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POETI BOVINESI : CARMINE SANTORO

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ORO PRO-NOBIS: 25 INDAGATI E 10 ARRESTI

Thursday, 11 June 2015 05:29

Crac 'Don Uva': 10 arresti e 25 indagati in 'Oro Pro Nobis'

 

Foggiatoday informa:

Tre anni di indagini della Procura della Repubblica di Trani, sul crac finanziario da 500 milioni di euro della Casa Divina Provvidenza Opera Don Uva, di cui 350 milioni dello Stato, questa mattina hanno portato all’arresto di 10 persone, tre in carcere e sette ai domiciliari. Dalla complessa indagine – tramite accertamenti bancari, intercettazioni e interrogatori a persone informate dai fatti - sono emersi elementi inquietanti che hanno spinto gli uomini del comando provinciale della GdF di Bari – Nucleo di Polizia Tributaria - ad eseguire gli arresti nei confronti delle religiose, massime responsabili della Congregazione delle Ancelle, di un ex direttore generale, di amministratori di fatto, di consulenti e di dipendenti dell’Ente stesso. Ai domiciliari anche il presidente della commissione Bilancio a Palazzo Madama, Antonio Azzolini, senatore del Nuovo Centrodestra. 

Nel lungo elenco degli indagati – in tutto 25 - compaiono anche altri professionisti, ex amministratori della CDP e personalità politiche della zona, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell’Ente. E’ stato posto sotto sequestro anche un immobile appartenente all’ente ecclesiastico “Casa di Procura Suore Ancelle della Divina Provvidenza” di Guidonia.

L’OPERAZIONE ‘ORO PRO NOBIS’ NEL RACCONTO DELLA PROCURA DI TRANI

L’INDAGINE. In via preliminare riteniamo opportuno sottolineare che siamo stati tra le prime Autorità Giudiziarie. E ad aver beneficiato del nuovo corso di trasparenza e collaborazione della Banca Vaticana voluto dal Santo Padre. Va pertanto riconosciuta la preziosa collaborazione fornita dallo IOR, nell’ambito delle rogatorie internazionali richieste da questa A.G. L’indagine, durata tre anni, articolatasi in numerosissime acquisizioni documentali, perquisizioni locali, accertamenti bancari, escussione di soggetti informati sui fatti, migliaia di intercettazioni telefoniche (tutte preziose nella ricostruzione dei fatti e delle responsabilità penali), ha ad oggetto l’Ente religioso denominato Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza opera Don Uva onlus. 

L’OPERA DON UVA. Trattasi di un Ente Ecclesiastico fondato da Don Pasquale Uva nel 1922, avente finalità di culto e religione, che esercita attività di cura e assistenza delle persone con facoltà intellettive compromesse, in forza di convenzionamento con il Servizio Sanitario delle Regioni Puglia e Basilicata, nonché di un accreditamento, con le stesse regioni, relativamente ad altre attività Ospedaliere.  La struttura si articola nelle tre sedi di Bisceglie, Foggia e Potenza.  Stando a quanto si legge negli atti ufficiali della Congregazione, le Ancelle della Divina Provvidenza farebbero proprio il motto paolino “Charitas Christi urget nos” e vivrebbero la loro esperienza missionaria nel cuore della Chiesa secondo l’originale carisma del Fondatore. Il loro servizio pastorale, come recita il sito internet della Congregazione, consisterebbe  nel prendersi cura delle persone colpite nelle facoltà intellettive e fisiche, privilegiando le aree di particolare necessità e di abbandono “per farsi voce di chi non ha voce”. Le indagini hanno chiarito che i nobili principi ispiratori della venerabile missione avviata dal Padre Fondatore ormai non sono altro che un lontano ricordo.  Negli ultimi decenni si è invero assistito ad un lento ed incessante processo di secolarizzazione della Congregazione, divenuta facile e ghiotta preda di poteri forti e di trame politiche; nel corso di questo processo involutivo le stesse Ancelle (o per lo meno, alcune di esse) sembrano aver completamente rinnegato i canoni fondativi della loro missione, rendendosi complici, quando non addirittura protagoniste di primo piano, dei gravi misfatti compiuti all’interno dell’Ente. 

ARRESTI E INDAGATI. L’indagine ha portato oggi ad eseguire gli arresti nei confronti delle religiose, massime responsabili della Congregazione delle Ancelle, di un ex Direttore Generale, di Amministratori di fatto, di consulenti e di dipendenti dell’Ente stesso, ma nel lungo elenco degli indagati, compaiono anche altri professionisti, ex amministratori della CDP e personalità politiche della zona, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell’Ente.  

Tra gli arrestati ci sonoDario Rizzi di Lucera, Antonio Battiante di Foggia, Rocco Terlizzi di Bisceglie. Ai domiciliari Angelo Belsito, ex presidente del Consiglio comunale di Bisceglie, Antonio Damascelli, Adrijana Vasiljevic (candidata consigliere nelle liste di Forza Italia alle Comunali 2014 di Foggia), Augusto Toscani, il senatore del Nuovo Centrodestra e presidente della commissione Bilancio a Palazzo Madama, Antonio Azzollini, la madre superiora Marcella Cesa e suori Assunta Puzzello.

IL CRAC. Le misure sono state adottate in relazione a numerosissimi reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta ed altri, nell’ambito del crac dell’Ente Ecclesiastico Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza Che, a causa di una pesantissima esposizione debitoria di oltre 500 milioni, si trova attualmente in Amministrazione Straordinaria. 

IL FALLIMENTO. La Procura della Repubblica di Trani, destinataria di numerosi esposti in merito alla scandalosa gestione dell’Ente, nell’aprile 2012 ha chiesto il fallimento dell’Ente Religioso e da quel momento la lunga e complessa indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Bari della Guardia di Finanza, ha messo in luce l’innumerevole serie di reati che hanno portato al su richiamato clamoroso crac da oltre 500 milioni di euro, di cui oltre 350 sono rappresentati da debiti nei confronti dello Stato. 

LE CAUSE DEL DEFAULT. L’approfondita analisi della gestione dell’Ente prima del commissariamento ha consentito di comprendere le cause del default: a) Una gestione totalmente svincolata dai criteri di una corretta amministrazione aziendale, in cui per decenni è mancata persino una contabilità ed organi che controllassero la rispondenza ad economicità delle operazioni gestionali; b) Una inesauribile serie di appropriazioni, sperperi, dissipazioni, forniture fuori mercato con contratti a tutto favore dei terzi ed ad tutto danno dell’Ente; c) Assunzioni clientelari in momenti di crisi, allorché contemporaneamente si procedeva a consistenti riduzioni di personale per poter accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalle norme vigenti; d) Assunzioni di personale inutile oppure destinato a mansioni del tutto svincolate dalle professionalità richieste. 

LE PAROLE DEL COMMISSARIO. Il caso più clamoroso di sottrazione di patrimonio aziendali è rappresentato dagli oltre 30 milioni di euro e da un immobile destinato a clinica privata in Guidonia fittiziamente intestati ad altri Enti Ecclesiastici paralleli gestiti dalle suore della Congregazione, nel tentativo di sottrarli ai creditori e quindi anche allo Stato. Sono proprio le parole usate dall’Amministratore Straordinario in una delle sue relazioni a costituire un pesante e lucido  atto di accusa nei confronti di coloro che si sono avvicendati alla guida dell’Ente a partire dalla fine degli anni ’90: alle nefandezze commesse da questi soggetti il Commissario attribuisce, senza mezzi termini, la ritardata emersione dello stato di insolvenza della CdP, e, conseguentemente, l’aggravamento della condizione di dissesto.  Dice il Commissario Straordinario: “La consapevolezza dello stato di insolvenza, che si manifesta allorquando l’intensità e l’entità delle perdite economiche, unite alla scarsa solidità dell’assetto patrimoniale, conducono all’incapacità dell’impresa di fronteggiare i propri impegni finanziari, cioè di soddisfare regolarmente e con mezzi ordinari le proprie obbligazioni, era nota agli amministratori fin dagli ultimi anni ’90. Già nel 1997 infatti le disponibilità finanziarie della Congregazione non erano sufficienti ad assolvere gli impegni di spesa previsti nei confronti del personale; tale criticità si ripete nel corso dell’esercizio 1999, quando la Congregazione si trova costretta a far ricorso al mercato del debito anche al fine di ottenere le provviste necessarie a far fronte ai c.d. “pagamenti obbligatori”. Tale situazione appare ancor più manifesta a partire dai primi anni 2000; dal luglio 2001 l’Ente non è più in grado di assolvere alle obbligazioni di  natura previdenziale ed erariale connesse al lavoro dipendente;  dal gennaio 2002 l’Ente non è più in grado di assolvere nemmeno ai contributi a carico dell’azienda verso INPS e INAIL”. Estremamente rilevante il passaggio immediatamente successivo: “Tale situazione avrebbe dovuto portare la Congregazione a manifestare il proprio stato di insolvenza in un momento precedente rispetto a quanto manifestatosi nel corso del dicembre 2013; ciò non è avvenuto anche perché, nel Periodo di Riferimento, gli Amministratori hanno posto in essere una serie di azioni che hanno avuto il deliberato obiettivo di “(…) rendere meno pesante il risultato di esercizio (…)” e “(…) rappresentare una perdita di esercizio inferiore trasferendo al futuro tutte le relative conseguenze negative (…)”, di fatto ritardando l’emersione dello stato di insolvenza della Congregazione””. 

LA SCRITERIATA GESTIONE. I devastanti effetti sull’intera collettività prodotti da decenni di scriteriata gestione della Congregazione danno il segno dell’assoluta gravità delle condotte accertate. Il danno nei confronti dei contribuenti italiani è incalcolabile. Infatti: a) l’Ente ha sempre vissuto esclusivamente sui proventi delle erogazioni pubbliche derivanti dalle convenzioni con il servizio sanitario (per inciso questo peculiare aspetto costituisce oggetto di altro filone investigativo per una massiccia truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale); b) le consistenti riduzioni di personale imposte dallo stato di crisi sono sempre state poste a carico degli enti previdenziali attraverso il meccanismo degli ammortizzatori sociali; c) i benefici concessi con gli innumerevoli interventi normativi effettuati nel corso degli anni in “favore” dell’Ente, non hanno fatto altro che procrastinare il versamento di contributi assistenziali e previdenziali fino al 2016 (e rateazione del pregresso fino al 2027), tanto da accumulare un debito che allo stato attuale ammonta a circa 350 milioni di euro. Insomma un Ente, come altri in Italia, che si è rivelato agli occhi degli investigatori come un’azienda che per decenni ha goduto della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite; e che, inevitabilmente, in un modo o nell’altro sta riversando sui contribuenti ancora oltre mezzo miliardo di euro di perdite, appesantendo il bilancio dello Stato.   Come già detto, nel corso delle indagini sono stati scoperti e sequestrati oltre 30 milioni di euro, formalmente intestati a vari enti “paralleli”, creati allo scopo di distogliere dalla massa debitoria ingenti quantità di denaro. 

I CAPI DI IMPUTAZIONE. Per preservare questo denaro scoperto, è stato necessario investigare con cura la natura e l’esistenza di tali enti apparentemente autonomi dalla Congregazione, attraverso complessi accertamenti bancari, consulenze disposte da questa Procura e una paziente opera di ricostruzione dei flussi finanziari degli stessi.   Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Rosella Volpe, ha riconosciuto la totale fondatezza dell’ipotesi accusatoria avanzata dal Pm in ordine all’esistenza di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei tanti reati accertati dagli investigatori.  In particolare, così si articola il capo di imputazione sub A), ossia quello dedicato alla contestazione dell’associazione a delinquere, nel quale si dà atto dei soggetti che a vario titolo - organici o meno all’Ente stesso - si sono avvicendati ai vertici della CDP, condizionandone pesantemente le scelte gestionali: A) art. 416 commi 1, 2, 3, 5, c.p., per avere costituito, promosso, organizzato e partecipato – anche in tempi diversi - ad una associazione per delinquere – inizialmente costituita da 4 soggetti, alla quale successivamente hanno aderito gli altri, anche assumendo in taluni casi ruoli direttivi o sostituendo alcuni membri usciti dal sodalizio - finalizzata alla commissione di più delitti di cui agli artt. 216 c. 1 nn. 1 e 2, comma 2 e 3,  217, 223 c. 1, 236, commi 1 e 2 R.D. 267/42 nell’ambito della gestione della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza – Opera Don Uva, (in seguito indicata anche solo come CDP), compagine per la quale in data 23.04.2012 il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani presentava istanza di fallimento……omissis…….; tutti nelle rispettive vesti di: 1. legale rappresentante p.t.,  2. economa della Congregazione e legale rappresentante del fittizio ente denominato “Casa di Procura Istituto Ancelle della Divina Provvidenza”; 3. vari direttori generali avvicendatisi nel tempo; 4. vari amministratori di fatto , alcuni promotori/costitutori/organizzatori, altri organizzatori e capi, altri ancora in veste di partecipi, ciascuno con i ruoli, le modalità e le condotte descritte nei successivi capi di imputazione (dissipazione delle ricchezze, occultamento di ingenti somme di denaro, assunzioni clientelari di personale inutile o incompetente, falsificazione delle scritture contabili, pagamenti preferenziali, erogazione di compensi esagerati a consulenti e fornitori, ecc.) contribuivano al depauperamento delle risorse dell’Ente, sino alla inevitabile decozione. 

ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE. La descritta associazione per delinquere ha imperversato per anni sulla Congregazione.  In tale situazione, l’Istituto fondato da Don Uva, defraudato della più nobile delle missioni alla base della sua costituzione, è divenuto nel tempo preda di interessi illeciti ed è stato preso d’assalto dal malaffare.  

ASSUNZIONI CLIENTELARI. Le indagini hanno, infatti, evidenziato come molti dipendenti siano stati assunti con logiche clientelari e con spesso incredibili livelli stipendiali, molti fornitori abbiano goduto di un rapporto privilegiato con il “potere”, ottenendo grottesche condizioni contrattuali, cui erano riservate corsie preferenziali per i pagamenti delle forniture (specie in periodi di massima crisi finanziaria dell’Ente) in cambio di assunzioni di persone sponsorizzate dalla dirigenza della CDP, il patrimonio immobiliare stesso dell’Ente è stato spesso svenduto a soggetti compiacenti o ai vertici dello stesso; tutto era basato sulla logica del clientelismo, perfino le liste dei dipendenti da avviare a licenziamenti collettivi erano improntate alla epurazione dei non graditi. 

IL SEQUESTRO. Per porre un freno alle clamorose condotte dissipative  cui si è fatto cenno, a luglio del 2013 veniva emesso un Decreto di sequestro preventivo d’urgenza su tutti i conti correnti intestati o comunque riconducibili alla Congregazione;  grazie all’intuito degli investigatori, venivano rinvenuti e sequestrati, sui conti intestati ad un Ente parallelo denominato “Casa di Procura Suore Ancelle della Divina Provvidenza”,  disponibilità finanziarie per circa 30 milioni di euro. Il sequestro ha anche superato il vaglio dei giudici della Suprema Corte. Le successive indagini hanno accertato che Casa Procura, eretta nel 1999, pur formalmente costituendo una  casa dipendente dalla Congregazione, di fatto rappresenta un Ente fittizio sul quale sono state dirottate ingenti risorse accumulate fin dagli anni settanta presso lo IOR. 

ENTI PARALELLI. Ma la investigazioni degli inquirenti sono andate oltre, producendo ulteriori risultati. Infatti, sono stati scoperti altri tre Enti paralleli, tutti con le casse colme di denaro distolto dalla Congregazione: “Istituto Don Pasquale Uva – Casa Divina Provvidenza Onlus”, “Istituto Don Uva” e “Postulatore Beatificazione Don Uva presso Congregazione Ancelle Divina Provvidenza”, per un ammontare complessivo di circa 2 milioni di euro che hanno formato oggetto di sequestro. Singolare il caso del conto “Postulatore Beatificazione Don Uva”, a proposito del quale si è scoperto come lo stesso fosse un conto gestito, in modo subdolo, dalle “Ancelle”,  non già per le spese necessarie alla pratica di beatificazione di Don Pasquale ( oggi riconosciuto Venerabile dalla Chiesa) - per il quale esisteva già un Postulatore ufficiale nominato dal Vaticano con un proprio conto acceso presso lo I.O.R.  - ma un vero e proprio conto segreto che veniva alimentato da versamenti di denaro proveniente da donazioni di fedeli e dal pagamento delle copie delle cartelle cliniche di pazienti della CDP! 

MEGA COMPENSI. Se da un lato ci si è imbattuti in vicende intricatissime di distrazione di denaro della CDP, nondimeno è stato possibile ricostruire varie storie di incredibile sperpero del denaro, mediante mega-compensi per inutili consulenze  giuridiche, doppioni di incarichi professionali già conferiti, dimissioni camuffate da licenziamento che hanno prodotto onerosissime transazioni economiche e stipendi pagati a peso d’oro.   È il caso dello stipendio “d’oro” di un ex Direttore Generale della CDP:  a novembre 2012  questi rassegnava le dimissioni dall’incarico che gli fruttava oltre 15mila euro lordi mensili e tornava a fare il Direttore amministrativo di sede, continuando a percepire lo stipendio da Direttore Generale come previsto dal contratto.  

L’UFFICIO STAMPA. Si è pure accertato la creazione di un intero ufficio stampa in un periodo di crisi economica dell’Ente, dopo che solo poco tempo prima per arginare la suddetta crisi era stata stabilita la soppressione di analoghi uffici, nonché di una nuova assunzione presso la segreteria della Direzione Generale, con conseguente riconoscimento anche di speciali indennità aggiuntive mensili. La creazione di tale nuovo ufficio ha comportato l’assunzione di personale in rapporto di stretta confidenzialità con il Direttore Generale pro-tempore. Ad esempio tra queste, una - oggi attinta da provvedimento custodiale - oltre a godere dello stipendio CDP per un incarico creato ad hoc - in un ufficio che era stato precedentemente soppresso per evidente inutilità - beneficiava contemporaneamente dei vantaggi di altri due contratti, fittizi, con fornitori della stessa CDP vicini al Direttore; a ciò si aggiungano le continue assenze della stessa dal luogo di lavoro coperte dall’amico direttore. Il tutto, mentre l’Ente disponeva piani di licenziamento per oltre mille persone. 

LA CONSULENZA ONEROSA. Altro grave episodio è quello della onerosissima consulenza elargita a favore di un  commercialista del luogo  – organico al sodalizio - nel mentre era già in essere un analogo contratto di consulenza con diverso professionista; il predetto commercialista nel sottoscrivere con l’Ente ben tre contratti di consulenza, apparentemente rinuncia a una cifra enorme già maturata ante concordato preventivo, di circa 80mila euro e in cambio ottiene, proprio mentre incombeva l’istanza di fallimento, una super-consulenza di oltre 120mila euro, in tal modo privilegiandolo rispetto alla massa dei creditori.   Parimenti, sono state pure accertate ingenti liquidazioni di compensi nei confronti dell’avvocato dell’Ente – anch’egli destinatario di provvedimento custodiale in carcere – nella misura di oltre 300mila euro a fronte di prestazioni mai effettuate. 

LE INDAGINI. Gli investigatori hanno dovuto esaminare a fondo migliaia di documenti sequestrati nel corso delle indagini e metterli a confronto con un poderoso materiale probatorio che via via emergeva grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali e alla escussione di centinaia di soggetti.   Va precisato che i risultati investigativi raggiunti si fondano anche sul prezioso lavoro svolto dal Tribunale Fallimentare di Trani e dai Commissari giudiziali da questo nominati, nell’ambito della procedura di concordato preventivo, in relazione alla quale sono stati accertati ulteriori reati.  Ci si riferisce in particolare all’episodio gravissimo della falsificazione dei Bilanci 2011 e 2012 presentati con il Piano di Concordato Preventivo e abbondantemente ritoccati allo scopo di far apparire al Giudice della procedura fallimentare una perdita d’esercizio di gran lunga inferiore a quella reale. Questo artificio contabile era finalizzato ad accedere ad una procedura che avrebbe consentito agli stessi amministratori di continuare a gestire l’Ente, a differenza di quanto accaduto con l’Amministrazione Straordinaria che ne ha invece determinato l’estromissione. 

LE FINALITA’ DEL PROGETTO CRIMINOSO. Il progetto criminoso architettato dal management aveva due finalità: rappresentare un passivo fallimentare inferiore a quello effettivo ed occultare  un’ ingente massa patrimoniale, nel corso degli anni dirottata – anche mediante raffinati meccanismi finanziari di certo  non alla portata di semplici “Ancelle” – su conti correnti italiani ed esteri facenti capo al fittizio Ente parallelo denominato “Casa Procura”, anche per il tramite di una società fiduciaria.  Il Tribunale fallimentare a seguito della relazione dei Commissari giudiziali rigettava la richiesta di concordato preventivo giudicandola ”manifestamente dannosa per i creditori” e assolutamente inidonea a garantire la paventata continuità aziendale.  Le indagini proseguono su altri filoni investigativi.



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A pochi giorni dalle elezioni la “vecchia volpe” dei Monti Dauni prova a fare scacco matto, per “sperimentare una strategia che porti ad aggredire quelle che sono state e sono le criticità strutturali che da sempre hanno determinato l’abbandono e lo spopolamento delle zone di montagna.”

E’ per questo che si è creata la nuova Unione dei Comuni Montani, non a caso proprio in quel che è il paese del pluridecorato senatùr…quasi che nessuno sapesse di chi è la colpa di quell’ abbandono e spopolamento delle zone della nostra montagna!!

Cos’altro ancora si vorrà sperimentare dopo decenni di indiscussa pessima amministrazione della Comunità Montana?!

Ci vuole proprio una bella faccia !!

Così la Redazione di Teleradioerre c’ informa di questa bella novità:

Monti Dauni, nasce l'Unione dei Comuni Montani

MONTELEONE DI PUGLIA,

22/05/2015 16:03:42 di Redazione

 

Accadia, Bovino, Deliceto, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia, Panni(foto), Rocchetta Sant’Antonio, e   Sant’Agata di Puglia sono questi gli otto Comuni firmatari dell’Atto costitutivo dell’Unione dei Comuni dei Monti Dauni, il giorno 22 maggio 2015 presso il Comune di Monteleone di Puglia.

Si costituisce, quindi, sui Monti Dauni, l'Unione dei Comuni Montani, che oltre a garantire, attraverso la messa in atto di nuovi modelli organizzativi, l’esercizio di funzioni associate, con minori costi e maggiore efficienza ed efficacia, consente ai Monti Dauni di riappropriasi delle “politiche per la montagna”, azzerate di fatto dalla soppressione delle Comunità Montane.  

La soppressione delle Comunità Montane pugliesi nel 2009, infatti, causò l’azzeramento di un interlocutore istituzionale sovracomunale capace di interagire con la Regione Puglia e la U.E. in materia di progettualità  strategiche territoriali per le zone montane.

Oggi, con la costituzione dell’Unione dei Comuni Montani si riprende quel percorso proficuamente avviato e portato avanti dall’intero territorio dei Monti Dauni sin dagli anni 2000.

Soddisfatti gli otto sindaci che hanno lavorato per questo obiettivo comune. “Non è un’ Unione tra Comuni tout court – afferma il Sen. Carmelo Morra, Sindaco di Monteleone di Puglia -   non sono in gioco soltanto le politiche di gestione legate allo svolgimento di funzioni associate di servizi fondamentali, ma con la costituzione dell’Unione dei Comuni Montani, riparte, sui Monti Dauni, la politica per la montagna.

Fra l’altro, a causa anche della nuova architettura istituzionale determinatasi con la soppressione delle Province, si copre, con l’Unione dei Comuni Montani, quel vuoto in materia di programmazione sovracomunale causato dalla soppressione delle Province stesse.

L’Unione dei Comuni Montani dei Monti Dauni, reciterà, fra l’altro, un ruolo fondamentale nella strategia, finalmente convergente tra Governo centrale e Regione Puglia, sulle aree interne.

Governo centrale e Regione Puglia individuano di fatto nei 29 comuni dei  Monti Dauni l’unica area internapugliese su cui sperimentare una strategia che porti ad aggredire quelle che sono state e sono le criticità strutturali che da sempre hanno determinato l’abbandono e lo spopolamento delle zone di montagna.

E’ una scommessa da vincere e l’unione dei Comuni Montani costituirà un punto di forza della nuova politica regionale".

Illustrissimo Presidente Renzi,

mi rivolgo a lei come insegnante per manifestarle la mia preoccupazione sul futuro dell’istruzione. Non sono abituata a scrivere lettere per affrontare problemi collettivi ma Lei sembra essere attento alle richieste individuali ed è questa la ragione per cui le scrivo. Non rinuncio alla comunicazione e anche se non comprendo la sua sensibilità la rispetto. Mi preme sottolineare che, per me, le domande che vengono dai collettivi hanno molta importanza, per questo ho sempre partecipato attivamente alla politica (sono stata una parlamentare della XV Legislatura), ho scioperato il 5 di maggio ed ho la tessera del sindacato, quella della CGIL. Lei ha sempre sostenuto di voler mettere al centro della politica la scuola e io sono certa che Lei è stato ed è sincero perché sa bene che un paese che ha l’ambizione di uscire dalla crisi ha bisogno di giovani istruiti, liberi e capaci di pensiero critico. Purtroppo la sua proposta è molto lontana da questo obiettivo.

Il ddl, più che risolvere i problemi, che la scuola certamente ha, sembra accanirsi contro i docenti di questo paese. Facile addebitare ai docenti della scuola questioni che francamente non sono nelle loro mani! Forse per questo devono finire tutti in un grande “calderone di precarietà” dove saranno pescati dai Dirigenti Scolastici. Forse la sua intenzione è quella di ridurre il numero di precari, in realtà, in coerenza con un altro suo provvedimento, questo contenitore da cui si attinge per la nomination, serve ad annullare il contratto a tempo indeterminato per tutti. Pace: saremo tutti e tutte precari. Mi scusi, sono meridionale, non so come mai, ma la chiamata diretta ha il sapore del “familismo amorale” che lei più volte ha detto di volere cancellare.

Le chiedo Presidente in che modo questo migliora la scuola e l’istruzione? Non tutti gli insegnanti sono uguali, non tutti sono bravi, non tutti sono empatici, non tutti studiano. La prego di riconoscere che questo vale per tutti i professionisti, vale per i medici e per i magistrati per citare le professioni che hanno la stessa valenza sociale. Per migliorare la giustizia e la sanità dovremmo allora accanirci contro medici e magistrati? Servirebbe? In che modo questo provvedimento può risolvere i problemi aperti e sanguinanti della nostra società? Lo so, molti pensano che la fragilità e la debolezza dei nostri giovani ha origini a scuola. La scuola stressa, è vecchia, impone il discorso argomentativo, non si accontenta di un twit o di un clic. I nostri giovani non leggono, sono poveri nel lessico. Vede, purtroppo i nostri giovani abitano un mondo apparentemente ricco ma decisamente povero di relazioni e felicità. Non hanno la parrocchia, il partito, la casa del popolo o i cineforum di paese per esercitarsi, come abbiamo fatto noi, alla retorica, alla ricerca, allo scambio di opinioni e sentimenti. L’unico luogo sano in cui i giovani incontrano ancora l’amore, la relazione e il potere della lingua e delle sue tante sfumature sentimentali è la scuola. Sì la scuola, quella terremotata di oggi, che ha anche il problema di essere sola ad affermare valori.

Presidente, i nuovi italiani, a scuola sono protetti e sono accolti anche quando l’intolleranza e la stupidità del fuori entra in quelle vecchie mura. Forse è l’unico luogo in cui l’intolleranza è bandita. Forse è anche merito dei suoi insegnanti oltre che dei suoi sacrosanti principi. Non si può far passare gli insegnanti come dei “privilegiati”. Privilegio è un termine serio, come lei sa, e in nessun modo può riguardare chi lavora.

Mi scusi, soprattutto in questo paese dove la politica dovrebbe colpire gli abusi, la lingua andrebbe usata con esattezza, l’esattezza che, per citare Calvino, si ottiene con la scrittura. Ma allora, indossando gli occhiali dell’insegnante, quali sono e come si risolvono i problemi della scuola? Il primo grande problema è un dato terribile, quello della dispersione scolastica. Troppi i giovani che restano indietro per un paese come il nostro, il tormento di ogni insegnante. Questo dato non si modifica cambiando i docenti o l’indirizzo scolastico, a riprova che non sono gli insegnanti i colpevoli di questo disagio. E’ un disagio che ha cause diverse e profonde che possono essere rimosse con una semplice scelta: alzando l’obbligo scolastico a 18 anni, come accade in tutti i paesi affini all’Italia.

Non mi pare si sia interessato a questo né nei dodici punti né nel DDL. Una scelta questa che inciderebbe molto anche su quel dato di disoccupazione pesante che il nostro paese continua ad avere. Non si può pensare che la scuola sia colpevole di quel dato strutturale, ma le difficoltà maggiori, se legge i dati, riguardano proprio i giovani che non conseguono il diploma. A loro non è consentito nemmeno di emigrare. Sono certa che, per quanto utile, questo non risolve. Molti abbandonano perché non ce la fanno.

Noi insegnanti non abbiamo competenze che ha uno psicologo e gli insegnanti scelti dal Preside ugualmente non hanno queste competenze. Il nostro, oggi più che mai, è un lavoro di squadra, che ha bisogno di figure diverse da quella del docente. Uno psicologo in ogni scuola aiuterebbe e molto. Aiuterebbe ad identificare subito Disturbi Specifici dell’Apprendimento che sono spesso la causa dell’abbandono scolastico. Abbiamo una legge avanzatissima, in questo campo potremmo fare scuola, ma senza i professionisti giusti al posto giusto i nostri sforzi sono vani. Anche di questo non si parla. Gli insegnanti possono migliorare le loro, già buone, prestazioni, per motivare sempre di più?
Certo e noi siamo i primi a sentirne il bisogno, perché avvertiamo la responsabilità che abbiamo.

Amo questo lavoro perché non può essere ripetitivo. Nessuno dei nostri alunni è uguale ad un altro. Ognuno pone domande diverse. Questo lavoro è una ricerca permanente ed ha bisogno di confronto e formazione. La formazione deve essere un obbligo. Su questo siamo d’accordo. Ma come ci si forma? Perché non deve essere impegnata su questo fronte l’Università? Potrebbe l’Università con un programma specifico occuparsi di questo aspetto? Contribuire per questa via alla crescita professionale di tutti? Come vede anche noi vogliamo migliorare la scuola, perché vorremmo una società che fa crescere la libertà e l’uguaglianza. Si potrebbe cominciare da questi tre punti e poi verificare e procedere. Così consiglia il metodo scientifico. Lei ha scelto altre priorità che sono uno specchietto per le allodole. Facciamo finta di cambiare tanto i problemi restano e proviamo a proteggere chi sceglie la paritaria senza classi pollaio, senza i problemi strutturali che forse così non risolveremo mai.

Non ho nulla contro le scuole paritarie e non sono tra coloro che pensano che siano solo “diplomifici”. Chi le preferisce le può pagare. La scuola pubblica deve rispondere al bisogno di istruzione di tutti e per tutti e di questo si deve occupare lo Stato, senza impedire libere scelte diverse.
Non ho parlato dello stipendio degli insegnanti, penso sia la vergogna di questo paese e certo non mi appassiona una ipotetica carriera che garantisce pochi spiccioli in più. Insegno lettere e subisco il fascino dell’humanitatis, non del vil denaro. Io mi vergognerei se avessi detto, per molte legislature, che lo stipendio degli insegnanti è uno scandalo per poi partorire il topolino che non garantisce dignità a nessuno. La vergogna è un sentimento serio.

Presidente rinunci al braccio di ferro e faccia un passo indietro democratico. Incontri i nostri rappresentati, anche questa è democrazia. Si fidi degli insegnanti e dei lavoratori, è nostro interesse crescere e migliorare. La riforma la farà e se la condivide con noi certamente ne guadagnerà la scuola e il paese. Provi a connettersi sentimentalmente con chi, nonostante tutto, con amore vive a scuola.

 

Nunzia Roccotelli , presidente dall' Archeoclub di Bovino invita tutti  ad un appuntamento da non perdere il 16 maggio: Archeologia, alimentazione e per finire una cena sicuramente diversa.

 

Fino al 30 settembre 2015, è possibile partecipare e concorrere all’assegnazione dei premi destinati agli autori dei migliori video, quelli che con più efficacia e poesia riusciranno a descrivere uno o più aspetti della cultura, della vita e della bellezza dei Monti Dauni attraverso un filmato di 60 secondi.

Un minuto di riprese, girate con videocamera o smartphone, per raccontare un paesaggio, oppure un progetto, un tramonto, un momento di vita reale in una piazza, davanti a un bar o in una sala da barbiere. Sessanta secondi per narrare la passione e il lavoro di un artigiano, il volto e la voce di un cultore della storia locale, l’entusiasmo e l’impegno di un’associazione. Quanti e quali sono i luoghi, gli edifici sacri, i siti naturalistici, le tradizioni e gli eventi che fanno di Lucera (Città d’Arte e porta dei Monti Dauni) e degli altri 29 paesi dei Monti Dauni uno scrigno di tesori ambientali, storici e architettonici? Chi meglio saprà rispondere a questa domanda, realizzando un video di 1 minuto, potrà aggiudicarsi uno dei premi messi in palio dal “Lupo”.

IL FILM DEI MONTI DAUNI. Tutti i video che risponderanno ai parametri del concorso saranno pubblicati su www.rec24.it, il sito di giornalismo partecipativo che quest’anno è media partner del Premio Lupo. Per partecipare, sono due le modalità di invio dei filmati: attraverso whatsapp, al numero 366.7053283, oppure via email all’indirizzo di posta elettronica This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.. A novembre, i ‘corti’ che parteciperanno al premio daranno vita a un lungometraggio, “Il film dei Monti Dauni”, che sarà presentato durante un evento pubblico entro dicembre 2015. I video potranno essere anche il frutto di un montaggio che metta insieme più temi e soggetti. L’audio che i “corti” dovranno contenere può essere solo quello registrato naturalmente, in presa diretta. “Vogliamo costruire una narrazione completa del territorio”, ha spiegato Pasquale Frisi, membro della segreteria organizzativa del concorso. Il messaggio che la sezione video lancerà a chi ama i borghi dell’Appennino Dauno è chiaro: fai conoscere la grande bellezza della nostra terra. Ciascun video che la redazione deciderà di pubblicare sul sito di Rec24.it sarà condiviso e lanciato attraverso i principali social network (facebook, twitter, istagram) con gli hashtag #rec24montidauni e #premiolupo e sarà posto all’attenzione dei mass media nazionali che si occupano di turismo e cultura. I video non dovranno essere ‘firmati’ da alcun logo, sigla o nome. Su www.rec24.it e sui social, sarà cura della redazione dare evidenza al nome e al cognome dell’autore del filmato.

LUCERA E I PAESI DELLE EX COMUNITA’ MONTANE. I video che possono partecipare al concorso dovranno essere ambientati nel territorio di uno dei 30 centri urbani dei Monti Dauni, vale a dire Lucera e i paesi che fino a qualche anno fa erano parte integrante delle Comunità Montane dei Monti Dauni (settentrionali e meridionali). Il concorso vuole assicurare la massima libertà creativa degli autori che, dunque, potranno presentare fino a 3 filmati e avranno la possibilità di inserire nei propri video anche più soggetti e temi insieme. Nella valutazione dei migliori video, avrà un peso anche il successo (like, condivisioni, numero di visualizzazioni) che i diversi ‘corti’ otterranno sul web.

Il Jobs Act di Renzi scansa Foggia

Written by Saturday, 09 May 2015 07:25

Aumentano i disoccupati. Ecco tutti i dati sul lavoro ( dall' articolo de "L'iMMEDIATO"):

I dati sull'andamento del lavoro in provincia di Foggia, nel mese di marzo 2015. Aumentano lievemente i contratti a tempo indeterminato, ma calano sensibilmente quelli a tempo determinato. In crescita anche i disoccupati.

Boom di iscrizioni ai Centri per l’Impiego

Al 31 marzo 2015 risultano iscritti 296.541 lavoratori. Il 43% è occupato; il 32,5% disoccupato; il 14% inoccupato; il 10% occupato in cerca di lavoro. Il 12,5% degli iscritti è straniero. Il 45% degli stranieri iscritti proviene dalla Romania; il 7,4% dalla Polonia; il 6% dal Marocco; il 3% dall’Ucraina.
Gli iscritti ai CpI continuano ad aumentare. Nel volgere di due anni si registrano 22.130 unità in più rispetto a marzo 2013. L’incremento riguarda i disoccupati (+11.135) e gli occupati (+8.613).
Complessivamente i lavoratori disoccupati e inoccupati sono più numerosi degli occupati (138.247 vs 127.773).
Gli iscritti con dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) sono 163.437 di cui 85.535 donne (52%). Il 57% degli iscritti con DID è disoccupato; il 25% inoccupato e il 18% è occupato in cerca di lavoro. Rispetto a marzo 2014 si rileva un incremento degli iscritti con DID pari al 5%.
Fra gli iscritti con DID vi sono 88.211 disoccupati e inoccupati di lunga durata che, rispetto a marzo 2014, risultano aumentati del 7,4%. Il 54% dei disoccupati e inoccupati di lunga durata è donna. Il 26% dei disoccupati e inoccupati di lunga durata è giovane, con età compresa fra 15 - 29 anni.

Il 2015 parte male, calo delle assunzioni a marzo

Dal 1 al 31 marzo 2015 le aziende con sede operativa in Capitanata hanno effettuato 11.571 assunzioni di cui il 91% riguardanti lavoratori con domicilio in provincia di Foggia, il 6% riferite a lavoratori domiciliati fuori regione e il 3% a lavoratori con domicilio in altre province pugliesi.
Il numero di assunzioni non coincide con quello dei soggetti dal momento che ciascuna attivazione può essere ripetuta più volte nell’arco del medesimo periodo di riferimento. La frequenza delle assunzioni nel periodo considerato rappresenta un indicatore della frammentarietà dei rapporti di lavoro. Nel mese di marzo 2015 i rapporti di lavoro attivati hanno interessato 10.720 lavoratori (su 11.571 assunzioni) con un numero medio di contratti pro capite pari a 1,1.
Rispetto a marzo 2013 e 2014 si registra un incremento delle assunzioni del 27% nel 2014 e un decremento del 10% nel 2015. Il 64% delle assunzioni riguarda lavoratori maschi e solo il 36% è riservato alle donne. Il 25% delle assunzioni è in favore di lavoratori stranieri. Le assunzioni avvengono in agricoltura (50%); nei servizi (37%); nell’edilizia (7%); nell’industria (5,4%).
I lavoratori interessati dalle assunzioni sono per il 58% figure non qualificate. I titoli di studio sono presenti nelle seguenti percentuali: 29% licenza media; 25% qualifica professionale; 22% diploma di scuola secondaria superiore; 14% licenza elementare o nessun titolo di studio; 9% laurea.
Nel 79% dei casi le assunzioni sono state formalizzate con contratti a tempo determinato e nel 15% con contratti a tempo indeterminato. Rispetto a marzo 2014 si rileva, nella diminuzione complessiva dei rapporti attivati, un incremento di quelli a tempo indeterminato pari al 5,8%. Dal 1 al 31 marzo 2015 sono cessati 7.461 rapporti di lavoro con un decremento del 15% rispetto a marzo 2014.
Il 52% delle cessazioni si verifica per scadenza contratto. L’agricoltura e i servizi registrano rispettivamente il 44% e il 38% dei rapporti cessati. Nel mese di marzo sono cessati 2.282 rapporti di lavoro attivati nel corso dello stesso mese.

Un tour itinerante, rivolto ai giovani dai 18 ai 24 anni, per
conoscere la propria terra, le eccellenze culturali e naturalistiche
di Foggia, Lucera e dei Monti Dauni: è questa l´iniziativa
organizzata da La Casa del giovane, centro d´aggregazione
giovanile polivalente di proprietà del Comune di Foggia e gestito
dall´Associazione Emmaus. Col supporto di guide e operatori
turistici, i partecipanti avranno la possibilità di scoprire le risorse
ancora poco conosciute della Capitanata, un territorio ricco di
storia e di storie, di paesaggi architettonici e ambientali. I
ragazzi, che racconteranno la loro esperienza attraverso la
realizzazione di fotografie e reportage, avranno modo di
conoscere anche le realtà giovanili presenti nei paesi visitati e
attive nella promozione culturale dei borghi.

IL REPORTAGE. Le immagini e gli articoli realizzati saranno
pubblicati su Rec24.it, portale di giornalismo partecipativo della
provincia di Foggia, e diffusi anche attraverso una rete di blog.
L´ultima tappa del tour - che attraverserà la Capitanata facendo
tappa a Lucera, Troia, Bovino, Deliceto, Pietramontecorvino,
Sant´Agata di Puglia, Biccari e Alberona – sarà Foggia: nel
capoluogo, i giovani delle realtà associative presenti nei borghi
visitati saranno accolti dai partecipanti e dai responsabili
dell´iniziativa. Al termine del progetto, i risultati dell´iniziativa
saranno diffusi e daranno vita a una serie di iniziative collegate
con video, mostra fotografica e calendario.

PERCHE´ FOGGIA, LUCERA E I MONTI DAUNI. Foggia è il
capoluogo di una tra le province più vaste d´Italia. Sia la “Città
delle tre fiammelle” che i borghi della Daunia sono custodi di un
immenso patrimonio di bellezze che, per molti versi, è ancora
da esplorare, vivere e promuovere come merita. Lucera, che
dista appena 17 chilometri da Foggia, è la Città d´Arte dove
culture millenarie si sono incontrate dando vita a un centro
capace di affascinare i visitatori per la ricchezza, la bellezza e
l´imponenza di testimonianze storiche, culturali e monumentali
come la Fortezza Svevo-Angioina, l´Anfiteatro Romano, la
Cattedrale, i palazzi nobiliari. Lucera è l´ideale porta di accesso
ai borghi dei Monti Dauni.

MONTI DAUNI, PRIMATO D´ECCELLENZA. I Monti Dauni sono
un´area che conta 30 comuni (con Lucera, il centro più grande e
“Città d´Arte”), circa 100 mila abitanti, oltre 500 tra chiese, siti
d´interesse comunitario e musei etnografici, 10 paesi certificati
con marchi di qualità turistico-ambientali. Più di un terzo del
polmone verde pugliese è sulle alture dei Monti Dauni che
forniscono per intero le risorse idriche necessarie alla provincia
di Foggia. I fiumi, i laghi, le riserve faunistiche di questa area
dell´entroterra Foggiano rappresentano un unicum ambientale
preziosissimo, un vero e proprio giacimento di biodiversità da
salvaguardare e da promuovere. Ai piccoli centri dei Monti
Dauni, cerniera e anello di congiunzione con le regioni confinanti
(Molise, Campania e Basilicata), la Puglia deve un altro primato
che sa di eccellenza. Su 13 comuni pugliesi a cui il Touring Club
Italiano ha riconosciuto la “Bandiera Arancione”, 7 si trovano
sulle alture della Capitanata: Alberona, Bovino, Orsara,
Pietramontecorvino, Rocchetta Sant´Antonio, Sant´Agata e Troia.
Sui 10 comuni della Puglia cui l´Anci ha conferito il
riconoscimento di “Borghi più bellid´Italia”, 4 sono localizzati sui
Monti Dauni: Alberona, Bovino, Pietramontecorvino e Roseto
Valfortore. A questi riconoscimenti, si unisce l´ingresso di Orsara
di Puglia nel club delle “Città Slow” sancito nel 2007 e sempre
confermato anno dopo anno.

CONCORSO LETTERARIO UNITRE - BOVINO

Written by Tuesday, 05 May 2015 16:44

Concorso di Poesia e Narrativa
 "PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE BOVINO"
  la partecipazione è GRATUITA - SCADENZA 30 Maggio 2015
          Premiazione 27 giugno -  ore 18.00

 

Strade pulite, fiori su balconi e finestre, profumi di cucina,  servizi efficienti, musei, chiese, cantine, negozi aperti (?) e tanta ospitalità, quella genuina per dare  ragione ai marchi di cui si fregia questo comune: Città Sane (Organizzazione Mondiale della Sanità) - Bandiera Arancione (TCI) - Borghi più belli d' Italia (ANCI)- Capitale del Monti Dauni etc.etc.., così si prepara la cittadinanza al grande evento, certa che l' Amministrazione Comunale farà la sua parte per il servizio d' ordine, vigilanza , coinvolgendo anche altre Associazioni che non fanno parte dell' organizzazione diretta di questo evento (Pata-Misericordia-Avis- Cooperativa La concordia......), delle quali  c' è sempre bisogno.

In occasione dell’evento nazionale “le #invasionidigitali2015” che si svolgerà in tutta Italia dal 24 aprile al 3 maggio 2015, l’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Colpo In Canna” vi invita domenica 3 maggio 2015 a Bovino (FG) la capitale dei monti dauni, per scoprire ed invadere il meraviglioso borgo dagli 800 portali in pietra.

Tappe dell'invasione....

L’invasione partirà alle ore 10.00 davanti la villa comunale e proseguirà per tutto il paese tra i musei e i vicoli del borgo antico. Invaderemo i luoghi più belli e rappresentativi del paese a cominciare dal Museo della Civiltà Contadina dove, grazie agli antichi attrezzi, riscopriremo il modo di lavorare i campi dei nostri nonni.

In compagnia di guide turistiche professioniste, invaderemo poi il Castello Normanno, divenuto nel corso del tempo Residenza dei Duchi Guevara: scopriremo la storia e le abitudini del nobile casato. All’interno del castello resteremo abbagliati dalle preziosità del “Tesoro della Cattedrale”, situato nel Museo Diocesano. Attraversando i vicoli del borgo giungeremo alla Basilica Cattedrale, in stile romanico pugliese, per assaporare il gusto artistico medievale nell’atmosfera mistica e sacra di una chiesa quasi millenaria.Continueremo ad apprezzare le unicità del borgo ammirando le stele antropomorfe del III millennio a.C., preziose per bellezza e antichità, situate nel Museo Civico Carlo Gaetano Nicastro.

L’invasione vera e propria si terrà nei vicoli del centro Storici: in un turbinio di strade e viottoli incontreremo scorci, panorami e leggende. Proseguiremo ammirando i fregi ed i portali, giungendo al “Buco di San Marco”, arrivando a percorrere le antiche mura romane e i rioni storici.

L’ambiente bovinese è ricco oltre che di storia, anche di luoghi naturalistici e di relax; apprezzeremo quindi la pace e la serenità di una passeggiata nella Villa Comunale.

Sarà possibile pranzare presso i ristoranti /pizzeria convenzionati con la manifestazione elencati qui di seguito (si consiglia la prenotazione).

Taverna del Duca -  Piazza XX Settembre, 5 - Telefono:0881 966326

Pizzeria da Francuccio   - presso villa comunale - Telefono: 335 5407381

 

Ricordiamo a tutti i visitatori di munirsi di smartphone, macchine fotografiche e tablet per condividere tutte le immagini e i video della manifestazione con la tua maschera da invader che potrai scaricare dal sito delle invasioni http://www.invasionidigitali.it/sites/default/files/files/Invader%20mask_0.pdf . Condividi il tutto sul web e i social media (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Google+, pinterest, ecc.).

Ricordate bene gli hashtag da usare: #invasionidigitali #invadiAMObovino  #montidauni #bovino #colpoincannawebradio #puglia #museodellaciviltàcontadina #museibovino

ORGANIZZATORI: 

Associazione Culturale Colpo In Canna - Comune di Bovino - Associazione Turistica Pro Loco - ArcheoClub - Cooperativa Sipario -

REGISTRATI: 

https://www.facebook.com/events/962154463803903/

 

L’Expo Milano 2015 è l’evento universale che l’Italia ospiterà per sei mesi dal primo maggio al 31 ottobre. Il tema è «Nutrire il Pianeta, Energia per la vita». Attesi oltre 20 milioni di visitatori; sono coinvolti più di 130 Paesi. Ma, scrive il Corriere della Sera, nonostante ci sia penuria di lavoro in Italia soprattutto per i giovani, non è stato facile per i reclutatori trovare un numero adeguato di personale per la kermesse. L’80% dei giovani contattati, scrive il quotidiano, ci ha ripensato rifiutando i 1300 euro al mese (compresi festivi e notturni) di compenso. Un racconto che farebbe davvero pensare che siamo un paese di bamboccioni.

Tutti bamboccioni: davvero? Racconta il Corriere:

“Per gli uomini di Expo reclutare le seicento persone da mettere al lavoro durante il periodo dell’esposizione non è stata una passeggiata, in particolare se si guarda alla fascia sotto i 29 anni, giovani ai quali veniva proposto un contratto di apprendistato:parliamo di 1.300-1.500 euro al mese suppergiù, comprensivo di festivi e notturni come da contratto nazionale.Dunque, il 46 per cento dei primi selezionati (645 profili su 27 mila domande arrivate alla società Manpower, cui era stato affidato il compito della raccolta dei curricula e della prima selezione) è sparito al momento alla firma. Sparito anche nel senso letterale del termine: qualcuno non ha neppure mandato una mail per dire «Grazie, ci ho ripensato».

E quindi via così: con il secondo gruppo di selezionati e poi con il terzo. Alla fine, si può considerare che circa l’80 per cento delle persone arrivate a un passo dalla firma abbia lasciato spazio ad altri. Adesso le assunzioni sono firmate: ed è la squadra che si occuperà degli 84 quartieri nei quali è stato suddiviso il sito espositivo per la gestione operativa. In sintesi: ognuno diventa responsabile in una zona circoscritta e fa da punto di riferimento per i Paesi o per i visitatori, oppure ancora segnala tutte le problematiche che si possono presentare (la coda fuori da un padiglione, la persona che ha bisogno di assistenza…)alla centrale di controllo che comanda l’intervento conseguente.”

nsomma sembra proprio venire spontanea la considerazione dei lettori del Corriere: «Poverini stanno a zonzo tutto l’anno lamentandosi da far schifo e che non glielo fai fare quel mese d’agosto (ovviamente agosto, come le pecorone) sul Salento (come le pecorone) ? Per tornare e lamentarsi di nuovo. La Fornero troppo gentile con l’aggettivo choosy, io userei un altro aggettivo…».

 

MA DAVVERO SIAMO TUTTI BAMBOCCIONI?

Eppure, per una controprova bisognerebbe ascoltare anche l’altra parte. E un modo efficace è quello di andare a vedere alcuni commenti di persone che sono passate attraverso il percorso di selezione per l’Expo. Sulla pagina dell’Huffington Post, che ha parlato dell’articolo del Corriere della Sera, si legge ad esempio questo commento:

Ecco il mio punto di vista: Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.

Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata preso e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa,di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.

Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.

 

 

I nostri contatti :)