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Tracce di popoli, duchi, vescovi e briganti Featured

Written by  Published in Storia Thursday, 25 October 2012 12:19
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Posta a confine tra Puglia e Campania, nel corso dei secoli Bovino ha svolto un ruolo strategico nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno.

Tracce del suo passato sono ben visibili nel borgo antico, distrutto e ricostruito più volte, che si caratterizza per l'armonia della struttura urbanistica e per lo stato di conservazione, nel complesso buono, di materiali, forme e colori tipici della sua tradizione.

Si possono ancora oggi ammirare ampi tratti della pavimentazione in pietra di fiume, abitazioni in pietra con la tradizionale copertura a embrici, volte a botte in mattoncini, palazzetti nobiliari con le loro romanelle e le bellissime corti, un numero impressionante di portali in pietra (ne sono stati contati circa ottocento), opera di maestri scalpellini locali e testimonianza del ruolo assunto dalla cittadina nei secoli.

Le casette bianche, le scalinate ripide dei viottoli, la verde campagna circostante completano il suggestivo quadro, che è di fragile bellezza, dovendo difendersi dalle alterazioni, sempre in agguato, di chi ignora il senso della storia, che qui appare infinita: come dimostrano i resti di mura di cinta romane (nel rione Portella), gli avanzi di mosaici, le statuette di Ercole,
le steli antropomorfe e i numerosi reperti custoditi nel museo civico.

Il borgo racchiude al suo interno sette chiese, tra le quali spicca per importanza la Basilica cattedrale, sulla cui facciata nel 1231 il maestro Zano, proveniente dalla Gallia, impresse quel primitivo stile gotico che inaugurò la stagione del romanico in Puglia.

All'interno, i frammenti scultorei bizantini vanno cercati come in un'avvincente caccia al tesoro (ad es., nel presbiterio, i due blocchi posti su colonne d'età romana che raffigurano Daniele nella fossa dei leoni), così come degni di nota sono il coro ligneo seicentesco nell'abside e i monumenti e le iscrizioni funebri riferite ai signori di Bovino.

Ma è soprattutto la facciata romanica, nella semplicità delle linee e dei motivi floreali e zoomorfi, ad incantarci. La chiesa di S. Marco, inaugurata (si legge in un'epigrafe del 1703) il 18 maggio 1197 (la lunetta in stile bizantino che sormonta il portale risale a quell'anno e raffigura S. Marco d'Ecana tra due diaconi), custodisce le monumentali tombe di alcuni vescovi che hanno retto l'antichissima diocesi di Bovino.

Sulla sommità di uno dei suoi colli si erge maestoso il Castello (o Palazzo) ducale con la sua torre normanna dell'XI secolo. Opera del conte normanno Drogone, il castello fu poi ampliato da Federico II di Svevia e nel Seicento trasformato in palazzo gentilizio dai duchi di Guevara.

Il Palazzo ducale, abitato fino al 1961 dai discendenti dei Guevara, era ai suoi tempi migliori (nel Seicento) una delle più belle dimore patrizie del meridione. Nei suoi saloni dalle volte a cassettoni e nel suo bellissimo giardino pensile, hanno trovato ospitalità Torquato Tasso, Giovan Battista Marino, Maria Teresa d'Austria, Papa Benedetto XIII.

Ma il centro storico contiene altri tesori. Tra gli edifici sacri: la chiesa del Carmine (edificata dai Gesuiti nel Seicento); la neoclassica S. Maria delle Grazie; l'antichissima (1099) chiesa di S. Pietro, interessante esempio di architettura romanica con elementi bizantini innestati su residui romani (vedi il fonte battesimale); la chiesa del Rosario (costruita nel 1205, con portale del 1754) gotica ed elegante nella sua struttura a una sola navata; le quattrocentesche chiese dell'Annunziata, situata all'inizio dello storico rione Portella, e di S. Francesco, e quella dei Cappuccini, sorta nel 1618 per voto fatto a S. Francesco dal duca Giovanni di Guevara.

Le residenze private sono quasi tutte dotate di splendidi portali, simbolo di potenza e orgoglio della nobiltà locale.

Read 7901 times Last modified on Tuesday, 05 February 2013 18:23
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