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![]() BREVE STORIA DI BOVINO Situata a 66 Km dal Mar Adriatico, a 647 metri s.l.m., la città di Bovino, dalla sua ubicazione a cavallo di una diramazione dell'Appennino meridionale che digrada verso il Tavoliere delle Puglie, domina in posizione strategica un territorio vasto ed articolato che comprende ad oriente la piana foggiana, ad occidente i contrafforti della catena appenninica, a Sud l'entroterra collinare e a Nord il Vallo di Bovino, attraversato dal torrente Cervaro. Le prime tracce di presenza umana nel territorio di Bovino risalgono al Neolitico antico (VI-V millennio a.C.) e, nei loro tratti costitutivi, richiamano gli aspetti tipici delle comunità neolítiche del Tavoliere. Durante la colonizzazione greca del Sud d'Italia, avvenuta tra il X ed il VII secolo a.C., gli Apulo-Dauni diventano alleati e soci dei Tarantini e tramite questi cominciano ad assorbire gli influssi della cultura ellenistica. Da questo momento Bovino inizia ad adottare costumi e lingua magno-greci. Pochi anni dopo l'inizio della seconda guerra sannitica (323 a.C.) gli Apuli decidono spontaneamente di schierarsi a fianco dei Romani, ma quando i Sanniti li chiamano in aiuto, cambiano fronte ed offrono a questi ultimi le proprie truppe, subendo una clamorosa sconfitta. Bovino, come tante altre città, viene assalita e distrutta dai vincitori, ma, in virtù dei vantaggi offerti dalla sua posizione strategica, viene subito ricostruita da alcuni coloni romani, veterani di Silla, e' chiamata "Vibinum", mentre agli abitanti superstiti, evitata l'espulsione, non resta che sottomettersi. Successivamente la colonia ottiene, dal Governo di Roma, il riconoscimento di città municipale e quindi il privilegio di governarsi con proprie leggi. |
![]() I primi " barbari" che la conquistano e vi introducono i propri costumi sono i Longobardi, nuovi padroni di gran parte dItalia. Contro di loro, nel 663 circa, si muove l'imperatore d'Oriente Costante Il che, desideroso di ristabilire l'Impero Romano d'Occidente, si reca in Puglia e, giunto a Bovino, la cinge d'assedio. L'esercito invasore distrugge tutto, mentre le fiamme divorano ogni cosa: le magnifiche opere romane vanno in rovina e con esse la prima Cattedrale, sorta nel IV secolo sui resti della Curia, il luogo dove si riunivano i decurioni e i curiali. La città passa così sotto il dominio dei Bizantini che, restaurati gli edifici pubblici e privati, ricostruiscono le mura per migliorare il proprio sistema difensivo e, sempre a scopo strategico, conferiscono alle strade una configurazione tortuosa e stretta, come ancora oggi si osserva negli antichi quartieri. A partire dall' 876, per opera dell'imperatore Basilio I e dei suoi strateghi e catapani bizantini, Bovino comincia a rifiorire e ad assumere un ruolo di rilevo nell'ambito della Capitanata tanto che. circa un secolo dopo, viene ulteriormente rafforzata e valorizzata con l'inserimento all'interno di un circuito difensivo in funzione anti-longobarda imperniato su altre citta-caposaldo quali Troia, Dragonara e Fiorentino. Tuttavia, nonostante questi interventi, il territorio bovinese è ancora soggetto ad incursioni nemiche. Nel 967, infatti, i Saraceni di Sicilia, giunti al seguito di Abul-I°-Kasem, mettono a ferro e fuoco la città - subito ricostruita così com'era dai Bizantini che la abitavano - e solo pochi decenni più tardi l'imperatore Ottone 1 di Sassonia, accampatosi nella zona, decide di cingerla d'assedio. |