continua da pag 1 Breve storia di Bovino home-1-2-3-4-news-amministrazione

All'inizio dell'XI secolo, quando i primi Normanni giungono nel Mezzogiorno, Drogone, fratello di Guglielmo d'Altavilla, assedia Bovino, uno degli ultimi capisaldi bizantini, e per fame cessare la strenue resistenza decide di assalirla. La città viene così soggiogata e occupata dal Normanni, che prontamente la dotano di nuove strutture difensive.

La benevolenza della nuova monarchia si estrinseca con la creazione del primo potentato feudale di Puglia - la Contea di Bovino - con l'írrobustimento e l'ampliamento del nucleo originario del castello e soprattutto con la riedificazione dell'antica Cattedrale che assume, fra le prime nella regione, tipologia, dimensioni e disegno ispirati al nuovo corso impresso dal Normanni a gran parte degli edifici religiosi, le chiese romaniche, punto di rottura definitivo con la tradizione bizantina.

Riconosciuta nel 1189 città regia (cioè di proprietà del demanio reale), Bovino vive durante la dominazione federiciana, un periodo particolarmente tranquillo e fiorente in ogni ambito. L'imperatore, infatti, smantella le rocche degli antichi feudatari sparse sul territorio pugliese ed introduce al loro posto un nuovo sistema di fortificazioni molto differente da quello dei Normanni, perché basato su un gran numero di castelli distribuiti strategicamente soprattutto in Capitanata (Troia, Lucera, Monte S.Angelo, S.Agata).

L'arrivo di Carlo I d'Angiò turba la pace mantenuta durante il regno di Federico Il ed il quindicennio manfrediano (1250-1265) e mette a dura prova la fedeltà agli Svevi, tanto che l'inchiesta voluta dal nuovo sovrano per stabilire quali località gli si fossero dimostrate devote e leali durante l'avventura italiana di Corradino di Svevia vede comparire Bovino tra le diciotto città della prima circoscrizione divenute e rimaste filoangioine. Per questo comportamento ed ancora una volta per motivi di strategia territoriale la città viene risparmiata dalla distruzione.

Poco più tardi, rivalorizzata la sua posizione geografica, la città viene privilegiata con interventi mirati alla sua trasformazione in polo d'espansione dei traffici ed in fulcro di riassetti territoriali ed amministrativi, tanto che nel 1423 il nuovo signore Marino Boffa, facendo leva sui vantaggi legati al contesto territoriale, riesce ad ottenere dalla regina Giovanna II il permesso di tenervi una fiera annuale. La prosperità continua a crescere durante il dominio della famiglia Estendardo, ma cessa improvvisamente quando nel 1456 un violento terremoto devasta tutto il napoletano da Sulmona a Potenza, cancellando interi paesi. La città subisce danni ingenti

Dopo meno di un secolo Bovino è nuovamente interessata da eventi negativi, causati questa volta dai Francesi giunti al seguito di Lautrec con l’intenzione di invaderla e saccheggiarla e dalla quasi contemporanea epidemia di peste che nel 1528 la riduce alla fame e alla disperazione. Quest'ultimo flagello, in particolare, si abbatte con una violenza cosi terribile da spopolare quasi il centro abitato e costringere gli abitanti a seppellire i morti nelle proprie abitazioni.

  • Nello stesso anno Bovino, confiscata a Pietro Estendardo, viene donata a Luigi Rama, originario della Spagna, quindi venduta nel 1531 a Don Troylo de Spes ed infine, nel 1563, comprata all'asta da Donna Delfina Loffredo, vedova del signor Guevara de Guevara.
  • Suo figlio Don Giovanni de Guevara, dopo aver ottenuto nel 1575, con una speciale grazia del re Filippo di Spagna, il titolo di Duca di Bovino per sé e per i suoi successori amplia il Castello dandogli quell'aspetto di palazzo" gentilizio che si osserva ancora oggi e, cominciando ad arricchire la città di nuovi edifici - tra i quali due importanti conventi e la torre dell'orologio latrasforma in degna capitale di un ducato.Il territorio bovinese non sembra però destinato a godere di lunghi periodi di serenità perché a partire dal 1627 frequenti scosse telluriche danneggiano e spesso demoliscono quanto su di esso gli abitanti con solerzia hanno fatto appena in tempo a ricostruire.

    (continua breve storia 3^parte)

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