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AMBIENTE (66)

Raccolta differenziata degli indumenti usati

Written by Tuesday, 24 June 2014 06:50

Col solito mini-volantino comunale, si porta a conoscenza della cittadinanza che gli indumenti usati inutilizzati, potranno essere depositati nel Centro di Raccolta di Bovino, presso la zona PIP del Tiro a Segno, negli orari e nei giorni stabiliti:

BONUS SUI CONSUMI DELL' ACQUA PER CHI HA REDDITI BASSI

Written by Tuesday, 18 February 2014 09:34


Agevolazione della spesa per il servizio idrico per soggetti in condizioni di disagio economico e fisico- bonus idrico

Dal 3 marzo 2014 i cittadini residenti nei Comuni della Regione Puglia, intestatari di una fornitura idrica "attiva" con l’Acquedotto Pugliese, ad uso abitativo domestico di residenza (singola o condominiale), in regola con i pagamenti e che abbiano beneficiato del Bonus Elettrico per utenza domestica elettrica, nella Regione Puglia, nell'anno 2012 e/o 2013, potranno richiedere il Bonus Idrico secondo una delle seguenti modalità: a) via internet, all'indirizzo www.bonusidrico.puglia.it b) via telefono fisso, mediante il numero verde 800.660.860. I requisiti di ammissibilità al Bonus sono: DISAGIO ECONOMICO –reddito annuo ai fini ISEE uguale o inferiore a 7.500,00 euro, oppure a 20.000,00 euro ISEE per le famiglie con 4 o più figli a carico. e/o DISAGIO FISICO, secondo i requisiti previsti dal Bonus elettrico, vale a dire con uno dei componenti il nucleo familiare in gravi condizioni di salute tali da richiedere l'utilizzo delle apparecchiature elettromedicali necessarie per la loro esistenza in vita. E’ possibile reperire ulteriori informazioni sui siti internet: www.bonusidrico.puglia.it - www.aqp.it

 

Da Teleradioerre:

Partono le agevolazioni per la bolletta dell'acqua. Dal 3 marzo - informa l'autorita' idrica pugliese - e fino al 31 maggio, tutti i cittadini pugliesi intestatari di una fornitura idrica 'attiva', ad uso abitativo domestico di residenza (singola o condominiale), in regola con i pagamenti e che abbiano beneficiato del Bonus elettrico, potranno richiedere il Bonus idrico via internet o per telefono. Via internet all'indirizzo www.bonusidrico.puglia.it o per telefono (fisso) al numero verde automatico 800.660.860. Per accedere al bando per il Bonus idrico occorre essere in disagio economico (ISEE uguale o inferiore a 7.500 euro o a 20.000 euro per famiglie con piu' di 4 figli a carico) o in disagio fisico, come per il Bonus elettrico, ovvero con uno dei componenti della famiglia in gravi condizioni di salute tanto da richiedere utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita. In pratica, chi ha gia' beneficiato del bonus per la bolletta elettrica potra' avere un ristorno in bolletta di 40,69 euro per il 2012 e di 42,72 euro per il 2013 (caso Isee 7.500 euro), di 128,47 euro per il 2012 e di 134,89 euro per il 2013 (caso Isee 20.000 euro con 4 o piu' figli a carico) e di 61,03 euro (2012) e 64,08 euro (2013) per i disabili fisici.
In caso di contatto via internet e via telefono, e' utile avere a portata di mano le bollette Aqp e dell'energia elettrica con i codici POD (elettricita') e numero contratto Aqp/codice cliente Aqp.(AGI)

L' Osservatorio dell' impatto dell' energia eolica in Italia "Via dal Vento", c' informa attraverso "AnniVerdi" (settore ambiente delle Acli), del "no" del Governo all' installazione di due nuovi parchi eolici off-shore nel Golfo di Manfredonia:

il Governo, nella seduta del 14 febbraio, ha negato l’autorizzazione a due degli impianti eolici previsti nel mare del Gargano, quello al largo delle coste di Chieuti e l’altro, della società Trevy Energy SPA, nel Golfo di Manfredonia

E’ una vittoria di Italia Nostra che ha sollevato il caso ed è riuscita a coinvolgere, insieme ad altre associazioni, una parte considerevole della società civile in un crescendo di adesioni che ha visto ben 56 tra associazioni culturali e di categoria prendere posizioni contro l’eolico nel mare del Gargano. Le numerose iniziative intraprese, le discussioni animate, le proteste, la raccolta di oltre settemila firme, hanno di fatto costretto i partiti, i sindaci e gli Enti a cambiare idea sull’eolico nel Golfo e nel mare del Gargano.
“Questa vicenda non può ancora dirsi chiusa – dichiara il Presidente Parini – poiché il Governo non si è espresso sull’altro impianto offshore previsto nel Golfo, quello della Società WPG Gargano SUD. Su questa installazione occorre non abbassare la guardia e seguire passo passo l’iter approvativo anche se il giudizio di diniego del Governo contiene elementi forti in relazione al “significativo impatto paesaggistico che imporrebbero alla bellezza delle coste” che farebbero ben sperare in una soluzione positiva”.
Il testo del Governo recita infatti: “Al fine di consentire una valutazione complessiva degli interessi coinvolti, il Consiglio ha esaminato due progetti di impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare il primo al largo delle coste di Chieuti e Serracapriola (Foggia), il secondo di fronte alla costa di Zapponeta e Manfredonia (Foggia) e Margherita di Savoia(Barletta-Andria-Trani); esaminate le implicazioni e le posizioni delle diverse amministrazioni il Consiglio ha concluso che, in considerazione del significativo impatto paesaggistico che imporrebbero alla bellezza delle coste, essi non verranno realizzati”.

Sono accusati a vario titolo di peculato e falso. Sott'inchiesta sono finite 31 persone. L'indagine è quella relativa al parco eolico di Vallata dove nel dicembre dell'anno scorso c'era stato il sequestro di alcune pale e l'emissione di 11 avvisi di garanzia. In questa occasione ad indagare è la Procura di Napoli alla quale è stato inviato il fascicolo relativo a dirigenti e funzionari della regione Campania. Firmati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ora la procura del capoluogo partenopeo potrebbe presto chiedere anche il rinvio a giudizio degli indagati.

Per meglio conoscere i fatti è utile leggere l’ articolo dello stesso quotidiano datato 28.12.2012: Operazione "Vento Pulito", sequestrate 24 pale eoliche


CRONACA VALLATA - Blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino che stamane hanno eseguito il sequestro preventivo di 24 pale eoliche, del valore di 60 milioni di euro, ubicati nel comune di Vallata nell' ambito giurisdizione di competenza della Procura della Repubblica di Ariano Irpino (Av). L’attività investigativa è nata nel mese di dicembre 2011 quando personale della Stazione di Vallata e del Comando Compagnia Carabinieri di Ariano Irpino (Av) hanno eseguito una serie di controlli al fine di:
verificare la regolarità degli espropri sui terreni ove è sorto il parco eolico
verificare la conformità dei manufatti con i permessi di costruire
verificate la regolarità dell'iter autorizzativo
verificare se la realizzazione degli impianti è conforme alla normativa vigente;
Nell’immediatezza delle stesse verifiche è stata acquisita una quantità ingente di documentazione posta al vaglio di un C.T.U nominato dalla Procura.
Al termine degli accertamenti sono stati identificati n. 13 (tredici) soggetti, amministratori e funzionari di enti locali e società private, nei confronti dei quali vi sono tutt'ora indagini in corso, che a vario titolo si sono resi responsabili dei seguenti comportamenti:
- approvavano il progetto per realizzazione del parco eolico, attestando falsamente la regolarità dell'iter amministrativo ed esistenza di pareri e nulla osta degli enti necessariamente interessati, costituendo le seguenti irregolarità:
formulavano l'istanza per realizzare 13 aerogeneratori e procedendo all'allegazione definitiva di 24;
omettevano di chiedere pareri obbligatori enti competenti ( ASL, ENAV, SIRCA, Autorità di Bacino e Provincia); permettevano la realizzazione di torri e cavidotti su aree gravate da usi civici.
- formavano atti di presa in possesso e occupazione suoli contraddittori e palesemente contrastanti tra di loro.
- integravano il piano di esproprio allegandovi planimetrie non corrispondenti a quelle progettuali, comunicando inizio procedura ablativa su particelle non dichiarate di pubblica utilità.
- attestavano falsamente che i terreni interessati dall'istallazione del parco non erano gravati da usi civici.
- omettevano di astenersi in presenza di interessi propri e di propri congiunti.
- falsamente attestavano la conformità dei lavori al decreto autorizzativo.
- costruivano in difformità dal permesso di costruire; su terreni diversi da quelli autorizzati; 24 aereogeneratori invece di 13 autorizzati; senza studio impatto ambientale; senza pareri enti preposti; senza rispettare distanze come da progetto; 8 torri costruite su terreni gravati da usi civici.
- distruggevano le bellezze naturali del luogo.
- invadevano arbitrariamente terreni gravati da usi civici occupandoli.
- invadevano arbitrariamente terreni di proprietà privata.
- presentavano alla regione Campania falsi documenti attestanti il corretto e compiuto svolgimento delle attività di realizzazione del parco di vallata al fine di ottenere contributi agevolativi previsti dalla produzione di energie rinnovabili e incentivi rilasciati dal GSE, inducendo in errore quest'ultimo sulla regolare installazione del parco e messa in esercizio dello stesso dal dicembre 2011.
Tali condotte costituiscono ipotesi per le seguenti fattispecie di reato:
Art. 323 CP– Abuso d’ufficio
Art. 476 CP– Falsità materiale commessa da P.U. in atti pubblici
Art. 479 CP– Falsità ideologica commessa da P.U. in atti pubblici
Art. 482 CP– Falsità materiale commessa da privato
Art. 633 CP in relazione art.639 bis – Invasione di terreni o edifici
Art. 640 CP bis – Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
Art. 734 CP - Distruzione o deturpamento di bellezze naturali.
Art. 44 DPR 380/01 costruzione abusiva.
Il G.I.P. del Tribunale di Ariano Irpino, concordando con le risultanze investigative e ritenuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per tutti i reati ipotizzati, disponeva il sequestro preventivo del parco eolico del comune di Vallata con la totale interruzione della produzione dell'energia elettrica e contestuale segnalazione al GSE per le determinazioni di competenza.

Dopo i Comuni limitrofi di Orsara di Puglia, Sant’ Agata di Puglia, Pietramontecorvino, Rocchetta S. Antonio, Alberona e altri della Puglia, è stato assegnata la Bandiera Arancione anche a Bovino.

La Bandiera arancione è il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano rivolto alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.

L’ottenimento del marchio avviene in base a diversi criteri tra i quali: la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell'ambiente, la cultura dell'ospitalità, l'accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici. 
Il marchio è temporaneo e subordinato al mantenimento dei requisiti nel tempo; la verifica avviene ogni tre anni con una tempistica fissata da TCI a livello nazionale, valida per tutti i Comuni a prescindere dall’anno di assegnazione del riconoscimento.

La Bandiera arancione è uno degli strumenti con il quale il Touring garantisce ai turisti qualità e accoglienza e alle località uno strumento di valorizzazione.

Il Programma territoriale Bandiere arancioni, in coerenza con i principi sui cui si fonda il TCI, promuove la conoscenza di luoghi poco conosciuti ma di grande pregio e stimola il viaggiatore a visitare questi luoghi assaporandoli, ma al tempo stesso avendone cura proprio perché preziosi.

La Bandiera arancione intende stimolare una crescita sociale ed economica attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo.

In particolare, gli obiettivi sono:

  • la valorizzazione delle risorse locali;
  • lo sviluppo della cultura dell’accoglienza;
  • lo stimolo dell’artigianato e delle produzioni tipiche;
  • l’impulso all’imprenditorialità locale;
  • il rafforzamento dell’identità locale.

 

Dispiace leggere la dichiarazione del primo cittadino  alla testata giornalistica Teleradioerre, sottolineando solo tre attività che, secondo lui, avrebbero fortemente contribuito all’ assegnazione della bandiera arancione: “… una serie di offerte che vanno dal costante aumento di strutture ricettive nel borgo, alla piscina e alla imminente apertura di un centro benessere nel centro storico",

che significa, per molti altri cittadini:

 1-distruzione del Centro Storico di Bovino (vedi le recenti variazioni pilotate del Piano di Recupero del Centro Storico);

2- Piscina Comunale  già costretta a chiudere qualche giorno fa  per la solita “tecnica dello sputacchio” nella realizzazione dei  lavori, tecnica preferita dalle amministrazioni dallo stesso guidate ;

3- Propaganda ad attività di business che nulla hanno a che fare con le antiche terme ancora conservate nel sottosuolo del Centro Storico di Bovino, tantomeno nulla hanno a che vedere con    l’ offerta turistica.

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Di seguito l’ articolo di  Teleradioerre

 

Monti Dauni nell´elite del turismo: anche Bovino Bandiera Arancione

BOVINO,

04/12/2013 9.24.08 di Saverio Serlenga

Da oggi la Capitanata ha un nuovo comune "Bandiera Arancione". Si tratta di Bovino, la perla dei Monti Dauni, il borgo degli ottocento portali di pietra. Va ad aggiungersi ai comuni di Alberona, Orsara, Sant'Agata di Puglia, Pietramontecorvino e Rocchetta S. Antonio a conferma del miglioramento intrapreso da molte località dell’entroterra dauno. Il Comune di Bovino, dopo essere stato sottoposto ad una rigida selezione condotta attraverso l’applicazione del Modello di Analisi Territoriale del TCI, è risultato in linea con gli standard turistico-ambientali previsti. Orgoglio e soddisfazione da parte del sindaco Michele Dedda. "Un ulteriore passo in avanti nell'opera di valorizzazione e crescita socio-economica che stiamo attuando attraverso il miglioramento qualitativo dei servizi turistici. Bovino - ha aggiunto Dedda - negli ultimi anni è riuscita ad incrementare le presenze turistiche grazie alle sue bellezze ma anche ad una serie di offerte che vanno dal costante aumento di strutture ricettive nel borgo, alla piscina e alla imminente apertura di un centro benessere nel centro storico".

 

Spettacolare piena del fiume Cervaro. Come testimoniano le foto  il maltempo che dall' altroieri sta imperversando dalle nostre parti ha portato un aumento del livello del fiume. Piove ormai senza sosta e la nebbia avvolge i paesi circostanti. La SS90 delle Puglie è allagata e l'Anas è all'opera per ripulirla. A Montaguto, per un'oretta, si è verificato anche un blackout intorno alle ore 13.

Queste notizie e fotografie riportate da Montaguto.com , parlano di situazione più grave invece a Panni, come testimonia il sito Scalo Tv. Le autorità raccomandano infatti di non mettersi in viaggio per nessuna ragione, solo per veri motivi di pronto soccorso. La SS 90 è allagata in più punti con tracimazione di fango e detriti. La nostra provinciale che porta allo Scalo è anche invasa da acqua e fango. Il Cervaro ha superato i gabbioni laterali e l’Avella ha invaso tutta la piana verso la ferrovia. Alle 14,35 la situazione è grave. Il Comune è aperto come pure l’Ufficio tecnico e quello del sindaco. A tal proposito, anche il primo cittadino è molto preoccupato, e sta effettuando vari giri di ricognizione per verificare lo stato dei luoghi.

“Al momento sono stati effettuati già piccoli interventi con mezzi comunali – scrive sulla sua pagina Facebook Pasquale Ciruolo – ed allo stesso tempo sono state allertate le imprese possessori di mezzi meccanici idonei. Si consiglia di non intraprendere nessuna azione personale, tipo pulizia canali o tentativi di arginazione senza aver allertato le autorità competenti, sindaco, amministratori, comune di Panni, stazione dei carabinieri. La situazione non è delle migliori, stiamo attivando tutte le procedure di segnalazione, si consiglia di rimanere in casa”.
Intanto, è stata chiusa la strada che collega Montaguto a Orsara: per tale motivo, le scuole nel comune pugliese sono chiuse. Chiuse anche a Panni a causa delle continue precipitazioni.
Queste alcune foto scattate ieri sulla SS 90 ed al fiume Cervaro scattate dagli amici Mauriello e Delle Rose:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

COMUNICATO STAMPA DI

ITALIA NOSTRA – ALTURA – AMICI DELLA TERRA – ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA WILDERNESS – COMITATO NAZIONALE PER IL PAESAGGIO – COMITATO NAZIONALE PER LA BELLEZZA – COMITATO NAZIONALE CONTRO L’EOLICO E IL FOTOVOLTAICO IN AREE VERDI – LIPU – MOUNTAIN WILDERNESS – MOVIMENTO AZZURRO – RETE DELLA RESISTENZA SUI CRINALI – VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – TERRA CELESTE

Basta eolico! No a nuovi incentivi prima ancora di dilazionare quelli già assegnati

25 ottobre 2013 – Una lettera con una precisa richiesta di moratoria per nuove centrali eoliche è stata inviata da tredici associazioni ambientaliste ai ministri Zanonato, Orlando e Bray. Le associazioni intervengono a proposito del provvedimento annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato per dilazionare parzialmente gli oneri che gravano sulle bollette di famiglie e imprese italiane a causa degli incentivi alle rinnovabili elettriche che ammontano ormai a 11,2 miliardi annui e che presto sfonderanno, per pura inerzia, anche il tetto dei 12,5 miliardi di oneri (6,7 per il Fotovoltaico più 5,8 per le restanti tecnologie) come stabilito dalla riforma dello scorso anno.

Se il Governo intende intervenire per attenuare questo aggravio dei costi dell’elettricità che compromette ogni possibilità di ripresa economica, noi concordiamo con questa finalità, ma osserviamo che prima ancora di cambiare tempi e regole per il pagamento degli incentivi già assegnati occorre smettere di assegnarne di nuovi. Ci riferiamo all’organizzazione delle aste competitive del prossimo anno per l’assegnazione di ulteriori incentivi alle fonti di produzione diverse dal fotovoltaico. Per il solo eolico on-shore (e per i soli impianti di potenza superiore ai 5 MW) s’intendono assegnare altri incentivi a un contingente di 500 MW di potenza!

Rimarchiamo che ogni nuovo impianto che fornisce energia intermittente (eolico e fotovoltaico in primis), oltre a nuovi oneri diretti di incentivazione, comporta ulteriori costi, in particolare per:

- risolvere i problemi di dispacciamento,

-costruire nuovi elettrodotti, generalmente in aree a scarsa magliatura elettrica, con ulteriori danni ambientali,

- rispondere all’aspettativa di un “capacity payment” che mantenga remunerativi e in esercizio gli impianti a idrocarburi fossili che devono per forza fungere da riserva “calda” a impianti che, per loro natura, non sono programmabili: non autosufficienti e non “alternativi”, con conseguente duplicazione dei costi.

Facciamo inoltre notare che gli obblighi assunti in sede europea dal Governo italiano nel 2010 per il raggiungimento della quota del 26,39% della produzione elettrica da FER. sui consumi nazionali nel 2020, e per cui gli incentivi vennero a suo tempo stanziati, sono già stati raggiunti l’anno scorso e saranno largamente oltrepassati quest’anno.

Altri settori, più performanti nella lotta ai gas serra e più utili all’ambiente e all’economia del nostro Paese come le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica, non hanno beneficiato di analoghe politiche.

Un provvedimento di moratoria a incentivi per nuovi impianti di rinnovabili elettriche intermittenti si rende indispensabile per non vanificare ogni possibile intervento di contenimento dei costi di incentivazione in bolletta e persino per evitare di dover tagliare retroattivamente incentivi già assegnati.

E’ inutile tentare di svuotare la vasca con un secchiello se il rubinetto rimane aperto ed è paradossale che società spagnole stiano per piazzare ulteriori centrali eoliche in Italia, mentre in Spagna è applicata una tassa del 6% sui ricavi da generazione elettrica.

Da Associazioni ambientaliste sensibili alla tutela del territorio, ci siamo espressi fin dall’inizio contro gli incentivi che hanno favorito la speculazione a danno del paesaggio, della natura, dei territori collinari e montani, sui crinali appenninici e nel Mezzogiorno, senza portare riduzioni significative, a livello complessivo, dei gas climalteranti.

Facciamo notare che, se le nostre osservazioni fossero state accolte, non ci troveremmo in questa grave situazione, al punto da richiedere l’assunzione di provvedimenti, almeno in parte, retroattivi e con un territorio sfigurato che rischia di ricevere il colpo di grazia.

Le Associazioni nazionali

Italia Nostra, Presidente Marco Parini – Altura, Presidente Stefano Allavena – Amici della Terra, Presidente Rosa Filippini – Associazione Italiana per la Wilderness, Segretario Generale Franco Zunino e Presidente Onorario Carlo Ripa Di Meana, Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico in aree verdi, Presidente Nadia Bartoli – Comitato Nazionale per il Paesaggio, Segretario Oreste Rutigliano – Comitato per la Bellezza, Presidente Vittorio Emiliani – Lipu, Presidente Fulvio Mamone Capria – Mountain Wilderness, Presidente Carlo Alberto Pinelli – Movimento Azzurro, Vice Presidente Vicario Dante Fasciolo – Verdi Ambiente e Società (VAS), Presidente Guido Pollice -

Associazioni e coordinamenti di comitati territoriali

Rete della Resistenza sui Crinali, Coordinatore Alberto Cuppini

TERRA CELESTE Associazione culturale, Presidente Luisa Bonesio

Il commento di Tony Russo da Toronto:


Subject: Saluti e commenti da Toronto
Date: Wed, 23 Oct 2013 11:46:57 -0600

Ciao Nardino,grazie a questa tecnologia dell'internet, e` sempre un piacere comunicarci , ricevere notizie , ed esprimere le proprie opinioni.
 Guardando la foto dell'albero tagliato su Corso Vittorio Emanuele in Bovino che tu hai messo sul  tuo sito ,quasi mi veniva da piangere. Non so` se sia stato abbattuto per ragione di salute
 dell'albero , oppure come tu hai menzionato, forse dava fastidio a qualcuno. Quegli alberi non solo sono importanti per la natura e la bellezza del paese, ma conservano anche  cari ricordo dei nostri antenati che li hanno piantato.
Ricordo l'anno scorso, il 28 di Agosto,trovandomi a Bovino, il Vescovo Francesco Tamburrino
duranta l'Omelia nella messa di chiusura della novena, si lamentava ammonendo la gente per lo scarso rispetto per la natura dovuto ai numerosi incendi e distruzione di piante.
Io ammiro molto l'ambiente in cui vivo qui a Toronto, ce` una grande attenzione per il verde,
sia da parte del comune che dei cittadini, non solo come rispetto per la natura,ma anche come passione per mantenere l'ambiente bello, e ce` anche un forte rigore per chi abusa gli alberi.
In un mondo cosi inquinato che viviamo, l'ossiggeno che rilasciano gli alberi e` la medicina piu` importante per la nostra salute. Quando si taglia un albero o lo si danneggia, la pianta non parla, ma la natura lo risente. Percio`..abbiamo rispetto per la natura, non distruggiamo questo giardino
che Dio ci ha affidato per viverci dentro.
Un caro saluto da Toronto
Tony Russo

 Ha smosso un po’ le acque la notizia dell’ abbattimento di un albero sul Corso Vittorio Emanuele, visti i commenti pervenuti da parte dei “navigatori” del web, per i quali và subito chiarito che non si è mai detto che gli abitanti del Corso Vittorio siano favorevoli all’ abbattimento degli alberi; anzi, dichiarano la propria contrarietà alla soppressione degli alberi perchè (tra l' altro)  viene anche meno quella  maggiore privacy acquisita da decenni dalla loro presenza e che gli stessi alberi non costituiscono affatto  impedimento alla luce solare. 

Il riferimento dell'articolo è (e va fatto) a  chi ha deciso di tagliare nei mesi scorsi gli alberi di via De Gasperi e di Via Della Repubblica, lì dove non vi sono esercizi commerciali ma solo civili abitazioni e ben diversa è la posizione di chi non ha più voluto la ricrescita degli alberi sul filare parallelo all’ albero abbattuto ieri su corso Vittorio Emanuele.

La maggior parte delle telefonate chiede di sapere chi ha decretato l' abbattimento e se fosse proprio necessario, da cosa risulta, quali pareri di "esperti" abbiano suggerito ciò .

 

Gli alberi, comunque, vivono,  così come gli uomini, ascoltano ma non parlano (purtroppo) … l’ albero sul Corso, oramai, non c’è più e chissà se avrà lasciato il suo testamento, così come l’ albero di Trilussa:

 

Il testamento di un albero ( Trilussa)

 

Un Albero di un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
- Lascio i fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi
tutti i semi a voi.
A voi, poveri uccelli,
perché mi cantavate le canzoni
nella bella stagione.
E voglio che gli sterpi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli….(continua)

 


Il Tar ha accolto il ricorso di Earth ed Oipa. Bocciata l'ordinanza firmata dal primo cittadino, Pasquale Ciruolo, "di non somministrare cibo o alimenti agli animali"

Il Tar Puglia ha accolto il ricorso di Earth ed Oipa avverso l’ordinanza ribattezzata “affama randagi” firmata dal sindaco di Panni. “Pasquale Ciruolo dopo le proteste suscitate sembrava avesse annunciato a mezzo stampa di voler ritirare o modificare il proprio veto a cibare i randagi, ma - come da verifica dell’avv. Massimo Rizzato - non risultava depositata alcuna rinuncia agli atti”

Per questo motivo l’associazione Earth è andata avanti con il suo proposito di impugnare l'ordinanza incriminata, ottenendo piena vittoria al tribunale amministrativo "considerato che l'interesse pubblico perseguito non può identificarsi nel divieto di alimentazione di cani randagi o animali di affezione, bensì viceversa nell'esigenza di evitare il verificarsi di situazioni nocive o pericolose dal punto di vista igienico sanitario, le quali possono essere messe in pericolo dall'abbandono di rifiuti su suolo pubblico, siano essi avanzi di cibo o contenitori, fattispecie già prevista come illecito da altre norme indipendentemente dall'ordinanza sindacale impugnata".

“….è vietato alimentare cani vaganti in aree pubbliche e aperte al pubblico, o depositare per strada resti di cibo a terra per evitare problemi di materia igienico-sanitaria…” questo uno spezzone della delibera numero 15 dell’11 luglio scorso, firmata dal primo cittadino di Panni.

“Il sindaco in questione, invece di applicare la norma che vuole essere multati coloro che non raccolgono le deiezioni dei propri animali o di pensare a come diminuire il numero di randagi presenti sul territorio - spiega Valentina Coppola, presidente di Earth - ha ordinato di non somministrare cibo o alimenti agli animali. L'associazione ha immediatamente impugnato tale ordinanza ed ha continuato anche dopo il preteso ritiro della stessa visto che nulla era stato depositato in tal senso e l'ordinanza poteva essere applicata in ogni momento.

"Il Tar ci ha dato ragione, ma faremo di più" continua Coppola – che aggiunge – “stiamo predisponendo una istanza di accesso agli atti al Comune per appurare che il sindaco faccia quanto in suo dovere per la prevenzione del randagismo, piaga tristemente importante in zona, poiché non è possibile che il primo cittadino di un Comune non conosca nemmeno le rudimentali norme amministrative per poter esercitare il proprio mandato".

Con un comunicato stampa del 23 Settembre la LIPU - Coordinamento per la Puglia e per la Basilicata - scrive:

L’eolico mortifica anche i capolavori del cinema italiano.

Piantagioni eoliche sopprimono l’identità della Nazione oltre a Natura e Paesaggio.

 

All’indomani della 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, al Sud ricorrono 10 anni di un capolavoro cinematografico che, però, è scandalosamente omaggiato con la cancellazione dell’anima territoriale che ne fu ispirazione: alla devastazione di paesaggi, natura e storia perpetrati dell’eolico si aggiunge quella della cultura.

 

2003, nasce “Io non ho paura”, tratto dall’omonimo romanzo di Ammaniti. Una storia ambientata nel 1978, in un immaginario, minuscolo borgo pugliese e tradotta con gli occhi di un bambino. Il piccolo Michele di 10 anni, tra sentimenti ed emozioni, è alle prese con le angosce di un segreto più grande di lui: il rapimento di un suo coetaneo. Sullo sfondo è miscelata la drammaticità e la crudeltà degli adulti.  

Con l’abilità di un grande regista, Gabriele Salvatores, proprio il Paesaggio e la Natura dei luoghi diventano essi stessi personaggi di una narrazione coinvolgente, perché l’ambiente “racconta cose che i personaggi in carne e ossa non esprimono” come lo stesso regista ha affermato in proposito.

Le immagini di grandi spazi, dosate con musiche suggestive, parlano anch’esse – afferma Enzo Cripezzi della LIPU di Puglia e Basilicata - e raccontano di un sud assolato e luminoso, naturale, dominato dall’oro dei campi di grano estivi. Il contorno di Nibbi reali e altri animali selvatici contribuisce incantare lo spettatore”. (a questo link sul canale youtube della LIPU di Capitanata, un estratto del film insieme a un assaggio della colonizzazione eolica)

 

Per le riprese, Salvatores aveva scelto i mosaici paesaggistici che lo avevano catturato e ispirato ai piedi del Vulture melfese, tra Basilicata e Puglia.

Campagne dorate, panorami ben conservati, infiniti, il vulcano del Vulture sullo sfondo, masserie e testimonianze della civiltà rurale. Era il luogo ideale per la location di una grande pellicola, con riprese ad altezza del grano e degli occhi dei bambini.

Il film si affermava, anche all’estero, come una delle pellicole più belle del cinema italiano. “Io non ho paura” veniva premiato dalla critica ma anche con riconoscimenti e nomination per regia, fotografia, sceneggiatura. Fino ad essere riconosciuto “Opera di Interesse Nazionale” dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e poi essere candidato a rappresentare l’Italia agli Oscar.

 

Questi territori sono stati umiliati, subiscono un'aggressione sempre più estesa- continua Cripezzi - la valle dell’Ofanto con le campagne di Melfi e Candela dominate dal massiccio del Vulture, sono state vergognosamente amputate della loro bellezza grazie a una politica miserabile. Il versante pugliese incancrenito, quello lucano, in vista del Castello Federiciano che diede i natali alle costituzioni di Melfi, squallidamente condannato da altre decine e decine di megatorri in costruzione. E cosi non è risparmiata nemmeno la grandiosità del Vulture, assediata da cortine di pale enormi dopo migliaia di ettari già confiscati, assoggettati e degradati sul piano paesaggistico, naturale e storico nel Mezzogiorno”.

Quindi, territori sempre più ampi, a perdita d’occhio, sottratti anche alla memoria e alla identità di un Paese incapace di riconoscere le vere ricchezze, con istituzioni complici di una colossale speculazione territoriale.

 

Ironia della sorte, il confine appulo-lucano tra le pendici del Vulture Ofantino e la valle Bradanica viene proposto come meta rappresentativa di questa location cinematografica.

Schizofrenicamente, da una parte si promuovono “Apulia Film Commission” e “Lucana Film Commission” per favorire l’industria del cinema al Sud, dall’altra si distruggono i beni più preziosi, funzionali, tra l’altro, all’ispirazione di opere cinematografiche !

Ed è solo un esempio: gli scenari del Sud hanno conferito pregio a molte altre pellicole famose ma inesorabilmente l’eolico, con le sue dimensioni sproporzionate e invasive, con il suo carattere degradante, sta ingoiando i territori del Mezzogiorno nell’indifferenza più irresponsabile.

Ancora una volta, l’ennesima – conclude Cripezzi -, pretendiamo uno stop immediato all’inaccettabile foraggiamento finanziario dello Stato per queste ulteriori mattanze territoriali, inutili e perfino dannose anche per la stessa lotta ai gas serra, come dimostrato con alternative inoppugnabili. In un momento di crisi come questo è ancor più imperdonabile, qualunque decisore politico dotato di buon senso direbbe BASTA. L’eredità immorale lasciata da centinaia di pale già disseminate è più che sufficiente per riflettere sulle follie compiute”.

 

LIPU - Coordinamento per la Puglia e per la Basilicata - 23.9.2013

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