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In questa categoria inseriamo gli articoli da far girare in prima pagina sul modulo scroll

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la nota inviataci dal Presidente dell' Associazione PATA di Bovino per questa lodevole iniziativa:

Primo incontro organizzato  dal sig. Paglialonga Giuseppe referente del “Team cacciatori Valleverde” per provvedere alla rimozione di rifiuti domestici in località Masseriole. Nell’occasione, insieme agli organizzatori della manifestazione, si sono ritrovati tanti altri cacciatori non solo di Bovino, ma provenienti da: Manfredonia, Vieste e Mattinata, da Foggia, da Lucera e da Candela, che hanno provveduto tutti insieme alla rimozione di rifiuti di ogni genere, scaricati abusivamente lungo la strada interna che da Bovino porta alle Masseriole.  

Domenica 23 u.s. questo gruppo di cacciatori-ecologisti, ha provveduto non senza fatica a raccogliere dal fossato, in forte pendenza sotto il piano stradale, una notevole quantità di rifiuti domestici….a dimostrazione non solo dello spirito di aggregazione sportiva (caccia-tiro) ma anche di cosciente attività per il rispetto della natura, quella stessa sensibilità che accomuna quanti frequentano con periodicità campi e boschi.

 

L’area parzialmente bonificata, è stata scelta perché panoramica e ricoperta da bosco e macchia, per cui si presenta ricca di vegetazione pregevole e degna di più cura ed attenzione, anche sotto il profilo paesaggistico-ambientale.   Purtroppo l’inciviltà dei residenti e la mancanza di controlli, favorisce questo abuso che ormai si protrae da anni……l’immondizia stessa ne è testimone ed è stato possibile “datarla” in base agli strati di rifiuti che si sono formati nel tempo e che sono stati “scoperchiati” durante la rimozione. Effettuata la raccolta, con sacchi e contenitori per lo smistamento in differenziata, in breve è stato riempito il cassone dell’autocarro …… che a questo punto è risultato anche piccolo.

 

Nella successiva fase del conferimento a discarica dei rifiuti, si è presentata necessaria la collaborazione degli operatori della Coop “La concordia” del servizio gestione rifiuti di Bovino.

I partecipanti, anche se in maggioranza forestieri, ben consapevoli dell’importanza di poter disporre di queste risorse naturali, si sono dichiarati disponibili a continuare con l’attività pratica-dimostrativa, come esempio educativo per tutti, nella speranza di scoraggiare e di condannare altre probabili discariche abusive e di sensibilizzare le Autorità ad effettuare maggiori controlli.

Praticamente, mantenere sempre viva l’attenzione verso il problema dell’abbandono incontrollato dei rifiuti domestici ed agricoli,  proprio perché questo tipo di azione sul territorio è ben diversa dalla sporadica “giornata ecologica” che si risolve nella passeggiata collettiva solo per ammirare il panorama, senza poi agire concretamente e con costanza.

E quindi, arrivederci al prossimo incontro-pulizia, con l’invito rivolto a tutti a partecipare!

                                                                                                       Carmine Santoro

A distanza di pochi giorni  “Bonculture”, il giornale online di approfondimento culturale, agrifood e stili di vita, pubblica due articoli  che inorgogliscono i cittadini Bovinesi :

-          Il primo articolo, scritto da Lea Durante è stato pubblicato sul quotidiano della Gazzetta del Mezzogiorno e  da bonculture  il 6 Luglio sulla breve vita di un’ altra nobile figura Bovinese, Liliana Rossi;

-          Il secondo articolo pubblicato da bonculture il 12 Luglio, lo riportiamo integralmente con un immenso “…grazie, Lea !!..per tutto ciò che fai .”

Lea Durante alla direzione del Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani

Written by Redazione 12 Luglio 2019

 

Antonio Gramsci è l’autore italiano contemporaneo più letto e studiato nel mondo. Per tenere viva la sua conoscenza anche nell’università italiana, che spesso lo ha trascurato, è nato nel 2006 il Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani, fondato su impulso dello studioso Giorgio Baratta. Dopo un lungo periodo di vacanza, in cui si sono succeduti diversi decani, da qualche giorno il Centro  ha votato la sua direttrice: si tratta di Lea Durante, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Bari e studiosa di Antonio Gramsci.

Il Centro è costituito dalle università di Urbino, Trieste, Cagliari, Cosenza e Bari, che è la capofila e la sede centrale. Parte integrante del Centro è la International Gramsci society Italia, di cui la professoressa Durante è vicepresidente. Sono circa trenta gli studiosi e le studiose di diverse aree che vi aderiscono: si va dall’antropologia alla storia, dalla pedagogia alla filosofia, dagli studi letterari antichi e moderni alla sociologia, fino al pensiero politico e giuridico, all’anglistica, all’arabistica. E ancora altro arriverà, le iscrizioni sono aperte.  Rappresentanti per le altre sedi sono Fabio Frosini (Urbino), Sergia Adamo (Trieste), Patrizia Manduchi (Cagliari), Fortunato Cacciatore (Cosenza), Guido Liguori (IGS Italia).

“Intorno a Gramsci si coagula una riflessione articolata”- ha dichiarato la neo direttrice- “una critica agli specialismi troppo separati. Nello statuto del Centro c’è spazio per un lavoro su molti piani diversi, che possono interessare saperi differenti e metterli in dialogo”.  “Questo Centro è stato capace di funzionare anche senza il suo organigramma”- ha aggiunto Durante-  “realizzando iniziative importanti, grazie alla passione e alla buona volontà di tanti e tante. Adesso è necessaria una fase di maggiore strutturazione, è su questo che voglio impegnarmi, nella massima collegialità possibile. Gramsci è un autore imprescindibile per comprendere il tempo presente, essere attivi sul fronte della sua conoscenza e della conoscenza dei temi che ruotano intorno alla sua figura dentro l’università è un compito utile e necessario.

Fra i partner scientifici del Centro, qui a Bari, è ovviamente la Fondazione Gramsci di Puglia, ma l’intenzione di allargare le relazioni ad altri soggetti è altissima. Il punto di partenza è e resta l’Università, ma subito dopo c’è la scuola, con la quale, del resto, molte iniziative sono già in campo. “Sono sicura che il Rettore Bronzini sarà vicino al Centro e ne sosterrà le attività. I suoi valori culturali di fondo sono quelli che rivengono dalla tradizione gramsciana. Ci siamo abbracciati dopo la sua elezione, ma andrò a parlargli prestissimo di progetti concreti”- dice la direttrice.

Fra i progetti imminenti vi è l’apertura, in autunno, del Fondo Valentino Gerratana, con una giornata dedicata al primo editore critico del Quaderni del carcere. Grazie alla IGS Italia è a Bari la biblioteca che fu dello studioso, sistemata con la collaborazione del Dipartimento DISUM. Con il sostegno della Teca del Mediterraneo sarà ripristinato un premio per tesi di laurea  che è rimasto silente per diversi anni, ma che può essere utile per trovare e incoraggiare giovani studiosi e studiose.

 

Regione Puglia Bovino

La Regione Puglia boccia i parchi eolici nel Foggiano: "Giudizio negativo sulla compatibilità ambientale"

Sul tavolo, l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica proposto da Winderg Srl, da realizzare nel comune di Bovino, e relative opere di connessione da realizzare nei comuni di Deliceto e Castelluccio dei Sauri

La Giunta Regionale boccia progetto parco eolico Winderg a Bovino

La Regione Puglia boccia il progetto di un parco eolico nel Foggiano e relative opere di connessione. Questa mattina, durante i lavori di Giunta, è stato espresso, per quanto di competenza regionale, giudizio negativo di compatibilità ambientale.

Sul tavolo, l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare nel comune di Bovino, e relative opere di connessione da realizzare nei comuni di Deliceto e Castelluccio dei Sauri. Il progetto è proposto dalla società Winderg S.r.l., in conformità al parere reso dal Comitato regionale per la VIA e alle posizioni prevalenti espresse dagli Enti territoriali e soggetti con competenza in materia ambientale coinvolti.

E’ da tempo che si sta tentando di inserire  all’interno del parco giochi un altro  “ chioschetto” per la vendita di gelati, caramelle e giocattoli per bimbi con la scusa di dare lavoro a qualcuno che gironzola intorno alle varie amministrazioni per fare business  e ci si inventano attività strampalate che mirano sempre più alla privatizzazione di uno dei beni più belli che il nostro borgo ha: la villa comunale!! (Delibera di Consiglio Comunale n. 22 del 12.11.2012  e del relativo “Regolamento” fatto ad “hoc” per questo scopo!!)

....sarà questo il motivo per cui  si è deciso l’ abbattimento del pino d’ aleppo all’ interno del parco giochi di Bovino? ....è il primo passo che porterà al raggiungimento di questo obiettivo?..  Oppure è la  manìa di qualche veterano amministratore che sta distruggendo il secolare  patrimonio del verde cittadino ( vedi  i pini di via Nazionale , alle scuole, piazza Cesare Augusto,  i cipressi al cimitero con tutti i vialetti fino ad ieri così belli, l’ albero di via Castello etc.etc.) ?.  

 

 Oltre alle forze politiche di opposizione che hanno denunciato il fatto (vedi richiesta di accesso agli atti )e che si stanno adoperando per una raccolta di firme per evitare questo abbattimento, è sceso in campo anche il Coordinamento Nazionale per gli Alberi e per il Paesaggio con una nota molto pesante e con degli interrogativi che dovrebbero far riflettere questi amministratori che hanno deciso le trasformazioni ambientali cittadine autorizzando l' emissione di  un’ ordinanza contro la quale non ci sono i tempi per arrestare gli interventi:

 

 

 

  

 

  

...questo è il titolo dell' articolo scritto da Lea Durante sulla Gazzetta del Mezzogiorno, 

in occasione dell' anniversario della morte della compagna Liliana Rossi.

Una cerimonia con deposizione di fiori al busto di Liliana nel parco "Liliana Rossi"  alla presenza di poche persone tra le quali in fratello di Liliana , il Prof. Angelo Rossi, con la sua famiglia.

La buona notizia l' apprendiamo da FoggiaToday e la trascriviamo integralmente:

Impianti eolici in provincia di Foggia: parere negativo della Regione Puglia
Giudizio negativo di compatibilità ambientale degli impianti da realizzare nei comuni di San Paolo, Poggio Imperiale Apricena, Bovino Troia, Castelluccio dei Sauri, Ascoli Satriano e Casalvecchio di Puglia.

Impianti eolici in provincia di Foggia: parere negativo della Regione Puglia

Mercoledì 30 gennaio la Giunta regionale  - ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 e 11/2001 - ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale per l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare nei comuni di San Paolo di Civitate e Poggio Imperiale, e relative opere di connessione alla RTN da realizzare sul territorio comunale di Apricena proposto dalla società I.V.P.C. S.r.l.

Stessa decisione per l’impianto nel comune di Bovino e relative opere di connessione alla RTN da realizzare sul territorio comunale di Troia, proposto dalla società Renvico Italy S.r.l.

 
 

Giudizio negativo di compatibilità ambientale anche per l’impianto nel comune di Castelluccio dei Sauri proposto dalla società Wind Energy Castelluccio S.r.l. e per quello nel comune di Ascoli Satriano proposto dalla società Wind Energy Ascoli S.r.l. Per le stesse motivazioni, anche per l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare nel comune di Casalvecchio di Puglia proposto dalla società Renvico Italy S.r.l.



Questo sito  ha sempre   manifestato la propria contrarietà alle autorizzazioni concesse dai vari governi nazionali per esplorare i fondali marini delle nostre bellissime coste e fondali provinciali (vedi  alcune nostre “pagine” pubblicate: Raccolta di firme per  Ambiente-Scuola-Lavoro, Manifestazione NO TRIV a Manfredonia)  ed in genere su tutte le tematiche riguardanti la tutela ambientale (siti inquinati, eolico selvaggio, tutela dei fiumi, inceneritori,  acqua  pubblica……), lamentando la scarsa sensibilità ed impegno  dell’ Amministrazione Comunale dall’ imporsi  con azioni efficaci a contrastare questo assedio al territorio da parte di società ed imprenditori senza scrupoli . I risultati li vediamo volgendo lo sguardo  all’ orizzonte (circondati da tantissime pale che, secondo  previsioni sballate, avrebbero dovuto portare chissà quanti benefici alle casse comunali e che invece ci hanno resi ancora più poveri per rimborsi, accordi e vertenze assurde, dando ragione al detto popolare “….cornuti e mazziati !!” ).

Carmine Santoro, presidente dell’ Associazione PATA,  ci dà alcune notizie interessanti su quanto sta avvenendo  nella nostra Provincia:

Leonardo Antonio Soldo, presidente del circolo Arci di Foggia 'Maria Schinaia' lancia l'allarme trivelle anche in provincia di Foggia, sottolineando come sia in corso "una nuova insensata corsa all’oro nero, nonostante le rassicurazioni dei Governi che si sono succeduti dopo il referendum sulle trivelle del 2016: nuovi pozzi e piattaforme e nuove attività di prospezione mettono concretamente a rischio i nostri mari ma anche i nostri territori.  Anche se il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa, ha annunciato che sarà inserita una norma nel decreto legge ‘Semplificazioni’, che bloccherà i 40 permessi pendenti. A preoccupare sono gli effetti sonori degli Air gun e le eventuali trivellazioni, deleteri per le attività riproduttive. E le eventuali, successive, trivellazioni potrebbero esserlo ancor di più. Bisogna fermare le trivelle anche perché vengono usati dei siluri per perforare il fondo del mare. Questi raggiungono chilometri di profondità oltre il fondo del mare e causano terremoti sulle coste vicine. Solo in questo modo si possono spiegare le infinite scosse telluriche ad Amatrice e nel centro italia"

Soldo sottolinea come non sia solo il Mar Ionio ad essere sotto attacco delle compagnie petrolifere, ma anche l’Adriatico centro meridionale e il canale di Sicilia: "E’ ripartito, infatti, l’attacco con la pubblicazione da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico sul Buig dei decreti di conferimento della concessione di coltivazione ‘Bagnacavallo’ e di proroga della concessione di coltivazione ‘San Potito’, entrambi in Emilia-Romagna, in provincia di Ravenna. La nuova concessione denominata ‘Bagnacavallo’ è stata rilasciata alla società Aleanna Italia (per la durata di 20 anni) e prevede realizzazione e messa in produzione di cinque pozzi (due esistenti e tre nuovi). La concessione di coltivazione ‘San Potito’, invece, scaduta da anni, è stata prorogata per 15 anni in favore della società Padana Energia Spa. Nello stesso sono stati concessi, inoltre, tre permessi di ricerca nel mar Jonio con l'utilizzo dell'airgun, alla società americana Global Med" spiega.

Aggiunge il presidente del circolo Arci: "Anche la Provincia di Foggia subisce questo attacco, infatti sono già presenti 14 permessi di coltivazione su una superficie di Km2 1.322 (Sedia d'Orlando, Candela, Masseria Acquasalsa, Tertiveri, Torrente Vulgano, Melanico, Monte Vrecciaro, Pecorato, Masseria Grottavecchia, Macchia di Pierno, Torrente Celone, Masseria Petrilli, Valle del Rovello, Lucera)".

Ci sarebbero anche sette istanze di permesso di ricerca in terraferma che interessano una superficie di 944 Km2. Fontana Villanella (Alberona, Biccari, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, Volturara Appula, Volturino). Foropane (Orsara di Puglia e Troia). Il Convento (Campomarino, Chieuti, Guglionesi, Lesina, Portocannone, Rotello, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Termoli, Torremaggiore, Ururi). Posta Del Giudice (Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Lucera, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore). Sciascitiello (Deliceto, Rocchetta Sant'Antonio, Sant'Agata di Puglia). Serra dei Gatti (Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto, Orsara di Puglia, Roseto Valfortore, Troia). Signorella (Torremaggiore, S.Severo).

“Di fronte al rischio di queste nuove trivellazioni ci aspettiamo risposte concrete, quali lo stop immediato a nuove estrazioni di idrocarburi in mare e a terra, a partire dalle 96 richieste di prospezione, ricerca e coltivazione in attesa di via libera; il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili; una legge che vieti l’uso dell’airgun per le prospezioni; un Piano energetico nazionale per il clima e l’energia che punti alla decarbonizzazione dell’economia e a un futuro rinnovabile, rispettando così gli impegni presi alla Cop21 di Parigi – spiegano dall’Arci Foggia -. Ci aspettiamo da questo Governo più coerenza e fatti concreti sulla lotta ai cambiamenti climatici e contro le trivellazioni di petrolio. Per arrestare i cambiamenti climatici, ma anche per ridurre e combattere l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità di vita dei cittadini è di fondamentale importanza uscire dalla dittatura delle fonti fossili, ancora oggi al centro del sistema energetico del nostro Paese”. Poi la soluzione: “Sarebbe necessario da subito varare una moratoria di almeno tre anni sulle nuove attività petrolifere – dicono dall’Arci -. Vietare l’uso dell’airgun e reintrodurre il piano delle aree come strumento di programmazione delle attività estrattive per rafforzare il ruolo delle Regioni e delle comunità interessate”.

Cari gilets jaunes, cari compagni di lotta...

Sono un lavoratore italiano che vive in Francia da qualche anno e che ha preso parte al movimento depuis le débout. Vivo in Francia perché, come molti altri lavoratori dei Paesi del Sud Europa, lavoratori italiani, spagnoli, greci, portoghesi, siamo stati spinti ad emigrare a causa delle politiche di austerità. In paesi come il mio, il neoliberalismo e le politiche di austerità sono arrivate molto prima che in Francia, subito dopo la crisi del 2008. Queste politiche, come voi sapete, hanno prodotto disoccupazione, precarietà, privatizzazione delle infrastrutture e dei servizi pubblici essenziali, degli ospedali, delle scuole, delle università. Il crollo del ponte Morandi a Genova, l’estate scorsa, è tristemente il simbolo di ciò che l’austerità ha prodotto in Italia. L’austerità lacera il tessuto sociale del paese creando senso di solitudine, individualismo e lotta tra i poveri. Una vera e propria guerra sociale è stata condotta in questi anni su scala europea, come voi sapete bene. Questa guerra è partita dai paesi del Sud Europa ed ora è arrivata anche in Francia.

Ho partecipato a tutti gli Atti del movimento, anche durante il periodo di Natale. Ho scoperto un movimento aperto ad ogni individuo, di ogni nazionalità, razza o colore della pelle. E’ stato per me un natale straordinario, quello del 2018, passato con voi nei blocchi e nelle strade di Parigi, i sabati come durante la notte del réveillon sugli Champs Elysées. Sabato scorso ero ancora in piazza con voi, e lo sarò nelle prossime settimane, finché non vinceremo. Ho scoperto, in queste otto settimane di lotta e di rivolta popolare, il senso di parole come solidarietà, fraternità, libertà, eguaglianza, democrazia. Quella dei gilets jaunes è una lotta che va ben oltre la Francia. Se vinceremo in Francia, la terra dove è nata la rivoluzione, i gilets jaunes potranno vincere anche altrove, seguendo il nostro esempio.

I media francesi non parlano molto del fatto che i gilets jaunes stanno già apparendo in altri regioni e paesi, auto-organizzandosi dal basso nei Paesi Baschi, in Catalogna, in Belgio o in Olanda. AGGIUNGERE. Parlano invece del sostegno che i governanti e i politicanti di altri paesi stanno dando ai gilets jaunes.

Ho letto ieri sui giornali francesi che il vice-presidente del Governo italiano e leader del movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, ha dichiarato il suo sostegno al movimento dei gilets jaunes. I media francesi hanno dato risalto a questa notizia. Perché? Perché una mossa propagandistica di un politicante italiano è stata così ripresa ed enfatizzata dai media francesi? Perché i media francesi non parlano dei tanti cittadini europei che sostengono i gilets jaunes e che vogliono seguire il loro esempio ? A loro interessa solo parlare di Di Maio, di Salvini, di Assad o di Putin, per infangare l’immagine del movimento, per mostrare all’opinione pubblica che i gilets jaunes non sono indipendenti, che sarebbe eterodiretti e manipolati dai governi di altri paesi o non si sa da quale fantomatico complotto internazionale.

E’ l’ultima delle falsificazioni dei media: dopo aver tacciato il movimento di razzismo e antisemitismo, dopo aver sostenuto che la sua rivendicazione principale era quella della “manif pour tous”, ora proveranno a dire che il movimento è manipolato da Paesi stranieri e da governi populisti. Facciamoci una risata sopra, continuiamo a lottare e a bloccare il paese. Il fatto che all’estero si parli sempre di più dei gilets jaunes è solo il segno della forza della nostra lotta.

Da cittadino d’origine italiana voglio per aggiungere qualcosa su Luigi di Maio, il “mio” vice-presidente del Governo. Perché questo ragazzotto che indossa la giacca e la cravatta anche quando dorme, dichiara d’improvviso di sostenere i gilets jaunes e di voler mettere a disposizione del movimento la plateforme numérique Rousseau ? Perché in queste otto settimane Di Maio ha taciuto sui gilets jaunes, e ora d’improvviso ne parla? La risposta è semplice : Di Maio è in crisi di consensi e di legittimità in Italia, perché ha tradito il suo popolo nella negoziazione con l’Europa, e non ha mantenuto le promesse elettorali. Di Maio elogia i gilets jaunes perché sa che i cittadini italiani danno sostegno al movimento francese. Prova a recuperare il consenso degli italiani elogiando i gilets jaunes.

Di Maio è un impostore, un menteur, un manipolatore di consensi. I suoi elettori non gli perdoneranno il tradimento delle principali promesse della campagna elettorale. Di Maio diceva di voler difendere il patrimonio pubblico e i beni comuni in Italia, e invece nella trattativa con Bruxelles ha messo nel piatto la vendita ai privati del patrimonio pubblico italiano, per un valore di 10 miliardi: immobili, terreni di proprietà pubblica, beni di importanza storica e culturale. E voi sapete quanto sia importante il patrimonio storico e culturale italiano. Di Maio diceva, prima delle elezioni, di voler fermare le “grandi opere inutili” come il gasdotto in Puglia che sta devastando il territorio e le spiagge di quella bellissima regione, o come il Terzo Valico, e invece lui e Salvini hanno deciso di perseguire nella devastazione del territorio italiano.

Proprio come i vecchi politicanti, anche i “nuovi” politicanti del governo italiano hanno perseguito una politica di privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici. Di Maio aveva promesso, contro la povertà, il Reddito di Cittadinanza. Hanno invece approvato una misura assistenzialistica e umiliante per i disoccupati italiani. Di Maio e Salvini dicevano di voler ridurre la pressione fiscale in Italia, che invece rimane praticamente la stessa. Di Maio e Salvini dicevano di non voler rispettare i vincoli di bilancio imposti da Bruxelles, per poter rilanciare politiche di investimento e di occupazione in Italia. Alla prima minaccia di Bruxelles hanno invece ceduto, per il semplice fatto che sono dei codardi e dei menzogneri.

La piattaforma digitale Rousseau, che di Maio vorrebbe mettere a disposizione dei gilets jaunes è, tout simplement, un arnaque. Di Maio insulta i gilets jaunes se pensa che il nostro movimento abbia bisogno della sua piattaforma. La piattaforma Rousseau è contraria allo spirito di condivisione e di libertà della rete. Nonostante il nome che porta non favorisce la partecipazione diretta, il suo codice e il suo algoritmo non sono liberi e a disposizione di tutti ma di proprietà privata di un’impresa, la Casaleggio Associati, che è anche proprietaria del simbolo del Movimento 5Stelle. Il movimento dei gilets jaunes ha dimostrato di saper auto-organizzarsi in rete, di usare i suoi canali di comunicazione indipendente per organizzare ogni Atto, per prendere delle decisioni collettive, per stilare la lista delle rivendicazioni. Abbiamo fatto un uso consapevole e collettivo degli outils della rete. No, non abbiamo bisogno di una piattaforma che usa il nome di “Rousseau” per usurpare la democrazia diretta e per truffare i cittadini!

Di Maio è colui che ha sempre dichiarato che se in Italia non ci fosse stato il movimento Cinque Stelle ci sarebbe stata una rivoluzione. Di Maio ha paura della rivoluzione e si è sempre schierato con la polizia quando i cittadini non hanno rispettato le imposizioni del Ministro degli Interni e dei Prefetti. Il movimento Cinque Stelle ha recuperato e strumentalizzato il sentimento di ras-le-bol dei cittadini italiani nei confronti del vecchio e corrotto sistema politico, dando loro l’illusione di poter cambiare il paese solo attraverso lo strumento delle elezioni. Ma noi, gilets jaunes, lo sappiamo bene, che soltanto con le elezioni non si cambia nulla! E che coloro che presentano il simbolo dei gilets jaunes per le prossime elezioni europee sono solo dei manipolatori !

Di Maio diceva di voler introdurre in Italia la democrazia diretta, e invece appena andato al Governo ha fatto un compromesso da vecchia politica con Matteo Salvini, un politicante di professione che fa politica da più di venti anni, pagato e stipendiato dagli italiani. Salvini appartiene ad un partito trasformista che fino a qualche anno fa predicava la secessione del Nord contro il Sud dell’Italia, e che oggi d’improvviso si professa rappresentante dell’unità del paese, prendendosela con i più poveri, perseguendo il razzismo di Stato e la chiusura dei porti.

La vicenda italiana è utile per noi gilets jaunes per una ragione. Perché ci mostra che in Europa ci sono due nemici contro cui combattere: da un lato, le élites neoliberali di Bruxelles e i loro rappresentanti in Francia come altrove, e dall’altro, i finti tribuni della plebe, che predicano la democrazia diretta per truffare i cittadini europei e per illuderli.

 

Bovino è uno dei paesi più colpiti dallo spopolamento, di questo parla oggi la stampa con un articolo di Dino De Cesare.

Sul fenomeno dell' emigrazione c' è una bella notizia che riguarda i nostri concittadini all'estero: Il diario scolastico 2018/2019 delle scuole dell' Istituto comprensivo di Bovino-Panni-Castelluccio Dei Sauri ha dedicato loro un articolo  interessante del quale vi mostriamo le pagine:

Dal blog di Fabio Balocco e dall' articolo di ieri sul Fatto Quotidiano, riportiamo queste notizie che riguardano più che mai la realtà di Bovino:

Una delle poche affermazioni sensate che ha fatto Vittorio Sgarbifu qualche anno fa, quando era sindaco di Salemi, in Sicilia: “Se la mafia c’è ancora, esiste di sicuro nel campo degli impianti per lo sfruttamento dell’energia eolica”.

Sempre qualche anno fa (nel 2009) e sempre in Sicilia, a conforto di quanto affermato dal critico d’arte, finirono in manette otto persone a Mazara del Vallo, coinvolte nel business di un locale parco eolico. Nel 2013 un’inchiesta di Salvo Palazzolo per L’Espressoevidenziava i collegamenti fra il boss Matteo Messina Denaro e l’affare dell’eolico. A marzo è finito in galera il re dell’eolico, Vito Nicastri.

Quando esercitavo ancora la professione, ricevetti una telefonata da una signora siciliana che, mantenendo l’anonimato, voleva inviarmi tutta una serie di documenti che dimostravano il collegamento tra malavita e pale eoliche. Non la sentii più: chissà, l’avranno fatta fuori?

L’eolico è un business grosso grosso: incentivi per la realizzazione dei costosi impianti, energia prodotta venduta a prezzi gonfiati. E più sono grosse le pale, più grosso è il business. Si costruisce e poi se si produce bene, sennò pazienza. Il fatto poi che li chiamino parchi (eolici) è una ulteriore conferma del fatto che nella nostra lingua i termini che hanno a che fare con l’ambiente e con il verde in generale, sono usati a sproposito.

Le pale, infatti, per potere sviluppare tutte le loro potenzialità debbono essere posizionate in zone ventose e fra queste vi sono i crinali dei monti. Il risultato è che una buona fetta delle nostre alture – specie nell’Appennino centro-meridionale e nelle isole  ha visto crescere dal nulla (si fa per dire) mostri le cui dimensioni vanno dai 25 ai 100 metri di altezza. Come se improvvisamente i crinali venissero costellati di grattacieli, tra l’altro spesso mortali per l’avifauna di passaggio. Questo con buona pace dell’articolo 9 della nostra Costituzione e la sua tutela del paesaggio. Mi domando e domando a voi politici: una montagna con dei grattacieli è uguale ad una senza?

Ho pensato a tutto questo (e molto di più che non posso riferire per decenza), quando ho letto l’articolo pubblicato da Francesco Bevilacqua – che ama definirsi “cercatore di luoghi perduti” – sul suo sito lo scorso 8 gennaio e intitolato Cristo si è fermato ad Eboli ma è morto a Lauria. Sul Golgota di Serra Grande. Nell’articolo egli descrive lo scempio perpetrato nel Comune di Lauria, in Basilicata su Monte Rossia, Serra Grande, Monte Rossino. Un immenso “parco” eolico – che significa pale, strade, sbancamenti, elettrodotti – che copre ben cinque chilometri di crinali fino a poco tempo fa intatti e magici. Con buona pace del predetto articolo 9 e con buona pace di quei politici che si riempiono la bocca con la locuzione “green economy”, persone che hanno perso il senso del bello, quando mai lo avessero avuto; cosa di cui dubito.

 

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