RISPOSTA DEL SINDACO ALLA LETTERA APERTA DEI BOVINESI DOC

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Amianto a Bovino / Un paese in subbuglio

Il sindaco Dedda: “il Comune non può fare molto, ci aiuti la Provincia

 

Un paese in subbuglio, un paese che ha paura. E neanche un paese da poco: Bovino, inserito nell’elenco dei borghi più belli d’Italia dall’Anci, paese natale di Gabriele Consiglio, l’autore più rappresentativo dell’Appennino Dauno e non solo, che al suo paese ha dedicato tante storie belle e struggenti, decantandone l’assoluta bellezza. Una volta l’ha definita la “Urbino del Sud”. Ma si tratta, adesso, di una bellezza a rischio.
La “tipicità” che è valsa a Bovino il prestigioso riconoscimento è data dai suoi ottocento portali di pietra. Tutti fatti a mano: ché questo farsi le cose a mano è la cifra dell’identità più profonda di Bovino, delle sue radici più vere. “Tutto quanto è fatto con le mani dalla pasta fatta in casa ai biscotti con le mandorle, dalla lavorazione del ferro o della pietra ai ricami, ai lavori all’uncinetto”, tanto si legge nel portale dei borghi più bel d’Italia (http://www.borghitalia.it/).
Non sono invece fatte a mano le canne fumarie dei tetti del borgo, molte delle quali (difficile conoscere il numero preciso, ma speriamo siano meno dei portali di pietra…) nascondono l’insidia che da qualche settimana sta preoccupando la popolazione di Bovino: il micidiale amianto.
Bovino è anche uno dei comuni della Capitanata in cui più ricca è l’informazione “dal basso”: siti (www.nardino.it), blog (ventoamico.leonardo.it) e facebook (Bovinesi Doc) hanno a più riprese lanciato l’allarme. La notizia, giunta da Foggia, che grazie alla mobilitazione del comitato di quartiere del piano di zona Biccari-167, e alla campagna lanciata da alcuni organi di informazione (in primis, il Quotidiano di Foggia…) si è riusciti a far rimuovere da parte del Comune alcune lastre di eternit illegalmente abbandonate in via Calmo, ha rilanciato la mobilitazione. È esploso il dibattito sullo stesso blog del Quotidiano, che per primo si è occupato della vicenda.
Chi segue quasi quotidianamente l’evolversi del fenomeno è Pasquale Garofalo, fondatore di Ventoamico. È stato lui a pubblicare nel blog una puntuale fotocronaca che, seppure non dal punto di vista statistico, chiarisce le dimensioni del fenomeno, quanto mai consistente. Secondo Garofalo, sono centinaia le canne fumarie costruite utilizzate la terribile sostanza. Tenendo in considerazione il fatto che la legge che vieta l’amianto è ormai in vigore da 18 anni, si tratta di manufatti piuttosto vetusti, e dunque a rischio. Una volta che si sfibra e viene disperso per aria, l’amianto risulta altamente tossico per la salute umana.
Eppure, nonostante la mobilitazione mediatica delle ultime settimane, pare che non vi sia ancora la consapevolezza di quanto il problema sia grave.
Esemplare in questo senso, una vicenda raccontata da Ventoamico, di cui ci siamo già occupati su queste colonne. Qualche settimana fa, Garofalo ha dato notizia delle sostituzione di una delle canne fumarie incriminate: al posto di