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ULTIMO COLPO DELLA MAGGIORANZA : PERSA PER BOVINO UN’ ALTRA OPPORTUNITA’

Published in News Wednesday, 15 May 2013 07:56

La centralità di Bovino quale Comune capofila per la costituzione della Stazione Unica Appaltante è stata definitivamente persa per una scelta scellerata che  i “nostri” hanno fatto volutamente:

Il Comune di Panni diventa così la sede  della Stazione Unica Appaltante, tra i Comuni di Bovino, Candela, Celle San Vito, Deliceto, Panni, Sant’ Agata di Puglia e Rocchetta Sant’ Antonio.

La natura  giuridica della Centrale Unica Appaltante è quella di centrale di committenza che curerà per conto dei paesi aderenti, l’ aggiudicazione di contratti pubblici (superiori a € 150.000,00) per la realizzazione di lavori, la prestazione di servizi e l’ acquisizione di forniture. Per questo la stazione appaltante curerà la gestione delle procedure di gara, sia per l’ individuazione dei contenuti degli schemi di contratto,  sia la procedura di gara per la scelta del contraente, sia per la redazione dei capitolati di appalto, dei capitolati speciali, sia per i criteri di aggiudicazione, redige gli atti di gara, ivi incluso il bando di gara, il disciplinare di gara e la lettera di invito; definisce i criteri di valutazione delle offerte ; cura gli adempimenti relativi allo svolgimento della procedura di gara in tutte le sue fasi, ivi compresi gli obblighi di pubblicità e di comunicazione previsti in materia di affidamento dei contratti pubblici e la verifica del possesso dei requisiti di ordine generale; nomina la commissione giudicatrice; cura gli eventuali contenziosi…

Il consigliere di opposizione Lombardi ha evidenziato  che a proprio parere questa deliberazione non poteva essere fatta in quanto l’ art. 38, comma 5, del D.Lgs. 267/2000 consente ai Consigli Comunali delle Amministrazioni in scadenza, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, di adottare gli atti urgenti ed improrogabili. Nel caso in questione, quindi, non esiste per il Comune di Bovino né il carattere dell’ urgenza, né quello della improrogabilità, per cui l’ atto potrebbe essere illegittimo. Trattandosi di un atto il cui principio ispiratore del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30.11.2011 è quello di assicurare trasparenza, regolarità ed economicità della gestione dei contratti pubblici e di prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nell’ economia legale, il Consigliere Lombardi invitava i presenti a riflettere e rinviare l’ argomento alla prossima Amministrazione. A quel punto la discussione si è resa molto accesa in termini di provocazioni verbali che hanno rasentato l’ offesa personale tra maggioranza e  l’opposizione.

Tra l’ altro la lettera di convocazione del Consiglio è datata  7 Maggio, protocollo 4869,  mentre nel carteggio del Consiglio risulta che il parere del Revisore del Comune è stato rilasciato l’ 8 Maggio 2013, senza alcun protocollo in arrivo, verbale n. 6/2013 di una seduta tenuta non si capisce con chi e terminata alle ore 11,00 dell’ 8 Maggio. E’ evidente, perciò, che alla data di convocazione del Consiglio, il carteggio dell’ argomento era incompleto.

I costi da sostenere per la gestione di questa cosa, denominata “S.U.A.”, sono a carico dei rispettivi Comuni aderenti e definiti, tenendo conto:

a)     Del costo per il funzionamento dell’ Ufficio unico, comprensivo del personale dei Comuni associati assegnato per una parte di tempo di lavoro all’ Ufficio unico e delle utenze varie;

b)    Delle spese necessarie allo svolgimento delle procedure di gara  calcolato in funzione dell’ importo a base di appalto secondo queste percentuali:  0,2 %  sull’ ammontare dei lavori, servizi e fornitura a base d’ appalto fino a € 500.000,00;  0,075 % sull’ ammontare dei lavori, servizi e fornitura a base di appalto eccedente € 500.0000,00 e fino a € 5.000.000, 00;  0,010 %  sull’ ammontare dei lavori, servizi e fornitura a base di appalto eccedente i 5.000.000,00 di euro.

c)     Delle spese per i contenziosi insorti relativi alle procedure di affidamento.

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