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BOVINO: COMUNICATO SUGLI INCENDI ( Associazione P.A.T.A= PROTEZIONE AMBIENTE TUTELA ANTINCENDIO)

Written by  admin Published in articoli x modulo scroll prima pagina Wednesday, 16 August 2017 16:09
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Quest’anno anche Bovino ha subito  incendi agro-boschivi sul proprio territorio con grave rischio per la sicurezza  e l’ incolumità pubblica. Uno di questi incendi si è verificato  nel pomeriggio dell’ 11 luglio ed ha messo a serio rischio  alcune case della periferia del paese. E’ stata l’ opera tempestiva dell’ associazione PATA di Bovino e l’ intervento delle squadre di vigili del fuoco da Deliceto e Foggia  a scongiurare conseguenze disastrose ed a limitare i danni alle abitazioni.

 

Come sempre attivo e sensibile su questi temi e per la tutela ambientale, Carmine Santoro, Presidente dell’ associazione PATA di Bovino, ha diramato alla stampa questo comunicato: 

BOVINO – L’attività di programmazione ed intervento nella lotta agli incendi agro-boschivi, rientra nelle competenze e funzioni della Protezione Civile, stessa materia attribuita alle Regioni e di conseguenza, anche in parte, ai Comuni.

Sempre più spesso sentiamo parlare del “rischio interfaccia” con una serie di indicazioni e prescrizioni, che si riflettono sulla sicurezza ed incolumità pubblica e per la tutela del patrimonio pubblico e privato. In merito la recente legge regionale n.38 dic.2016, ha regolamentato alcuni specifici aspetti del rischio interfaccia, connessi agli incendi agro-boschivi, a cui ogni Comune deve far riferimento come previsione dei rischi “sotto casa” e relativa programmazione d’intervento, in applicazione della legge e secondo il rispettivo Piano comunale di protezione civile. Sono a rischio interfaccia tutte le aree rurali esposte al contatto con possibili fronti di fuoco, in particolare la periferia del paese dove sono presenti immobili, manufatti, capannoni, aziende quando sono circondate da incolti e vegetazione secca.

Alla fine di giugno, a Sant’Agata di Puglia brucia Monte Croce. Il fuoco incontrollabile divora tutto fino a pochi metri dall’abitato, tanto che il Sindaco pensa di far evacuare l’area urbana di CorsoVolpe.  Ad agosto, brucia un boschetto alle porte di Troia, mentre a Torremaggiore il fuoco minaccia da vicino la Villa comunale. A Bovino, qualche mese addietro, lungo la strada rurale Costa degli Impisi si è sviluppato un incendio le cui fiamme, alimentate dal vento, hanno velocemente raggiunto la periferia del paese e si sono propagate intorno alle prime  abitazioni. In questi casi, siamo di fronte alla tipica zona di interfaccia, intesa come “luogo dove l’area naturale e quella urbana, si incontrano e interferiscono reciprocamente”, come da definizione  della NW/UFPC del 1987.

Necessaria questa premessa, non per riportare un po’ di cronaca, ma per riflettere su questo drammatico episodio laddove si è dovuto affrontare seriamente una situazione di “emergenza d’interfaccia” quando il fuoco dall’incolto dell’Aia pubblica ha aggredito quelle abitazioni, che oggi risultano seriamente danneggiate. L’arrivo sul posto di Volontari, Carabinieri e Polizia Municipale, Sindaco e Responsabili di protezione civile,Vigili del Fuoco ed altri semplici cittadini, hanno evitato il peggio. Ma resta la paura dei residenti, che hanno tragicamente vissuto l’esperienza di vedersi circondati dalle fiamme, ed il dolore conseguente la distruzione dei beni presenti all’esterno dei fabbricati. Per tutti, abitanti ed amministratori, dovrebbe essere un monito e motivo di analisi, per programmare concreti provvedimenti di prevenzione su possibili altri casi simili.

Le periferie presenti nella maggior parte dei nostri paesi, si identificano a rischio per la presenza di una serie di incolti, purtroppo molto spesso inaccessibili, sui quali si è sviluppata una fitta vegetazione (rovi,spinatrigne,ginestre,cardi,edera, ecc..) che insieme ai tanti rifiuti abbandonati, sono facilmente infiammabili. Questo tipo di periferia, richiede una particolare attenzione-previsione da parte di ogni Comune, per il rischio interfaccia esistente, al fine di tutelare gli insediamenti urbani e produttivi dagli incendi e contenere i danni a persone e cose.  In questo caso, oltre alla possibile azione di tutela da parte degli Enti, va anche istruita la popolazione più esposta al rischio interfaccia ed al rischio idrogeologico, quella stessa popolazione che deve anche conoscere e saper gestire i rischi prevedibili, che circondano le loro abitazioni.

Possibile che un cittadino, che si ritrova la propria abitazione circondata da vegetazione ed altro materiale infiammabile (rifiuti), non si preoccupa minimamente del rischio incendio?  L’informazione è molto importante, perché molti cittadini sono convinti che tutti questi problemi li debba risolvere sempre e solo il Comune, o che le situazioni pericolose vanno affrontate e risolte con l’intervento dei Vigili del Fuoco. L’orientamento di alcune normative dimostrano il contrario, e cioè che il cittadino singolo o associato deve essere consapevole dei danni che si possono causare al singolo ed alla collettività, per un comportamento irresponsabile o superficiale, o peggio, per una libera e soggettiva interpretazione di qualsiasi norma e divieto, per eludere l’impegno nell’attività di prevenzione a tutela dei suoi stesi beni. Senza trascurare il particolare che il tutto comporta delle spese, sia per l’Ente pubblico che per il privato.

 

 

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Il periodo estivo non è solo “incendi boschivi” è ormai tradizione consolidata che per alcuni mesi, ci viene offerto un carico di manifestazioni,concerti,eventi,fiere e sagre,spettacoli di ogni tipo, incontri,rievocazioni storiche, ecc… insomma si fa a gara a chi più sa offrire accattivanti programmi per attirare turisti, visitatori,degustatori,sportivi e vacanzieri. In poche parole e per fatto di cose, si vanno a determinare situazioni a rischio, solo per divertimento, con una concentrazione di gente e/o di  folla, con il risultato di ammassamenti disordinati e caotici, spesso incontrollabili.

Dopo tanti tragici episodi e sciagure, causate anche dalla superficialità di organizzatori e partecipanti, è tempo ormai di attuare una prevenzione, mirata alla sicurezza e tutela pubblica. Oltre alle già esistenti normative in materia, è stata diffusa a giugno 2017 con nota n.22306 Area I del Prefetto di Foggia-UTG, una specifica circolare sulle manifestazioni e spettacoli pubblici.  Queste nuove disposizioni e/o prescrizioni e richiami all’applicazione delle norme in vigore, meritano un’attenta applicazione “di competenza” da parte dei Responsabili addetti al rilascio delle autorizzazioni ed una seria valutazione da parte degli Organizzatori di spettacoli,manifestazione ed aventi pubblici, che spesso si identificano in comitati, proloco, associazioni e confraternite e che sono abituati a classificare tutte queste iniziative con il “tanto si è sempre fatto così” e ci è andata bene!

In pratica, le circolari del Prefetto del 5 e del 15 giugno c.a., forniscono precise indicazioni su “preventivi e mirati sopralluoghi”da effettuare nelle località di svolgimento delle iniziative, per una scrupolosa verifica della sussistenza dei previsti dispositivi di SAFETY, con individuazione di eventuali vulnerabilità, per le relative valutazioni di “apposite misure aggiuntive” da parte degli Enti pubblici o privati competenti. In sede di  analisi e valutazione da parte degli Uffici competenti, dovranno essere accertate alcune imprescindibili condizioni di sicurezza,…. quindi nulla di approssimativo o del tipo “mi sembra e si potrebbe”. Il tutto perché insieme ai dispositivi di SECURITY, quali i servizi di ordine e sicurezza pubblica, si possa individuare una strategia operativa, significando che senza questi requisiti di sicurezza, le manifestazioni non potranno aver luogo.

Per concludere, ci sono tutti i presupposti e la volontà di “addestrare” i cittadini alla formazione della prevenzione-previsione, che non dobbiamo ritenere ad esclusivo carico e competenza della Pubblica Amministrazione o delle Forze Operative, ma come diritto-dovere civico per una responsabile partecipazione del cittadino alle attività di protezione civile.

                                                                                                         Carmine Santoro

 

 

                                                                                                                     

 

 

 

 

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