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RANDAGISMO A BOVINO: l' associazione PATA verifica la portata del fenomeno

Published in Associazioni Locali Sunday, 24 January 2016 08:40

Finalmente qualcuno interviene sul problema randagismo a Bovino che dal periodo in cui se ne occupava con passione e dedizione la sig.ra Francesca P. è stato, fino ad oggi, quasi ignorato pur parlandosene molto per i disagi in aumento tra la popolazione che vede Amministratori assenteisti, impegnati in tutt’ altri affari (?) mentre crescono  le preoccupazioni di chi, specie di notte o la mattina presto,  per recarsi a lavoro esce di casa  con la scorta di piccoli petardi in tasca o col bastone in mano per affrontare  in strada l’ animale  randagio che difende la busta di spazzatura prelevata porta-a porta,  nella quale troverà il proprio sostentamento per la sopravvivenza giornaliera.

 

Con grande senso civico e competenza, il Presidente dell’ Associazione PATA  ha inviato questo documento agli organi d’ informazione locale:

 

    Associazione  P. A. T. A.

Protezione Ambiente Tutela Antincendio

Sede sociale c/o COC – Via A.De Gasperi

71023    BOVINO    (Fg)

 

Da qualche mese, ci viene segnalata la probabile presenza di cani randagi che frequentano alcuni quartieri del paese. Pur escludendo un intervento diretto dell’Associazione, in quanto non siamo in grado di affrontare questo problema, per mancanza di una specifica preparazione in materia, abbiamo comunque effettuato delle verifiche per capire l’effettiva portata delle lamentele.

Per quanto possibile, non è stata accertata la presenza minacciosa di randagi pericolosi o particolarmente malati anche perché, essendo in libertà, sfuggono facilmente ad un diretto controllo, in quanto si muovono più volentieri nella periferia del paese e solo in particolari ore serali in cerca di cibo.

Da un primo monitoraggio è stato riscontrato che, nella maggior parte dei casi, i cani in circolazione non sono veri randagi inselvatichiti, ma cani “padronali” ossia cresciuti in casa o in giardino, a contatto quotidiano con le persone, e poi lasciati liberi di circolare.

Uno fra tanti, potrebbe essere il caso di due cani bianchi che saltuariamente si aggirano nei pressi del palazzo al n.20/22 di Via De Gasperi che risultano i più “agitati” ma che dopo alcune ore spariscono. E’ stato notato un tranquillo cane bianco in Vle A.Moro, o alcuni cani con collare che gironzolano per strada o trotterellano al seguito delle auto dei rispettivi “proprietari”.

 

Sarebbe opportuno, quindi, accertarsi sulla reale presenza di cani ”randagi” per poter procedere con possibili provvedimenti, da parte della ASL e del Comune, secondo competenze e responsabilità di cui all’attuale normativa in materia (l.r. n.12/1995 con aggior. 2006 e 2010) sulla prevenzione del randagismo.

         L’articolo 2 della legge regionale, attribuisce ai Comuni le funzioni di vigilanza sul trattamento degli animali e la tutela igienico-sanitaria, che li esercitano mediante le ASL di competenza.

L’art.3- stabilisce l’istituzione dell’anagrafe canina, presso il Settore veterinario di ogni AUSL, informatizzata e centralizzata a livelli regionali, a cui i detentori o proprietari di cani sono tenuti a rivolgersi per l’iscrizione/controllo dell’animale d’affezione (art. 4).

In tal caso, il Comune dovrebbe periodicamente “sollecitare” e verificare che i proprietari di cani, abbiano effettuato questa iscrizione anagrafica.

L’art.5- prevede che la Giunta Regionale, …..adotta i provvedimenti per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali …….

L’art. 6- stabilisce che “Spetta ai servizi veterinari delle USL, il recupero dei cani randagi, come l’eventuale soppressione deve essere effettuata dai medici veterinari, con metodo eutanasico.  Per i cani vaganti regolarmente anagrafati, si provvede alla loro restituzione.

Inoltre, la circolare n.0094885 del 15.10.2013 inviata dal Servizio Veterinario Sanità Animale –ASL FG, precisa che il recupero dei cani randagi deve avvenire ”…solo ed esclusivamente su specifica segnalazione delle Amministrazioni locali e/o delle Forze dell’Ordine” in quanto spetta ai Servizi veterinari delle ASL il recupero dei cani randagi-vaganti.

Pertanto, per il Comune non dovrebbe intraprendere qualsiasi spontanea azione di “recupero” di cani, se prima non concordata con la ASL di competenza.

L’art.8- stabilisce che i Comuni singoli o associati, provvedono alla costruzione o risanamento dei canili sanitari esistenti………dove trovano accoglienza i cani recuperati in quanto vaganti.

La gestione dei canili è affidata ai Comuni, mentre il Servizio veterinario della AUSL deve garantire adeguata assistenza sanitaria.

L’art.9- stabilisce che la Giunta Regionale individua i Comuni in cui ubicare i “rifugi per i cani” ove troverebbero accoglienza i cani, provenienti dai canili sanitari, che non hanno trovato altra sistemazione.

 

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Quindi diciamo che la prima mossa deve venire dalla Regione, il tutto sempre da “concordare” con la AUSL competente, per la vigilanza e controllo. 

L’eventuale rifugio così autorizzato e a norma, oltre che dal Comune può essere gestito da Enti e/o Associazioni con specifiche caratteristiche di iscrizione all’Albo (art.13).

Ma attenzione, nel rifugio comunale per cani, trovano accoglienza animali che già provengono o che hanno stazionato nel canile sanitario ASL quindi sono due fasi e due condizioni leggermente diverse, ma che fanno la differenza!

 

Art.11- qualora il proprietario o detentore di un animale intende rinunciare a questi, deve darne formale comunicazione al Servizio veterinario USL. (non al Comune!)

Art. 17- sono previste le sanzioni relative alle infrazioni alla legge regionale suindicata n.12/95

 

L’art. 10 della l.r. n.12/95, stabilisce che la Regione promuove la tutela dei gatti.

Anche per questi animali, sono previste condizioni e regole per la loro corretta gestione, a cui dovrebbero adempiere i cittadini volenterosi non proprietari, che però di fatto si occupano irregolarmente del loro mantenimento, con conseguente incontrollato incremento delle nascite.

Prima o poi, la presenza dei gatti moltiplicatisi a dismisura, diventerà un problema, che qualche benpensante scaricherà sul Comune.

Di contro, ed a favore, è prevista la sterilizzazione degli animali che viene effettuata dalla ASL.

 

Infine, nell’art.5- è previsto che la Regione…promuove ed attiva corsi di educazione sanitaria, nelle Scuole di ogni ordine e grado, intesi a definire un corretto rapporto uomo-animale.

Quello che bisogna far capire ai cittadini, ed insistere soprattutto verso i ragazzi/alunni, è che come da art.7, qualsiasi cane/cucciolo che si accetta per fornirgli mantenimento ed assistenza, DEVE essere iscritto all’Anagrafe canina e DEVE avere un tutore responsabile, che si assume gli obblighi della normativa in vigore.

La verità, ironia della sorte, è che spesso alcuni concittadini che assistono cani e gatti, in modo irregolare, sono gli stessi che poi sollevano presso il Comune ogni sorta di problema perché se ne vogliono “liberare”, e perché pensano di poter assicurare ai loro protetti una duratura assistenza a spese della Pubblica Amministrazione (come la pensione!).

Costoro, se pur meritevoli e sensibili Cittadini, risultano irresponsabili e scorretti, in quanto prima allevano cani e gatti poi…per togliersi ogni fastidio, li lasciano liberi di scorazzare per il paese. Spesso, ed a tutte le ore, alcuni cani semi-padronali allevati in giardini o case private, frequentano la Villa con adulti e bambini, ma alla domanda: “Di chi è questo cane vagante? Cadono dalle nuvole…non sanno niente….non ricordano…negano!

 

E’ vero che le Istituzioni (Comune e ASL) devono adempiere ai loro compiti e assolvere alle rispettive competenze…ma è il CITTADINO per primo che deve osservare (educazione civica) le normative, in modo da “attribuire” alla Pubblica Amministrazione, la coerente soluzione di un qualsiasi problema.

Non è detto che la lodevole e condivisibile affezione per gli animali di alcuni Cittadini, debba essere scaricata sulla collettività e creare un problema incontrollabile.

Sarebbe regolare che la cura e sorveglianza di cani e gatti liberi, avvenga con maggiore responsabilità e sotto controllo sanitario.

Si ringrazia per l’attenzione e si saluta cordialmente

                                                                               Il Presidente-Carmine Santoro

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