricerca permanente ed ha bisogno di confronto e formazione. La formazione deve essere un obbligo. Su questo siamo d’accordo. Ma come ci si forma? Perché non deve essere impegnata su questo fronte l’Università? Potrebbe l’Università con un programma specifico occuparsi di questo aspetto? Contribuire per questa via alla crescita professionale di tutti? Come vede anche noi vogliamo migliorare la scuola, perché vorremmo una società che fa crescere la libertà e l’uguaglianza. Si potrebbe cominciare da questi tre punti e poi verificare e procedere. Così consiglia il metodo scientifico. Lei ha scelto altre priorità che sono uno specchietto per le allodole. Facciamo finta di cambiare tanto i problemi restano e proviamo a proteggere chi sceglie la paritaria senza classi pollaio, senza i problemi strutturali che forse così non risolveremo mai.

Non ho nulla contro le scuole paritarie e non sono tra coloro che pensano che siano solo “diplomifici”. Chi le preferisce le può pagare. La scuola pubblica deve rispondere al bisogno di istruzione di tutti e per tutti e di questo si deve occupare lo Stato, senza impedire libere scelte diverse.
Non ho parlato dello stipendio degli insegnanti, penso sia la vergogna di questo paese e certo non mi appassiona una ipotetica carriera che garantisce pochi spiccioli in più. Insegno lettere e subisco il fascino dell’humanitatis, non del vil denaro. Io mi vergognerei se avessi detto, per molte legislature, che lo stipendio degli insegnanti è uno scandalo per poi partorire il topolino che non garantisce dignità a nessuno. La vergogna è un sentimento serio.

Presidente rinunci al braccio di ferro e faccia un passo indietro democratico. Incontri i nostri rappresentati, anche questa è democrazia. Si fidi degli insegnanti e dei lavoratori, è nostro interesse crescere e migliorare. La riforma la farà e se la condivide con noi certamente ne guadagnerà la scuola e il paese. Provi a connettersi sentimentalmente con chi, nonostante tutto, con amore vive a scuola.

 

Nunzia Roccotelli , presidente dall' Archeoclub di Bovino invita tutti  ad un appuntamento da non perdere il 16 maggio: Archeologia, alimentazione e per finire una cena sicuramente diversa.

 

Fino al 30 settembre 2015, è possibile partecipare e concorrere all’assegnazione dei premi destinati agli autori dei migliori video, quelli che con più efficacia e poesia riusciranno a descrivere uno o più aspetti della cultura, della vita e della bellezza dei Monti Dauni attraverso un filmato di 60 secondi.

Un minuto di riprese, girate con videocamera o smartphone, per raccontare un paesaggio, oppure un progetto, un tramonto, un momento di vita reale in una piazza, davanti a un bar o in una sala da barbiere. Sessanta secondi per narrare la passione e il lavoro di un artigiano, il volto e la voce di un cultore della storia locale, l’entusiasmo e l’impegno di un’associazione. Quanti e quali sono i luoghi, gli edifici sacri, i siti naturalistici, le tradizioni e gli eventi che fanno di Lucera (Città d’Arte e porta dei Monti Dauni) e degli altri 29 paesi dei Monti Dauni uno scrigno di tesori ambientali, storici e architettonici? Chi meglio saprà rispondere a questa domanda, realizzando un video di 1 minuto, potrà aggiudicarsi uno dei premi messi in palio dal “Lupo”.

IL FILM DEI MONTI DAUNI. Tutti i video che risponderanno ai parametri del concorso saranno pubblicati su www.rec24.it, il sito di giornalismo partecipativo che quest’anno è media partner del Premio Lupo. Per partecipare, sono due le modalità di invio dei filmati: attraverso whatsapp, al numero 366.7053283, oppure via email all’indirizzo di posta elettronica This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.. A novembre, i ‘corti’ che parteciperanno al premio daranno vita a un lungometraggio, “Il film dei Monti Dauni”, che sarà presentato durante un evento pubblico entro dicembre 2015. I video potranno essere anche il frutto di un montaggio che metta insieme più temi e soggetti. L’audio che i “corti” dovranno contenere può essere solo quello registrato naturalmente, in presa diretta. “Vogliamo costruire una narrazione completa del territorio”, ha spiegato Pasquale Frisi, membro della segreteria organizzativa del concorso. Il messaggio che la sezione video lancerà a chi ama i borghi dell’Appennino Dauno è chiaro: fai conoscere la grande bellezza della nostra terra. Ciascun video che la redazione deciderà di pubblicare sul sito di Rec24.it sarà condiviso e lanciato attraverso i principali social network (facebook, twitter, istagram) con gli hashtag #rec24montidauni e #premiolupo e sarà posto all’attenzione dei mass media nazionali che si occupano di turismo e cultura. I video non dovranno essere ‘firmati’ da alcun logo, sigla o nome. Su www.rec24.it e sui social, sarà cura della redazione dare evidenza al nome e al cognome dell’autore del filmato.

LUCERA E I PAESI DELLE EX COMUNITA’ MONTANE. I video che possono partecipare al concorso dovranno essere ambientati nel territorio di uno dei 30 centri urbani dei Monti Dauni, vale a dire Lucera e i paesi che fino a qualche anno fa erano parte integrante delle Comunità Montane dei Monti Dauni (settentrionali e meridionali). Il concorso vuole assicurare la massima libertà creativa degli autori che, dunque, potranno presentare fino a 3 filmati e avranno la possibilità di inserire nei propri video anche più soggetti e temi insieme. Nella valutazione dei migliori video, avrà un peso anche il successo (like, condivisioni, numero di visualizzazioni) che i diversi ‘corti’ otterranno sul web.

Il Jobs Act di Renzi scansa Foggia

Written by Saturday, 09 May 2015 07:25

Aumentano i disoccupati. Ecco tutti i dati sul lavoro ( dall' articolo de "L'iMMEDIATO"):

I dati sull'andamento del lavoro in provincia di Foggia, nel mese di marzo 2015. Aumentano lievemente i contratti a tempo indeterminato, ma calano sensibilmente quelli a tempo determinato. In crescita anche i disoccupati.

Boom di iscrizioni ai Centri per l’Impiego

Al 31 marzo 2015 risultano iscritti 296.541 lavoratori. Il 43% è occupato; il 32,5% disoccupato; il 14% inoccupato; il 10% occupato in cerca di lavoro. Il 12,5% degli iscritti è straniero. Il 45% degli stranieri iscritti proviene dalla Romania; il 7,4% dalla Polonia; il 6% dal Marocco; il 3% dall’Ucraina.
Gli iscritti ai CpI continuano ad aumentare. Nel volgere di due anni si registrano 22.130 unità in più rispetto a marzo 2013. L’incremento riguarda i disoccupati (+11.135) e gli occupati (+8.613).
Complessivamente i lavoratori disoccupati e inoccupati sono più numerosi degli occupati (138.247 vs 127.773).
Gli iscritti con dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) sono 163.437 di cui 85.535 donne (52%). Il 57% degli iscritti con DID è disoccupato; il 25% inoccupato e il 18% è occupato in cerca di lavoro. Rispetto a marzo 2014 si rileva un incremento degli iscritti con DID pari al 5%.
Fra gli iscritti con DID vi sono 88.211 disoccupati e inoccupati di lunga durata che, rispetto a marzo 2014, risultano aumentati del 7,4%. Il 54% dei disoccupati e inoccupati di lunga durata è donna. Il 26% dei disoccupati e inoccupati di lunga durata è giovane, con età compresa fra 15 - 29 anni.

Il 2015 parte male, calo delle assunzioni a marzo

Dal 1 al 31 marzo 2015 le aziende con sede operativa in Capitanata hanno effettuato 11.571 assunzioni di cui il 91% riguardanti lavoratori con domicilio in provincia di Foggia, il 6% riferite a lavoratori domiciliati fuori regione e il 3% a lavoratori con domicilio in altre province pugliesi.
Il numero di assunzioni non coincide con quello dei soggetti dal momento che ciascuna attivazione può essere ripetuta più volte nell’arco del medesimo periodo di riferimento. La frequenza delle assunzioni nel periodo considerato rappresenta un indicatore della frammentarietà dei rapporti di lavoro. Nel mese di marzo 2015 i rapporti di lavoro attivati hanno interessato 10.720 lavoratori (su 11.571 assunzioni) con un numero medio di contratti pro capite pari a 1,1.
Rispetto a marzo 2013 e 2014 si registra un incremento delle assunzioni del 27% nel 2014 e un decremento del 10% nel 2015. Il 64% delle assunzioni riguarda lavoratori maschi e solo il 36% è riservato alle donne. Il 25% delle assunzioni è in favore di lavoratori stranieri. Le assunzioni avvengono in agricoltura (50%); nei servizi (37%); nell’edilizia (7%); nell’industria (5,4%).
I lavoratori interessati dalle assunzioni sono per il 58% figure non qualificate. I titoli di studio sono presenti nelle seguenti percentuali: 29% licenza media; 25% qualifica professionale; 22% diploma di scuola secondaria superiore; 14% licenza elementare o nessun titolo di studio; 9% laurea.
Nel 79% dei casi le assunzioni sono state formalizzate con contratti a tempo determinato e nel 15% con contratti a tempo indeterminato. Rispetto a marzo 2014 si rileva, nella diminuzione complessiva dei rapporti attivati, un incremento di quelli a tempo indeterminato pari al 5,8%. Dal 1 al 31 marzo 2015 sono cessati 7.461 rapporti di lavoro con un decremento del 15% rispetto a marzo 2014.
Il 52% delle cessazioni si verifica per scadenza contratto. L’agricoltura e i servizi registrano rispettivamente il 44% e il 38% dei rapporti cessati. Nel mese di marzo sono cessati 2.282 rapporti di lavoro attivati nel corso dello stesso mese.

Un tour itinerante, rivolto ai giovani dai 18 ai 24 anni, per
conoscere la propria terra, le eccellenze culturali e naturalistiche
di Foggia, Lucera e dei Monti Dauni: è questa l´iniziativa
organizzata da La Casa del giovane, centro d´aggregazione
giovanile polivalente di proprietà del Comune di Foggia e gestito
dall´Associazione Emmaus. Col supporto di guide e operatori
turistici, i partecipanti avranno la possibilità di scoprire le risorse
ancora poco conosciute della Capitanata, un territorio ricco di
storia e di storie, di paesaggi architettonici e ambientali. I
ragazzi, che racconteranno la loro esperienza attraverso la
realizzazione di fotografie e reportage, avranno modo di
conoscere anche le realtà giovanili presenti nei paesi visitati e
attive nella promozione culturale dei borghi.

IL REPORTAGE. Le immagini e gli articoli realizzati saranno
pubblicati su Rec24.it, portale di giornalismo partecipativo della
provincia di Foggia, e diffusi anche attraverso una rete di blog.
L´ultima tappa del tour - che attraverserà la Capitanata facendo
tappa a Lucera, Troia, Bovino, Deliceto, Pietramontecorvino,
Sant´Agata di Puglia, Biccari e Alberona – sarà Foggia: nel
capoluogo, i giovani delle realtà associative presenti nei borghi
visitati saranno accolti dai partecipanti e dai responsabili
dell´iniziativa. Al termine del progetto, i risultati dell´iniziativa
saranno diffusi e daranno vita a una serie di iniziative collegate
con video, mostra fotografica e calendario.

PERCHE´ FOGGIA, LUCERA E I MONTI DAUNI. Foggia è il
capoluogo di una tra le province più vaste d´Italia. Sia la “Città
delle tre fiammelle” che i borghi della Daunia sono custodi di un
immenso patrimonio di bellezze che, per molti versi, è ancora
da esplorare, vivere e promuovere come merita. Lucera, che
dista appena 17 chilometri da Foggia, è la Città d´Arte dove
culture millenarie si sono incontrate dando vita a un centro
capace di affascinare i visitatori per la ricchezza, la bellezza e
l´imponenza di testimonianze storiche, culturali e monumentali
come la Fortezza Svevo-Angioina, l´Anfiteatro Romano, la
Cattedrale, i palazzi nobiliari. Lucera è l´ideale porta di accesso
ai borghi dei Monti Dauni.

MONTI DAUNI, PRIMATO D´ECCELLENZA. I Monti Dauni sono
un´area che conta 30 comuni (con Lucera, il centro più grande e
“Città d´Arte”), circa 100 mila abitanti, oltre 500 tra chiese, siti
d´interesse comunitario e musei etnografici, 10 paesi certificati
con marchi di qualità turistico-ambientali. Più di un terzo del
polmone verde pugliese è sulle alture dei Monti Dauni che
forniscono per intero le risorse idriche necessarie alla provincia
di Foggia. I fiumi, i laghi, le riserve faunistiche di questa area
dell´entroterra Foggiano rappresentano un unicum ambientale
preziosissimo, un vero e proprio giacimento di biodiversità da
salvaguardare e da promuovere. Ai piccoli centri dei Monti
Dauni, cerniera e anello di congiunzione con le regioni confinanti
(Molise, Campania e Basilicata), la Puglia deve un altro primato
che sa di eccellenza. Su 13 comuni pugliesi a cui il Touring Club
Italiano ha riconosciuto la “Bandiera Arancione”, 7 si trovano
sulle alture della Capitanata: Alberona, Bovino, Orsara,
Pietramontecorvino, Rocchetta Sant´Antonio, Sant´Agata e Troia.
Sui 10 comuni della Puglia cui l´Anci ha conferito il
riconoscimento di “Borghi più bellid´Italia”, 4 sono localizzati sui
Monti Dauni: Alberona, Bovino, Pietramontecorvino e Roseto
Valfortore. A questi riconoscimenti, si unisce l´ingresso di Orsara
di Puglia nel club delle “Città Slow” sancito nel 2007 e sempre
confermato anno dopo anno.

CONCORSO LETTERARIO UNITRE - BOVINO

Written by Tuesday, 05 May 2015 16:44

Concorso di Poesia e Narrativa
 "PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE BOVINO"
  la partecipazione è GRATUITA - SCADENZA 30 Maggio 2015
          Premiazione 27 giugno -  ore 18.00

 

Strade pulite, fiori su balconi e finestre, profumi di cucina,  servizi efficienti, musei, chiese, cantine, negozi aperti (?) e tanta ospitalità, quella genuina per dare  ragione ai marchi di cui si fregia questo comune: Città Sane (Organizzazione Mondiale della Sanità) - Bandiera Arancione (TCI) - Borghi più belli d' Italia (ANCI)- Capitale del Monti Dauni etc.etc.., così si prepara la cittadinanza al grande evento, certa che l' Amministrazione Comunale farà la sua parte per il servizio d' ordine, vigilanza , coinvolgendo anche altre Associazioni che non fanno parte dell' organizzazione diretta di questo evento (Pata-Misericordia-Avis- Cooperativa La concordia......), delle quali  c' è sempre bisogno.

In occasione dell’evento nazionale “le #invasionidigitali2015” che si svolgerà in tutta Italia dal 24 aprile al 3 maggio 2015, l’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Colpo In Canna” vi invita domenica 3 maggio 2015 a Bovino (FG) la capitale dei monti dauni, per scoprire ed invadere il meraviglioso borgo dagli 800 portali in pietra.

Tappe dell'invasione....

L’invasione partirà alle ore 10.00 davanti la villa comunale e proseguirà per tutto il paese tra i musei e i vicoli del borgo antico. Invaderemo i luoghi più belli e rappresentativi del paese a cominciare dal Museo della Civiltà Contadina dove, grazie agli antichi attrezzi, riscopriremo il modo di lavorare i campi dei nostri nonni.

In compagnia di guide turistiche professioniste, invaderemo poi il Castello Normanno, divenuto nel corso del tempo Residenza dei Duchi Guevara: scopriremo la storia e le abitudini del nobile casato. All’interno del castello resteremo abbagliati dalle preziosità del “Tesoro della Cattedrale”, situato nel Museo Diocesano. Attraversando i vicoli del borgo giungeremo alla Basilica Cattedrale, in stile romanico pugliese, per assaporare il gusto artistico medievale nell’atmosfera mistica e sacra di una chiesa quasi millenaria.Continueremo ad apprezzare le unicità del borgo ammirando le stele antropomorfe del III millennio a.C., preziose per bellezza e antichità, situate nel Museo Civico Carlo Gaetano Nicastro.

L’invasione vera e propria si terrà nei vicoli del centro Storici: in un turbinio di strade e viottoli incontreremo scorci, panorami e leggende. Proseguiremo ammirando i fregi ed i portali, giungendo al “Buco di San Marco”, arrivando a percorrere le antiche mura romane e i rioni storici.

L’ambiente bovinese è ricco oltre che di storia, anche di luoghi naturalistici e di relax; apprezzeremo quindi la pace e la serenità di una passeggiata nella Villa Comunale.

Sarà possibile pranzare presso i ristoranti /pizzeria convenzionati con la manifestazione elencati qui di seguito (si consiglia la prenotazione).

Taverna del Duca -  Piazza XX Settembre, 5 - Telefono:0881 966326

Pizzeria da Francuccio   - presso villa comunale - Telefono: 335 5407381

 

Ricordiamo a tutti i visitatori di munirsi di smartphone, macchine fotografiche e tablet per condividere tutte le immagini e i video della manifestazione con la tua maschera da invader che potrai scaricare dal sito delle invasioni http://www.invasionidigitali.it/sites/default/files/files/Invader%20mask_0.pdf . Condividi il tutto sul web e i social media (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Google+, pinterest, ecc.).

Ricordate bene gli hashtag da usare: #invasionidigitali #invadiAMObovino  #montidauni #bovino #colpoincannawebradio #puglia #museodellaciviltàcontadina #museibovino

ORGANIZZATORI: 

Associazione Culturale Colpo In Canna - Comune di Bovino - Associazione Turistica Pro Loco - ArcheoClub - Cooperativa Sipario -

REGISTRATI: 

https://www.facebook.com/events/962154463803903/

 

L’Expo Milano 2015 è l’evento universale che l’Italia ospiterà per sei mesi dal primo maggio al 31 ottobre. Il tema è «Nutrire il Pianeta, Energia per la vita». Attesi oltre 20 milioni di visitatori; sono coinvolti più di 130 Paesi. Ma, scrive il Corriere della Sera, nonostante ci sia penuria di lavoro in Italia soprattutto per i giovani, non è stato facile per i reclutatori trovare un numero adeguato di personale per la kermesse. L’80% dei giovani contattati, scrive il quotidiano, ci ha ripensato rifiutando i 1300 euro al mese (compresi festivi e notturni) di compenso. Un racconto che farebbe davvero pensare che siamo un paese di bamboccioni.

Tutti bamboccioni: davvero? Racconta il Corriere:

“Per gli uomini di Expo reclutare le seicento persone da mettere al lavoro durante il periodo dell’esposizione non è stata una passeggiata, in particolare se si guarda alla fascia sotto i 29 anni, giovani ai quali veniva proposto un contratto di apprendistato:parliamo di 1.300-1.500 euro al mese suppergiù, comprensivo di festivi e notturni come da contratto nazionale.Dunque, il 46 per cento dei primi selezionati (645 profili su 27 mila domande arrivate alla società Manpower, cui era stato affidato il compito della raccolta dei curricula e della prima selezione) è sparito al momento alla firma. Sparito anche nel senso letterale del termine: qualcuno non ha neppure mandato una mail per dire «Grazie, ci ho ripensato».

E quindi via così: con il secondo gruppo di selezionati e poi con il terzo. Alla fine, si può considerare che circa l’80 per cento delle persone arrivate a un passo dalla firma abbia lasciato spazio ad altri. Adesso le assunzioni sono firmate: ed è la squadra che si occuperà degli 84 quartieri nei quali è stato suddiviso il sito espositivo per la gestione operativa. In sintesi: ognuno diventa responsabile in una zona circoscritta e fa da punto di riferimento per i Paesi o per i visitatori, oppure ancora segnala tutte le problematiche che si possono presentare (la coda fuori da un padiglione, la persona che ha bisogno di assistenza…)alla centrale di controllo che comanda l’intervento conseguente.”

nsomma sembra proprio venire spontanea la considerazione dei lettori del Corriere: «Poverini stanno a zonzo tutto l’anno lamentandosi da far schifo e che non glielo fai fare quel mese d’agosto (ovviamente agosto, come le pecorone) sul Salento (come le pecorone) ? Per tornare e lamentarsi di nuovo. La Fornero troppo gentile con l’aggettivo choosy, io userei un altro aggettivo…».

 

MA DAVVERO SIAMO TUTTI BAMBOCCIONI?

Eppure, per una controprova bisognerebbe ascoltare anche l’altra parte. E un modo efficace è quello di andare a vedere alcuni commenti di persone che sono passate attraverso il percorso di selezione per l’Expo. Sulla pagina dell’Huffington Post, che ha parlato dell’articolo del Corriere della Sera, si legge ad esempio questo commento:

Ecco il mio punto di vista: Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.

Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata preso e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa,di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.

Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.

 

 

Migranti: grande tragedia !!

Monday, 20 April 2015 06:07

"Rivolgo un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi. Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre". Così papa Francesco a proposito della nuova tragedia nelle acque del Mediterraneo. Un barcone carico di migranti si è capovolto a circa 60 miglia dalla costa libica e si temono oltre 700 morti.

L’Europa sembra incapace di reagire perché vittima di una idea anacronistica di territorio e di confine. Da un lato si presenta come paladina dei diritti umani, dall’altro promuove politiche di esternalizzazione volte a tenere lontano dai confini europei i migranti e tutto il loro carico di dolore e di speranza.Non si tratta più solo di prevedere fondi comunitari a cui attingere per calmierare l’emergenza, bensì di andare incontro ad un fenomeno in costante mutamento che chiede con urgenza e senza ulteriori rinvii una riflessione di sistema proprio sulla mancanza di programmazione di interventi sinergici e congiunti a livello europeo, per mettere in atto quei “canali umanitari” che consentono a coloro che comunque arriveranno in Europa di non rischiare costantemente la vita come sta accadendo in queste ore. Pensare all’attuazione di canali umanitari significa, cioè, anzitutto fare delle scelte politiche precise, scaturite dalla presa di coscienza che gli investimenti sul fronte del controllo delle frontiere e del contrasto all’immigrazione irregolare non sono evidentemente né sufficienti né tantomeno adeguati a gestire la richiesta di protezione internazionale. Peraltro i trafficanti e i migranti stessi, hanno una capacità di ridefinirsi nel progetto e nelle rotte migratorie che stupisce e spesso lascia del tutto impreparati. Una delle preoccupazioni che stanno davanti ai governi in questo momento riguarda l’aspetto economico, di ordine pubblico o di sistemazione dell’emergenza. In questo modo si indeboliscono, però, le politiche di accoglienza e soprattutto si rischia di non puntare sui diritti umani fondamentali.Sarebbe, invece, auspicabile una strategia a medio termine, che coinvolga anche i governi dei paesi di provenienza dei migranti in modo che diventino partner affidabili, capaci di porre i  diritti umani al centro del loro operato. Mentre nel breve termine è difficile poter pensare ad altro se non a ragionare su come garantire a chi riesce ad arrivare sulle nostre coste in questi mesi una tutela e un'accoglienza dignitosa.

 

Con la scusa della Xylella, l' Europa, col consenso del nostro Governo, vorrebbe togliere alla Puglia uno dei beni più preziosi che madre natura ci ha dato e che  con invidia, ad oggi,  fa definire  la nostra,  una delle regioni più belle del mondo: l' ulivo !!

La scienza si divide, il buon senso inorridisce, L’Altra Puglia si oppone con forza al piano per l' abbattimento.

Esiste un problema serio: molti ulivi del Salento soffrono e stanno seccando. Ad oggi non esistono certezze scientifiche sulle cause di questa sofferenza, tanto che si parla di CoDiRO, Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo. Si tratterebbe quindi di un complesso di cause e non di una sola. Pur rimanendo in assenza di certezze scientifiche, la Regione Puglia ed il commissario Silletti hanno scelto, fra le possibili cause, quella determinante: il batterio della xylella. Anche sui metodi di contrasto a questo batterio il mondo scientifico si divide e, in ogni caso, ad oggi non ci consegna certezze.

Di fronte a questo scenario, caratterizzato dall’estrema lacunosità delle risposte scientifiche, la Regione Puglia cosa fa? Sceglie di adottare la terapia più devastante possibile: eradicazioni totale delle piante infette; eradicazione di massa nella fascia di sicurezza di 15 km, localizzata in provincia di Brindisi; impiego massiccio di pesticidi e insetticidi chimici sull’intero territorio coinvolto.

La scienza si divide, il buon senso inorridisce, L’Altra Puglia si oppone con forza al Piano Silletti.

Perché non si vogliono neanche prendere in considerazione le alternative che una parte del mondo della scienza propone? Perché si nega preventivamente ogni approfondimento sulle esperienze di convivenza con il batterio maturate all’estero? Perché si nega preventivamente ogni considerazione alle tecniche utilizzate in alcune esperienze, questa volta locali, che invece sembrano offrire un’alternativa meno devastante nel contrasto al disseccamento degli ulivi?

Sono questi gli interrogativi che L’Altra Puglia si pone e che ad oggi restano senza alcuna risposta da parte delle Istituzioni competenti.

L’Altra Puglia si unisce quindi all’iniziativa dell’eurodeputata Eleonora Forenza, del L’Altra Europa con Tsipras–gruppo GUE-NGL, la Sinistra Unita europea, che  ha sottoposto all’attenzione della Commissione Europea, con un’interrogazione, la stessa nostra contrarietà alla scelta devastante operata dalla Regione Puglia e dal Commissario straordinario Silletti.

Forenza (L’Altra Europa/GUE-NGL) presenta interrogazione alla Commissione europea: «l’UE si attivi per tutelare gli ulivi del Salento»

Eleonora Forenza, eurodeputata dell’Altra Europa con Tsipras – gruppo Gue/Ngl, ha presentato il 1 aprile, una interrogazione alla Commissione Europea contro la distruzione degli ulivi del Salento, a proposito del caso della xylella che sta decimando gli ulivi salentini.

«Considerato che il Salento – si legge nel testo presentato dalla deputata europea – è ormai da tempo soggetto ad una grave piaga che sta decimando gli ulivi arrecando un grave danno sia ambientale che economico per tutta la Regione Puglia; tale piaga è stata individuata nella Xylella senza considerare altre possibili concause; le misure obbligatorie contenute nel piano del commissario straordinario nominato per l’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, porteranno all’espianto di migliaia di piante nel Salento e l’obbligo di trattamenti di pesticidi a partire da maggio, senza certezza della diagnosi sulla fitopatologia né trasparenza dei dati relativi al contagio; Il commissario Ue alla salute e sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha sottolineato, dopo il Consiglio Ue agricoltura del 16 marzo 2015, l’urgenza di “tagliare subito tutti gli olivi contagiati da Xylella fastidiosa”; 500 piante sono tornate a rivegetare, grazie a cure naturali.

Si chiede alla Commissione se intende: rivalutare la soluzione dell’eradicazione degli ulivi affetti da Xylella alla luce delle nuove possibili tecniche di cura alternativa che hanno già dato esito positivo; effettuare uno studio sulla eventuale presenza di concause, quali i funghi, che potrebbero essere causa e non conseguenza della malattia; attuare urgentemente una diversa rimodulazione dei fondi per lo sviluppo rurale per sostenere gli agricoltori colpiti da tale piaga».

 

I nostri contatti :)