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Bovino sulla Stampa (105)

Le pagine dei giornali che parlano di Bovino

Solo dopo due mesi circa dalla perdita del mio compagno di vita, marito e padre dei miei tre figli, riesco a riprendermi da questa tragedia che ha colpito la mia famiglia. Scrivo questa lettera aperta per evitare che i fatti accaduti  si ripetano e che altre persone soffrano per situazioni che possono essere migliorate:

Sono Caterina, la vedova di Mario Piscopiello di Bovino.

La notte  del mercoledì 10 Giugno 2015,    all’ incirca le 23,40, un improvviso malore ha colpito mio marito Mario con difficoltà respiratorie e forte affanno. Immediatamente ho chiamato il 118 per soccorsi seguendo e rispondendo alle domande che mi venivano poste.

Dopo circa 15 minuti è arrivata    l’ ambulanza procedendo con controlli del sangue e chiedendo che sintomi avvertiva e quali medicinali abitualmente prendeva e nonostante il continuo respiro sempre più accelerato, con lucidità, Mario  interagiva e rispondeva ai due addetti al soccorso (credo, personale medico).

 Ancora molto vigile e  per sua volontà,  Mario è salito  sull’ ambulanza da solo  ove  gli è stato attaccato      l’ ossigeno. Poco dopo è sopraggiunto   mio figlio Vittorio, anche lui rimasto molto scosso vedendo la scena del papà che con un lento gesto di mano e occhi aperti salutava fino alla chiusura delle porte dell’ ambulanza, sulla quale  nessuno è potuto salire oltre ai due operatori sanitari. Pertanto abbiamo seguito l’ ambulanza con la nostra macchina solo per un tratto in quanto noi andavamo meno veloci.

 Al nostro arrivo agli Ospedali Riuniti di Foggia, con gran sorpresa , ci hanno detto che l’ ambulanza non era ancora arrivata.

Momenti di forte preoccupazione e ansia...... minuti interminabili conclusi con l’ arrivo di quest’ ambulanza dalla quale sono scesi  sconvolti e rassegnati  gli addetti che con un abbraccio di dispiacere e cordoglio ci hanno comunicato del decesso di mio marito per strada.

Solo in seguito abbiamo appreso che l’ ambulanza durante il tragitto da Bovino a Foggia, s’è dovuta fermare in un punto imprecisato per attendere un medico, proveniente da un altro paese e  che  sarebbe salito  su questa ambulanza   per prestare ulteriori soccorsi, ma, evidentemente  invano.

Un inutile servizio, quindi, questo del  118, se così fatto,  poco funzionante e inefficiente.

Tutto questo se si pensa che in una  situazione così estrema quei pochi minuti che si avevano  a disposizione  per dare un’ unica e forse l’ ultima possibilità di salvarsi, si sono persi  per attendere che arrivasse il medico di turno, chissà da dove, quando sarebbe dovuto essere già sul mezzo alla partenza.

 

So che urlare al vento tutto il nostro dolore non servirà più a ridarci Mario, né voglio penalizzare qualcuno, ma voglio che  questa testimonianza possa  essere utile per gli altri, per  migliorare la vita di ogni cittadino di Bovino e di tanti paesi che usufruiscono del 118 organizzato in questo modo , cioè senza medico a bordo sin dai primi istanti di soccorso.

Le autorità preposte verifichino l’ accaduto e pongano i dovuti ripari per evitarne il ripetersi.

                                                                                                  Caterina Ientile

 

Bovino, li      6     Agosto 2015

 

 

Eccellenze artigiane a Bovino

Written by Friday, 22 May 2015 17:48

Alcune regioni italiane, emanando leggi specifiche (vedi  il Testo Unico per l'Artigianato Regione Piemonte (L.R. 1/2009) assegnano un ruolo importante all'Artigianato Artistico e Tipico di Qualità. In tale ottica anche la nostra Regione, con l'attribuzione del riconoscimento di "Eccellenza Artigiana" alle imprese che ne abbiano i requisiti, potrà salvaguardare e rilanciare lavorazioni artigianali di antico prestigio e offrire opportunità professionali che, pur nel rispetto della tradizione, possano cogliere ed esprimere la capacità di reinterpretare il passato attraverso le tendenze culturali ed estetiche del presente. Non si tratta solo di recuperare "gli antichi mestieri" attraverso la riqualificazione di produzioni che vanno scomparendo, ma avvicinare le nuove generazioni a professioni con elevato contenuto di professionalità.

Sarebbe questo uno dei punti chiave dei politici che si propongono in questi giorni per le prossime elezioni perché proprio in queste aree più interne si nascondono antichi segreti del fare artigianato, tramandati da padre a figlio, da figlio a nipote e/o pronipote…

L’esempio più calzante  lo dà la famiglia Scapicchio di Bovino, alla ribalta della stampa nazionale ed internazionale per l’ antico mestiere di “barbiere” che essi praticano da tantissimi anni, sin da quando nelle botteghe di barbiere, c’ era da aspettare la fila prendendo un apposito numero di prenotazione (tipo medaglietta d’ alluminio) in una vetrinetta attaccata al muro d’ ingresso.

Il quotidiano “La Repubblica” del 9 Maggio scorso ne ha parlato così:

 

Tantissime sono state le visualizzazioni del report scritto da Teresita su Territorius che ci ha regalato quest’ altra pagina su Bovino:


Chi arriva per la prima volta sui Monti Dauni, al confine tra Puglia, Molise e Campania, e si ferma a Bovino, considerata la capitale morale di questo distretto turistico, comprende subito la ragione degli importanti riconoscimenti ottenuti dal piccolo centro. L’antica Vibinum, municipio romano, ha una lunga storia che si legge sulle sue mura ma che si ammira anche nei suoi paesaggi, si gusta attraverso le sue specialità culinarie e si incontra nel carattere cordiale e disponibile della sua gente. Non è bastata la Bandiera Arancione del Touring Club d’Italia per premiare la qualità dell’accoglienza: Bovino ha dimostrato di possedere tutti i requisiti per essere tra i borghi italiani più affascinanti, collocandosi di recente al quinto posto della top list dei borghi più belli tra i più bei borghi d’Italia.

Al centro storico si accede attraverso sette archi che immettono direttamente in un reticolo di viuzze pavimentate con ciottoli di fiume. L’impressione è quella di una fusione armoniosa tra elementi architettonici e ambientali, poiché dai suoi 620 metri s.l.m. lo sguardo riesce facilmente ad abbracciare anche il paesaggio circostante. Il borgo è famoso per gli ottocento portali in pietra, tantissimi se si considera la limitata estensione del centro abitato, ma degne di nota sono pure le numerose chiese e le cantine, nate come cisterne per l’acqua sotto i Romani e trasformate dai Borboni in locali per la fermentazione del mosto. Sono scavate nella roccia e in alcune di esse sono stati ritrovati persino dei fossili. Facendo attenzione agli angoli dei palazzi, poi, non sono rare le facce apotropaiche scolpite dagli scalpellini durante le pause dal lavoro.

Diverse residenze sono state ristrutturate per accogliere piccole strutture ricettive e trattorie tipiche. È il caso de Le Pietre del Borgo che occupa quattro edifici, di cui uno dotato di un centro benessere. Da Palazzo San Procopio si può godere di una stupenda vista del paese nella quale spicca il campanile della vicinissima cattedrale. La singolarità di questa come di altre case per ospiti (potremmo nominare anche Camera a Sud) sta nel fatto che gli edifici originari non hanno subito trasformazioni indecorose, cosicché, oltre ad essere interessanti da visitare, fanno sì che il turista, anche nei momenti di riposo, si senta immerso nella più genuina atmosfera bovinese. Completano il quadro le specialità gastronomiche proposte dal ristorante La Cantina, specializzato nella preparazione di ricette tradizionali.

L’itinerario culturale parte dalla splendida cattedrale del X secolo, dichiarata Monumento Nazionale nel 1890. La chiesa, in perfetto stile romanico pugliese, fu costruita con materiali di risulta provenienti da altre chiese e templi distrutti e i lavori furono finanziati dai Conti di Loretello. La facciata si presenta asimmetrica, con un lato più lungo dell’altro, e all’interno sono inglobati elementi pagani dal profondo significato simbolico. In fondo alla navata destra la cappella di San Marco di Eca costituisce una chiesa nella chiesa. Qui sono sepolti i vescovi della diocesi, tra cui Renato Luisi che nel 1961 acquistò il castello di Bovino evitandogli una sorte incerta se non disastrosa.

Il castello ducale di Bovino è il secondo monumento più importante della città, eretto nell’XI secolo probabilmente dai già citati Conti di Loretello. Vi abitarono i duchi di Guevara, i cui discendenti rimasero fino all’acquisizione da parte della Diocesi, e vi soggiornarono artisti e personaggi storici tra i quali Manfredi, Torquato Tasso, Gian Battista Marino e l’imperatrice Maria Teresa d’Austria che da una di queste stanze emise un decreto che autorizzava le fiere di paese. Alcuni dettagli della costruzione non ne fanno proprio un castello nel vero senso della parola. La parte più antica è la torre normanna a cavaliere attaccata al cassero, per il resto non ci sono torrioni di difesa né camminamenti. Oggi ospita il Museo Diocesano con una ricca collezione di ori, quadri, paramenti, statue lignee e una croce d’argento che custodisce una spina della corona di Gesù, e il B&B Residenza Ducale dove è possibile alloggiare nelle stesse stanze dei Duchi.

Per gli appassionati di archeologia, infine, si consiglia vivamente una visita al Museo Civico organizzato in quattro sezioni: preistoria, epoca preromana, epoca romana e medioevo. I pezzi più preziosi sono le stele antropomorfe del III millennio a.C. rappresentanti gli attributi della fertilità.

Spostandosi verso i dintorni, si scopre che Bovino offre anche la possibilità di rilassarsi nella natura. La stazione di posta e il mulino ad acqua di Bovino Scalo, proprio sulle rive del fiume Cervaro, danno l’idea di quanto fosse strategica la posizione della città. Siamo sull’antica via Minucia, poi denominata Via delle Puglie, che collegava Napoli alla Puglia. Qui, sin dall’antichità, si svolgevano i commerci di grano, lana e altri beni. È d’obbligo, quindi, fare un salto alla Masseria Salecchia, tra Bovino e Deliceto, un’azienda agrituristica impegnata, oltre che nelle classiche attività agricole, anche nella didattica e nel sociale con particolare attenzione al reinserimento delle persone svantaggiate. Tra gli obiettivi principali della Masseria c’è l’offerta di un turismo “esperienziale” grazie al quale gli ospiti possono trascorrere giornate di puro relax partecipando ad alcune attività dell’azienda, e la produzione di carne di agnello a basso contenuto di colesterolo adatta all’alimentazione dei cardiopatici.

 

L' ARCHEOCLUB LO SAPEVA GIA' !!

 

Per coloro i quali non hanno potuto seguire la trasmissione della finalissima del 5.04.2015. Bovino è presentato dal  90° minuto (01.30.00).

E' di Teresita Silvestris questo report  in cui si descrive  Bovino così:

 

  1. BOVINO, LA CAPITALE DEI MONTI DAUNI

    Cari amici,
    chi sente per la prima volta il nome di Bovino certo non può immaginare quanta storia può celarsi dietro. In verità anch'io, prima di visitarla, non ne avevo la più pallida idea. Nonostante sia un piccolo centro con poco meno di quattromila abitanti, l'antica Vibinum ha avuto la sua importanza prima come municipium romano e poi come residenza di stirpi ragguardevoli. Qui hanno soggiornato personaggi famosi che hanno preso decisioni di enorme peso politico e sono passate persone di cultura che hanno lasciato la loro inconfondibile impronta. La prima lezione che ho ricevuto arrivando in questo luogo è che la prossima volta conviene studiare di più la storia per non trovarsi impreparati davanti a tanta ricchezza.
    Una volta passati attraverso uno degli archi che danno accesso al borgo antico, ci si ritrova in un grazioso labirinto di stradine pavimentate con ciottoli di fiume. Bovino è famosa soprattutto per i suoi portali di pietra, circa ottocento, ma se proprio volete divertirvi provate a individuare le facce augurali scolpite negli angoli dei palazzi: sono opera di scalpellini che non hanno potuto trascorrere meglio i loro momenti di pausa.
    Volgendo lo sguardo intorno si può notare con piacere come tutto abbia un aspetto pulito e ordinato. L'atmosfera è quella tranquilla e rilassata di un paesino di montagna dal quale si può ammirare il paesaggio circostante. Diversi palazzi storici sono stati interamente ristrutturati e oggi ospitano piccole strutture ricettive, trattorie e musei. I bovinesi sono persone che amano la loro città e ne hanno una cura quasi maniacale. Nessuna meraviglia, dunque, se Bovino è nella lista dei borghi più belli d'Italia e si è guadagnata la Bandiera Arancione per la qualità dell'accoglienza. 
     
    La chiesa principale della città è la Cattedrale in sitle romanico pugliese dichiarata Monumento Nazionale nel 1890. Fu costruita nel X secolo con materiali di recupero e con l'aiutino economico dei Conti di Loretello i quali chiesero in cambio solamente una messa all'anno in loro suffragio. La caratteristica di questo luogo di culto cristiano è quello di essere pieno di elementi pagani. Ci abbiamo trovato draghi, sirene, ali d'angelo, grifoni e persino mascheroni indios, ovviamente tutti con il loro profondo significato simbolico. All'interno, in fondo alla navata destra, c'è una chiesa nella chiesa, cioè la cappella dedicata nel 1147 a San Marco di Eca (l'antica Troia). 
     
     
    San Marco in realtà non fu mai vescovo di Bovino ma vi giunse, diremmo così, per non offendere nessuno. Alla sua morte, per evitare che fosse conteso tra le città di Lucera e Troia, affidò le sue spoglie a un carro di buoi che lo portarono qui.La leggenda dice che quando i resti mortali arrivarono alle porte di Bovino le trovarono chiuse. Fu così che San Marco stesso mise un dito nel muro roccioso e queste si aprirono, permettendogli l'entrata. Ancora oggi "il buco di San Marco" esiste ed è un foro perfetto nella roccia.
     
     
    A proposito di castello di Bovino, invece, vi stupirò dicendo che si tratta di un "castello non castello". Risale all'XI secolo, probabilmente eretto sempre dai Conti di Loretello, senza torrioni di difesa, senza camminamenti e con una corte troppo ampia. L'unica torre a cavaliere è attaccata al cassero, un edificio che ha ospitato Manfredi prima che morisse nella battaglia di Benevento, Torquato Tasso, Gian Battista Marino e Maria Teresa d'Austria che proprio da qui emise il suo primo decreto da regina permettendo lo svolgersi delle fiere di paese.
     
     
     
     
     
    Gli ultimi nobili proprietari furono i duchi di Guevara. Nel 1961, Monsignor Renato Luisi lo acquistò per lasciarlo alla Diocesi di Bovino ed è per questo che al suo interno è ospitato il Museo Diocesano dove si conservano monili provenienti da varie chiese, il braccio reliquiario di San Marco di Eca e opere d'arte come la tela raffigurante il martirio di San Sebastiano di Mattia Preti.

     
    Il nostro viaggio nella cultura bovinese non si conclude però qui. A Palazzo Pisani il Museo Civico attende i visitatori per mostrare loro i più antichi reperti della zona. È essenzialmente un museo archeologico con oggetti che testimoniano la presenza dell'uomo già dall'età preistorica. I più affascinanti sono senz'altro le stele risalenti al III millennio a.C. A guardarle sembrano delle facce ma in realtà rappresentano gli attributi della fertilità, diciamo così, in modo molto ingannevole...
     

     
    Oramai siamo sotto Pasqua e se posso permettermi di suggerirvi un bel posto dove trascorrere una giornata in serenità, direi che Bovino si presta molto. A prestissimo, per parlarvi delle tipicità agricole e gastronomiche della capitale dei Monti Dauni.
     
     

Bovino: la rettifica dell'Istituto "Pacinotti"

Written by Wednesday, 01 April 2015 09:11

Bovino non c'entra nulla, men che meno l'istituto scolastico IPSIA “A. Pacinotti”. La professoressa Carla Ibelli, fiduciaria dell'istituto, sede coordinata di Bovino, mette i puntini sulle “i”. Precisa - e, di fatto, smentisce - la notizia divulgata qualche giorno fa tramite nota stampa dai carabinieri, in merito all’arresto di due giovani bovinesi per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

“La notizia riportata non risponde del tutto al vero. La sottoscritta intende precisare che l’arresto non è avvenuto a Bovino, ma nel comune di Deliceto dove risiedono i minorenni di cui trattasi. L’unica relazione con l’episodio in oggetto consiste nel fatto che tali minorenni sono alunni che frequentano il nostro istituto presso il quale non vi è stato nessun controllo o sopralluogo da parte delle forze dell’ordine né tantomeno si può sostenere che sia avvenuto uno spaccio presso la nostra scuola”. 

"Tutti i sindaci in campo per sostenere Bovino"

Written by Friday, 20 March 2015 17:45

Condividiamo in pieno quanto afferma su "Lettere Meridiane"" l’ ex sindaco di Ascoli Satriano Antonio Rolla, indiscusso protagonista di una delle pagine più importanti della storia culturale della Capitanata e della Puglia, con il ritorno nella loro terra dei Grifoni Policromi, Tonino Rolla scende in campo per sostenere la causa di Bovino, il paese dei Monti Dauni finalista nel concorso Il Borgo dei borghi promosso dalla trasmissione televisiva Kilimangiaro.


Rolla rivolge un appello ai sindaci della provincia di Foggia, e in primis al primo cittadino del comune capoluogo: "Devono mobilitarsi tutti e sostenere la causa di Bovino, perché è una sfida che riguarda l'intero territorio dauno e direi pugliese, visto che il paese dei Monti Dauni rappresenta la Puglia."
Il ragionamento di Rolla è di una logica inoppugnabile: "L'idea che la cultura, il passato, il nostro immenso patrimonio artistico e monumentale possano diventare il motore trainante di una nuova stagione dello sviluppo della Capitanata sta faticosamente mettendo radici. La vittoria di Bovino al concorso indetto da Kilimangiaro metterebbe le ali a questa idea, rappresenterebbe un salto di qualità per tutto il territorio, a cominciare da quello dei Monti Dauni, che dovrà affrontare nei prossimi anni in maniera sempre più pressante lo spettro della crisi demografica e produttiva, che costituisce il più serio vincolo allo sviluppo. Ecco perché tifo per Bovino. Ecco perché invito tutti i sindaci a scendere in campo per invitare i loro cittadini a votare per Bovino."
La grinta di Rolla, ascolano di nascita, è anche la testimonianza più evidente di una identità dauna che va ormai affermandosi, al di sopra di quei campanilismi e localismi che in passato hanno impedito a questo territorio di fare rete. Una ragione di più per votare per Bovino: si può farlo fino a domenica prossima, attraverso il web.
La procedura è semplice: bisogna accedere a questa pagina web, quindi cliccare su Bovino (è semplice trovarla, perché è collocata in alto, caratterizzata da una bella immagine del Castello). Nel caso in cui si sia già iscritti al portale, il sistema chiederà di effettuare il log in. In caso contrario, sarà necessario effettuare (una volta sola) la procedura di registrazione, inserendo un nome utente a scelta e l’indirizzo della propria posta elettronica, e quindi seguendo le semplici istruzioni. Come già detto, si può votare una volta al giorno: quindi, fino al 22 marzo, bisogna votare quotidianamente, e convincere a fare altrettanto i propri amici.
Ogni utente può votare non più di una volta ogni 24 ore, fino al termine della sfida. Per votare occorre essere iscritti a myRaiTv il portale web della televisione di Stato.
Il Borgo che totalizzerà più preferenze, verrà premiato ufficialmente domenica 20 Aprile, nel corso di una prima serata speciale in onda su Raitre.

LA REPUBBLICA-VIAGGI APRE CON LE FOTO DI BOVINO

Written by Thursday, 19 March 2015 07:47

Ultimi giorni per votare Bovino.

La Repubblica (viaggi) del 17 Marzo apre così:

di Carmen Carbonara

BARI – Trenta piccoli Comuni, di cui 5 centri con la bandiera arancione (il marchio di qualità turistico-ambientale del Touring Club) e 4 inseriti tra i borghi più belli d’Italia. Tutto questo sono i Monti Dauni, una delle più suggestive e caratteristiche aree geografiche della Puglia, che conta anche più di 500 tra chiese, siti di interesse comunitario, musei e castelli. Ora hanno anche una guida completa realizzata dal Gal Meridaunia e presentata da Pugliapromozione a Bari. Viene già distribuita, gratuitamente, presso tutti i centri di informazione e promozione turistica della zona e della regione (compresi aeroporti e stazioni) e durante gli eventi in Italia e all’estero (in inglese).

In 180 pagine la guida racconta storia e cultura, archeologia, castelli e fortezze, palazzi e cattedrali, antichi tesori, ma anche natura, enogastronomia e feste. Contiene anche proposte di viaggio, come cosa fare e cosa vedere se si va sui Monti Dauni per un weekend. Quasi la metà del lavoro è dedicata alla descrizione dei 30 borghi, ma si parla anche delle tradizioni (dal franco provenzale alle credenze popolari, dai riti millenari alle feste). La guida si chiude con un’ultima sezione dedicata al “set jetting”, ovvero i luoghi dei Monti Dauni scelti come location di film (Deliceto, Accadia e Bovino). Senza contare il festival indipendente dei cortometraggi che si tiene in agosto a Bovino.Monti Dauni, tra i borghi più belli d’Italia

 

 

 

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