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PASTA AVVOLTA NELLA CARTA BOLLATA

Written by  ADMIN Published in ARTICOLI VARI Monday, 06 March 2017 07:53
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I "minuzzigli" erano ciò che restava della pasta lunga che si vendeva fino agli anni settanta nei negozietti di quartiere e nei paesini in cui la pasta era in commercio ancora “sfusa”,  lunga (pasta regina, reginella, bucatini, ziti,  zitoni etc. ) quella che il negoziante prima pesava sulla bilancia da banco e poi, per maggiore comodità per il cliente, spezzava ed incartava in un foglio di  carta crespata color marrone a “mezzo tubo”  da mettere direttamente in borsa o sottobraccio. Quei residui in pezzetti di pasta venivano messi da parte dal bottegaio ed a fine giornata  si rivendeva a prezzo ridotto o si regalava ai clienti più accreditati (quelli che facevano “credenza” su un quadernetto di spesa settimanale o mensile, clienti appartenenti a famiglie stipendiate o a quelle  più povere ). Quei minuzzigli, però,  a causa della diversità del tipo di pasta, del loro tempo diverso di cottura  e di farina, era l’ insieme di un gusto che pochi conoscono se cotto con legumi che danno un profumo ed un gusto sublime al piatto unico delle umili tavolate di una volta.

 Qualche produttore di pasta  qui nel meridione   vende ancora oggi  i minuzzigli in sacchetti  e non si vede bene se sono  "frischiettoni" o " minuzzigli"  quelli che ci mostra il “nostro” Enzo Smacchia invitandoci a difendere chi produce pasta con grano italiano.  Certo è che quella del grano importato è diventato un duro terreno di scontro per i contadini italiani al punto che, tornando un attimo indietro nel tempo, s’ immagina di avvolgere nella carta bollata la pasta lunga e buona di una volta  .  Questo è un documento che sta girando in questi giorni sul web:

Corato, 28/02/17
Spett.le
Associazione GRANO SALUS
A mezzo e mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
raccomandata a.r. Al Presidente
Associazione GRANO SALUS
Sig. Saverio DE BONIS
Via Bari n. 4/3
75022 – IRSINA (MT)

oggetto: pubblicazione su vostro sito www.granosalus.com articolo intitolato: “lo
dicono le analisi: Don, Glifosate e Cadmio presenti negli spaghetti” del 26 febbraio
2017 -richiesta di immediata rettifica/dichiarazione (art. 8 Legge n. 47/48) – diffida

– riserva di azioni a difesa immagine in sede penale e civile
La presente in nome e per conto della “Pastificio Attilio Mastromauro
Granoro” S.r.l. con sede in Corato alla S.P. 231 km 35,100, elettivamente domiciliata
presso codesto Studio Legale, per esporre quanto segue.
Così come già comunicatoVi in parte e direttamente dalla mia Assistita e
dall’AIDEPI, in relazione all’articolo di cui all’oggetto, va evidenziato e ribadito
quanto segue:
Il riferimento compiuto e i giudizi espressi sulla pericolosità del consumo di pasta a seguito di riferite analisi è privo di alcuna prova scientifica a sostegno di tale tesi e non contiene alcun addentellato alle normative di legge che si assumerebbero violate;
. Falsa è anche l’affermazione di un presunto divieto di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali;
False e gravi sono le affermazioni sulla natura del grano canadese e sull’uso delle indicazioni in etichettatura nonché su presunti effetti patologici rinvenienti dalla presenza, sia pure a norma, di glisofato nella pasta.
Ma vi sono altri aspetti lesivi derivanti dalle notizie diffuse sul sito
www.granosalus.com tramite l’articolo: “Lo dicono le analisi: Don, Glifosato e Cadmio presenti negli spaghetti”.
Senza entrare ulteriormente nel merito del contenuto generale dell’articolo, per quanto concerne i riferimenti al Pastificio Attilio Mastromauro e segnatamente al marchio Granoro, si conferma, che la produzione “Dedicato 100% Puglia”è realmente ed esclusivamente ottenuta da grano e imprese agricole (circa 140) e
molitorie pugliesi. Tutto ciò è costantemente controllato (con intera tracciabilità, dalla produzione alla trasformazione) da uno dei più prestigiosi e rigorosi enti certificatori internazionali.
Come ben noto agli addetti ai lavori, non è affatto vero che tracce di valori come quelle indicate nel test sono presenti solo nei grani esteri: ciò può benissimo accadere anche nel grano italiano.
Dall’assoluta infondatezza di tale erroneo assunto di partenza chiunque può comprendere come si giunga poi a conclusioni altrettanto erronee e infondate, come quella non assolutamente vera che la produzione Granoro “Dedicato 100% Puglia” si avvarrebbe anche di grano estero. Il tutto, comunque, nel pieno rispetto del Disciplinare: “Prodotti di Qualità Puglia”.
Nell’articolo, inoltre, non sono precisati i metodi adottati per i “test”: ci si avvale della veste suggestiva di “analisi” ma i protocolli normativi in materia chiariscono che i campionamenti, per essere realmente significativi, non devono basarsi su un solo caso ma su una molteplicità di campioni (di ciascuna marca esaminata), in
contradditorio e con possibilità di supplemento di verifica.
Tali attività, si consenta, oltre che illegittima da un punto di vista ufficiale, appare anche evidentemente non corretta.
Tanto premesso è evidente il contenuto diffamatorio del richiamato articolo, ponendosi quale fonte di gravi lesioni all’immagine commerciale e morale del Pastificio Granoro.
Dovendo ritenersi la divulgazione oggetto della presente censura effettuata e paragonabile a “notizia diffusa a mezzo stampa”, ai sensi della norma citata in oggetto, con la presente si diffida a pubblicare con la massima immediatezza nonché nella sua interezza il contenuto della presente che ha valore di dichiarazione/rettifica, con posizione ben visibile nel Vs. sito e con le medesime caratteristiche di formato (ex art. 8 Legge Stampa).
Con riserva di agire a tutela degli interessi dell’Assistita nelle opportune sedi giudiziarie ivi compresa presentazione di denuncia querela presso la Competente
Procura della Repubblica.
Distinti saluti
Avv. Domenico Tandoi

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