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BOVINO - CANI RANDAGI - C. Santoro inquadra la situazione e ne discute

Written by  ADMIN Published in AMBIENTE Tuesday, 15 November 2016 07:57
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Anche se già mesi addietro il sito di Nardino.it  ha pubblicato una mia relazione/analisi sullo stesso argomento, vorrei riprendere, in modo pacato ed oggettivo, il “problema” dei cani randagi e d’affezione/compagnia.   Il tutto sperando di apportare qualche precisazione e chiarimento, senza entrare in polemica con coloro che, nel trascorso periodo estivo, hanno esposto altre rimostranze e loro opinioni sul “randagismo bovinese”.

Purtroppo, per i tanti motivi dovuti alla “crisi”  anche quello dei cani, risulta un problema difficile da affrontare, principalmente per quelle competenze specifiche attribuite alla ASL e ad altri Enti diversi tra loro, che dovrebbero invece risolverlo.    Come suol dirsi all’italiana maniera: “per la parte di propria competenza” ….senza raccordo tra loro e tutti insieme per concludere poco e per mantenere in vita la burocrazia dello “scaricabarile”.

Per quanto mi risulta, la legge regionale n.12/1995 all’art.2 attribuisce ai Comuni le funzioni di vigilanza sul trattamento dei cani e la tutela igienico-sanitaria che viene esercitata dalle AUSL. Questa legge (art.6) stabilisce anche, che spetta al Servizio Veterinario delle ASL il recupero dei cani randagi e vaganti, su specifica segnalazione delle Amministrazioni locali e/o della Polizia Municipale.

Tale legge, non contiene nessuna norma o attribuzioni di responsabilità specifiche, a carico dei Sindaci di turno.   Posso anche sbagliarmi…..bene accetto se un chiarimento in merito, può dimostrare il contrario!

Per sincerarsi di tutto ciò basterebbe contattare le AUSL ed il relativo Servizio Veterinario, per informarsi sulle procedure previste per la cattura dei randagi e per sapere: dove, come, quando e a chi “consegnare” i cani randagi, ma soprattutto come catturarli.  Ora, se invettive ed esposti possono far scappare i randagi e possono servire alla loro cattura…..ben venga, vuol dire che in breve il problema sarà risolto.

Tornando alla situazione che più ci interessa da vicino, dovremmo prima di tutto chiederci: quanti sono i cani padronali iscritti-censiti all’anagrafe canina della ASL e perché i Bovinesi amanti dei cani, li lasciano circolare liberamente…..facendo finta di non conoscerli?    Basti pensare a quanti canagloni, dalle vicine aziende agricole e ville padronali, scorazzano di sera per le vie del paese. Questo atteggiamento dei “finti” padroni, non solo risulta scorretto, ma incide notevolmente sulla statistica dei cani vaganti che vengono classificati “randagi pericolosi”.

 

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I pochi cani randagi/abbandonati presenti nell’area urbana, non hanno creato problemi e non si sono mai mostrati minacciosi (una setter, un vecchio segugio, un meticcio nei pressi della Villa…) animali tra l’altro facilmente catturabili.  Altri cani di grossa taglia singoli o in gruppo, sempre padronali, provengono dalle vicine aziende agricole e dalle masserie con allevamenti di bestiame. La loro presenza risulta occasionale, ma… certamente se vengono “notati” da qualcuno, questo qualcuno trova facile ingigantire l’allarme “cani randagi”.   

Quindi questo è un aspetto fondamentale di buon senso e di attenzione da parte dei proprietari e/o detentori di cani da lavoro/compagnia…… e non certo un problema da scaricare sulla ASL o sul Sindaco.

Con tutta la buona volontà ed attenzione, (presidio h24!) con turni e ronde di notte per tutto il paese, come si fa ad individuare la provenienza ed appartenenza di un cane… così a vista o solo per conoscenza diretta?

Sono i proprietari che dovrebbero averli già dichiarati all’anagrafe canina, proprio per un eventuale successivo controllo e riconoscimento …..non è che i cani frequentano una sola via o una sola piazzetta, così da attenderli a colpo sicuro!

Purtroppo la legge regionale e altre normative, nella loro applicazione concreta,  risultano carenti proprio nell’attività d’intervento (accalappiacani ASL) per provvedere alla cattura dei cani randagi e vaganti, in modo veloce ed efficiente. Le procedure si complicano, ancor più, quando sorge il problema dell’affidamento e ricovero dei cani catturati.

Con tutta l’ammirazione per quanti si prodigano per il rispetto verso gli animali, di cui condivido il senso civico, dobbiamo però fare i conti con quella realtà burocratica amministrativa e con le regole imposte dalla normativa, che vanifica i buoni propositi o mortifica il sentimento di pietà, con il quale guardiamo ed accettiamo la presenza di cani e gatti.

Quando un cittadino-utente decide di accogliere un cane da compagnia, sa o impara presto, che si assume obblighi e doveri verso gli altri cittadini, per quanto previsto dalla normativa e dai regolamenti condominiali e dal buon senso civico. Ma stranamente o furbamente… cani e gatti mi piacciono, pietà per loro ..ma non  li tengo certamente a casa mia, perché puzzano e danno fastidio. Che restino pure nel quartiere dove abito… a carico di tutti!

Purtroppo, sono in tanti a pensarla a questa maniera!

 

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E’ vero che a Bovino, attualmente, non esiste uno sgambatoio (da non assimilare al cacatoio) diciamo dove far solo passeggiare il “cagnolino” ma è pur vero che ciò non autorizza il possessore di un cane a scegliersi lo spazio verde, che trova comodo, per accontentare il suo “fedele amico”.

Con ciò non si può escludere o vietare, che si debba individuare un’area verde specifica destinata al trastullo dei cani… perfettamente d’accordo!  Ben vengano indicazioni in merito, per collaborare, con il nostro Comune, alla individuazione e realizzazione di questa opera.

Se si ha rispetto per il cittadino, riferito ai negozi ed alle abitazioni private, dove il senso civico ci suggerisce di non portare i cani a fare i propri bisogni, sulle scarpe dei privati, lo stesso principio dovrebbe valere anche per il rispetto del verde pubblico.   Ossia quei luoghi accessibili a tutti che hanno funzione turistica ricreativa o del decoro urbano, angoli o spazi urbani realizzati con la spesa pubblica, con aiuole curate e decorate con fiori, in cui tutti possono usufruire per passeggiare, sostare, scattare una foto, portare i bambini a giocare, fermarsi con la carrozzina per cullare il neonato, ecc….    Invece capita di imbattersi in padroni di cani, tenuti e coccolati in casa, che puntualmente una volta o due al giorno, menano il cagnolino a passeggio in Villa, senza sacchetto e paletta per la raccolta dei loro escrementi.

Se ci riflettiamo, non torna giusto che un ristretto numero di persone si senta autorizzato ad usare queste aiuole e questi spazi verdi per i soli bisogni del proprio cane…… non so quante di queste stesse persone sarebbero contente di ritrovarsi una scarpa imbrattata di disgustosi escrementi canini.  Non so fino a che punto, questi “educati” proprietari  di cani, sarebbero contenti di sapere che un loro ipotetico familiare si ritrovi, come giardiniere, a dovere calpestare l’erba o toccare piante e fiori fra escrementi e piscio di  cani… non so quante madri e nonni/e esultino di gioia quando si ritrovano un loro figlioletto o nipotino, con scarpette e pantaloni imbrattati e puzzolenti.

Oddio, per scoraggiare e rieducare queste persone basterebbe poco…… un severo controllo all’ingresso della Villa Comunale, anche solo una volta a settimana, ma …hanno tutti troppo da fare, con altri compiti ed incombenze più necessarie ed importanti.

E guai a voler rimproverare queste civilissime persone….. sanno argomentare ogni scusa e ragion filosofica che alla fine riescono a dimostrare, a loro favore, che c’è sempre un terzo responsabile o che la norma è inadeguata e non riferita proprio a loro.      

Grazie per l’attenzione e saluti a tutti     Carmine Santoro

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