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Navigando sul web, si parla di Bovino come la capitale dei Monti Dauni

Written by  admin Published in Bovino sulla Stampa Thursday, 02 April 2015 06:31
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E' di Teresita Silvestris questo report  in cui si descrive  Bovino così:

 

  1. BOVINO, LA CAPITALE DEI MONTI DAUNI

    Cari amici,
    chi sente per la prima volta il nome di Bovino certo non può immaginare quanta storia può celarsi dietro. In verità anch'io, prima di visitarla, non ne avevo la più pallida idea. Nonostante sia un piccolo centro con poco meno di quattromila abitanti, l'antica Vibinum ha avuto la sua importanza prima come municipium romano e poi come residenza di stirpi ragguardevoli. Qui hanno soggiornato personaggi famosi che hanno preso decisioni di enorme peso politico e sono passate persone di cultura che hanno lasciato la loro inconfondibile impronta. La prima lezione che ho ricevuto arrivando in questo luogo è che la prossima volta conviene studiare di più la storia per non trovarsi impreparati davanti a tanta ricchezza.
    Una volta passati attraverso uno degli archi che danno accesso al borgo antico, ci si ritrova in un grazioso labirinto di stradine pavimentate con ciottoli di fiume. Bovino è famosa soprattutto per i suoi portali di pietra, circa ottocento, ma se proprio volete divertirvi provate a individuare le facce augurali scolpite negli angoli dei palazzi: sono opera di scalpellini che non hanno potuto trascorrere meglio i loro momenti di pausa.
    Volgendo lo sguardo intorno si può notare con piacere come tutto abbia un aspetto pulito e ordinato. L'atmosfera è quella tranquilla e rilassata di un paesino di montagna dal quale si può ammirare il paesaggio circostante. Diversi palazzi storici sono stati interamente ristrutturati e oggi ospitano piccole strutture ricettive, trattorie e musei. I bovinesi sono persone che amano la loro città e ne hanno una cura quasi maniacale. Nessuna meraviglia, dunque, se Bovino è nella lista dei borghi più belli d'Italia e si è guadagnata la Bandiera Arancione per la qualità dell'accoglienza. 
     
    La chiesa principale della città è la Cattedrale in sitle romanico pugliese dichiarata Monumento Nazionale nel 1890. Fu costruita nel X secolo con materiali di recupero e con l'aiutino economico dei Conti di Loretello i quali chiesero in cambio solamente una messa all'anno in loro suffragio. La caratteristica di questo luogo di culto cristiano è quello di essere pieno di elementi pagani. Ci abbiamo trovato draghi, sirene, ali d'angelo, grifoni e persino mascheroni indios, ovviamente tutti con il loro profondo significato simbolico. All'interno, in fondo alla navata destra, c'è una chiesa nella chiesa, cioè la cappella dedicata nel 1147 a San Marco di Eca (l'antica Troia). 
     
     
    San Marco in realtà non fu mai vescovo di Bovino ma vi giunse, diremmo così, per non offendere nessuno. Alla sua morte, per evitare che fosse conteso tra le città di Lucera e Troia, affidò le sue spoglie a un carro di buoi che lo portarono qui.La leggenda dice che quando i resti mortali arrivarono alle porte di Bovino le trovarono chiuse. Fu così che San Marco stesso mise un dito nel muro roccioso e queste si aprirono, permettendogli l'entrata. Ancora oggi "il buco di San Marco" esiste ed è un foro perfetto nella roccia.
     
     
    A proposito di castello di Bovino, invece, vi stupirò dicendo che si tratta di un "castello non castello". Risale all'XI secolo, probabilmente eretto sempre dai Conti di Loretello, senza torrioni di difesa, senza camminamenti e con una corte troppo ampia. L'unica torre a cavaliere è attaccata al cassero, un edificio che ha ospitato Manfredi prima che morisse nella battaglia di Benevento, Torquato Tasso, Gian Battista Marino e Maria Teresa d'Austria che proprio da qui emise il suo primo decreto da regina permettendo lo svolgersi delle fiere di paese.
     
     
     
     
     
    Gli ultimi nobili proprietari furono i duchi di Guevara. Nel 1961, Monsignor Renato Luisi lo acquistò per lasciarlo alla Diocesi di Bovino ed è per questo che al suo interno è ospitato il Museo Diocesano dove si conservano monili provenienti da varie chiese, il braccio reliquiario di San Marco di Eca e opere d'arte come la tela raffigurante il martirio di San Sebastiano di Mattia Preti.

     
    Il nostro viaggio nella cultura bovinese non si conclude però qui. A Palazzo Pisani il Museo Civico attende i visitatori per mostrare loro i più antichi reperti della zona. È essenzialmente un museo archeologico con oggetti che testimoniano la presenza dell'uomo già dall'età preistorica. I più affascinanti sono senz'altro le stele risalenti al III millennio a.C. A guardarle sembrano delle facce ma in realtà rappresentano gli attributi della fertilità, diciamo così, in modo molto ingannevole...
     

     
    Oramai siamo sotto Pasqua e se posso permettermi di suggerirvi un bel posto dove trascorrere una giornata in serenità, direi che Bovino si presta molto. A prestissimo, per parlarvi delle tipicità agricole e gastronomiche della capitale dei Monti Dauni.
     
     
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