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Arte Cultura e Spettacoli (51)

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	Non c’è due senza tre al concorso di poesia dialettale di Bovino 2020

Non c’è due senza tre al concorso di poesia dialettale di Bovino 2020

E’ stato assegnato il primo premio del 44° concorso di poesia dialettale di Bovi ...

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         Cosa mai sarà successo di tanto grave per una convocazione “segreta”, a porte chiuse ….. straordinaria e  d’ urgenza del Consiglio Comunale di Bovino??

Cosa c’è di così grave da non dover rendere pubblica la notizia della rimozione dall’ incarico di un Dirigente Responsabile del II Settore organizzativo Economico-finanziario da oltre un mese per la quale, comunque, la cittadinanza mormora da parecchio tempo?

Cosa  c’entra questa rimozione del dirigente dell’ Ufficio Ragioneria, settore cardine di tutte le Amministrazioni Pubbliche perché è quello l’ Ufficio termometro della salute dell’ Amministrazione Comunale; cosa ha  a che vedere con il cambio di uno storico Assessore del Comune in questo stesso periodo ?

        E’ dalla data del decreto n.10 del 4.06.2021 con il quale è stata disposta la revoca dall’ incarico precedentemente attribuito al Responsabile del II Settore organizzativo Economico-finanziario (Ragioneria) che i cittadini chiedono di conoscere le motivazioni, il contenuto  di quel provvedimento secretato e sconosciuto. 

     La cittadinanza  vuol capirci di più  e chiede all’Amministrazione dei chiarimenti, delle rassicurazioni e maggiore trasparenza negli atti pubblici per evitare facili allarmismi  e denigrazioni su persone che  dovrebbero lavorare per una corretta  gestione di risorse e fondi  pubblici . Per questo e per avere maggior fiducia dai cittadini verso l' Amministrazione, può bastare una adunanza segreta, a porte chiuse, in sessione straordinaria ed urgente del Consiglio Comunale?  

 

E' questo l'interrogativo con cui finisce la nota pervenutaci  per "segnalare" la bizzarra segnaletica del centro abitato di Bovino alla quale ogni amministrazione cerca di dare dei correttivi  che spesso, anziché facilitare la viabilità  in maniera corretta ed ordinata, complica il tutto, disorientando non solo  chi è alla guida di autoveicoli ma anche i turisti che preferiscono avventurarsi a piedi  nelle stradine del centro:

 

      " Il problema per quanto serio, va affrontato con serenità e razionalità. Non si vuole  condannare nessuno sul modello “caccia alle streghe” e non si vuole scaricare su qualcuno colpe “politiche” che non sussistono.  Parliamo da turisti/oriundi come siamo noi, ed affrontiamo con ragionevolezza la situazione che si presenta oggi a Bovino (Fg.) per la super-presenza di segnali stradali e cartelli info-turistici, disseminati disordinatamente o concentrati in poco spazio. Non bisogna essere architetti o diplomati in urbanistica per verificare questa situazione incresciosa.

Già all’ingresso del paese sulla facciata di un palazzo 3 insegne che poi nessuno riesce a leggere, perché la “fermata” d’obbligo e lo “scalo tecnico” è nei pressi della Villa. Chi visita Bovino, si trova innanzi ad una sovrabbondante quantità di segnaletica che, stando ad un semplice calcolo basato sulla proporzione: estensione area urbana; -capienza flusso turistico; -quantità dei monumenti e siti artistici da visitare; non quadra e non si giustifica. Per capirci, dalla Proloco alla Cattedrale-Castello-Museo il percorso è breve chiaro ed unico su C.so V.Emanuele per P.za G.Paglia e ritrovi tutto nel raggio di qualche centinaio di metri!!! Alternativa (?): dalla Villa per C.so Umberto I°, con una strada panoramica e poi Castello e giù  alla Cattedrale. E praticamente, non c’è pericolo di perdersi in qualche fantasioso labirinto di viuzze, ti ritrovi in P.za Duomo….ma quì altri cartelli irriverenti (WiFi -sosta ecc..). Ci vuol poco a intuire che si collocano cartelli inutili e antiestetici, che penalizzano e sviliscono una foto ricordo? Via Guevara pulita ed integra, ma un cartello ”turistico” ti rovina la foto di una stradina medievale scattata da P.za G.Paglia. Come il cartello da poco apparso all’angolo di P.za Duomo per sfregiare l’immagine del vicolo che sale al Seminario… Il paese ha la fortuna e la sapienza, di poter offrire al fotografo o a chi vuole realizzare riprese video, scorci e viuzze ancora originali ed invece …..appare un mostruoso cartello! Ad inizio Corso 3 indicazioni tutte per la proloco, altri tre tabelloni per altre assortite indicazioni stradali, inizio Via Umberto I° altro ingombro sul marciapiede. Davanti la Proloco un cartello scuro “cenni storici” a filo di marciapiede si presenta pericoloso, perché basso ad altezza bambino e dai bordi taglienti…Sul lato del piazzale antistante la Chiesa della Pietà (Morticelli) altri cartelli stradali, spesso appare qualche bancarella o altro utilizzo irriguardoso, perché comunque è un fabbricato storico. Risulta  inutilizzato ma merita rispetto, ed offre una posizione dominante e geniale per un contenitore culturale interdisciplinare.

Forse a qualcuno sfugge che al “visitatore” piace scoprire da solo qualche scorciatoia o itinerario personalizzato. Al turista occasionale piace chiedere informazioni ai passanti, comunicare con loro alla vecchia maniera, perché ha un valore quella breve chiacchierata spontanea che si allaccia alle persone del posto.   Il turista organizzato dispone della guida, di un suo programma, della piantina cartacea e non segue cartelli ed indicazioni su pali di metallo, ha già tutto pianificato.

Tanti cartelli stradali e indicatori direzionali, quando invece abbiamo la fortuna di una pianta urbana semplice e convogliata verso il centro storico e presso i “monumenti” che si presentano vicini tra loro e facili da raggiungere…. piuttosto mancano i cartelli per “sensibilizzare” tutti residenti e non all’educazione del rifiuto e della corretta tenuta dei cani (Villa comunale).

 

Da forestieri, quali in gita fuori porta, abbiamo scandagliato il paese in giorno festivo…tranquillo! Si può recuperare l’immagine di un paese semplificato e genuino?"

        La e-mail che segue, di Michele Dota, accompagna “l’ennesima riflessione” (così come lui la definisce) sul Turismo a Bovino. In realtà egli ha fatto e ci regala una ricerca approfondita e dettagliata sulla situazione “turistica” del nostro paese ed indica sin dalle prime righe quelle attività necessarie per il rilancio turistico di Bovino!  E’ la dimostrazione che a Bovino  c’è chi ama la propria “città”, chi  offre il proprio studio, il proprio sapere e dà un  contributo notevole alla  comunità locale senza alcun altro fine se non quello  di prevedere uno sviluppo  desiderato e possibile.

Non  ci dilunghiamo con  nostre riflessioni  su quelle  fatte da Michele Dota e da quanti hanno visto  il video-spot Bovino 2020, in merito ad una presentazione che sa molto di propaganda individuale   che  era meglio non fare in quel modo, per cui vi invitiamo a leggere e diffondere questo bel lavoro sul futuro turistico bovinese:

MICHELE DOTA SUL TURISMO A BOVINO 

La pandemia legata al COVID 19 ha messo in crisi il settore turistico del nostro Bel Paese con ripercussioni economiche e sociali non ancora pienamente apprezzate. L’estate 2020 si è trasformata in un’ecatombe per un settore che faceva registrare oltre il 15% del PIL del Paese.

L’ esperto [1] sostiene che “Forse andrà tutto bene,  ma nulla sarà come prima a partire dal turismo”. . .

Non è comunque difficile immaginare quali possano essere gli scenari per il nostro territorio in vista della prossima estate 2021 che, in assenza di “nuove formule” d’accoglienza tese ad incrociare una domanda sempre più incerta, farà registrare con ogni probabilità, la stessa debacle del 2020.

Ma per le nostre colline ed il nostro borgo, da sempre ai margini del turismo di massa e con una bassa densità di abitanti, in fondo non c’è molto da inventare:

üOccorrerebbe tornare a promuovere un turismo di prossimità dove la ricerca di luoghi vicini nascosti e poco frequentati è associata alla ricerca di esperienze esclusive, di vita all’aria aperta, di un’alimentazione più genuina, di tradizioni e costumi più veri  così come illustrato nei video di “a due passi & altrove” [2] …;

üOccorrerebbe stimolare il turismo di ritorno,  di quanti vivono nelle grandi città del nord, e che, in sostituzione della più consueta ma più problematica vacanza al mare,  tornerebbero volentieri a respirare l’aria e a ritrovare la terra e le radici dei propri genitori e dei propri nonni…;

üOccorrerebbe valorizzare l’immagine di un turismo slow, di un “turismo della quiete” [3],  di Bovino come città d’arte, di cultura, di natura, di quiete, di emozione…;

üOccorrerebbe attivare tutte le risorse per restituire la possibilità di “visite ed itinerari virtuali ” del nostro Borgo e di qualche museo  utilizzando anche semplici strumenti di ricostruzione 3D  e/o di mappatura, da inserire in Google Earth…;

 

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1 Federico Massimo Ceschin pagina visitata il 18/02/2021 https://www.academia.edu/42268543/Forse_andr%C3%A0_tutto_bene_ma_nulla_sar%C3%A0_pi%C3%B9_come_p rima_A_partire_dal_turismo

2 Straordinaria la narrazione di luoghi a noi vicini e la poesia che “a due passi & altrove” di Marco Balzano e Donato Di Giovanni ci restituisce sulle pagine di You Tube. https://www.youtube.com/playlist?list=PLtAwat9pdhomqnY6bMgDuZ9sVMrnmbRkD

3 Come con grande intuito ha altrove suggerito Carmine Santoro. http://www.nardino.it/index.php/link/item/1483-bovino-considerazioni-e-suggerimenti-di-carmine-santoro-sul sulpotenziale-turistico

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üOccorrerebbe promuovere campagne informative adeguate e/o azioni  di marketing  (come più piace agli esperti)  con  l’obiettivo di attirare l’attenzione del turista in modo intelligente e vantaggioso, facendo leva sulla bassa frequentazione e sulla tranquillità e sicurezza dei luoghi …;

üOccorrerebbe riattivare e/o manutenere tenendo aggiornati i siti di promozione turistica (il riferimento è al Portale Visit Monti Dauni [4] ed  al portale Comunità Ospitali Monti Dauni [5])  offrendo …] un’immagine “virtuale” unitaria, valorizzando in una cornice sistemica il caleidoscopio di peculiarità presenti nelle sette Comunità Ospitali dei Monti Dauni ed in ognuna delle 30 realtà comunali.[… (A. e F. Rinella 2018) [6].

üBisognerebbe anche, con l’aiuto pubblico, attuare politiche di incentivazione,  così come hanno fatto in altri comprensori turistici dove offrono un giorno gratis ogni tre giorni di permanenza… .

Sono tutti punti a cui si può dare risposta;  con un po’ di buona volontà, rimboccandosi le maniche, facendo sistema, promuovendo tutte le risorse, soprattutto umane, presenti nella nostra comunità. La filosofia da assumere è quella di  “Valorizzare Valorizzando”, ovvero valorizzare i nostri beni storico culturali ed archeologici valorizzando le risorse umane ed accogliendo l’invito a “fare squadra è possibile, con vantaggio per tutti”. [7]

 

In tal senso già da tempo ho avuto modo di affermare che il turismo e la valorizzazione turistica è frutto di “creatività”  e soprattutto di “organizzazione”.

Su ciascun punto prima elencato mi riprometto di esplicitare con ulteriori riflessioni, idee ed esempi tutte le possibilità e gli obiettivi che si potrebbero raggiungere….

 

Ma la crisi legata alla pandemia e la speranza e la volontà di un rilancio del settore impone,  preliminarmente,  una riflessione più ampia sugli scenari che si prospettano per il turismo nella nostra cittadina  e nei Monti Dauni  in generale.

 

Allo scopo può essere utile esaminare i dati ufficiali del turismo a Bovino presenti sul sito di Pugliapromozione (riportati in allegato), ben sapendo che il domani non va solo aspettato, ma occorre costruirlo, perché: “L’attesa è il futuro che si presenta a mani vuote”.

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 4 Portale turistico dei Monti Dauni http://www.visitmontidauni.it/

5 Il progetto, ormai concluso è stato promosso da Borghi Autentici d’Italia vedi link: https://www.borghiautenticiditalia.it/progetto/comunita-ospitali-monti-dauni 6 A. Rinella, F. Rinella (2018) Verso una narrazione creativa e originale della montagna: il “Sistema delle Comunità Ospitali dei Monti Dauni”. Bollettino della Società Geografica Italiana serie 14, 1(1): 69-78. Link per scaricare il documento https://riviste.fupress.net/index.php/bsgi/article/view/90 7 Leggasi citato documento di Carmine Santoro. 

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I numeri ufficiali del turismo pre-covid  a Bovino 

 

Senza conoscere ancora la flessione che sicuramente sarà registrata per il 2020 [8], ma guardando i numeri degli ultimi 15 anni,  si può affermare che prima della pandemia non eravamo all’anno zero del turismo bovinese.  Così, parafrasando il famoso film di Massimo Troisi,  per il futuro  possiamo sicuramente ricominciare da tre.

La tendenza statistica dei flussi conferma, infatti, il progresso fatto registrare dal turismo Bovinese, che “a pelle” è avvertito da tutti.

I numeri ufficiali parlano chiaro: il 2019 ci restituisce un totale di  1.515 arrivi turistici con 3.996 presenze per una permanenza media complessiva di 2,6 giorni.

Dati che non comprendono i flussi relativi al turismo di ritorno (doppie case, case in affitto, ospiti di amici e/o parenti)né, per quanto in misura minore, i numeri del “campering”. 

 

Di difficile valutazione, e comunque fuori statistica ufficiale, è anche il numero dei gitanti  che con buona frequenza ed in numero sempre crescente, approdavano a Bovino; sia con “visite organizzate in comitiva”, con l’ausilio di associazioni e piccoli Tour Operator, che con il “fai da te”.  Escursionisti che, attratti dall’eco di trasmissioni televisive, sagre,  feste popolari, religiose e/o manifestazioni sportive, permangono sul territorio generalmente per poche ore, senza pernottare.

 

I dati della Pro Loco Bovino ci dicono che nel 2019  hanno visitato il nostro borgo, fruendo dei servizi della stessa ProLoco,  circa 2.000 “gitanti organizzati”.

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8 I dati ufficiali di Pugliapromozione sono generalmente pubblicati nella primavera dell’anno successivo ma ad oggi ancora non disponibili.

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Elemento di più forte attrattività  per tale target è rappresentato dai monumenti e dalle risorse storico culturali di cui il centro storico dagli 800 portali in pietra, è ricco.  Un plauso alla ProLoco;  vero fulcro e volano della promozione turistica di Bovino. Un grazie sincero a Maria Rosaria ed a tutti gli operatori che con il loro incessante lavoro hanno saputo accrescere e garantire servizi di assistenza, orientamento e animazione turistica di alta qualità, dimostrando buona volontà e amore per il proprio paese.

 Ma torniamo ai numeri.   Essi ci dicono che anche la capacità ricettiva di Bovino si è nel tempo rigenerata, cogliendo nuove tendenze ed opportunità. Dalla chiusura dell’Hotel Gran Turismo (chiuso negli anni ‘90 e che offriva circa  70 posti letto su 26 stanze) essa si è evoluta verso un modello di ospitalità diffusa.  Attualmente nel territorio comunale si registrano (censite su internet) 26 strutture ricettive di varia natura con B&B ed affittacamere,  per  un totale stimato di circa 150 posti letto.

 

Tra le strutture pararicettive e complementari si contano 7 ristoranti; 2 pizzerie; 7 tra caffetterie e gelaterie. E poi ancora in ambito sportivo si annovera la presenza di 1 piscina; 2 campi da tennis; 1 campo da calcetto; 1 campo da calcio; oltre ad una fitta rete sentieristica in grado di far sentire il respiro della natura.

 

Così i “numeri del turismo” consentono di affermare che Bovino possiede le risorse giuste in grado di erogare un’offerta turistica articolata e di poter esercitare una sicura forza attrattiva di medio e lungo raggio.

 

Un turismo minore, certo, nei flussi e nell’economia che muove; che non può competere con gli elementi di attrattività del Gargano e del turismo balneare, ma che possiede formidabili margini di miglioramento.

 

                                          Vedi in appendice DATI STATISTICI SUL TURISMO A BOVINO

 

[…] “- Gaetano: Chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!

- Lello: Da zero!

- Gaetano: Eh?

- Lello: Da zero! Ricominci da zero!

- Gaetano: Nossignore, ricomincio da... cioè, tre cose me so' riuscite dint' 'a vita, pecché aggia perdere pure chelle, che aggia ricomincia' da zero?!  Da tre!” […]

(Ricomincio da tre 1981)

 

 

 

Il turismo è soprattutto organizzazione

Ma per preparare il domani ricominciando da TRE, bisognerebbe, evidentemente, riconoscere e valorizzare i punti di qualità già presenti; individuare e migliorare i punti di debolezza; ampliare il ventaglio dell’offerta turistica; definire e veicolare un’offerta peculiare, caratteristica e riconoscibile del territorio  in grado di darle identità e forza. Bisognerebbe costruire reti collaborative multiscala; darsi e sperimentare modelli organizzativi sistemici ed inclusivi; dare respiro e prospettiva alle politiche territoriali ed  agli interventi pubblici e privati, in una logica di coerenza e continuità con quanto già di buono è stato fatto.

 

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Per ripartire davvero occorre, però, anche estirpare i malvezzi e gli errori di semplificazione ed ingenuità che fanno ritenere condizione sufficiente per il rilancio turistico,  la mera promozione sulla pagina facebook di  “Bovino eventi e comunicazioni” del video promozionale BOVINO 2020: UNA PERLA DEL TURISMO DI PROSSIMITÀ [1].   Video promozionale che, per quanto di pregevole fattura ed estro creativo, sconta il difetto di una presentazione del nostro primo cittadino, questa sì “promozionale”, che dura circa 3 minuti su 7.

A mio giudizio le azioni e la pianificazione necessaria per promuovere lo sviluppo turistico di Bovino e del suo circondario non può limitarsi a commissionare un cortometraggio promozionale, né può limitarsi, richiamando altre responsabilità, a commissionare all’esterno, semmai ogni 6-7 anni, un piano di rilancio del settore turistico che torna utile solo a chi progetta.

Sono già tanti, infatti, i Piani programmatici, gli indirizzi ed i progetti di valorizzazione turistica [2], che,  seppur ineccepibili da un punto di vista teorico e coerenti con la realtà, non hanno trovato la necessaria continuità temporale né la capacità di valorizzare risorse umane e/o di accrescere quelle indispensabili competenze locali. Sì che conclusi i progetti,  restano solo  controproducenti strutture abbandonate,  e scatole vuote...

L’errore, forse, è stato quello di aver ereditato il difetto principale del turismo tradizionale: quello di aver immaginato questo comparto produttivo fatto solo di  “opere”, piuttosto che di risorse umane locali e di cultura organizzativa su cui investire; per poi lamentarsi delle basse competenze e della bassa professionalità degli operatori del settore, colpevolmente lasciati a se stessi.

Il futuro turistico del nostro territorio, infatti, è  altrove. Ed è nell’immaterialità fatta di organizzazione, di pianificazione, di collaborazione, di cultura diffusa dell’ospitalità.

In proposito, diversi anni fa, ci si meravigliava di quanto sapesse fare Deliceto nell’organizzare il festival di danze popolari, con ospitalità in vani del centro storico e presso famiglie, e che portava per una settimana di danze, sia in estate che nelle feste natalizie, oltre  300 partecipanti da tutta Italia.



[9]  Questo il link al Video https://www.facebook.com/Citt%C3%A0-di-Bovino-Eventi-e-Comunicazioni-1788285907914959/videos/927996877676901 che viene riproposto anche nella pagina di “Tutti per Bovino”  senza che tuttavia ce ne sia traccia sul sito Web ufficiale del Comune stesso. Quest’ultimo appare vuoto di ogni contenuto promozionale. Il Menu  Vivere la Città appare in molte sue parti completamente privo di qualsivoglia informazione. Eppure per l’internauta che su qualsiasi motore di ricerca digita la parola Bovino  il sito Ufficiale  è il primo risultato che viene restituito! Il nostro amato Sindaco  prenda esempio di stile ed efficacia da quanto fatto dal primo cittadino di Biccari.

[10] Per il settore turistico leggiamo da più fonti e da oltre un ventennio le stesse cose a partire dall’ultimo Piano di Sviluppo Socio Economico 2000-2006 dell’allora Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali, passando dai diversi PAL del Gal Meridaunia,  sino ad arrivare alla Strategia di Area Interna Monti Dauni.

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C’è da dire, comunque, che ad una prima fase di promozione “infrastrutturale” che ha promosso la nascita di diversi B&B ed affittacamere, si sta passando ad una seconda fase di promozione fatta di “infrastrutturazione immateriale” attraverso la realizzazione di interventi informativi e formativi tesi  a far crescere, negli operatori del settore turistico, la consapevolezza della necessità di “fare sistema”. Ovvero di stringere reti collaborative, intersettoriali e multisettoriali ed a diverse scale, che consentano di integrare le diverse risorse presenti sul territorio (offerta di accoglienza, beni storico archeologici, natura, paesaggio, tradizioni cultura e religiosità, prodotti agroalimentari ed artigianali…) così da trasformare l’attuale “insieme turistico” in un “eco-socio-sistema turistico territoriale” sostenibile.

Personalmente nelle diverse agenzie di sviluppo locale ed in alcuni amministratori del nostro circondario leggo (ma non sono il solo) una maggiore sensibilità che sta creando le precondizioni per un tale cambiamento.

Un cambiamento che deve disegnare le traiettorie di un possibile percorso evolutivo del turismo sostenibile a Bovino, puntando sul protagonismo dei giovani, e che sia  capace di integrare tutte le differenti risorse e di rigenerarle, costruendo al contempo nella comunità quella cultura diffusa dell’ospitalità, che forse oggi manca ancora.

Ma si sa che ogni cambiamento, ogni innovazione[11] va sostenuta con azioni di supporto in grado di vincere le naturali inerzie del tessuto sociale ed imprenditoriale, e senza delle quali tutto resta come prima. Lo stesso ragionamento vale anche per gli altri settori economici e produttivi del nostro territorio…  Ed è perciò essenziale che il potere pubblico ed i decisori politici rendano esplicite le loro prospettive, le loro scelte ed il proprio impegno, in modo che ciascuno possa misurarne la coerenza e valutarne l’efficacia.

 

Provocazioni e domande legittime sul turismo a Bovino

Ho già detto in questo elaborato,  ed in altre occasioni, che il turismo è invenzione…           Ma il turismo è soprattutto pianificazione, cultura organizzativa, creatività, capacità di immaginare scenari possibili,  in grado di orientare l’evoluzione di un sistema di per sé tra i più complessi.

 



[11] Il riferimento si ispira alla teoria del sostegno all’innovazione formativa di Michael Hubermann. L'innovazione non è disciplinata da semplici relazioni causa - effetto, di tipo trasmissivo. Non basta trasmettere ovvero chiedere che si assuma un’idea innovativa perché questa sia automaticamente assunta e soprattutto praticata.Bisogna concepire l’innovazione come una complessa assunzione di responsabilità connessa ad una profonda trasformazione di modelli culturali, oltre che di stili professionali ed educativi in un contesto di “forti“ variabili di interazione tra i diversi attori sociali di una comunità locale.  Occorre, in sostanza, che l'innovazione sia innanzi tutto praticata e, quindi, sostenuta con una serie di interventi integrati, tali da allontanare momenti di crisi e di stress che ogni procedura realmente innovativa comporta.

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Provo ulteriormente ad esplicitare ciò di cui parlo a partire dalla provocazione posta da  quattro “domande legittime”[1] e dalle possibili risposte che ad esse si possono dare:

1.        Come intercettare e promuovere pacchetti turistici volti ad un targhet aggregato che richiede servizi di qualità e che presuppone la necessità di un’alta capacità ricettiva;

 

2.        Come avere  ricadute turistiche positive concrete ed immediate per il territorio rispetto ad un possibile progetto di recupero archeologico;

 

3.        Quale architettura organizzativa è possibile per la gestione integrata del “Polo museale”  Bovinese;

 

4.        Come vincere l’adagio bovinese. “ I pe mmè  tu pe ttè, recòtta tòste”.  

E più in dettaglio:

1.    Immaginiamo di dover dar risposta ad una richiesta di “ospitalità aggregata”, rappresentata dall’interesse di alcuni tour operator, che intendono inserire nella propria offerta di turismo balneare sul Gargano un pacchetto di fine settimana sui Monti Dauni (tanto per tornare al disatteso “matrimonio tra Daunia e Gargano”).  Il targhet risulta particolarmente esigente ed è costituito da turisti tedeschi che richiedono servizi di alta qualità. Ulteriore vincolo è rappresentato dalla necessità di ospitare contemporaneamente 70 turisti o quanti quelli contenuti in un pulmann gran turismo. Il contratto con il tour operator prevede l’acquisto del pacchetto con tre  mesi d’anticipo con la formula vuoto per pieno.

2.    Immaginiamo che l’Università di Foggia  d’intesa con il Comune voglia presentare, a valere su finanziamenti diretti del Ministero dei Beni Culturali, un progetto di recupero archeologico e di valorizzazione della Villa romana di Casalene. Quali elementi dovrebbe contenere un tale progetto per tradursi in risorsa turistica per la comunità, già in fase di cantiere?  Quali elementi innovativi dovrebbe contenere il progetto per garantire la fruibilità e la valorizzazione del bene a recupero realizzato e a progetto concluso.

3.    Come mettere a sistema il patrimonio museale archeologico e culturale di Bovino composto da ben 5 musei esistenti (Museo Archeologico Carlo Gaetano Nicastro; Museo della Civiltà Contadina; Museo del Tesoro della Cattedrale; Museo delle Armi Procaccini; Biblioteca ed archivio Diocesano) ed altri possibili (Cantine Cerrato; Museo delle chiavi e chiavistelli; Archivio Storico Fotografico Morsillo; Museo multimediale palazzo Cera; …) già in parte da tempo affidati al mondo del terzo settore e a diverse associazioni e/o gestiti dall’ente ecclesiale, rispettando il ruolo di tutti e di ciascuno con approccio inclusivo.

 



[12]  Nel senso dato alla locuzione da  Heinz von Foerster  in Sistemi che osservano, a cura di Mauro Ceruti  e Umberta Telfner, Astrolabio, Roma 1987,p.130.

                                                             

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A tali domande ci sono molte risposte possibili nessuna delle quali, a partire dai diversi punti di vista,  possa dirsi di per sé sbagliata; ma solo l’intelligenza collettiva ha la risposta che nel momento e nel contesto dato risulta la più opportuna. Nella loro ricerca mi sento solo di suggerire di rispettare il vincolo di non diminuire ma anzi di aumentare il numero delle opportunità, per la complessiva crescita della comunità.

Come ovvio io ho le mie risposte, sicuramente tutte parziali.  Ma la risposta davvero più impegnativa,  che mi arrovella non poco, è risolvere quel vecchio adagio bovinese.

La vera ragione che mi ha spinto a scrivere questa, come tutte le altre “lettere” inviatevi;  in cerca d’aiuto.

Grandi  Speranze!

Foggia, 5 marzo 2021                                                                                 Michele Dota

 

“I pe mmè  tu pe ttè, recòtta tòste”

l’individualismo non risolve  i problemi

 

 

Sitografia  e risorse web

https://www.regione.puglia.it/web/turismo-e-cultura

http://www.pugliaturismo.com/

https://www.agenziapugliapromozione.it/portal/

 

http://www.visitmontidauni.it/

https://www.borghiautenticiditalia.it/progetto/comunita-ospitali-monti-dauni

https://www.peopleforplanet.it/a-bovino-il-turismo-e-circolare/

 

https://ecobnb.it/blog/2020/04/turismo-dopo-pandemia-sostenibile/

https://www.aspeninstitute.it/attivita/ripensare-e-rilanciare-il-turismo-dopo-la-pandemia

https://www.ipsos.com/it-it/il-turismo-al-tempo-del-covid-19-parte-2

https://agcult.it/a/17526/2020-04-21/coronavirus-i-borghi-piu-belli-d-italia-fra-ripartenza-e-nuove-forme-di-turismo

https://www.fanpage.it/cultura/franco-arminio-contro-il-coronavirus-torniamo-nei-piccoli-borghi/

 

 

 

Segue appendice statistica

pag. 8 di 12

DATI STATISTICI SUL TURISMO A BOVINO

Di seguito sono riportati i dati statistici ufficiali del Turismo a Bovino ad oggi presenti sul sito ufficiale dell’Agenzia Regionale del Turismo  PUGLIAPROMOZIONE  alla sezione  “Osservatorio” ed opportunamente rielaborati e tabellati  per una più facile lettura.

 

(link  https://www.agenziapugliapromozione.it/portal/web/guest/osservatorio-del-turismo )

 

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 * Gli Arrivi sono dati dal numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi “ufficiali” nel periodo considerato; ** Le Presenze rappresentano il numero di notti trascorse dai clienti negli stessi esercizi.

Il trend degli arrivi turistici, come ci si aspetta, è crescente pur con  variazioni annue più che sensibili.  La punta massima si è registrata nel 2015 con un totale di 1.842 arrivi.

Sembrerebbe anomala la performance del 2011(forse da mettere in relazione a eventi particolari e/o a maestranze che hanno soggiornato per lunghi periodi nel nostro territorio per l’esecuzione di lavori edili)così come il calo degli arrivi registrato nel 2013.  

Il clou delle presenze viene invece registrato nel 2017 con 4.431 giorni.

 

* La permanenza media è data dal rapporto tra le presenze registrate (numero di notti trascorse) e gli arrivi (numero di clienti arrivati nelle strutture ricettive) e restituisce il dato della durata media del  soggiorno.

                                                                pagina 10 di 12 

 

 Dagli istogrammi di permanenza si nota il picco anomalo relativo all’anno 2006 nel quale risulterebbero complessivamente 1241 presenze su 162 arrivi tanto da far registrare una permanenza media di 7,7 notti,  che si scompone in 17 notti per gli stranieri e 5,7 notti per gli italiani.  Anomalia con ogni probabilità affetta da errore alla fonte.

Ad ogni buon conto la permanenza complessiva nell’ ultimo quinquennio (oscillante tra un valore max di 2,6 e un valore min. di  2) restituisce un valore medio di  2,4 notti.

Quest’ultimo dato, se confrontato con il dato di alcuni paesi vicini ci restituisce un elemento su cui riflettere che deve trasformarsi in un importante obiettivo di  miglioramento: ovvero trovare strategie ed elementi motivazionali per provare a prolungare il periodo di permanenza sul nostro territorio.

Infatti, nel 2019,  pur con un numero di “turisti” di gran lunga inferiore a quello di Bovino, Biccari, Apricena, Deliceto, Orsara di Puglia, Ascoli Satriano ed Alberona, fanno registrare valori e performance di permanenza superiori a quelli di Bovino.

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 Non è stato diagrammato il dato di Lucera che fa registrare 42.761 presenze per 23.075 arrivi con un dato di permanenza comunque basso di 1,9  giorni.

I dati ufficiali sopra esposti non contemplano il turismo di ritorno ed il fenomeno delle seconde case; di quanti soggiornano ospitati da amici e/o parenti; di coloro che ricorrono ad abitazioni in affitto; di coloro che praticano il campering. Tipologie che sicuramente contribuiscono al generale flusso in arrivo (incoming).

Sempre i dati ufficiali ci consentono di stimare, pur con approssimazione, l’ammontare economico legato all’ospitalità nelle strutture ricettive ufficiali che, per il 2019, ammonta ad                      € ≈ 220.000,00. !?!   :-/    (ottenuto supponendo un costo medio a notte di € 55,00 per 3.996 notti).

L’elemento più sconfortante è invece rappresentato dal tasso di occupazione lordo dei posti letto  che si attesta, sempre nel 2019,  al 7,3%. Come a dire che il potenziale di occupabilità annua è sfruttato solo al 7%.

(il tasso di occupazione dei posti letto lordo è il rapporto tra le presenze turistiche annue  3.996 e il numero di letti disponibili nell’anno stimati in 150 x 365 ).

 

Numeri e dati su cui riflettere… e discutere per agire possibili azioni in termini di politiche di prezzo; di strategie di destagionalizzazione; di posizionamento; di promozione; di ...

 

5 marzo 2021         Michele Dota

 

 

Ricordo che recentemente Bovino è stata inserita (con determina del Dirigente della Sezione Turismo della Regione Puglia n. 142 del 13 dicembre 2017) nell'elenco regionale  dei comuni ad economia prevalentemente turistica e città d’arte di cui alla D.G.R. n. 1017/2015, alla sezione città d’arte. 

…]  in base all’art. 4, comma 1, del D.Igs 23/2011, recante disposizioni in materia di federalismo fiscale, per i Comuni che non sono capoluogo di provincia l’inclusione nell’elenco costituisce presupposto necessario per la possibile istituzione dell’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio.
 
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Il documento si può scaricare a questo link: 
 

 

BOVINO COL C.O.C. di BERTOLANTE(?)

Written by Tuesday, 09 March 2021 11:28

BOVINO COL C.O.C.  di BERTOLANTE(?)

E’ in atto una frattura d’ intenti tra l’ Amministrazione Comunale e l’ Associazione di Volontariato principale di Bovino sui recenti interventi  per quel poco di neve che ha interessato il piccolo paese nei giorni di metà febbraio?. Pare proprio di sì perché si sente parlare  di protagonismo, di convenzioni in scadenza, di modalità d'uso  di mezzi  etc.etc.  La cosa ci dispiace perché in precedenti Amministrazioni i rapporti con le organizzazioni di volontariato sono stati ottimi, con eccellenti risultati in uno spirito di collaborazione e solidarietà veramente ammirevoli anche perché regolati da convenzioni appropriate, rispettate, senza sovrapposizioni di ruoli e con una programmazione condivisa con tutte le Associazioni, le forze di pronto intervento e la popolazione stessa.

L’ interrogativo di questa “frattura” appena accennata viene avvalorato da un commento pervenutoci ai vari "comunicati" emessi dal Comune,  che di seguito rendiamo pubblico al solo fine di capire come stanno andando le cose, visto che per rispondere ad alcune domande e per integrare qualche omissis ci vorrebbe qualcuno che ben conosca la realtà dall’ interno delle Associazioni di Volontariato e del C.O.C. stesso: 

 

Un vecchio detto contadino, recita: “Sotto la neve pane” adattandolo al caso nostro, potremmo dire: “Sotto la neve..confusione”.  Dopo il 13 e 14 febbraio,  affiorano i difetti di interventi improvvisati e poco risolutivi (…omissis) per contrastare i disagi causati dalla neve/ghiaccio. Però in compenso non sono mancate le video-interviste di un esperto rappresentante comunale che, lampeggianti e sirena (come campane a festa!) ha rilasciato rassicuranti dichiarazioni del tipo: ”sta tutto sotto controllo”. Ma purtroppo non ci risulta che il Comune abbia adottato in anticipo un programma antineve, pur sapendo per tempo che avremmo avuto solo due giorni di maltempo con “criticità da moderata ad ordinaria” come segnato nei bollettini n. 044 e 045 della Protezione Civile Regionale…..si badi bene, indicazioni riportate tramite bollettini e non “avvisi di criticità”…la differenza c’è…e qualche esperto/dirigente comunale lo dovrebbe sapere.

In quanto ad una bozza di previsione, la famosa “Protezione civile comunale” non ha pubblicizzato alcuna iniziativa di carattere preventivo, come non abbiamo un resoconto finale doponeve del Servizio P.C. comunale competente. Ma che volete, quel che c’è da sapere viene pubblicizzato su “Città di Bovino - Eventi e Comunicazioni” e/o con avvisi comunali, a cui aggiungere un po’ di video-interviste con comparse e recita da teatrino. Tutte armi a doppio taglio, perché i toni trionfalistici del Bertolante, e le dichiarazioni pubbliche registrate,…non sempre corrispondono alla realtà dei fatti. Ancora una volta il Piano comunale emergenza neve, tanto voluto dal Bertolante nel 2018, è rimasto a dormire in qualche cassetto…..sarebbe bastato consultare solo la pag.18 e farne adeguata pubblicità- informazione e avvisi.

Certamente le “Alte sfere” diranno che la prevenzione è stata presa in considerazione.  Non a caso, il Comune in base al bollettino meteo protezione civile regionale n.43, ha  provveduto il giorno 12 con ordinanza n. 3 alla chiusura delle scuole, a riprova che qualcosa si può organizzare con anticipo, quando ci sono responsabilità dirette…per mettersi al sicuro.

Unico provvedimento del Servizio Comunale, comunque tardivo, risulta emanato il 13 feb. prot.1530 per l’attivazione del Centro Operativo Comunale, per  un  “evento emergenziale connesso a previste nevicate”  ma una simile affermazione, sembra in contrasto con la dichiarata “Criticità moderata-ordinaria” dei bollettini meteo regionali n. 44 e 45.    Non è solo una svista, perché nel comunicato su “Città di Bovino-Eventi e Comunicazioni” del 13 feb ore 21:34 si legge chiaramente che il bollettino Protezione Civile regionale, ..”segnala ancora allerta arancione per neve e per la giornata di domani”, ma per completezza e per non allarmare andava aggiunto “con livello criticità moderato e con attenuazione in serata”.  Quì siamo al solito bivio, fra informazione corretta ed interpretazione del momento, per cui anche l’imperfezione si trasforma in assoluzione.  Ma si vede che il COC stava impegnato in altro tipo di comunicazione con la popolazione (https://www.youtube.com/watch?v=9PFN32Ua3Ro)

 

 per la serie: va tutto bene abbiamo la situazione sotto controllo, vi risolviamo tutto con il C.O.C.

 

 

 

A proposito... (Omissis…..) …sembra entrato in funzione un mini-Coc  al piano terra dell’ex-Comune ristrutturato, anche se sono attività ed interventi specifici della ASL. Però l’occasione è ghiotta per collocare, come un segnaposto, una “presenza” in uniforme simil-vigile urbano, che da privato “volontario comunale” senza una preparazione e professionalità, viene a conoscenza direttamente o indirettamente dei dati privati e sensibili di molti cittadini (malattie e patologie).

...(Omissis…..) il Servizio Protezione Civile del III Settore sta perdendo una preziosa occasione per attuare qualcosa di realmente utile in materia di vera Protezione Civile. Già dalla primavera del 2020 in emergenza Covid, si potevano promuove iniziative volte ad accrescere la resilienza della comunità, con la partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile e mediante la diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile, allo scopo di favorire l'adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini, tutto come previsto dal Codice di protezione civile del 2018!.

 

Cultura e informazione, senza eccessivi sforzi ed a basso costovisto che la Città di Bovino dispone di un apparato COC impressionante ed è prodiga di: comunicazioni, bollettini, spot, annunci, video, interviste, ecc..

 

 

 

 

 

E’ stato assegnato il primo premio del 44° concorso di poesia dialettale di Bovino a Pino Lombardi, vincitore per il terzo anno consecutivo, con un componimento molto semplice e lineare  che in solo 22 mezze frasi ha descritto la figura di suo padre contadino, l’ uomo col basco:

NOVITA' IMU PER I PENSIONATI RESIDENTI ALL' ESTERO

Written by Wednesday, 10 June 2020 06:40

IMU- RESIDENTI ALL’ ESTERO

AIRE

Aggiornamento 2020

Dal 2020, con la Legge di bilancio 2020, Art. 1 commi 738/787 -  Legge27 dicembre 2019, n. 160, non è più prevista la possibilità di assimilare un immobile ad abitazione principale. Quindi per gli AIRE tutti gli immobili posseduti in Italia sono soggetti a imposta, senza eccezione.

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L'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (A.I.R.E.) è stata istituita con legge 27 ottobre 1988, n. 470 e contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all'estero per un periodo superiore ai dodici mesi. E' gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all'estero.
L'iscrizione all'A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 legge 470/1988) e costituisce il presupposto per usufruire dei servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all'estero.

Molti cittadini residenti all'estro possiedono almeno una abitazione in Italia.

Nel 2012 e 2013 era possibile per il Comune "considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata";

Nel 2014, in seguito all'approvazione della Legge 23.05.2014 n° 80 , G.U. 27.05.2014 è stata eliminata la possibilità di assimilazione ad Abitazione principale.
Per cui nel 2014 l'immobile è da ritenersi come seconda abitazione.

2015 - Sempre la Legge 23.05.2014 n° 80 prevede che:

"A partire dall'anno 2015 e' considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unita' immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), gia' pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprieta' o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso."

2. Sull'unita' immobiliare di cui al comma 1, le imposte comunali TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi.

Quindi dal 2015, per gli AIRE l'immobile in Italia si può considerare Abitazione principale (e quindi esente IMU) solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.

Se si è pensionati in Italia ma si risiede all'estero, non è possibile considerare l'immobile come abitazione principale.

Per tutti gli altri iscritti AIRE, qualunque immobile posseduto in Italia (abitativo o non abitativo) è di fatto un normale immobile soggetto ad aliquota ordinaria deliberata dal Comune in cui l'immobile è ubicato.

Dal 2016, in applicazione della Legge di Stabilità, oltre all'esenzione IMU per le Abitazioni principali AIRE dovrebbe valere anche l'esenzione TASI come per le altre abitazioni principali (Categorie da A2 ad A7).

Aggiornamento 2020

Dal 2020, con la Legge di bilancio 2020, Art. 1 commi 738/787 -  Legge27 dicembre 2019, n. 160, non è più prevista la possibilità di assimilare un immobile ad abitazione principale per i pensionati come sopra specificato. Quindi per gli AIRE tutti gli immobili posseduti in Italia sono soggetti a imposta, senza eccezione.

 

Pagamenti : 1^ rata 16 Giugno  - 2^ rata 16 Dicembre

Per i residenti all'estero che possiedono immobili in Italia e che non possono pagare con F24, il versamento dell'imposta va effettuato con Bonifico Bancario al Comune dove sono ubicati gli immobili. Le coordinate su cui fare il bonifico devono essere chieste al Comune, presso l'Ufficio Tributi.

In generale è buona norma inserire nella causale del versamento gli stessi dati contenuti nel Modello F24, ovvero Codice fiscale o partita IVA del contribuente, indicazione dell'imposta versata (IMU/TASI/TARI), l'anno di riferimento, indicare se si tratta di "Acconto" o "Saldo". Possibilmente inserire, se si riesce, anche i Codici Tributo.

A seconda del comune può essere utile o richiesto di inviare anche copia del bonifico via Fax o mail.

 

Comunque in caso di dubbi è sempre meglio contattare l'Ufficio Tributi del Comune.

https://www.amministrazionicomunali.it/imu/aire.php#:~:text=Aggiornamento%202020&text=160%2C%20non%20%C3%A8%20pi%C3%B9%20prevista,soggetti%20a%20imposta%2C%20senza%20eccezione.&text=L'Anagrafe%20degli%20Italiani%20Residenti,legge%2027%20ottobre%201988%2C%20n.

 

 

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BOVINO - Chissà se.....

Tuesday, 09 June 2020 07:33

E' una serie di  idee che un nostro lettore  ci manda per farla conoscere a chi, magari, potrà prendere spunto  e "...lanciare qualche progetto di sviluppo per Bovino":

Chissà se qualche mente più attenta ….avrà pensato alla possibilità di cogliere il momento, per lanciare qualche progetto di sviluppo su Bovino.

Noi osiamo sperare….e  perché non proporre, alle menti meno distratte dalle scelte aridamente “politiche”,  di pensare per Bovino ad una fabbrichetta  per la produzione di mascherine ed altri dispositivi simili?

Abbiamo spazio, locali e strutture, da poter invogliare qualche manager investitore, offrendo alle imprese concrete possibilità di sistemazione, presso il PIP ed ASI, presso l’enorme complesso del “carcere”  ora Si.Pro.I.Mi. a beneficio di stranieri rifugiati.   Non mancano spazi e locali presso la Comunità Montana (da non confondersi con la lontana Comunità Europea) questa nostra è già sul posto e la manteniamo con i soldi pubblici. Abbiamo tante case vuote, sfitte ed in vendita, da poter ospitare lo staff di manager o di collaboratori  che volessero studiare o progettare o stabilire contatti economici con i Bovinesi. Perché non un ostello per incentivare l’escursionismo e la mobilità lenta?

Chissà se ……qualche sogno, dovesse trasformarsi in realtà per tanti giovani di Bovino.  Purtroppo qui stiamo ad assistere agli scontri “politici” su pacchi alimentari e buoni da spendere, proprio come affamati da saziare perché, quando brontola lo stomaco il popolo fa le rivoluzioni…oppure medita troppo e riesce a capire la reale portata di un Governo locale e/o regionale, quindi meglio acquietare il popolo (panem et circenses) una volta andava di moda lo slogan “pane e lavoro”.

Una Amministrazione coraggiosa avrebbe rifiutato un tale compromesso…ed avrebbe chiesto/convertito più nel lavoro che  nei “pacchi alimentari” ….sappiamo già la risposta: Sono OPC, provvedimenti mirati e destinati solo a quello scopo!

Ma quando c’è volontà personale e convinzione politica, quella per la quale si è stati eletti, si trova sempre modo e maniera per schierarsi dalla parte del popolo.

Tanto per l’occasione, quanti soldi spesi per la nuova segnaletica!!??

Qualche modifica alla circolazione urbana ci voleva, ma non con tanti cartelli di cui alcuni già crollati perché fissati a terra “con lo sputacchio” perché come al solito non si tiene conto del vento che tira su Bovino.  Poi ci sono i costi di manutenzione, ipoteca nei prossimi anni, per mantenere questi cartelli in efficienza. Perché “qualcuno” è convinto che il popolo si amministra e si educa con una sfornata incessante di ordinanze, divieti, isole pedonali, transenne, cartelli, costringere persone e veicoli su certi percorsi obbligati, ecc….per la serie: Ti ordino! Qui comando io!   Purtroppo deve andare così…ma tornando ai cartelli stradali, nessuno che abbia notato un punto critico, che resta ancora scoperto e pericoloso.

L’incrocio nei pressi della Villa Comunale, lo STOP che viene rispettato da pochi.

In particolare furgoni (corrieri, autocarri di cantiere, e gli ambulanti del mercato settimanale) perché sono più grandi di una normale vettura, si prendono la precedenza …compreso telefonino al volante. Scene che si possono vedere sullo STOP, anche quando nei pressi vi sono Forze dell’Ordine.

 

Nei pressi sulla destra, appena un qualsiasi veicoli svolta ci sono le strisce pedonali. Passo io o passi tu?  Sempre prima il furgone! Chissà fra tanti segnali e cartelli un semaforo o altro accorgimento simile?

 Per dovere di cronaca pubblichiamo alcune odierne considerazioni di un  bovinese che  collabora sempre con tutti nelle situazioni di emergenza e di pericolo di ogni sorta e che  come  una voce solista fuori dal coro, quando proprio non riesce a trattenere ciò che sente , alla bergogliona maniera ( papale papale), scrive come la pensa in modo  garbato e documentato. Per questo non possiamo tenere queste riflessioni nel cassetto in un momento come questo:

 

 

Appelli del Sindaco con dimostrazione di confusione e contraddizioni

                  uniti vinceremo insieme possiamo farcela…..distanti ma non tanto vicini….

Le restrizioni e gli appelli “restiamo a casa” ci hanno dato modo di ritrovare l’abitudine alla lettura, così  abbiamo avuto tempo e modo di verificare tante normative, circolari e decreti ministeriali e regionali, che sono stati emanati per coinvolgere la Protezione Civile nazionale e Regionale nel contrasto al diffondersi del Covid19. Inevitabilmente il pensiero va alla nostra comunità, con il risultato di soffermarsi sulla Amministrazione locale, procedendo a consultare dati di fatto verificabili anche senza specifica preparazione in merito, perché di facile accesso dal computer e dai social. Guardare un video e saper leggere nel segno della lingua italiana, non è che bisogna essere professori in diritto o scienze politiche.

Nei suoi video proclami-annunci il Sindaco fa spesso riferimento alla Protezione civile, ma quale?  Ma se avete notato, lo dice in un modo astratto e poco convinto!

Indagando in giro e sul sito del Comune, non se ne trova traccia.  Solo pochi dell’Amministrazione, riescono a spiegarci in cosa consiste una qualche “protezione civile” nella mente del Sindaco. Ad oggi per il Comune tutto è stato risolto con il Centro Operativo Comunale per l’emergenza Covid-19.    

Tiriamo un sospiro di sollievo, qualcosa ci assiste!

Sempre dal sito istituzionale Città di Bovino comune.bovino.fg.it troviamo con soddisfazione il “Piano comunale di emergenza”   che fa storia con la delib. CC n.12 del 24.4.2018 “approvazione piano comunale aggiornato” incoraggiante, perchè si tratta di aggiornamento proprio attuale e che fa al caso nostro. Subito svelatosi incompleto ed irrealizzabile perché non contiene la parte attiva di attuazione pratica sul territorio, mancano le indicazioni fondamentali per operare: come–dove-quando-con chi -con che cosa. Tanto per capirci qualcosa, consultiamo a caso l’organigramma e troviamo un Comitato Comunale di protezione civile, anonimo privo dei componenti. Così per altri argomenti consultati, fra cui i “servizi essenziali” affidati alla d.sa S. Di Virgilio, non più in servizio al Comune. Che volete, si tratta di un piano aggiornato nel 2018! Quindi, dopo altri tentativi di consultazione, si deduce che abbiamo davanti solo un “progetto-proposta” di Piano di protezione civile, a quale costo?  Compilatore e redazione di questo piano, la Kartographia di Foggia certamente pagata! Oggi che questo Piano di emergenza serve, con i soldi pubblici spesi, che investimento ha prodotto? Quali i costi/beneficio?

Per capirci qualcosa a livello locale-comunale sull’argomento protezione civile, partiamo dall’unico riferimento concreto che abbiamo avuto su Bovino. Con l’apertura del COC possiamo  ringraziare quei pochi, che veramente si sono impegnati con la loro disponibilità ed operosità.

Il sindaco a capo del COC per non perdere una ulteriore attribuzione di “Autorità”.

Deludente e sconclusionata l’ordinanza n.8 del 10.3.2020 “Attivazione del Centro Operativo Comunale..”  per “proclamare” il COC come scudo a difesa del nemico virus.   Possono sembrare commenti sterili per rivalità politica/partitica, invece sono facili riscontri in atto che non passano inosservati., anche se difficile da credere, stiamo cercando di analizzare quanto può essere migliorato. Purtroppo son cose che vanno dette “a caldo”  facendo ricorso al proverbio: “Scampato il pericolo, gabbato lo Santo” perché ormai sappiamo che rimandare a domani significa dimenticare tutto, pronti a ripetere gli stessi errori.

Il sindaco non perde occasione fra appelli video, proclami, avvisi, locandine e manifesti, per far risaltare le sue varie cariche istituzionali come ”autorità”… che non sempre fa rima con “capacità”.

Nel manifesto del 10.3.2020 con lo stemma della Regione,  viene citata la legge  n. 225 che ci risulta non più in vigore o abrogata. Eppure il Piano comunale è stato dichiarato aggiornato ad aprile 2018, quindi in linea con il Codice di protezione civile in vigore da gennaio 2018. Che delusione!

Veniamo al decreto n.8 apertura Coc, partorito come organismo operativo a livello comunale, per l’assistenza alla popolazione, ma stranamente questo documento riporta l’elenco di alcuni numeri generici del soccorso nazionale, ciò significa arrangiatevi da soli perchè il Comune non vi sa rispondere.

2

 

La struttura comunale COC, serve per coinvolgere l’Istituzione a tutela della popolazione, che si

sviluppa con l’opera ed il compito-dovere dei responsabili elencati, perché  dovrebbero o devono muoversi in sintonia con i problemi della popolazione.

Il sindaco si preoccupa di schierare la fanteria nel COC, ma dal famoso 10 marzo non ha mai fornito dati, numeri di interventi, tipo di servizio,programma, scopi e risultati, costi e spese di consumi e gestione della “protezione civile” comunale.

Però nei famosi “Avvisi pronto spesa e farmaci” locandine diffuse al pubblico, il sindaco si firma ed indica i “servizi sociali” ma in effetti la manodopera è scaricata sui volontari. Questi dipendenti “sociali” dove sono stati? Altri dipendenti ad orario ridotto sono stati utilizzati per l’emergenza?

Se poi 4 (amici al bar di L.Dalla) persone che ricoprono una carica politico/amministrativa ma NON sono inseriti nella compagine operativa della struttura, si muovono per la cerimonia di consegna delle mascherine…cosa vogliono comunicare o dimostrare?

Altra scenetta/farsa la distribuzione delle famose mascherine, un mix fra Comune e protezione civile con la “p” minuscola entrambe  nella stessa persona, la plurinsignita autorità, unica e senza collaboratori…i suoi video sono un assoluto primo piano esclusivo. Assistenti, consiglieri assessori eletti dal popolo, nemmeno sullo sfondo o di cornice. Dalla domenica 05 aprile tutti i 65enni aspettano ste mascherine e si chiedono chi le distribuisce come e secondo quali corridoi. Il sindaco pensa bene ad un “porta a porta” sia per imitare altri casi simili e sia per portare a passeggio qualche componente dell’Amministrazione comunale impegnate come corteo-scorta. Foto ricordo e commenti positivi sui social (quelli negativi non fanno testo)….tutti soddisfatti, ma la distribuzione delle “mascherine” continua ancor oggi, in modo confuso e disorganizzato.

Tralasciamo probabili commenti sui “pacchi alimentari” polemica già affrontata sui social-facebook direttamente dal titolare del supermercati DG a giusta ragione e con motivazioni professionalmente coerenti, a cui il Comune potrebbe anche aggiungere qualcosa a chiarimento.

Come pure  non si sta capendo di alcuni carichi alimentari che arrivano direttamente al Comune, da qualche pastificio… che ne fa donazione? Sempre protezioni civile o elargizioni parrocchiali o Caritas? Certamente è tutto regolare, non ci mettiamo in discussione per un pacco di pasta da 35 centesimi, però capire come funziona è sempre una cortesia.

 “L’abito non fa il monaco” famoso detto popolare…non basta indossare una casacca, con la scritta protezione civile ed il tricolore, per qualificarsi del potere di “autorità” con effettiva competenza in materia di Protezione Civile.

Nel precedente nostro intervento pubblicato il 2 marzo, si ipotizzò una ricognizione delle risorse locali, con un possibile utilizzo dei medici in pensione ….previsione azzeccata se si considera quanto ha poi fatto il Governo a livello nazionale. E perché non inserire nel supporto COC, anche il 118 e Asl competente, trattandosi di materia specifica coerente e di riferimento?? E ci sarebbero tanti altri perché……ma si rischia di annoiare i lettori!

 

Qui non si tratta di un “virus” politico o di scontro fra opposte posizioni e fazioni di partito, sono verifiche sul campo che offrono un risultato spalmato nel contesto sociale ed urbano. Si possono fare tutte le congetture o riunioni di Giunta, tutti i provvedimenti a macchia di leopardo, ordinanze su ordinanze (condite di errori) ma alla fine il popolo nel vero o nel falso, è quello che giudica per risultati e non per propositi.

Piano di Protezione Civile Comunale

BOVINO-EMERGENZA VIRUS-COSA SUCCEDE

Written by Saturday, 04 April 2020 08:05

Gli appelli, le notizie ed i  video da Bovino per emergenza virus:

 

 

 

 

8 - Sindaco - Aggiornamento del 3.4.2020

 

 

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 7 - Sportello Psico/Aiuto Comunale

 

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 6 - Sindaco - aggiornamento sulla situazione Virus Covid19

 

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 5 -  Rai - TGR 3  (conferma Virus in RSA Girasole a Bovino)

 

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4 -  Rai - TGR 3 sera (prima notizia su RSA Girasole)

 

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3 - Sindaco - Aggiornamento Virus

 

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2 - Sindaco - Aggiornamento sul Corona Virus

 

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1 - Sindaco - 8 Marzo 2020

 

 

 

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FOGGIA TODAY:

Nessun contagio a Bovino, ma il Sindaco avverte giovani ed anziani: "Non facciamo camminare il virus"

 

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FOGGIA REPORTER:

 

Bovino, il Sindaco Nunno tuona: “Basta comportamenti irresponsabili!”

 

L'annuncio del Sindaco di Bovino per il primo caso di Corona Virus, ma la notizia, purtroppo, circolava già da ieri (in maniera non ufficiale):

PER VEDERE IL VIDEO, CLICCARE QUI

 

I nostri contatti :)