You are here: HomeLibri e documenti bovinesiarticoli x modulo scroll prima pagina

articoli x modulo scroll prima pagina (6)

In questa categoria inseriamo gli articoli da far girare in prima pagina sul modulo scroll

Non bastano le grane della Corte dei Conti sulla confusa gestione dei bilanci Comunali, né il "flop" della tre giorni di mercatini di natale inaugurati in pompa magna... ci si mette anche il signor Filomeno dall' Australia a rattristare  questo primo Natale dell' Amministrazione Comunale Nunno. 

Leggiamoci la lettera che il signor Filomeno Alessandro ha inviato oggi dall' Australia  direttamente al Sindaco per la nota questione dell' offerta di un milione di euro per opere benefiche: 

Egregio Sindaco,

 

Mi scuso per la tarda risposta ma sono stato abbastanza impegnato.

 

Le vorrei rispondere alla lettera che Lei ha scritto al gruppo "Alternativa di Bovino" in quanto ho notato che, non solo divulga informazioni non veritiere, ma, inoltre, conferma che non ha capito il perche' delle mie lamentele.

 

Lei ha aperto la lettera dicendo che in data 31/08/2018 e' pervenuta la mia lettera al comune. In verita' la lettera e' stata personalmente recapitata a Lei, signor Sindaco, il 14/08/2018. Non avendo ricevuto nessuna risposta (il che e' gia' stato demoralizzante), Michele D'andrea ha sollecitato ripetutamente la Sua amministrazione al fine di parlarne di persona, in quanto avevo comunicato che sarei partito dopo poche settimane.

 

Il 07/02018, giorno prima della mia partenza, si e' tenuto il consiglio come da Lei detto. 

 

Nella sua lettera, dice che la mia lettera dell'11/11/2018 "farebbe altresi sorgere la tentazione di non dare alcune risposta" ? ancora una volta resto scioccato da tanta maleducazione. Prima di essere un'istuzione pubblica, Lei, signor sindaco, dovrebbere essere un uomo. Lei o la sua amministrazione scrive di "protocolli" , "pubblica amministazione" , etc, usando paroloni solo per rispondere alla mia lettera, quando sarebbero bastate qualche telefonate per procedere con il progetto, mettendo le basi per un rapporto basato sul rispetto e sulla fiducia.. questi due valori hanno sempre formato la base di tutti i miei rapporti.. e in Lei non ne ho trovato traccia. Non mi ha considerato proprio per 2 mesi e quando la gente, incluso il sottoscritto, le chiede il perche', Lei non risponde. Il non rispondere a domande dirette dimostra che Lei non e' ne' un uomo d'affari ne' un buon politico. 

 

L'11/11/2018, ben 2 mesi dopo del consiglio le ho scritto una lettera dicendo che non sarei stato piu disposto a creare questa Fondazione. Sindaco, io ho offerto una generosissima somma di denaro e ne Lei ne la Sua amministrazione ha mostrato un minimo di trasparenza nel comunicarmi cosa stava accadendo. In questi due mesi mi sono chiesto come mai Lei non mi avesse fatto sapere niente?

 

Questo, ripeto, e' il motivo per cui ho ritirato la mia offerta. Come mi faccio a fidare di persone che non mi contattato, non mi aggiornano e non mi rendono partecipe di cosa sta succedendo sin dall'inizio di questo progetto?

 

Lei ripete la parola "PRIVATO".. Io, Sindaco, le ripeto che vivo a Melbourne (Australia) e che avrei usato l'appoggio del Comune per la mia iniziativa altrimenti non realizzabile. 

 

Lei dice che ha avuto svariati incontri con la Regione; quindi o mi ha mentito quando mi ha telefonato il 07/11/2018 o mente nella sua lettera... Comunque sia, io non fido di gente che non considera minimamente l'aspetto umano della relazione; 

 

Chiudo questa storia dicendole, e suggerendole, se posso, di trattare le iniziative offerte con maggiore professionalita' e con maggiore "umanita'" visto che ha perso, non per Lei, ma per la comunita’ Bovinese, un’opportunita’ piu’ unica che rara che avrevve fatto “storia”.

 

Le ripeto, ancora una volta, di non usare parole come "strumentalizzato" riferendosi a me, in quanto, non solo non hanno alcun senso ma, allo stesso tempo, mi insulta.

 

Le auguro il meglio Sindaco, non per Lei, ma per il NOSTRO paese.

 

In fede,

 

Alessadro

Nel rileggere “La questione meridionale” di G.Aliberti- Minerva Italica 1975, alla pag.41 del cap.III “..le migrazioni rurali” ho trovato interessante l’indagine condotta nel 1795 da G.M.Galanti, sul flusso di tanti umili operai tuttofare che si spostavano, per cercare lavoro in ogni direzione e di subire per necessità, condizioni disagiate senza garanzia salariale ed in assenza di tutela sanitaria e sindacale. Nel riportare questi dati, il Galanti scrive: “La maggior parte de’ lavoratori delle campagne viene assoldata da’così detti <caporali > che prendono in appalto...i lavori delle strade, delle tenute…..che fanno eseguire. Vi sono i <caporaletti > che presidiano a’ lavoratori divisi in drappelli.  Sono, i primi, veri incettatori di uomini per un certo tempo.  A pag.158, nel descrivere il genere di vita e di lavoro in Puglia, dei braccianti d’ambo i sessi impiegati nelle masserie, vengono indicati i <caporali > “che servono d’intermediari fra essi e i proprietari..”

Chiaramente la mia attenzione è stata attirata dal particolare fornito dal Galanti, su  come il “caporalato” fosse già presente ed accettato nella vita sociale del 1790-’95.   Di conseguenza parte spontanea la riflessione come ancor oggi, risulta attuale il problema-fenomeno del lavoro sommerso, fuori da ogni norma e tutela.  

I miei pensieri tornano ai giorni fra il 4 e 6 agosto 2018 (!) quando la cronaca era tristemente impegnata, per due incidenti stradali molto simili, avvenuti nella provincia di Foggia con sedici morti, tutti braccianti stranieri. Con il particolare che risultavano tutti assoggettati dal “caporale” di turno.

Vittime due volte in quanto sfruttati per una misera paga, da una delle tante organizzazioni di caporalato, e poi comunque penalizzati a sopravvivere in condizioni disumane dopo una giornata di lavoro, se e quando non sopraggiunge anche la disgrazia!

Non per introdurre dibattiti e paragoni o considerazioni e opinioni in merito ….. ce ne sono fin troppo, e ne ascolteremo tanti altri ancora! Resta solo una curiosa amara constatazione, per la serie: “non è cambiato nulla”!?

Sempre scorrendo le pagine (109-111) del citato libro, mi sono imbattuto in alcuni termini ed espressioni, riportate dal De Cesare in una sua indagine redatta nel 1859, sulle condizioni economiche della classe agricola in Puglia. Svariate parole che richiamano il nostro dialetto, che non usiamo più spesso come prima, ma che hanno una lontana origine ed un preciso significato. 

Non sono una novità…ma credo faccia piacere “ripassare” certi modi di dire, già in uso nel 1850. Parlando della gestione dei terreni e delle coltivazioni, una forma di affitto era l’estaglio,…. come prezzo in ducati da pagare, perl’utilizzo di una versura di terreno.

Una vasta estensione di terreno agricolo, “…si addimanda masseria..” ciascuna masseria si divide in porzioni “che si dicono pezze” (quasi 2.600 mq.) mentre circa una quinta parte della masseria “… non mai si coltiva, ed è destinata col nome di mezzana pel pascolo degli animali..” nella gestione della masseria, il curatolo scelto dal proprietario, “sopraintende a tutte le faccende agrarie” quasi come il massaro. Ad umili operai stagionali, venivano affidati, alcuni lavori faticosi come quello di “…sminuzzare le grosse zolle volgarmente dette tempe”.

Infine, ben si comprende come nel periodo socio-economico del 1860, l’agricoltura nel Meridione pur essendo il principale riferimento per braccianti ed operai, manteneva gli stessi fra miseria e povertà. Il De Cesare conclude, parte della sua indagine nel 1859, con il trascrivere alcuni motti e proverbi in uso nelle campagne Pugliesi, fra cui “..volendo significare che l’agricoltura non frutta niente sogliono dire: chi negozia campa e chi coltiva muore”.

                                                                                     Carmine Santoro

 

E’ da qualche giorno che “radio-fante” diffonde la notizia di  rinuncia di alcune deleghe assessorili riconsegnate al Capo dell’ Amministrazione bovinese a causa di “scavalchi” di competenze distribuite ai rappresentanti della maggioranza ma, al di là di queste voci, fa notizia, invece, la rinuncia da parte del signor Filomeno Alessandro nel proseguire con l’ Amministrazione nella realizzazione di un progetto in favore della popolazione bovinese, con un contributo-finanziamento di € 1.000.000,00  del signor Filomeno. 

In una lettera che  qui di seguito pubblichiamo, il signor Filomeno spiega le ragioni per le quali è costretto a rinunciare a quel progetto e per il momento  non ci permettiamo di commentare perché in essa sono chiarissime le motivazioni che giustificano  il mittente della missiva, il quale non chiude la porta al progetto perché  è già alla ricerca  di altre soluzioni che, per quanto accaduto, speriamo, non vengano intralciate dall’ attuale Amministrazione Comunale.

Questa è la lettera di rinuncia:

Melbourne, Australia,11/11/2018

 

 

A Nunno Vincenzo, Sindaco

della Città di Bovino, FOGGIA

 

 

All’ Assessore dei Servizi Sociali e del Verde Pubblico della Città di Bovino, FOGGIA

 

 

Oggetto: progetto casa di riposo/ Fondazione Filomeno

 

Io sottoscritto Alessandro Filomeno, con un enorme dispiacere nel cuore, scrivo questa lettera per informarLa, non solo del mio disappunto nel come ha gestito, negli scorsi due mesi, la mia offerta di aiutare la mia amata citta’ natale di Bovino, ma anche per comunicarLe che, vista la non curanza della mia persona sia come filantropo che come bovinese, non sono piu’ disposto a continuare con la suddetta opera di beneficienza.

 

L’affetto e la gratitudine ricevuta da I miei conpaesani e’ stata non solo emozionante ma anche sorprendente; ed e’ da qui che parte il mio immenso rammarico. Continuo a vedere il nostro paese perdere occasioni per colpa dei politici che ci governano.

 

Per questo progetto, io ho lavorato con dei collaborati che, dopo la mia offerta fatta piu di 2 mesi fa non hanno ricevuto neanche una mail come ringraziamento e/o richiesta di ulteriori informazioni. Il mio consulente in Australia, Paolo, e’ cresciuto a San Severo e, come me, e’ emigrato anni fa per cercare opportunita’ all’estero. Dopo ore e ore di lavoro, fatto con l’unica intenzione di aiutare il nostro territorio, Le abbiamo scritto la prima lettera. Lui, come me del resto, non ha ricevuto un minimo di gratitudine.

 

Lei, Sindaco, mi ha chiamato una volta dopo 9 settimane da quando Le ho presantato la mia idea, per dirmi che “non capisco” I tempi burocratici. Io, Signor Sindaco, li capisco I tempi burocratici. (non si dimentichi che sono un uomo d’affari che si rapporta con la burocrazia quotidianamente). Quello che non posso tollerare e’ la mancanza di “umanita’” che Lei e I Suoi collaboratori mi hanno mostrato.

 

L’unico grande dispiacere e’ che come sempre il popolo, I miei amati conpaesani, non colpevoli di niente se non di aver scelto Lei, soffriranno delle conseguenze delle Sue azioni.

 

La Fondazione avrebbe potuto aiutare tanta gente che ha bisogno di aiuto e che sarei stato in grado di aiutare.

 

Trovero’, con persone piu autentiche e piu rispettose, una maniera per supportarLe.

 

In fede,

 

Alessandro Filomeno

Bovino è uno dei paesi più colpiti dallo spopolamento, di questo parla oggi la stampa con un articolo di Dino De Cesare.

Sul fenomeno dell' emigrazione c' è una bella notizia che riguarda i nostri concittadini all'estero: Il diario scolastico 2018/2019 delle scuole dell' Istituto comprensivo di Bovino-Panni-Castelluccio Dei Sauri ha dedicato loro un articolo  interessante del quale vi mostriamo le pagine:

Non tutti si sono accorti (forse?)  di quante cose  strane  succedono in questi giorni nel nostro paese; questioni più o meno gravi  ma che pochi riescono a capire perché questi stessi problemi, se si verificassero in altri posti, solleverebbero una ribellione cittadina tale da far saltare davvero qualche poltrona, mentre qui non succede mai nulla.

Non parliamo dei soliti aumenti di tariffe  sulla raccolta rifiuti (.. ci siamo assuefatti), non parliamo di interventi  su piccole riparazioni stradali che servono a portare qualche consenso a chi per tanti anni non ha  prestato attenzione alle più piccole necessità dei cittadini e che solo in questi ultimi giorni  dal voto amministrativo si cerca di rimediare; né parliamo della distribuzione della posta in poche ore settimanali o, meno ancora, nel recapito di bollette dopo la data di scadenza delle stesse che (ahimé!) anche queste comportano danni alle famiglie....ma è possibile che nessuno reclama e/o si accorge che non c’è più linea adsl (internet) nella stragrande maggioranza delle forniture di rete fissa telefonica?.

Quante persone stanno protestando per questo disservizio  che si sta protraendo da circa una settimana in molte zone del paese e che blocca tutta una serie di attività che ognuno di noi svolge in casa, a cominciare dal pagamento di bollette, alle autoletture dei vari servizi etc.etc.?

Pare che le apparecchiature della Telecom siano in buona parte saltate a causa di inidoneità dei locali comunali in cui sono sistemate, ma questo non giustifica così tanto ritardo nella soluzione del problema …. Non può un’intera popolazione essere martoriata ora per l’ acqua, ora per la luce ed ora anche per la connessione wi-fi !!

 Sta succedendo  anche  per le connessioni ad internet ciò che da anni accade per la ricezione del segnale RAI, per i programmi televisivi che non vengono visti in molte zone del paese, anche quelli ufficiali RAI 1-2-3.

Eppure l’ abbonamento ad internet non costa così poco e sarebbe veramente questa l’ occasione di intraprendere una class-action per un risarcimento collettivo.

Saremo solidali in un'iniziativa di questo tipo che veda tra i promotori la stessa Amministrazione Comunale perché anche  l' immagine della Città- Borgo  sta  squalificandosi ad una masseria abbandonata  ?!.

Dal blog di Fabio Balocco e dall' articolo di ieri sul Fatto Quotidiano, riportiamo queste notizie che riguardano più che mai la realtà di Bovino:

Una delle poche affermazioni sensate che ha fatto Vittorio Sgarbifu qualche anno fa, quando era sindaco di Salemi, in Sicilia: “Se la mafia c’è ancora, esiste di sicuro nel campo degli impianti per lo sfruttamento dell’energia eolica”.

Sempre qualche anno fa (nel 2009) e sempre in Sicilia, a conforto di quanto affermato dal critico d’arte, finirono in manette otto persone a Mazara del Vallo, coinvolte nel business di un locale parco eolico. Nel 2013 un’inchiesta di Salvo Palazzolo per L’Espressoevidenziava i collegamenti fra il boss Matteo Messina Denaro e l’affare dell’eolico. A marzo è finito in galera il re dell’eolico, Vito Nicastri.

Quando esercitavo ancora la professione, ricevetti una telefonata da una signora siciliana che, mantenendo l’anonimato, voleva inviarmi tutta una serie di documenti che dimostravano il collegamento tra malavita e pale eoliche. Non la sentii più: chissà, l’avranno fatta fuori?

L’eolico è un business grosso grosso: incentivi per la realizzazione dei costosi impianti, energia prodotta venduta a prezzi gonfiati. E più sono grosse le pale, più grosso è il business. Si costruisce e poi se si produce bene, sennò pazienza. Il fatto poi che li chiamino parchi (eolici) è una ulteriore conferma del fatto che nella nostra lingua i termini che hanno a che fare con l’ambiente e con il verde in generale, sono usati a sproposito.

Le pale, infatti, per potere sviluppare tutte le loro potenzialità debbono essere posizionate in zone ventose e fra queste vi sono i crinali dei monti. Il risultato è che una buona fetta delle nostre alture – specie nell’Appennino centro-meridionale e nelle isole  ha visto crescere dal nulla (si fa per dire) mostri le cui dimensioni vanno dai 25 ai 100 metri di altezza. Come se improvvisamente i crinali venissero costellati di grattacieli, tra l’altro spesso mortali per l’avifauna di passaggio. Questo con buona pace dell’articolo 9 della nostra Costituzione e la sua tutela del paesaggio. Mi domando e domando a voi politici: una montagna con dei grattacieli è uguale ad una senza?

Ho pensato a tutto questo (e molto di più che non posso riferire per decenza), quando ho letto l’articolo pubblicato da Francesco Bevilacqua – che ama definirsi “cercatore di luoghi perduti” – sul suo sito lo scorso 8 gennaio e intitolato Cristo si è fermato ad Eboli ma è morto a Lauria. Sul Golgota di Serra Grande. Nell’articolo egli descrive lo scempio perpetrato nel Comune di Lauria, in Basilicata su Monte Rossia, Serra Grande, Monte Rossino. Un immenso “parco” eolico – che significa pale, strade, sbancamenti, elettrodotti – che copre ben cinque chilometri di crinali fino a poco tempo fa intatti e magici. Con buona pace del predetto articolo 9 e con buona pace di quei politici che si riempiono la bocca con la locuzione “green economy”, persone che hanno perso il senso del bello, quando mai lo avessero avuto; cosa di cui dubito.

 

I nostri contatti :)