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In questa categoria inseriamo gli articoli da far girare in prima pagina sul modulo scroll

Il Presidente della PATA torna instancabilmente a parlare di sicurezza con ogni mezzo divulgativo a disposizione, richiamando normative, circolari, decreti, ordinanze e tutto quanto serve per una maggior tutela per la sicurezza pubblica. 

Qui di seguito l' articolo pubblicato da Carmine Santoro sul  periodico d' informazione di Accadia, Bovino, Castelluccio dei S., Deliceto e Sant' Agata di Puglia, l' Elce n. 123/2017.

Si vuol sottolineare la conclusione ed il consiglio di Carmine Santoro: ...Si potrebbe risparmiare sulle spese per fuochi pirotecnici che finiscono in        " fumo e rumore" ed investire in sicurezza !!

E' stata pubblicata la graduatoria definitiva delle case popolari a Bovino. Rispetto a quella provvisoria pubblicata qualche mese fa, ci sono stati degli scombussolamenti a causa di qualche ricorso fatto da parte di chi non s' era visto attribuiti alcuni punti per una diversa  interpretazione della norma in merito agli sfratti per ordinanza di sgombero abitativo. Ora ci potranno essere altri ricorsi ma le probabilità di accoglimento sembrano molto ridotte davanti al Tribunale Amministrativo o al Presidente della Repubblica.

Questa, dunque, la graduatoria ufficiale con la premessa del responsabile del servizio:

Fino a qualche tempo fa certe notizie facevano furore sui giornali e nei programmi televisivi, mentre non ci dobbiamo più meravigliare se queste cose succedono anche qui .  BOLLETTE PAZZE in  tutti i servizi e ciò che prima sembrava conveniente, una comodità ed un risparmio  farsi addebitare le bollette direttamente sul conto, oggi si rivela cosa molto rischiosa perché se capita un errore di lettura, un guasto e quindi un addebito elevato…. quanti giri bisognerà fare per il recupero !!  Quindi attenzione, osservate questa bolletta di un utente che non c’è più da prima del passaggio della gestione dell’ acqua dal Comune di Bovino all’ AQP e immaginate la sorpresa degli eredi che si son visti recapitare questa  fattura:

Dal 7 di settembre è stato affisso nelle strade del paese da parte del Comune di Bovino l' avviso della vendita all'  asta di una serie di immobili ad un prezzo molto ribassato rispetto al valore iniziale. Già altri tentativi di vendita sono stati fatti ma, con la crisi che c'è e per l' elevato costo dei servizi, dell' Imu e tasse varie.... nessuno più investe nel mattone:

DONNA MODERNA:      Donna Moderna           N39 13 Settembre 2017

 

 

TURISTI PER CASO: Turisti per Caso N114 Speciale Agosto 2017 

 

Quest’anno anche Bovino ha subito  incendi agro-boschivi sul proprio territorio con grave rischio per la sicurezza  e l’ incolumità pubblica. Uno di questi incendi si è verificato  nel pomeriggio dell’ 11 luglio ed ha messo a serio rischio  alcune case della periferia del paese. E’ stata l’ opera tempestiva dell’ associazione PATA di Bovino e l’ intervento delle squadre di vigili del fuoco da Deliceto e Foggia  a scongiurare conseguenze disastrose ed a limitare i danni alle abitazioni.

 

Come sempre attivo e sensibile su questi temi e per la tutela ambientale, Carmine Santoro, Presidente dell’ associazione PATA di Bovino, ha diramato alla stampa questo comunicato: 

BOVINO – L’attività di programmazione ed intervento nella lotta agli incendi agro-boschivi, rientra nelle competenze e funzioni della Protezione Civile, stessa materia attribuita alle Regioni e di conseguenza, anche in parte, ai Comuni.

Sempre più spesso sentiamo parlare del “rischio interfaccia” con una serie di indicazioni e prescrizioni, che si riflettono sulla sicurezza ed incolumità pubblica e per la tutela del patrimonio pubblico e privato. In merito la recente legge regionale n.38 dic.2016, ha regolamentato alcuni specifici aspetti del rischio interfaccia, connessi agli incendi agro-boschivi, a cui ogni Comune deve far riferimento come previsione dei rischi “sotto casa” e relativa programmazione d’intervento, in applicazione della legge e secondo il rispettivo Piano comunale di protezione civile. Sono a rischio interfaccia tutte le aree rurali esposte al contatto con possibili fronti di fuoco, in particolare la periferia del paese dove sono presenti immobili, manufatti, capannoni, aziende quando sono circondate da incolti e vegetazione secca.

Alla fine di giugno, a Sant’Agata di Puglia brucia Monte Croce. Il fuoco incontrollabile divora tutto fino a pochi metri dall’abitato, tanto che il Sindaco pensa di far evacuare l’area urbana di CorsoVolpe.  Ad agosto, brucia un boschetto alle porte di Troia, mentre a Torremaggiore il fuoco minaccia da vicino la Villa comunale. A Bovino, qualche mese addietro, lungo la strada rurale Costa degli Impisi si è sviluppato un incendio le cui fiamme, alimentate dal vento, hanno velocemente raggiunto la periferia del paese e si sono propagate intorno alle prime  abitazioni. In questi casi, siamo di fronte alla tipica zona di interfaccia, intesa come “luogo dove l’area naturale e quella urbana, si incontrano e interferiscono reciprocamente”, come da definizione  della NW/UFPC del 1987.

Necessaria questa premessa, non per riportare un po’ di cronaca, ma per riflettere su questo drammatico episodio laddove si è dovuto affrontare seriamente una situazione di “emergenza d’interfaccia” quando il fuoco dall’incolto dell’Aia pubblica ha aggredito quelle abitazioni, che oggi risultano seriamente danneggiate. L’arrivo sul posto di Volontari, Carabinieri e Polizia Municipale, Sindaco e Responsabili di protezione civile,Vigili del Fuoco ed altri semplici cittadini, hanno evitato il peggio. Ma resta la paura dei residenti, che hanno tragicamente vissuto l’esperienza di vedersi circondati dalle fiamme, ed il dolore conseguente la distruzione dei beni presenti all’esterno dei fabbricati. Per tutti, abitanti ed amministratori, dovrebbe essere un monito e motivo di analisi, per programmare concreti provvedimenti di prevenzione su possibili altri casi simili.

Le periferie presenti nella maggior parte dei nostri paesi, si identificano a rischio per la presenza di una serie di incolti, purtroppo molto spesso inaccessibili, sui quali si è sviluppata una fitta vegetazione (rovi,spinatrigne,ginestre,cardi,edera, ecc..) che insieme ai tanti rifiuti abbandonati, sono facilmente infiammabili. Questo tipo di periferia, richiede una particolare attenzione-previsione da parte di ogni Comune, per il rischio interfaccia esistente, al fine di tutelare gli insediamenti urbani e produttivi dagli incendi e contenere i danni a persone e cose.  In questo caso, oltre alla possibile azione di tutela da parte degli Enti, va anche istruita la popolazione più esposta al rischio interfaccia ed al rischio idrogeologico, quella stessa popolazione che deve anche conoscere e saper gestire i rischi prevedibili, che circondano le loro abitazioni.

Possibile che un cittadino, che si ritrova la propria abitazione circondata da vegetazione ed altro materiale infiammabile (rifiuti), non si preoccupa minimamente del rischio incendio?  L’informazione è molto importante, perché molti cittadini sono convinti che tutti questi problemi li debba risolvere sempre e solo il Comune, o che le situazioni pericolose vanno affrontate e risolte con l’intervento dei Vigili del Fuoco. L’orientamento di alcune normative dimostrano il contrario, e cioè che il cittadino singolo o associato deve essere consapevole dei danni che si possono causare al singolo ed alla collettività, per un comportamento irresponsabile o superficiale, o peggio, per una libera e soggettiva interpretazione di qualsiasi norma e divieto, per eludere l’impegno nell’attività di prevenzione a tutela dei suoi stesi beni. Senza trascurare il particolare che il tutto comporta delle spese, sia per l’Ente pubblico che per il privato.

 

 

-2-

Il periodo estivo non è solo “incendi boschivi” è ormai tradizione consolidata che per alcuni mesi, ci viene offerto un carico di manifestazioni,concerti,eventi,fiere e sagre,spettacoli di ogni tipo, incontri,rievocazioni storiche, ecc… insomma si fa a gara a chi più sa offrire accattivanti programmi per attirare turisti, visitatori,degustatori,sportivi e vacanzieri. In poche parole e per fatto di cose, si vanno a determinare situazioni a rischio, solo per divertimento, con una concentrazione di gente e/o di  folla, con il risultato di ammassamenti disordinati e caotici, spesso incontrollabili.

Dopo tanti tragici episodi e sciagure, causate anche dalla superficialità di organizzatori e partecipanti, è tempo ormai di attuare una prevenzione, mirata alla sicurezza e tutela pubblica. Oltre alle già esistenti normative in materia, è stata diffusa a giugno 2017 con nota n.22306 Area I del Prefetto di Foggia-UTG, una specifica circolare sulle manifestazioni e spettacoli pubblici.  Queste nuove disposizioni e/o prescrizioni e richiami all’applicazione delle norme in vigore, meritano un’attenta applicazione “di competenza” da parte dei Responsabili addetti al rilascio delle autorizzazioni ed una seria valutazione da parte degli Organizzatori di spettacoli,manifestazione ed aventi pubblici, che spesso si identificano in comitati, proloco, associazioni e confraternite e che sono abituati a classificare tutte queste iniziative con il “tanto si è sempre fatto così” e ci è andata bene!

In pratica, le circolari del Prefetto del 5 e del 15 giugno c.a., forniscono precise indicazioni su “preventivi e mirati sopralluoghi”da effettuare nelle località di svolgimento delle iniziative, per una scrupolosa verifica della sussistenza dei previsti dispositivi di SAFETY, con individuazione di eventuali vulnerabilità, per le relative valutazioni di “apposite misure aggiuntive” da parte degli Enti pubblici o privati competenti. In sede di  analisi e valutazione da parte degli Uffici competenti, dovranno essere accertate alcune imprescindibili condizioni di sicurezza,…. quindi nulla di approssimativo o del tipo “mi sembra e si potrebbe”. Il tutto perché insieme ai dispositivi di SECURITY, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, si possa individuare una strategia operativa, significando che senza questi requisiti di sicurezza, le manifestazioni non potranno aver luogo.

Per concludere, ci sono tutti i presupposti e la volontà di “addestrare” i cittadini alla formazione della prevenzione-previsione, che non dobbiamo ritenere ad esclusivo carico e competenza della Pubblica Amministrazione o delle Forze Operative, ma come diritto-dovere civico per una responsabile partecipazione del cittadino alle attività di protezione civile.

                                                                                                         Carmine Santoro

 

 

                                                                                                                     

 

 

 

 

Finalmente è finito lo stato di emergenza  per l’ assenza di acqua potabile nel Comune di Bovino in due giorni di fuoco con le temperature altissime di questi giorni.

Da notizie avute dall’ Acquedotto Pugliese, un grande guasto alla condotta idrica principale nei pressi di Monteleone di Puglia c’è stato la mattina del 9 Agosto alle ore 04,46 . Per la riparazione del guasto e la riattivazione dell’ erogazione idrica  è passata tutta la giornata del 9 agosto e solo nel pomeriggio del 10  agosto i rubinetti hanno ripreso a dare acqua!!

Grandissimi i disagi dei cittadini che hanno letteralmente assalito con telefonate gli uffici comunali e le linee telefoniche dell’ Acquedotto Pugliese.

Nella mattinata di oggi s’è vista l’ autobotte davanti alla villa comunale distribuire acqua a tantissimi che, muniti di bidoni di plastica e boccioni di vetro, a spintoni, si approvvigionavano di acqua.

L’ incubo della carenza d’ acqua è ritornato nelle famiglie dei Bovinesi, molte delle quali avevano disattivato i serbatoi di accumulo nelle abitazioni con la speranza di aver superato definitivamente i disagi per la carenza di acqua.

 

L’ indignazione popolare è stata molto forte perché durante i due giorni di assenza di acqua, né l’ Amministrazione Comunale, né l’ Acquedotto Pugliese , hanno dato informazioni sul guasto ed avvisato la popolazione della durata del ripristino, mentre si continua a borbottare per gli elevatissimi costi in bolletta !!

Teleradioerre riporta così la notizia:

 

Bovino da due giorni senz'acqua. Cittadini esasperati. Arrivano le autobotti

Temperature africane, caldo insopportabile e adesso anche carenza di acqua potabile. A Bovino, piccolo centro dei Monti Dauni è ormai emergenza idrica: da due giorni l'intera cittadina è senz'acqua e gli abitanti, compresi i numerosi turisti che in questo periodo sono in ferie, sono esasperati. L'acquedotto Pugliese tace, l'unica nota stampa diffusa riguarda il potenziamento del depuratore di Orta Nova, ma del problema di Bovino nulla di nulla. Allora proviamo a sentire il sindaco Michele Dedda che ci comunica un guasto serio sulla condotta principale che da Monteleone di Puglia porta l'acqua fino a Bovino. "Solitamente l'AQP quando sospende l'erogazione idrica per qualsiasi motivo avvisa con netto anticipo, questa volta evidentemente il  guasto è di una certa portata che non hanno fatto in tempo ad avvertirci. Tuttavia - aggiunge Dedda - mi avevano promesso che entro le prime ore di oggi il problema veniva definitivamente risolto. Invece niente". Nel frattempo a Bovino sono giunte alcune autobotti per la distribuzione di acqua nella giornata più calda dell'anno.

Domenica 6 Agosto 2017, nella sala consiliare alle ore 18,30, c’è stata la presentazione del volumeParuòle re Buéine” a cura dell’ autore Francesco Pio Giannetta, col patrocinio del Comune di Bovino.

 Il sottotitolo del libro   spiega il contenuto di questa raccolta di filastrocche, credenze, proverbi, soprannomi e…altro. 

 

Continua il martellamento dell’ AQP per il pagamento delle fatture arretrate con importi assurdi e per consumi "stimati" in case chiuse e depositi abbandonati ….

La cittadinanza bovinese soffre di questo stato di cose  per un passaggio di gestione che si doveva evitare perché abbiamo risorse idriche locali notevoli e che ora sono state disperse e abbandonate. Sale la protesta dei cittadini ed è partita una petizione popolare che richiede il ripristino dello stato precedente della gestione idrica e fognaria. Associazioni, Sindacati, Comitati, Partiti, Esercizi Commerciali, Artigiani e gruppi di cittadini possono aderire alla raccolta firme ( Acli - CTA - Rifondazione e WBV hanno già offerto la propria disponibilità).

 Si…può…fare!, questo è l’ articolo dell’ Elce n. 121 di Luglio/Agosto 2017:

 

         Non è la prima volta che questo sito mette in evidenza       l’ enorme pericolosità dell’ ex fabbrica di mattoni (la fornace) di Giardinetto, a pochi chilometri da Bovino in cui han lavorato tantissimi Bovinesi  .

In questi giorni è stato trasmesso un servizio delle Iene sui canali Mediaset che riporta la gravissima situazione del sito contaminato, in totale abbandono e già sotto gli obiettivi dell’ emittente LA7 , di cui pubblicammo  il video su queste pagine, mentre un altro filmato è visibile sulla pagina home di nardino.it nel riquadro del video del giorno.

Ora riportiamo quest’ articolo dello Stato Quotidiano, sperando che l’ impegno preso dal Presidente della Regione venga mantenuto in tempi brevissimi:

VIDEO:

Come ormai spesso accade, ci vogliono “Le Iene” per portare all’attenzione del grande pubblico i gravi problemi della nostra terra. Durante la trasmissione di Italia 1, infatti, è andato in onda il servizio relativo alla “bomba” ecologica presente in località Giardinetto, a pochi km da Foggia ma nel territorio di Troia, che ha mostrato la sconcertante situazione attuale del sito di stoccaggio di rifiuti tossici presente in loco. Un agglomerato di capannoni che, come spiegato dall’inviato Giulio Golia, vedrebbe l’accumulo di materiali pericolosi per un quantitativo stimato compreso tra le 125mila e le 250mila tonnellate, provenienti da tutto il mondo (compreso il nord Italia) ed ammassate all’interno delle stesse strutture o addirittura sotterrate da circa vent’anni, quando le forze dell’ordine sequestrarono l’impianto.

A sconcertare più di tutto è l’attuale conservazione dei rifiuti, divisi tra montagne di polveri pericolose, pronte a prendere il volo ad ogni folata di vento, e sacchi completamente deteriorati, che permettono lo sversamento delle sostanze in tutta l’area circostante. Presente, inoltre, anche un grosso quantitativo di eternit, spesso danneggiato e dunque libero di rilasciare fibre di amianto altamente nocive per la salute.

Il servizio racchiude inoltre un intervento delle istituzioni, con il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri, ed il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, a dire la propria sulla questione Giardinetto, con il presidente pugliese che ha assicurato la possibilità di aiutare economicamente il comune dauno nella bonifica del sito. La speranza è che questa brutta vicenda, che ormai dura da troppo tempo, possa avere una soluzione in tempi immediati che permettano di mettere la parola fine ai rischi corsi dai cittadini del vicino borgo e di tutta la provincia.

  (A cura di Salvatore Fratello, Foggia 27.04.2017) 

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