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FRANCESCO COLANGELO – VERTICALITY- PRIMO FILM EUROPEO FORMATO VERTICALE

FRANCESCO COLANGELO – VERTICALITY- PRIMO FILM EUROPEO FORMATO VERTICALE

  Ci è giunta  notizia di una  imminente collaborazione artistica del regista b ...

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Le forti piogge di ieri e della notte passata, hanno causato molti danni al territorio dei Monti Dauni.

L a segnalazione di una frana sulla strada Bovino Deliceto ci è appena arrivata con questa foto che  pubblichiamo:

 

Da qualche mese in Italia si parla del referendum contro le trivellazioni, promosso da nove consigli regionali, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni ambientaliste tra cui il coordinamento No Triv. Il referendum si terrà il 17 aprile. Ecco cosa prevede e gli effetti che può avere.

Quando si svolge il referendum?

Il referendum si svolgerà il 17 aprile. In molti chiedevano di spostare il voto a giugno, quando in diverse città italiane si terranno le elezioni amministrative, per risparmiare sull’allestimento dei seggi. La concomitanza tra amministrative e referendum avvantaggerebbe i promotori del quesito referendario, perché aumenterebbe la possibilità di raggiungere il quorum necessario affinché il referendum sia valido. Per raggiungerlo, deve andare a votare la metà degli aventi diritto. Il governo e il presidente della repubblica hanno deciso di convocare il referendum abrogativo il 17 aprile. La legge (decreto 98 del 2011) non prevede che le elezioni possano svolgersi in concomitanza con un referendum.

Cosa chiede il quesito referendario?

Nel quesito referendario si chiede: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Il quesito riguarda solo la durata delle trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa, e non riguarda le attività petrolifere sulla terraferma, né quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri).

Quali effetti può avere il sì al referendum?

Se vincerà il sì, sarà abrogato l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, dove si prevede che le trivellazioni continuino fino a quando il giacimento lo consente. La vittoria del sì bloccherà tutte le concessioni per estrarre il petrolio entro le 12 miglia dalla costa italiana, quando scadranno i contratti. Tra gli altri saranno interessati dalla misura: il giacimento Guendalina (Eni) nell’Adriatico, il giacimento Gospo (Edison) nell’Adriatico e il giacimento Vega (Edison) davanti a Ragusa, in Sicilia. Non saranno interessate dal referendum tutte le 106 piattaforme petrolifere presenti nel mare italiano per estrarre petrolio o metano.

Perché il raggiungimento del quorum è necessario?

Raggiungere il quorum è necessario perché solo così il risultato del referendum sarà valido, come previsto dall’articolo 75 della costituzione italiana. Per essere valido devono andare a votare il 50 per cento degli aventi diritto.

Perché è rimasto in piedi solo un quesito referendario su sei?

Nel settembre del 2015 Possibile, il movimento fondato da Giuseppe Civati, aveva promosso otto referendum, ma non era riuscito a raccogliere le 500mila firme necessarie (secondo l’articolo 75 della costituzione) per chiedere un referendum popolare. Poche settimane dopo dieci consigli regionali (Abruzzo, Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna,Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) hanno promosso sei quesiti referendari sulla ricerca e l’estrazione degli idrocarburi in Italia. L’Abruzzo si è poi ritirato dalla lista dei promotori.

A dicembre del 2o15 il governo ha proposto delle modifiche alla legge di stabilità sugli stessi temi affrontati dai quesiti referendari, per questo la cassazione ha riesaminato i quesiti e l’8 gennaio ne ha dichiarato ammissibile solo uno, perché glialtri sette sarebbero stati recepiti dalla legge di stabilità.

A questo punto sei regioni (Basilicata, Sardegna, Veneto, Liguria, Puglia e Campania) hanno deciso di presentare un conflitto di attribuzione alla corte costituzionale riguardo a due referendum, tra quelli dichiarati decaduti dalla cassazione. I consigli regionali contestano al governo di aver legiferato su una materia che è di competenza delle regioni in base all’articolo 117 della costituzione, modificato dalla riforma costituzionale del 2001. Il 9 marzo la consulta valuterà l’ammissibilità del conflitto di attribuzione. Se il conflitto sarà valutato ammissibile, allora la corte entrerà nel merito.

Se la corte costituzionale accogliesse i ricorsi delle regioni, i due quesiti referendari in precedenza non ammessi tornerebbero a essere validi e dovranno essere sottoposti agli elettori. I due quesiti riguardano il “piano delle aree” (ossia lo strumento di pianificazione delle trivellazioni che prevede il coinvolgimento delle regioni, abolito dal governo con un emendamento alla legge di stabilità) e la durata dei titoli per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi liquidi e gassosi sulla terraferma.

BOVINO - QUINTO RADUNO PODISTICO DEI MONTI DAUNI

Written by Monday, 29 February 2016 15:48

E' giunto alla quinta edizione il Raduno Podistico "Vivi i Monti Dauni". Il giornale Elce, attento osservatore di tutti gli eventi che si svolgono sul territorio del Monti Dauni, ci segnala l' evento con questo articolo:

 

La Regione Lazio investe sui giovani e sul ricambio generazionale scegliendo la soglia più alta di finanziamento concessa dalla Comunità europea per favorire le realtà imprenditoriali più piccole. Settanta mila euro di finanziamento a fondo perduto per i giovani che vogliono diventare imprenditori agricoli. È quanto previsto dalla misura 6.1 del PSR Lazio 2014-2020”. A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale.

“La Misura 6.1 – prosegue Valentini – per l’intero periodo di programmazione è dotata di un fondo di oltre 90 milioni di euro. Il premio è limitato alle micro e piccole imprese con una dimensione economica, in termini di produzione standard totale, non superiore al milione di euro. Beneficiari della misura sono i giovani agricoltori con età compresa tra i 18 e i 40 anni che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola. Sono inoltre beneficiari anche i giovani che entrano in un insediamento multiplo. In tal caso il premio viene concesso a favore di ciascun giovane agricoltore che opera in una azienda agricola comune”.

“Il premio erogato per l’insediamento dei giovani imprenditori punta a consentire l’iniziale sviluppo delle aziende nel momento della loro costituzione. Sulla base di tali valutazioni – spiega Valentini – è stato previsto un premio di 70 mila euro, tenendo conto che il valore del reddito medio annuo delle aziende regionali è pari a circa 26mila euro. Il supporto – sottolinea Valentini – sarà corrisposto in due rate nell’arco di un periodo massimo di cinque anni, vale a dire il 70% la prima e il 30% la seconda. Il pagamento dell’ultima rata è subordinato alla completa attuazione del piano aziendale, da ultimarsi entro 36 mesi dalla concessione del sostegno. Il ‘giovane beneficiario’ dovrà poi essere in possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, insediarsi in un’azienda agricola di adeguate dimensioni economiche, aver aperto una partita Iva e provveduto all’iscrizione alla Camera di Commercio. Deve inoltre – conclude Riccardo Valentini – aver fatto richiesta di iscrizione all’Inps per la costituzione di una posizione previdenziale, acquisendo infine la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap)”.

Riceviamo e pubblichiamo la locandina-invito che l' Associazione Acli di Bovino ci ha inviato per la pubblicazione:

 

Giornata della memoria 2016

Written by Wednesday, 27 January 2016 08:03

Perchè si celebra il 27 Gennaio e significato di SHOA:

Il 27 gennaio si celebra la giornata della memoria 2016, a settantuno anni di distanza dall'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e la seguente liberazione del più grande campo di sterminio voluto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. L'Italia ha instituito nel 2000 il giorno della memoria, per far si che si possa ricordare per sempre quanto accaduto, evitando così che possa ripetersi una catastrofe simile. Ma perchè il giorno della Memoria è il 27 gennaio? Cosa significa Shoah? Ve lo spieghiamo.

Perchè si celebra il 27 gennaio la Giornata della Memoria 2016?

La data del 27 gennaio non è certo casuale, e il Giorno della Memoria si celebra da 16 anni in Italia il 27 gennaio, perchè nel 1945 proprio in quel giorno le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Da quel giorno per la prima volta, varcata la scritta d'ingresso  "Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi) si venne a conoscenza di quanto era accaduto e del dramma di quello sterminio. 

Che cos'è  Auschwitz e cosa rappresenta ad oggi?

Auschwitz è il nome tedesco di una piccola cittadina a sud della Polonia ( Oswiecin) dove a partire dalla metà del 1940 iniziò a funzionare il più grande campo di sterminio nazista. Qui vi erano campi di lavoro, le camere a Gas e i forni crematori dove venne compiuto un massacro che resterà per sempre nella storia. Solo ad Auschwitz sono stati uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei. 

Giorno della Memoria 2016: Cosa Significa Shoah

Si sente spesso parlare della Shoah, riferendosi a questi fatti, ma cosa significa questa parola? Approfittando della Giornata della Memoria 2016 è giusto informare e far conoscere anche ai più giovani questi fatti. ll termine Shoah è la parola con cui in ebraico si indica una catastrofe. Il significato letterale è catastrofe, ma ad oggi ha sostituito la parola Olocausto, che un tempo veniva utilizzata per definire lo sterminio compiuto dai nazisti (ma Olocausto è un termine che richiama al sacrificio biblico e rischierebbe di dare un senso ad una strage che senso non ne avrà mai). Il giorno della Memoria non deve esser solo un omaggio a quelle vittime, ma soprattutto una presa di coscienza collettiva per ricordare un fatto che non dovrà mai più accadere.

Io chiedo come può l'uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.

Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.(Francesco Guccini-Auschwitz)

Finalmente qualcuno interviene sul problema randagismo a Bovino che dal periodo in cui se ne occupava con passione e dedizione la sig.ra Francesca P. è stato, fino ad oggi, quasi ignorato pur parlandosene molto per i disagi in aumento tra la popolazione che vede Amministratori assenteisti, impegnati in tutt’ altri affari (?) mentre crescono  le preoccupazioni di chi, specie di notte o la mattina presto,  per recarsi a lavoro esce di casa  con la scorta di piccoli petardi in tasca o col bastone in mano per affrontare  in strada l’ animale  randagio che difende la busta di spazzatura prelevata porta-a porta,  nella quale troverà il proprio sostentamento per la sopravvivenza giornaliera.

 

Con grande senso civico e competenza, il Presidente dell’ Associazione PATA  ha inviato questo documento agli organi d’ informazione locale:

 

    Associazione  P. A. T. A.

Protezione Ambiente Tutela Antincendio

Sede sociale c/o COC – Via A.De Gasperi

71023    BOVINO    (Fg)

 

Da qualche mese, ci viene segnalata la probabile presenza di cani randagi che frequentano alcuni quartieri del paese. Pur escludendo un intervento diretto dell’Associazione, in quanto non siamo in grado di affrontare questo problema, per mancanza di una specifica preparazione in materia, abbiamo comunque effettuato delle verifiche per capire l’effettiva portata delle lamentele.

Per quanto possibile, non è stata accertata la presenza minacciosa di randagi pericolosi o particolarmente malati anche perché, essendo in libertà, sfuggono facilmente ad un diretto controllo, in quanto si muovono più volentieri nella periferia del paese e solo in particolari ore serali in cerca di cibo.

Da un primo monitoraggio è stato riscontrato che, nella maggior parte dei casi, i cani in circolazione non sono veri randagi inselvatichiti, ma cani “padronali” ossia cresciuti in casa o in giardino, a contatto quotidiano con le persone, e poi lasciati liberi di circolare.

Uno fra tanti, potrebbe essere il caso di due cani bianchi che saltuariamente si aggirano nei pressi del palazzo al n.20/22 di Via De Gasperi che risultano i più “agitati” ma che dopo alcune ore spariscono. E’ stato notato un tranquillo cane bianco in Vle A.Moro, o alcuni cani con collare che gironzolano per strada o trotterellano al seguito delle auto dei rispettivi “proprietari”.

 

Sarebbe opportuno, quindi, accertarsi sulla reale presenza di cani ”randagi” per poter procedere con possibili provvedimenti, da parte della ASL e del Comune, secondo competenze e responsabilità di cui all’attuale normativa in materia (l.r. n.12/1995 con aggior. 2006 e 2010) sulla prevenzione del randagismo.

         L’articolo 2 della legge regionale, attribuisce ai Comuni le funzioni di vigilanza sul trattamento degli animali e la tutela igienico-sanitaria, che li esercitano mediante le ASL di competenza.

L’art.3- stabilisce l’istituzione dell’anagrafe canina, presso il Settore veterinario di ogni AUSL, informatizzata e centralizzata a livelli regionali, a cui i detentori o proprietari di cani sono tenuti a rivolgersi per l’iscrizione/controllo dell’animale d’affezione (art. 4).

In tal caso, il Comune dovrebbe periodicamente “sollecitare” e verificare che i proprietari di cani, abbiano effettuato questa iscrizione anagrafica.

L’art.5- prevede che la Giunta Regionale, …..adotta i provvedimenti per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali …….

L’art. 6- stabilisce che “Spetta ai servizi veterinari delle USL, il recupero dei cani randagi, come l’eventuale soppressione deve essere effettuata dai medici veterinari, con metodo eutanasico.  Per i cani vaganti regolarmente anagrafati, si provvede alla loro restituzione.

Inoltre, la circolare n.0094885 del 15.10.2013 inviata dal Servizio Veterinario Sanità Animale –ASL FG, precisa che il recupero dei cani randagi deve avvenire ”…solo ed esclusivamente su specifica segnalazione delle Amministrazioni locali e/o delle Forze dell’Ordine” in quanto spetta ai Servizi veterinari delle ASL il recupero dei cani randagi-vaganti.

Pertanto, per il Comune non dovrebbe intraprendere qualsiasi spontanea azione di “recupero” di cani, se prima non concordata con la ASL di competenza.

L’art.8- stabilisce che i Comuni singoli o associati, provvedono alla costruzione o risanamento dei canili sanitari esistenti………dove trovano accoglienza i cani recuperati in quanto vaganti.

La gestione dei canili è affidata ai Comuni, mentre il Servizio veterinario della AUSL deve garantire adeguata assistenza sanitaria.

L’art.9- stabilisce che la Giunta Regionale individua i Comuni in cui ubicare i “rifugi per i cani” ove troverebbero accoglienza i cani, provenienti dai canili sanitari, che non hanno trovato altra sistemazione.

 

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Quindi diciamo che la prima mossa deve venire dalla Regione, il tutto sempre da “concordare” con la AUSL competente, per la vigilanza e controllo. 

L’eventuale rifugio così autorizzato e a norma, oltre che dal Comune può essere gestito da Enti e/o Associazioni con specifiche caratteristiche di iscrizione all’Albo (art.13).

Ma attenzione, nel rifugio comunale per cani, trovano accoglienza animali che già provengono o che hanno stazionato nel canile sanitario ASL quindi sono due fasi e due condizioni leggermente diverse, ma che fanno la differenza!

 

Art.11- qualora il proprietario o detentore di un animale intende rinunciare a questi, deve darne formale comunicazione al Servizio veterinario USL. (non al Comune!)

Art. 17- sono previste le sanzioni relative alle infrazioni alla legge regionale suindicata n.12/95

 

L’art. 10 della l.r. n.12/95, stabilisce che la Regione promuove la tutela dei gatti.

Anche per questi animali, sono previste condizioni e regole per la loro corretta gestione, a cui dovrebbero adempiere i cittadini volenterosi non proprietari, che però di fatto si occupano irregolarmente del loro mantenimento, con conseguente incontrollato incremento delle nascite.

Prima o poi, la presenza dei gatti moltiplicatisi a dismisura, diventerà un problema, che qualche benpensante scaricherà sul Comune.

Di contro, ed a favore, è prevista la sterilizzazione degli animali che viene effettuata dalla ASL.

 

Infine, nell’art.5- è previsto che la Regione…promuove ed attiva corsi di educazione sanitaria, nelle Scuole di ogni ordine e grado, intesi a definire un corretto rapporto uomo-animale.

Quello che bisogna far capire ai cittadini, ed insistere soprattutto verso i ragazzi/alunni, è che come da art.7, qualsiasi cane/cucciolo che si accetta per fornirgli mantenimento ed assistenza, DEVE essere iscritto all’Anagrafe canina e DEVE avere un tutore responsabile, che si assume gli obblighi della normativa in vigore.

La verità, ironia della sorte, è che spesso alcuni concittadini che assistono cani e gatti, in modo irregolare, sono gli stessi che poi sollevano presso il Comune ogni sorta di problema perché se ne vogliono “liberare”, e perché pensano di poter assicurare ai loro protetti una duratura assistenza a spese della Pubblica Amministrazione (come la pensione!).

Costoro, se pur meritevoli e sensibili Cittadini, risultano irresponsabili e scorretti, in quanto prima allevano cani e gatti poi…per togliersi ogni fastidio, li lasciano liberi di scorazzare per il paese. Spesso, ed a tutte le ore, alcuni cani semi-padronali allevati in giardini o case private, frequentano la Villa con adulti e bambini, ma alla domanda: “Di chi è questo cane vagante? Cadono dalle nuvole…non sanno niente….non ricordano…negano!

 

E’ vero che le Istituzioni (Comune e ASL) devono adempiere ai loro compiti e assolvere alle rispettive competenze…ma è il CITTADINO per primo che deve osservare (educazione civica) le normative, in modo da “attribuire” alla Pubblica Amministrazione, la coerente soluzione di un qualsiasi problema.

Non è detto che la lodevole e condivisibile affezione per gli animali di alcuni Cittadini, debba essere scaricata sulla collettività e creare un problema incontrollabile.

Sarebbe regolare che la cura e sorveglianza di cani e gatti liberi, avvenga con maggiore responsabilità e sotto controllo sanitario.

Si ringrazia per l’attenzione e si saluta cordialmente

                                                                               Il Presidente-Carmine Santoro

BOVINO - Convocato il Consiglio Comunale per il 28 Gennaio

Written by Saturday, 23 January 2016 07:44

WBV c' informa della prossima riunione di Consiglio Comunale:

Sessione ordinaria di Consiglio Comunale  giovedì 28 Gennaio prossimo con il seguente Ordine del Giorno da discutere

'VàZapp’- Corsi gratuiti per giovani agricoltori

Written by Tuesday, 12 January 2016 07:33

VàZapp', l’hub rurale della Capitanata, che lo scorso anno ha incontrato a Roma il ministro dell’Agricoltura Martina, continua a far parlare grazie ad un’altra iniziativa. Una nuova scommessa particolarmente innovativa: la collaborazione con la Resto al Sud Academy.

I primi giorni del 2016 vedono, infatti, la partnership con la scuola online fondata dalla Cn Lab e rivolta ai talenti digitali del Meridione. L’accademia web offrirà l’accesso gratuito a corsi di studio online in materia d’innovazione e social media ai giovani agricoltori del Sud. Un’iniziativa inedita e particolarmente innovativa per il nostro territorio. 

Le due realtà hanno molto in comune. Passione, innovazione e amore per il sud. Da qui la decisione di collaborare insieme per offrire una nuova opportunità ai giovani della Capitanata (e non solo) e stimolarli a rimanere su questo territorio per realizzare il proprio sogno.

 “Crediamo fortemente nell’innovazione sociale in agricoltura e questa accademia esprime al massimo il desiderio di rilanciare il nostro territorio sviluppando le potenzialità, la vocazione e la creatività dei giovani, dando vita ad un agricoltore 3.0, che sappia usare la zappa, veda internet come occasione di futuro e spalanchi le porte della propria azienda per accogliere persone da tutto il mondo!” ha dichiarato il presidente di VàZapp', Giuseppe Savino.

L’Academy rappresenta un progetto culturale di grande importanza per il mezzogiorno, sostenuto da importanti realtà nazionali, quali il gruppo Conad, la Ninja Academy e il gruppo Tiscali. Si dice particolarmente entusiasta di questa speciale collaborazione il direttore della Resto al Sud Academy, Roberto Zarriello: “Vogliamo dimostrare quanto sia stretto il legame tra digitalizzazione e agricoltura. L’innovazione non è più da associare solo ed esclusivamente alle imprese, ma rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura. Occorre restituire maggiore consapevolezza all’agricoltore, stimolandolo nell’applicazione delle competenze digitali (dall’uso dei social allo storytelling) per una comunicazione veramente efficace ed  un incremento della propria competitività sul mercato”.

Nei prossimi mesi si lavorerà insieme per l’organizzazione di una “Summer School” dal sapore internazionale che vedrà arrivare in Capitanata giovani e docenti da tutta Europa che vivranno insieme un momento di confronto di ascolto reciproco e di scambio. La prima “filiera colta” in Italia è già una realtà.

L' articolo è dell' dell'  11.01.2016

Da l' Immediato di ieri 08.01.2016:

In questi giorni è tornata alla ribalta la notizia della chiusura del Distretto Socio-Sanitario dei Monti Dauni (quello afferente a Troia), già denunciata in passato dal sindaco Cavalieri. L’accorpamento con quello di Lucera (anche in considerazione della drammatica situazione in cui versa) significherà ulteriore compromissione del diritto alla salute dei cittadini.

“Non è vero che le variazioni saranno minime - afferma Leonardo Cavalieri, sindaco di Troia -. Molto cambierà a livello di assistenza. A testimoniarlo, già oggi, vi sono le mancate richieste di attribuzione di ore di medicina specialistica nei comuni dei Monti Dauni, con tagli alle visite specialistiche domiciliari e conseguenti disagi agli anziani allettati. Per le richieste di pannoloni e altri ausili protesici, ancora, le persone vengono mandate a casa con la pretesa che debbano avere l'invalidità del 100% più l'accompagnamento, cosa assolutamente in contrasto col fatto che molte patologie sono invalidanti per un verso ma non tali da garantire l'accompagnamento dell’assistito. Sul nostro Subappennino manca il personale infermieristico per supporto agli specialisti, quello per l'assistenza domiciliare e i fisioterapisti a domicilio. Altrettanto serie le difficoltà per avere un piano terapeutico per l'ossigeno terapia, visto che non vi è un pneumologo in loco e le persone spesso sono costrette, con tutte le difficoltà del caso, a rivolgersi agli ospedali di Foggia, spesso facendosi accompagnare privatamente da un ambulanza con costi e aggravi ulteriori”.

Dal punto di vista amministrativo “gli uffici sul territorio sono minati nella loro efficienza dal pensionamento di molti dipendenti cui non ha fatto seguito il naturale ricambio generazionale". Il servizio TAO (trattamento anticoagulante orale) è stato praticamente chiuso in molti comuni, perché definito “esoso”, senza considerare però che lo stesso evita traumi agli anziani che ne usufruiscono, come ematomi e lacerazioni alle braccia dovute ai prelievi sottocutanei. "Ultima - spiegano ancora dal Comune dei Monti Dauni -,  ma certamente non per importanza, la chiusura dei consultori familiari passati da 6 a 2, strutture che in paesi piccoli come quelli dei Monti Dauni hanno offerto servizi per una maternità e paternità responsabile, con l'apporto di ginecologi, ostetriche, psicologi, assistenti sociali e pediatri che sopperiscono alla mancanza del pediatria di base, oltre all'importante il lavoro tecnico professionale degli psicologi e delle assistenti sociali, di supporto alle richieste di indagini da parte del tribunali per i minorenni, in pratiche per l'affido, l'adozione o prese in carico per mediazione familiare e psicoterapia di coppia e della famiglia”.

In un contesto territoriale così difficile, si continua ad azzardare su un nodo delicatissimo quale quello della salute della popolazione di 16 comuni, un'utenza di circa 40.000 persone, ubicata in un'area vastissima con una rete viaria e infrastrutturale assai carente, con un crescente e costante aumento dell'indice di vecchiaia della popolazione.

Ciliegina sulla torta poi, quanto accadde lo scorso 26 gennaio: dopo un anno di battaglie, un anno di fatica per fare massa critica attorno alla questione salute e sicurezza dei cittadini dei Monti Dauni, nel corso di una conferenza di servizi, definita allora storica, i vertici dell’Asl garantivano l’attivazione del servizio automedica a Troia. Da allora, nonostante le rassicurazioni da parte dell’Asl riguardanti l’iter sperimentale necessario all’attivazione del servizio, nonostante il pressing di Cavalieri e dei sindaci dei comuni limitrofi, nulla si è mai mosso.

“L’auto medica - riferisce il sindaco Cavalieri - oggi messa a bando e non ancora assegnata, doveva fungere da presidio per le popolazioni dei Monti Dauni, considerata la situazione assolutamente critica in cui versa il territorio del Subappennino Dauno. Dopo la conferenza di servizi dello scorso anno non c’è stato alcun riscontro. Ritengo poi grave la notizia che uno dei componenti facente parte della commissione responsabile dell’affidamento del servizio volutamente non si presenti per ostacolare l’iter di attivazione. Non si scherza con la salute dei cittadini, questo comportamento non è consono a chi dovrebbe garantire la sicurezza della popolazione dei nostri comuni. Assicuro assoluta intransigenza qualora il servizio non fosse attivato in tempi brevi, chiedendo l’intervento diretto del governatore Michele Emiliano sulla questione. Se non ci saranno risposte ed un cambio di rotta evidente, sono pronto sin d’ora a qualsiasi azione legale a tutela della popolazione”.

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