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Lazio: “70mila euro a fondo perduto per ogni nuovo giovane imprenditore agricolo”

Published in News Tuesday, 16 February 2016 08:50

La Regione Lazio investe sui giovani e sul ricambio generazionale scegliendo la soglia più alta di finanziamento concessa dalla Comunità europea per favorire le realtà imprenditoriali più piccole. Settanta mila euro di finanziamento a fondo perduto per i giovani che vogliono diventare imprenditori agricoli. È quanto previsto dalla misura 6.1 del PSR Lazio 2014-2020”. A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale.

“La Misura 6.1 – prosegue Valentini – per l’intero periodo di programmazione è dotata di un fondo di oltre 90 milioni di euro. Il premio è limitato alle micro e piccole imprese con una dimensione economica, in termini di produzione standard totale, non superiore al milione di euro. Beneficiari della misura sono i giovani agricoltori con età compresa tra i 18 e i 40 anni che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola. Sono inoltre beneficiari anche i giovani che entrano in un insediamento multiplo. In tal caso il premio viene concesso a favore di ciascun giovane agricoltore che opera in una azienda agricola comune”.

“Il premio erogato per l’insediamento dei giovani imprenditori punta a consentire l’iniziale sviluppo delle aziende nel momento della loro costituzione. Sulla base di tali valutazioni – spiega Valentini – è stato previsto un premio di 70 mila euro, tenendo conto che il valore del reddito medio annuo delle aziende regionali è pari a circa 26mila euro. Il supporto – sottolinea Valentini – sarà corrisposto in due rate nell’arco di un periodo massimo di cinque anni, vale a dire il 70% la prima e il 30% la seconda. Il pagamento dell’ultima rata è subordinato alla completa attuazione del piano aziendale, da ultimarsi entro 36 mesi dalla concessione del sostegno. Il ‘giovane beneficiario’ dovrà poi essere in possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, insediarsi in un’azienda agricola di adeguate dimensioni economiche, aver aperto una partita Iva e provveduto all’iscrizione alla Camera di Commercio. Deve inoltre – conclude Riccardo Valentini – aver fatto richiesta di iscrizione all’Inps per la costituzione di una posizione previdenziale, acquisendo infine la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap)”.

Last modified on Tuesday, 16 February 2016 08:57

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