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Teresita Silvestris su Territorius parla ancòra di Bovino

Written by  admin Published in Bovino sulla Stampa Sunday, 12 April 2015 02:56
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Tantissime sono state le visualizzazioni del report scritto da Teresita su Territorius che ci ha regalato quest’ altra pagina su Bovino:


Chi arriva per la prima volta sui Monti Dauni, al confine tra Puglia, Molise e Campania, e si ferma a Bovino, considerata la capitale morale di questo distretto turistico, comprende subito la ragione degli importanti riconoscimenti ottenuti dal piccolo centro. L’antica Vibinum, municipio romano, ha una lunga storia che si legge sulle sue mura ma che si ammira anche nei suoi paesaggi, si gusta attraverso le sue specialità culinarie e si incontra nel carattere cordiale e disponibile della sua gente. Non è bastata la Bandiera Arancione del Touring Club d’Italia per premiare la qualità dell’accoglienza: Bovino ha dimostrato di possedere tutti i requisiti per essere tra i borghi italiani più affascinanti, collocandosi di recente al quinto posto della top list dei borghi più belli tra i più bei borghi d’Italia.

Al centro storico si accede attraverso sette archi che immettono direttamente in un reticolo di viuzze pavimentate con ciottoli di fiume. L’impressione è quella di una fusione armoniosa tra elementi architettonici e ambientali, poiché dai suoi 620 metri s.l.m. lo sguardo riesce facilmente ad abbracciare anche il paesaggio circostante. Il borgo è famoso per gli ottocento portali in pietra, tantissimi se si considera la limitata estensione del centro abitato, ma degne di nota sono pure le numerose chiese e le cantine, nate come cisterne per l’acqua sotto i Romani e trasformate dai Borboni in locali per la fermentazione del mosto. Sono scavate nella roccia e in alcune di esse sono stati ritrovati persino dei fossili. Facendo attenzione agli angoli dei palazzi, poi, non sono rare le facce apotropaiche scolpite dagli scalpellini durante le pause dal lavoro.

Diverse residenze sono state ristrutturate per accogliere piccole strutture ricettive e trattorie tipiche. È il caso de Le Pietre del Borgo che occupa quattro edifici, di cui uno dotato di un centro benessere. Da Palazzo San Procopio si può godere di una stupenda vista del paese nella quale spicca il campanile della vicinissima cattedrale. La singolarità di questa come di altre case per ospiti (potremmo nominare anche Camera a Sud) sta nel fatto che gli edifici originari non hanno subito trasformazioni indecorose, cosicché, oltre ad essere interessanti da visitare, fanno sì che il turista, anche nei momenti di riposo, si senta immerso nella più genuina atmosfera bovinese. Completano il quadro le specialità gastronomiche proposte dal ristorante La Cantina, specializzato nella preparazione di ricette tradizionali.

L’itinerario culturale parte dalla splendida cattedrale del X secolo, dichiarata Monumento Nazionale nel 1890. La chiesa, in perfetto stile romanico pugliese, fu costruita con materiali di risulta provenienti da altre chiese e templi distrutti e i lavori furono finanziati dai Conti di Loretello. La facciata si presenta asimmetrica, con un lato più lungo dell’altro, e all’interno sono inglobati elementi pagani dal profondo significato simbolico. In fondo alla navata destra la cappella di San Marco di Eca costituisce una chiesa nella chiesa. Qui sono sepolti i vescovi della diocesi, tra cui Renato Luisi che nel 1961 acquistò il castello di Bovino evitandogli una sorte incerta se non disastrosa.

Il castello ducale di Bovino è il secondo monumento più importante della città, eretto nell’XI secolo probabilmente dai già citati Conti di Loretello. Vi abitarono i duchi di Guevara, i cui discendenti rimasero fino all’acquisizione da parte della Diocesi, e vi soggiornarono artisti e personaggi storici tra i quali Manfredi, Torquato Tasso, Gian Battista Marino e l’imperatrice Maria Teresa d’Austria che da una di queste stanze emise un decreto che autorizzava le fiere di paese. Alcuni dettagli della costruzione non ne fanno proprio un castello nel vero senso della parola. La parte più antica è la torre normanna a cavaliere attaccata al cassero, per il resto non ci sono torrioni di difesa né camminamenti. Oggi ospita il Museo Diocesano con una ricca collezione di ori, quadri, paramenti, statue lignee e una croce d’argento che custodisce una spina della corona di Gesù, e il B&B Residenza Ducale dove è possibile alloggiare nelle stesse stanze dei Duchi.

Per gli appassionati di archeologia, infine, si consiglia vivamente una visita al Museo Civico organizzato in quattro sezioni: preistoria, epoca preromana, epoca romana e medioevo. I pezzi più preziosi sono le stele antropomorfe del III millennio a.C. rappresentanti gli attributi della fertilità.

Spostandosi verso i dintorni, si scopre che Bovino offre anche la possibilità di rilassarsi nella natura. La stazione di posta e il mulino ad acqua di Bovino Scalo, proprio sulle rive del fiume Cervaro, danno l’idea di quanto fosse strategica la posizione della città. Siamo sull’antica via Minucia, poi denominata Via delle Puglie, che collegava Napoli alla Puglia. Qui, sin dall’antichità, si svolgevano i commerci di grano, lana e altri beni. È d’obbligo, quindi, fare un salto alla Masseria Salecchia, tra Bovino e Deliceto, un’azienda agrituristica impegnata, oltre che nelle classiche attività agricole, anche nella didattica e nel sociale con particolare attenzione al reinserimento delle persone svantaggiate. Tra gli obiettivi principali della Masseria c’è l’offerta di un turismo “esperienziale” grazie al quale gli ospiti possono trascorrere giornate di puro relax partecipando ad alcune attività dell’azienda, e la produzione di carne di agnello a basso contenuto di colesterolo adatta all’alimentazione dei cardiopatici.

 

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